Rubrica 77

28 aprile 2009 / In Rubrica

Ciao bella…

Dopo il discorso del 25 aprile di Berlusconi (“niente equidistanza”) tutti i giornali hanno salutato la ritrovata unità. Solo l’Unità è per la divisione e tuona: “Per la prima volta in 15 anni Berlusconi celebra il 25 aprile, ma chiede ‘pietà’ per i repubblichini”. Si dà il caso però che a usare quel termine per i militi Salò sia stato il presidente Napolitano. Infatti La Stampa titolava: “Napolitano. ‘A nessun caduto si neghi rispetto e pietà’ ”. Il giornale di Concita ha dunque confuso premier e presidente. Bella ciao o… ciao bella?

Rosso antico

Intanto Gianni Gennari, sull’Avvenire (26 aprile), fa presente che la tragedia della seconda guerra mondiale fu “preparata con l’accordo Hitler-Stalin” il quale – aggiunge Gennari – fu “esaltato da L’Unità clandestina e dal suo partito”.
Veramente? Il giornale di Concita, che invita alla memoria e a non dimenticare, sarà sicuramente pronto a sbugiardare il giornalista cattolico. Aspettiamo la risposta.

Letale

Il Corriere della sera (26 aprile) ci informa che il poeta Valerio Magrelli addirittura “metteva a disposizione la sua macchina per le manifestazioni di Prodi e poi di Veltroni” e ora – dopo tanta generosa abnegazione – nientemeno “ha scritto in versi l’addio al Pd un mese e mezzo fa e non torna indietro”.
Immagino le scene di disperazione dei capi del partito. Il suddetto poeta fra l’altro ha sommessamente definito “forma di vita letale” i “clericali” e ha annunciato al mondo che non tornerà finché non vedrà “i cattolici come Dorina Bianchi con i gradi strappati e la sciabola spezzata”.
A sentire una così grave notizia l’umanità intera è rimasta col fiato sospeso: “così percossa, attonita/ la terra al nunzio sta,/ muta pensando all’ultima/ ora dell’uom fatale”.
La leadership del Pd resterà fino alla fine dei tempi “orba di tanto spiro” e priva del suo autoveicolo? Tornerà o non tornerà Magrelli con tanto di auto a disposizione?
In attesa di conoscere la fondamentale notizia, prendiamo atto che a Sinistra i cattolici, che pure stanno con la Sinistra, vengono definiti dagli intellettuali più eccelsi “forma di vita letale” (cioè mortale).
Che dicono Rutelli, Fioroni e Franceschini?

Af-Fini

Mettere Gianfranco Rotondi fra i “quadri” dirigenti del Paese può sembrare azzardato, considerato il cognome e la carica: Ministro per l’attuazione del programma di governo. Ma certo è fra i giganti del pensiero politico dell’Italia attuale.
Gli abissi insondabili dei suoi teoremi politici lasciano in genere esterrefatti gli interlocutori, soccorsi infine solo dalla scialuppa di salvataggio delle sue battute (freddure?) democristiane.
Confida a Giancarlo Perna, mostrandogli la foto della primogenita: “Quando le dicevano: ‘Hai la testa di papà’, lei piangeva” (Il Giornale, 27 aprile). Si può dar torto alla creatura?
Rotondi ha consegnato a Perna anche una notizia di interesse generale: “Gianfranco Fini è un cattolico democratico, lo sento affine a me”.
Ora, siccome Fini aveva pubblicamente dichiarato di essere non credente (“non ho il dono della fede”, aveva detto in una intervista), la rivelazione di Rotondi mostra finalmente che si può essere “cattolici democratici” e insieme atei. Lo sospettavamo da tempo.

Bobbio dei popoli

A Napolitano che aveva citato Norberto Bobbio come maestro di democrazia hanno risposto due calibri da novanta.
Giuliano Ferrara sul Foglio ricordando impietosamente che il professore torinese “era una cara persona e un filosofo del diritto diligente, ma non un combattente della democrazia”.
E, sul Riformista, Giampaolo Pansa che, pur con l’affetto dell’allievo, fa presente che perfino Bobbio sbagliava. Un esempio per tutti: “quando lo vidi tra i firmatari più illustri del manifesto contro il commissario Luigi Calabresi. Accusato senza prove di essere il torturatore dell’anarchico Pino Pinelli e il suo assassino”. Due a zero, palla al centro.

Fonte: © Libero – 28 aprile 2009

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