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	<title>lo Straniero &#187; Caterina Socci</title>
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	<description>Il blog di Antonio Socci</description>
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		<title>Caterina, un episodio. E una preghiera&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 11:55:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.socci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Caterina Socci]]></category>
		<category><![CDATA[Corona delle lacrime della Madonna]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari amici, tanti di voi mi scrivono per chiedermi di Caterina. Questa manifestazione di vicinanza e di affetto è davvero toccante per me, anche se non riesco – purtroppo – a rispondere a tutte le mail. E anche se le mie risposte sono un po’ vaghe, perché non me la sento di entrare nei dettagli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici,</p>
<p>tanti di voi mi scrivono per chiedermi di Caterina. Questa manifestazione di vicinanza e di affetto è davvero toccante per me, anche se non riesco – purtroppo – a rispondere a tutte le mail.</p>
<p>E anche se le mie risposte sono un po’ vaghe, perché non me la sento di entrare nei dettagli delle condizioni di salute.</p>
<p>Tuttavia voglio raccontarvi un piccolo episodio di ieri da cui potrete capire qualcuno dei problemi di Caterina, ma anche la sua stupefacente consapevolezza.</p>
<p>Dovete sapere anzitutto che Caterina è in grado di comunicare con il “sì” e il “no”. Facendole delle domande lei risponde benissimo. Salvo il fatto che per dire “sì” dice “a!” (perché la “s” è difficile da pronunciare), mentre pronuncia bene il “no”.</p>
<p>Dunque, sua mamma, Alessandra, ieri stava parlandole di alcune cose e Caterina – capendo tutto bene &#8211; rispondeva, anche con risate ed esclamazioni varie che rientrano nella sua ampia espressività.</p>
<p><strong>A un certo punto Alessandra le ha chiesto: “Ma tu, Cate, vuoi bene a Gesù?”. Non aveva neanche finito la domanda che Caterina, con quella prontezza che si ha solo per le cose che ardono nel cuore, le ha risposto con i suoi occhioni che si riempivano di lacrime: “ A!!! A!!!”.</strong></p>
<p>Dalla sua croce, commossa e ardente come è sempre lei, Caterina ha rinnovato questa appassionata dichiarazione d’amore al Salvatore …</p>
<p>Sinceramente è difficile non restarne toccati (soprattutto per chi ha visto gli occhi di Caterina) e credo che la primissima a commuoversi per questo amore a Suo Figlio sia la nostra buona, dolce Madre, la Regina del cielo e della terra.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Così, considerato che siamo alla svolta decisiva nel cammino di Caterina, per ottenere la sua guarigione dalle difficoltà attuali ho pensato di fare una novena con la “Corona delle lacrime della Madonna” per chiedere la grazia da Colui che è il Medico e la Medicina delle anime e dei corpi.</span></strong></p>
<p>Già tanti di noi recitano il Rosario quotidiano.</p>
<p>Oggi propongo, a chi può e vuole, di unirsi a me anche in questa preghiera, <strong><span style="text-decoration: underline;">non solo per Caterina, ma per i vostri malati e per tante persone che mi hanno scritto chiedendo preghiere per loro amici o parenti che sono nella sofferenza</span></strong>, alle quali ho risposto che tutte le preghiere per Caterina sono anche per loro.</p>
<p>Questa devozione delle “lacrime di Maria”, che ebbe l’imprimatur del vescovo, deriva dalle apparizioni di Gesù a suor Amalia Aguirre, in Brasile, nel 1929-1930.</p>
<p>In particolare l’8 Novembre 1929, mentre stava pregando offrendo se stessa per salvare la vita di una sua parente gravemente ammalata, la suora udì una voce:</p>
<p><strong><em><span style="text-decoration: underline;">“ Se vuoi ottenere questa grazia, domandala per le Lacrime di mia Madre. Tutto ciò che gli uomini mi domandano per quelle Lacrime sono obbligato a concederlo”. </span></em></strong></p>
