Questo articolo di Sandro Magister (vedi QUI ) spiega benissimo l’atteggiamento dell’allora cardinale Bergoglio (nel 2004) che – ovviamente – non avrebbe mai potuto aspirare al papato, verso cui era lanciato, se, da cardinale, avesse pubblicamente contestato la “Veritatis splendor”.

Una volta diventato papa sappiamo invece cosa è successo e Magister, ancora una volta, lo spiega benissimo.

Del resto si può vedere questo stesso atteggiamento anche oggi nell’abitudine di papa Bergoglio di mandare avanti qualcuno (per esempio il card. Kasper) per lanciare la sua “rivoluzione”, senza esporsi direttamente. E poi far passare le sue tesi “rivoluzionarie” nell’Amoris laetitia, senza però assumersene chiaramente la responsabilità (ed è per questo che non risponde ai Dubia dei cardinali).

Allo stesso modo lascia che i “suoi” si lancino in affermazioni inaudite su Lutero, sull’intercomunione con i protestanti o – come nel caso del nuovo Generale dei Gesuiti – addirittura sull’attendibilità dei Vangeli (vedi QUI ) e perfino nell’esaltazione di Marco Pannella, come ha fatto il nuovo Presidente della Pontificia Accademia per la vita da lui stesso nominato (vedi QUI).

Lui, papa Bergoglio, si guarda bene dal richiamarli, dal destituirli o dal prendere le distanze da loro. Chi tace acconsente. Tutte queste loro dichiarazioni fanno il suo gioco senza esporlo direttamente.

Così va avanti la demolizione che caratterizza questo pontificato (vedi la storica copertina dello “Spectator”) che ha effetti devastanti sulla Chiesa, specialmente se si aggiunge all’ostilità sempre più forte dell’ideologia dominante verso i cattolici e alle persecuzioni che colpiscono i cristiani in tante parti del mondo. Continua

Si annuncia un autunno caldo per papa Bergoglio. Anzitutto per la serie di sconfitte politiche che continua ad incassare, lui che è il più politico dei papi moderni: il crollo elettorale di Angela Merkel in Germania è conseguente proprio alla sua politica sull’immigrazione che è stata ossessivamente sponsorizzata da Bergoglio.

Inoltre in tutta Europa cresce l’opinione pubblica che si oppone all’“invasione” incontrollata predicata dal papa argentino (lo dimostrano la Brexit, il Muro di Calais, le elezioni in Austria e pure nella cattolica Croazia dove ha appena vinto il partito di centro-destra).

L’ultimo dei dispiaceri è – in queste ore – l’“azzoppamento” di Hillary Clinton, che di sicuro preoccupa Bergoglio dopo il suo plateale siluro contro Trump sull’immigrazione per svantaggiarlo (sebbene la Clinton sia fanaticamente laicista).

Già il papa sudamericano aveva dovuto incassare la sconfitta del suo candidato alla presidenza in Argentina dove ha vinto Mauricio Macrì, di centrodestra, da lui contrastato. A questo si aggiunga il crollo del potere dei suoi amici della Sinistra brasiliana, Lula e Dilma Roussef (destituita e sotto impeachment).

Anche il tentativo di stipulare un accordo con la Cina comunista (accordo che sarebbe uno schiaffo per i cristiani perseguitati e per i vescovi clandestini) si presenta sempre più difficile, sebbene Bergoglio abbia firmato dichiarazioni imbarazzanti di legittimazione della dittatura e dei suoi crimini e addirittura – nel prossimo incontro delle religioni ad Assisi del 20 settembre – si sia fatto dettare dal regime comunista cinese l’esclusione del Dalai Lama dal novero degli invitati. Continua

Dopo la lettera di papa Bergoglio che approva incondizionatamente le linee guida di Amoris Laetitia diffuse dai vescovi della regione di Buenos Aires, per l’interpretazione del famoso capitolo VIII, cioè dopo che l’attuale Vescovo di Roma ha ufficialmente varato l’esortazione all’adulterio e alla profanazione dei Sacramenti, dobbiamo tenere presente questi punti fermi:

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«Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini» (Atti 5,29)

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“E’ vero che il superiore può errare, ma chi obbedisce non sbaglia. L’unica eccezione si verifica quando il superiore comanda qualcosa che chiaramente, anche in cose minime, va contro la legge divina”. (San Massimiliano Kolbe)

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«Veritas numquam dimittenda est propter timorem scandali» (San Tommaso d’Aquino, Super epistolam B. Pauli ad Galatas 2, 11-14, lect. 3, n. 80). Traduzione: La verità non va mai taciuta nemmeno per la paura che crei scandalo (commento al passo di San Paolo dove scrive: “Ma quando Pietro venne ad Antiochia, mi opposi a lui a viso aperto perché evidentemente aveva torto”).

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INOLTRE: 

«La fede si norma sui dati oggettivi della Scrittura e del dogma, che in tempi oscuri possono anche spaventosamente scomparire dalla coscienza della (statisticamente) maggior parte della cristianità, senza perdere peraltro in nulla il loro carattere impegnante e vincolante. In questo caso la parola del papa può e deve senz’altro porsi contro la statistica e contro la potenza di un’opinione, che pretende fortemente di essere la sola valida; e ciò dovrà avvenire con tanta più decisione quanto più chiara sarà (come nel caso ipotizzato) la testimonianza della tradizione. Al contrario, sarà possibile e necessaria una critica a pronunciamenti papali, nella misura in cui manca a essi la copertura nella Scrittura e nel Credo, nella fede della Chiesa universale. Dove non esiste né l’unanimità della Chiesa universale né una chiara testimonianza delle fonti, là non è possibile una decisione impegnante e vincolante; se essa avvenisse formalmente, le mancherebbero le condizioni indispensabili e si dovrebbe perciò sollevare il problema circa la sua legittimità».

JOSEPH RATZINGER-BENEDETTO XVI, Fede, ragione, verità e amore, p. 400 (Lindau 2009)

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L’infallibilità è quindi anzitutto propria della Chiesa intera: esiste qualcosa come una infallibilità della fede nella Chiesa universale, in forza della quale questa Chiesa universale non si può mai lasciare condurre in errore come Chiesa nella sua totalità. Questa è la parte che hanno I LAICI nella infallibilità. CHE A QUESTA PARTE POSSA SPETTARE A VOLTE UN SIGNIFICATO ESTREMAMENTE ATTIVO, LO SI VEDE NELLA CRISI ARIANA, IN CUI SEMBRO’ IN CERTI MOMENTI CHE L’INTERA GERARCHIA FOSSE CADUTA PREDA DELLE TENDENZE DI MEDIAZIONE ARIANIZZANTI E SOLO L’ATTEGGIAMENTO SICURO DEI FEDELI ASSICURO’ LA VITTORIA DELLA FEDE NICENA

JOSEPH RATZINGER, Il nuovo popolo di Dio (Queriniana)

Continua

E’ accaduto in una città polacca della Slesia, Legnica, che prende il nome dalle sue miniere di lignite. E’ un evento enorme, ma si è verificato in sordina.

Il 25 dicembre del 2013, nella chiesa parrocchiale di San Jacek, durante la Messa di Natale, il sacerdote distribuisce la comunione e un’ostia consacrata cade inavvertitamente per terra.

Secondo le norme in questi casi si raccoglie la particola e la si pone dentro il tabernacolo in un bicchiere d’acqua dove di lì a poco si dissolverà.

Così hanno fatto. Ma dieci giorni dopo, il 5 gennaio del 2014, uno dei sacerdoti si accorge che l’ostia c’è ancora e, in una sua parte, è diventata rosso sangue. Viene avvertito il vescovo che – passate due settimane – istituisce una commissione di studio.

Si prelevano alcuni campioni dalla zona rossa della particola e si sottopongono a rigorose analisi del Dipartimento di Medicina Legale che – alla fine degli esami di laboratorio – trae queste conclusioni: “Nell’indagine istopatologica si è scoperto che i frammenti di tessuto contengono parti frammentate di muscolo striato. L’insieme assomiglia molto al muscolo cardiaco, con le alterazioni che appaiono di frequente durante l’agonia. Gli studi genetici indicano l’origine umana del tessuto”. Continua

La lettura del Vangelo di oggi era molto imbarazzante per colui che ha firmato l’ “Amoris laetitia”, perché è la pagina in cui Gesù proclama l’indissolubilità del matrimonio. Ecco infatti cosa dice:
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In quel tempo, Gesù, partito da Cafarnao, si recò nel territorio della Giudea e oltre il Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli l’ammaestrava, come era solito fare.
E avvicinatisi dei farisei, per metterlo alla prova, gli domandarono: «E’ lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?».
Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?».
Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di rimandarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma all’inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola. Sicché non sono più due, ma una sola carne. L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto».
Rientrati a casa, i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo argomento. Ed egli disse: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio» (Mc 10, 1-12) 
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Come lo ha commentato papa Bergoglio? Era immaginabile che si arrampicasse sugli specchi, ma non pensavo che arrivasse a capovolgere totalmente questa pagina evangelica e le parole di Gesù. Continua

In una recente conferenza in Spagna, il card. Gerhard Müller, custode della dottrina cattolica, cercando di mettere una toppa sulle esplosive trovate eterodosse dell’ “Amoris laetitia” di Bergoglio, ha affermato che nessun papa può cambiare la dottrina sui sacramenti istituiti da Cristo.

Poi Müller ha spiegato la loro centralità: “Sant’Agostino ha visto nell’economia sacramentale della Chiesa l’architettura fondamentale dell’arca di Noè, che è il corpo di Cristo, con il battesimo come grande porta. La Chiesa può navigare perché il suo guscio e la sua alberatura hanno la forma di questo amore di Gesù, comunicato nei sacramenti”.

Eppure proprio contro i sacramenti si è scatenata l’opera demolitrice di papa Bergoglio che rischia di far affondare la nave. Quelli più colpiti – con atti ufficiali – sono stati i sacramenti del matrimonio, dell’eucaristia e della confessione (insieme con un paio di Comandamenti). Ma anche il battesimo – con artiglieria minore – è stato bersagliato.

Ora è arrivato il momento di colpire il sacerdozio e Bergoglio lo fa in diversi modi. Anzitutto c’è il simbolico linguaggio dei gesti. Continua

“Si dovrebbe evitare soprattutto l’impressione che il papa (o l’ufficio in genere) possa solo raccogliere ed esprimere di volta in volta la media statistica della fede viva, per cui non sia possibile una decisione contraria a questi valori statistici medi (i quali sono poi anche problematici nella loro constatabilità).

La fede si norma sui dati oggettivi della Scrittura e del dogma, che in tempi oscuri possono anche spaventosamente scomparire dalla coscienza della (statisticamente) maggior parte della cristianità, senza perdere peraltro in nulla il loro carattere impegnante e vincolante.

In questo caso la parola del papa può e deve senz’altro porsi CONTRO la statistica e CONTRO la potenza di un’opinione, che pretende fortemente di essere la sola valida; e ciò dovrà avvenire con tanta più decisione quanto più chiara sarà (come nel caso ipotizzato) la testimonianza della tradizione.

Al contrario, sarà POSSIBILE E NECESSARIA UNA CRITICA a pronunciamenti papali, nella misura in cui manca a essi la copertura nella Scrittura e nel Credo, nella fede della Chiesa universale .