<p>Potete trovare la storia di queste apparizioni su internet. Sotto vi copio le modalità di questo “Rosario delle lacrime” che si recita su una corona un po’ diversa da quella del rosario normale (è composta di 49 grani, divisi in gruppi di 7 e separati da 7 grani grossi, e termina con 3 grani piccoli), ma, con un po’ di praticità, si può recitare anche senza corona.</p>
<p>Grazie.</p>
<p> </p>
<p>Antonio Socci</p>
<p> </p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Rosario delle lacrime di Maria</span></strong></p>
<p> </p>
<p>Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.</p>
<p><strong>Orazione iniziale: </strong></p>
<p>O Gesù, nostro Divino Crocifisso, inginocchiati ai tuoi piedi noi ti offriamo le lacrime di Colei che ti ha accompagnato lungo la via dolorosa del Calvario, con un amore così ardente e compassionevole. Esaudisci o buon Maestro le nostre suppliche e le nostre domande, per l&#8217;amore delle Lacrime della Tua Santissima Madre. Accordaci la grazia di comprendere gli insegnamenti dolorosi che ci danno le lacrime di questa Buona Madre, affinché adempiamo sempre la Tua Santa Volontà sulla terra e siamo giudicati degni di lodarti e glorificarti eternamente in cielo.</p>
<p> </p>
<p><strong>Sui grani grossi ( 7 ) : </strong></p>
<p><strong>O Gesù, ricordati delle Lacrime di Colei che ti amato più di tutti sulla terra. E ora ti ama nel modo più ardente in cielo. </strong></p>
<p> </p>
<p> <strong>Sui grani piccoli ( 7 x 7 ) : </strong></p>
<p><strong>O Gesù esaudisci le nostre suppliche e le nostre domande. Per amore delle Lacrime della tua Santa Madre. </strong></p>
<p> </p>
<p><strong>Alla fine si ripete 3 volte : </strong></p>
<p>  <strong>O Gesù ricordati delle Lacrime di Colei che ti ha amato più di tutti sulla terra. </strong></p>
<p> </p>
<p><strong>Preghiera conclusiva: </strong></p>
<p> </p>
<p><strong>O Maria, Madre dell’Amore, Madre di dolore e di Misericordia, noi ti domandiamo di unire le tue preghiere alle nostre, affinché il tuo divin Figlio, al quale noi ci rivolgiamo con confidenza, in virtù delle tue Lacrime, esaudisca le nostre suppliche e ci conceda, oltre le grazie che gli domandiamo, la corona della gloria nell’eternità. </strong><strong></strong></p>
<p><strong> </strong><strong> </strong><strong></strong></p>
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		<title>Serra e compagni: vergogna!</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 09:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.socci</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Caterina Socci]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio fazio]]></category>
		<category><![CDATA[La Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Serra]]></category>
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		<category><![CDATA[Roberto Saviano]]></category>
		<category><![CDATA[Vieni via con me]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul settimanale satirico “Cuore” c’era una volta la rubrica “Vergogniamoci per loro”, presentata come un “servizio di pubblica utilità per chi non è in grado di vergognarsi da solo”. Forse oggi dovremmo ricordare quella rubrica proprio a Michele Serra, il fondatore di “Cuore”. Chiedendogli se non crede di meritarla dopo il corsivo che ieri ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul settimanale satirico “Cuore” c’era una volta la rubrica “Vergogniamoci per loro”, presentata come un “servizio di pubblica utilità per chi non è in grado di vergognarsi da solo”.</p>
<p>Forse oggi dovremmo ricordare quella rubrica proprio a Michele Serra, il fondatore di “Cuore”. Chiedendogli se non crede di meritarla dopo il corsivo che ieri ha pubblicato sulla Repubblica.<span id="more-1279"></span></p>
<p>Io penso che gli esseri umani, seppure divisi da occasionali diversità di vedute, possano e debbano incontrarsi nell’universale pietà per il dolore che segna tragicamente la nostra condizione umana. Credo che Serra dovrebbe rifletterci seriamente.</p>
<p>Purtroppo ieri, lui che è uno degli autori di “Vieni via con me”, ha liquidato col ditino alzato la richiesta di molte persone affette da gravi malattie, che lottano per vivere e per vivere in condizioni migliori, di potersi raccontare in quel programma così come, nello stesso programma, è stata raccontata la storia di Welby e degli Englaro.  </p>
<p>Da una settimana questi malati lo chiedono ogni giorno dalla prima pagina di “Avvenire”, denunciano che si sentono soli, silenziati e che vogliono continuare a vivere. Ma a quanto pare Serra, Saviano, Fazio e compagni, hanno decretato che costoro non hanno diritto di parola nella “loro” televisione.</p>
<p>Certo la pietà verso il dolore degli altri esseri umani, visitati da malattie terribili, non è un dovere di legge. Ma quando si tratta di televisione pubblica è anche un problema collettivo. </p>
<p>Il corsivo di Serra mi è parso alquanto infelice laddove definisce certi ammalati come coloro che “desiderano rimanere in vita a oltranza”. Con una vena di (spero involontaria) ironia.</p>
<p>Serra è arrivato a sostenere che quanti li assistono hanno “un vantaggio oggettivo” (sic!), che sarebbe quello di “operare senza ostacoli giuridici e senza alcuna ostilità di tipo etico”.</p>
<p>Mi auguro che chi scrive cose del genere non debba mai sperimentare direttamente, sulla propria pelle o su quella dei suoi cari, questo meraviglioso “vantaggio” di cui favoleggia.</p>
<p>Spero che non conosca mai lo strazio disumano di vedere un giovane figlio in coma e di non sapere se si sveglierà e in quali condizioni.</p>
<p>Se Serra uscisse dal suo salotto ideologico piccolo borghese, dove le parole stanno col culo al caldo come lui,  e se andasse negli ospedali ad ascoltare chi vive quel dolore feroce, imparerebbe che alla tragedia – già insopportabile – dei nostri figli crocifissi (dalla Sla o dal coma o da altri orrori) ogni famiglia deve aggiungere l’umiliazione e la sofferenza di trovarsi pressoché sola, smarrita in un inferno, senza aiuti, senza mezzi, senza sostegno (tanto che spesso qualcuno – mamma o papà – è costretto addirittura a lasciare il lavoro).</p>
<p>Ed è una beffa affermare che costoro non hanno ostacoli giuridici o etici.</p>
<p>Sulla sua comoda amaca, Serra sembra non curarsi del grido di aiuto che sale da tante famiglie che letteralmente si svenano e si sfasciano per poter soccorrere i loro figli precipitati nel buio.</p>
<p>Costoro non hanno diritto di raccontare la loro strenua lotta per la vita a “Vieni via con me”. Anzi.</p>
<p>Serra arriva addirittura a definire i cattolici, che vogliono dar voce a questi malati e alle loro famiglie silenziate, come “i forti” che pretenderebbero di coartare i deboli, perché si permettono “di protestare dall’alto di una libertà riconosciuta” per chiedere di far parlare tutti.</p>
<p>Ma che vuol dire? Serra scrive: “dall’alto di una libertà”. Ma di quale altezza e di quale libertà sta sproloquiando? E’ lui, Serra, che pontifica “dall’alto” della sua libertà di opinionista, sano (buon per lui) e autore televisivo.</p>
<p>I nostri figli invece vivono nel baratro della malattia. Dove non hanno neanche la libertà di muovere una mano o di pronunciare una parola o di mangiare.</p>
<p>Serra aggiunge un’altra espressione: “dall’alto di una libertà riconosciuta”. Quale “libertà riconosciuta” avrebbero un ragazzo crocifisso e i suoi genitori? Allude forse alla libertà di vivere?</p>
<p>Dobbiamo forse considerare  una graziosa concessione dello Stato o di lorsignori pensatori il fatto che una figlia ammalata viva?</p>
<p>Non credo. Tale libertà non è una concessione di nessuno stato.</p>
<p>Il problema è semmai rappresentato dalle tantissime libertà che questi malati non hanno. Praticamente non hanno nessuna libertà e – adesso – viene negata loro anche la libertà di gridare in televisione la loro richiesta di aiuto.</p>
<p>Non è serio né giusto cambiare le carte in tavola. Questi malati, insieme ai cattolici – a dire di Serra – protestano “dall’alto di una libertà riconosciuta contro chi uguale libertà non ha. Forti che protestano contro deboli: non è neanche molto sportivo”.</p>