DOVE NON ESISTE NE’ L’UNANIMITÀ  DELLA CHIESA UNIVERSALE NE’ UNA CHIARA TESTIMONIANZA DELLE FONTI, LA’ NON E’ POSSIBILE UNA DECISIONE IMPEGNANTE E VINCOLANTE; SE ESSA AVVENISSE FORMALMENTE, LE MANCHEREBBERO LE CONDIZIONI INDISPENSABILI E SI DOVREBBE PERCIO’ SOLLEVARE IL PROBLEMA CIRCA LA SUA LEGITTIMITA’ “. 

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Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, “Fede, ragione, verità e amore”, p. 400 (Lindau 2009)

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Il Romano Pontefice è – come tutti i fedeli – SOTTOMESSO ALLA PAROLA DI DIO, ALLA FEDE CATTOLICA ed è GARANTE DELL’OBBEDIENZA DELLA CHIESA e, in questo senso, servus servorum. EGLI NON DECIDE SECONDO IL PROPRIO ARBITRIO, ma dà voce alla volontà del Signore, che parla all’uomo nella Scrittura vissuta ed interpretata dalla Tradizione; in altri termini, la episkopè del Primato ha i limiti che procedono dalla legge divina e dall’inviolabile costituzione divina della Chiesa contenuta nella Rivelazione”

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Joseph Ratzinger, Congregazione per la dottrina della fede, “Il primato del successore di Pietro nel mistero della Chiesa” (1998)

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MIO COMMENTO

Dedico queste due splendide e autorevolissime pagine a tutti quei vescovi e cardinali (e sono tanti) che avvertono il deragliamento drammatico costituito dal documento bergogliano, che sta portando la Chiesa fuori strada, mettendo in pericolo tante anime, ma, al contempo, si chiedono se è lecito e opportuno intervenire dissociandosi da esso.

Ebbene, papa Benedetto XVI ha già risposto ripetutamente, affermando chiaramente – in base alla dottrina cattolica – che “dove non esiste né l’unanimità della Chiesa universale né una chiara testimonianza delle fonti” – ed è sicuramente il caso dell’Amoris laetitia – “là non è possibile una decisione impegnante e vincolante; se essa avvenisse formalmente, le mancherebbero le condizioni indispensabili e si dovrebbe perciò sollevare il problema circa la sua legittimità”.

RIPETO: SI DEVE SOLLEVARE IL PROBLEMA CIRCA LA SUA LEGITTIMITA’ ! QUESTO E’ – PER VESCOVI E CARDINALI – NON UNA POSSIBILITA’, MA UN PRECISO DOVERE!

Continua

Sui giornali conformisti e nei salotti Tv imperversano sempre gli adulatori del papa argentino, ma nel mondo del pensiero (sia cattolico che laico) si stanno alzando ora voci sconcertate: sia per la demolizione bergogliana del cattolicesimo, sia per la devastante ideologia politica del papa peronista e noglobal (l’Economist lo ha assimilato addirittura a Lenin per la sua idea della guerra mondiale come prodotto di capitalismo e imperialismo).

Dirompente in questi giorni è stato il più importante filosofo cattolico vivente, Robert Spaemann, amico personale di Joseph Ratzinger e docente di filosofia all’università di Monaco di Baviera.

FUORI DALL’ORTODOSSIA

Spaemann, a Catholic News Agency, ha dichiarato che, nell’Amoris laetitia di Bergoglio, c’è una rottura rispetto a tutto il magistero della Chiesa: “Che si tratti di una rottura è qualcosa che risulta evidente a qualunque persona capace di pensare che legga i testi in questione”. Continua

12 APRILE

SAN PAOLO : ANCHE SE FOSSE UN PAPA A PREDICARVI UN VANGELO DIVERSO, SIA ANATEMA!