<p>E’ un capovolgimento della verità scandaloso. Perché nessuno dei malati che ogni giorno Avvenire mette in prima pagina ha protestato “contro” Welby o Englaro.</p>
<p>Nessuno di loro ha preteso di impedire che venisse raccontata di nuovo in tv la storia di Welby o Englaro. Semplicemente chiedono di poter raccontare pure la loro.  </p>
<p>I “forti” casomai sono Serra, Fazio e Saviano che da tv e giornali – a loro disposizione – teorizzano che questi non abbiano diritto di parola nel loro programma (dando evidentemente per scontato che la Rai sia cosa loro e non una televisione pubblica, pagata dai soldi di tutti).</p>
<p>Questa logica dei forti contro i deboli si piega solo davanti ad altri forti, come il ministro dell’Interno che è riuscito a ottenere una replica, perché è un ministro potente. Ma ai deboli nulla sembra sia dovuto.</p>
<p>Invece tutti abbiamo – o dovremmo avere – il dovere della pietà. E della solidarietà. Parole che forse non hanno (più) cittadinanza a sinistra.</p>
<p> </p>
<p> Antonio Socci</p>
<p>Da “Libero” 24 novembre 2010</p>
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		<title>Notizie su Saviano e Caterina&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 08:57:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.socci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[Caro Roberto, vieni via con me e lascia i tristi a friggere nel loro odio. Questo è un invito pieno di stima: vieni a trovare mia figlia Caterina. Ti accoglierò a braccia spalancate e se magari ne tirerai fuori l’idea per un articolo, potrai devolvere un po’ di diritti alle migliaia di bambini lebbrosi che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Roberto,</p>
<p>vieni via con me e lascia i tristi a friggere nel loro odio. Questo è un invito pieno di stima: vieni a trovare mia figlia Caterina.</p>
<p>Ti accoglierò a braccia spalancate e se magari ne tirerai fuori l’idea per un articolo, potrai devolvere un po’ di diritti alle migliaia di bambini lebbrosi che sto aiutando tramite i miei amici missionari i quali li curano nel loro lebbrosario (in un Paese del terzo mondo).</p>
<p>Vieni senza telecamere, ma con il cuore e con la testa con cui hai scritto “Gomorra”, lasciandoti alle spalle i fetori dell’odiologia comunista (a cui tu non appartieni) che si respira in certi programmi tv.</p>
<p>Mi scrivesti – ti ricordi ? -  quando io ti difesi su queste colonne per il tuo bel libro.</p>
<p>Ora io, debole, scrivo a te forte e potente, io padre inerme in lotta con l’orrore (e in fuga dalla tv) scrivo a te, star televisiva osannata, io cristiano controcorrente da sempre, scrivo a te che stimo: vieni a guardare negli occhi mia figlia venticinquenne che sta coraggiosamente lottando contro un Nemico forse più tremendo di quei quattro squallidi buzzurri che sono i camorristi.</p>
<p>Lei non si arrende all’orrore, come non ci si arrende alla camorra. Vieni a vedere il suo eroismo e quello di tanti altri come lei, che – come dice Mario Melazzini, rappresentante di molti malati di Sla – sono silenziati dal regime mediatico del ‘politically correct’ nel quale tu, purtroppo, hai accettato di diventare una stella.</p>
<p>Vieni. Vedrai gli occhi di Caterina, ben diversi da quelli arroganti e pieni di disprezzo delle mezzecalzette o dei tromboni che civettano nei salotti intellettuali e giornalistici.</p>
<p>Magari potrai vedere addirittura la felicità dentro le lacrime e forse eviterai di straparlare sull’eutanasia, sulla malattia o sul fine vita (come hai fatto lunedì scorso) imponendo il tuo pensiero unico, perché i malati, i disabili che implorano di essere aiutati e sostenuti, nel salotto radical-chic tuo e di Michele Serra, non hanno avuto diritto di parola.</p>
<p>Come non ce l’hanno – in questa dittatura del pensiero unico &#8211; i bambini non nati o i cristiani macellati da ogni parte e disprezzati o condannati a morte per la loro fede: è il caso della giovane Asia Bibi.</p>