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ECCO COME L’APOSTOLO AMMONISCE I TRADITORI CHE IN UN ATTIMO HANNO VOLTATO LE SPALLE ALLA VERITA’ DI CRISTO SEGUENDO UN FALSO VANGELO…
“Io mi meraviglio che così presto voi siate passati da colui che vi ha chiamati mediante la grazia di Cristo, a un altro vangelo. Ché poi non c’è un altro vangelo; ma ci sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire l’Evangelo di Cristo. Ma quand’anche noi stessi, quand’anche un angelo dal cielo vi annunziasse un vangelo diverso da quello che v’abbiamo annunziato, sia egli anatema. Come l’abbiamo detto prima d’ora, torno a ripeterlo anche adesso: se alcuno vi annunzia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema. Vado io forse cercando di ottenere il favore degli uomini o piuttosto quello di Dio? O cerco io di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo”.
San Paolo (Galati 1: 6-10)

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13 APRILE

IL “FARISEO” BERGOGLIO

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Anche oggi, all’udienza del mercoledi, Bergoglio attacca coloro che non sono d’accordo col suo “nuovo vangelo”, che ha appena espresso nella sua Esortazione, dove ribalta il magistero di sempre della Chiesa.
Il “misericordioso” vescovo di Roma si scaglia violentemente contro quanti difendono la dottrina cattolica e li chiama sprezzantemente “farisei” (dimenticando, fra l’altro, le proteste del rabbino capo di Roma per l’abuso di questo termine).
Bergoglio dunque bombarda pesantemente quelli che restano fedeli alla dottrina cattolica, citando gli scontri dei farisei con Gesù, e quindi identificando se stesso con Gesù.
Solo che, nella sua continua manipolazione dei testi evangelici, dimentica (o finge di dimenticare) che sull’indissolubIlità del matrimonio (che è il vero oggetto dell’Esortazione perché legittima il secondo matrimonio, le convivenze ec) i cosiddetti “misericordiosi” (cioè i bergogliani del tempo) erano proprio i farisei, mentre Gesù era il “rigorista” che condanna il ripudio e il secondo matrimonio (Mt 19, 3-12) e chiama all’amore per sempre, elevando a sacramento il matrimonio (VEDI QUI).
Quindi, tuonando contro i cosiddetti “rigoristi”, in realtà Bergoglio tuona contro Gesù stesso (VEDI QUI). Lo fa in nome della misericordia, ma Gesù è proprio la Misericordia fatta carne. Ed è Lui la vera misericordia che salva, perché è anche la Verità fatta carne.
Noi non siamo stati redenti da Bergoglio (e dalle sue dottrine solo apparentemente misericordiose), ma da Gesù Cristo, vero Figlio di Dio, morto e risorto per noi.

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Un vaticanista ultrabergogliano oggi pubblica un articolo con questo titolo: “Papa Francesco chiude i conti con il Concilio Trento”.
E’ vero. E’ esattamente quello che è accaduto con la “AMORIS FURBIZIA”, ma c’è poco da gioirne. Perché nessun papa ha il potere di rinnegare la legge di Dio e il magistero costante della Chiesa.
Peraltro Bergoglio, con il suo documento, chiude anche i conti con il Vangelo. Perché la Parola di Gesù sull’indissolubilità del matrimonio è chiarissima (“non osi l’uomo separare ciò che Dio congiunge” Mt 19,6) e sempre la Sacra Scrittura comanda: “chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore” (1Cor 11,27).
E – come dice Gesù nel Vangelo di Giovanni – “la Scrittura non può essere annullata”.
Bergoglio si è messo sotto i piedi la Parola di Dio e la Legge di Dio e stamani da Santa Marta tuona contro “i dottori della lettera”, cioè contro coloro che gli ricordano la Parola di Dio e la Legge di Dio.
Egli li paragona a quelli che hanno condannato santo Stefano.
Ma santo Stefano, al contrario, è stato martirizzato proprio perché difendeva la verità, la dottrina cristiana! Era lui il vero dottore della lettera, così come san Francesco d’Assisi predicava il Vangelo “sine glossa”, cioè il Vangelo alla lettera, ricordando a tutti: “guai a quelli che morranno nelli peccata mortali”. Continua