<p>Vedi, a me non frega niente della tua diatriba col ministro Maroni: siete due potenti e avete gli strumenti a vostra disposizione per battervi. Non c’è bisogno di galoppini che osannino l’uno o l’altro.</p>
<p>A me importa dei deboli, dei malati, dei piccoli, dei poveri che sono ignorati, silenziati e umiliati in televisione. A cominciare dal programma di Michele Serra dove recitate tu e Fazio. Dove si taglia a fette il disprezzo per la Chiesa.</p>
<p>Per la Chiesa che tu sai bene – caro Roberto – ha lottato contro la camorra e la mafia ben prima di te e con uomini inermi e poveri che ci hanno pure rimesso la pelle.</p>
<p>La Chiesa che conosce i sofferenti e i miseri, li ama e quasi da sola soccorre tutti i disperati della terra, un po’ più di Michele Serra di cui ho sentito parlare solo nei salotti giornalistici, non in lebbrosari del Terzo Mondo o nei bassifondi di Calcutta (di Fabio Fazio neanche merita occuparsi).</p>
<p>E’ un peccato che tu metta il tuo volto a far da simbolo di un establishment intellettuale che non ha mai letto il tuo e mio Salamov e non ha mai combattuto l’orrore rosso che lui denunciò e contro cui morì.</p>
<p>Quello sì che sarebbe anticonformismo: andare in tv a raccontare Kolyma che è con Auschwitz l’abisso del XX secolo, ma che – a differenza di Auschwitz – non è mai stata denunciata nella nostra cultura e nella nostra televisione!</p>
<p>Abbiamo visto nel tuo programma lo spettro del (post) comunismo che legittimava lo spettro del (post) fascismo. Dandoci a bere che loro hanno “i valori”. Anzi: solo loro. Visto che solo loro sono stati ritenuti degni di proclamarli.</p>
<p>Il rottame dell’odiologia del Novecento che ha afflitto l’umanità e in particolare l’Italia è davvero quello che oggi ha i titoli per sdottoreggiare di valori?</p>
<p>Mi par di sentire mio padre minatore cattolico – che lottò in  vita contro il comunismo e contro il fascismo – che, quando era ancora fra noi, si ribellava davanti a questa tv e gridava: “Andate al diavolo!”.</p>
<p>Quelli come lui – che hanno garantito a tutti noi la libertà e il benessere di cui godiamo – non ce li chiamate a proclamare i loro valori.</p>
<p>Perché sono state le persone comuni come lui a capire la grandezza di un De Gasperi e ad aiutarlo, ricostruendo l’Italia. Invece gli intellettuali italiani del Novecento sono andati dietro ai pifferi di Mussolini e di Togliatti (e di Stalin).</p>
<p>E dopo questo tragico abbaglio l’establishment intellettuale di oggi ancora pretende di indicare la via, gigioneggiando su tv e giornali.</p>
<p>Pretendono di fare la rivoluzione (etica naturalmente) con tanto di contratto o fattura (sacrosanta retribuzione per la prestazione professionale, si capisce).</p>
<p>Sono il regime e pretendono di spacciarsi per l’eresia, incarnano la pesantezza del conformismo e si atteggiano a dissidenti, sbandierano le regole per gli altri e se ne infischiano di quelle che dovrebbero osservare loro, predicano la tolleranza e non tollerano alcune diversità culturale e umana.</p>
<p>Come se non bastasse proclamano l’antiberlusconismo etico e antropologico e con l’altra mano (molti di loro) firmano contratti con le aziende di Berlusconi come Mondadori, Mediaset o Endemol (di o partecipate da Berlusconi).</p>
<p>Pensa un po’ Roberto, io pubblico con la Rizzoli e lavoro per la Rai. Ti assicuro che si può vivere dignitosamente anche senza lavorare con aziende che fanno capo al gruppo Berlusconi, visto che (a parole) viene così schifato da questa intellighentsia.</p>
<p>Caro Roberto, l’altra sera mia figlia Caterina stava ascoltando un cd con canti polifonici che lei conosce bene (perché li cantava anche lei). Era molto concentrata ad ascoltare una laude cinquecentesca a quattro voci che s’intitola: “Cristo al morir tendea”.</p>
<p>In essa Maria parla di Gesù ai suoi amici, agli apostoli. E quando le sue struggenti parole – cantate meravigliosamente – hanno sussurrato “svenerassi per voi” (si svenerà per voi), Caterina – che non può parlare &#8211; è scoppiata a piangere.<br />
Questa commozione per Gesù – che nei salotti che oggi frequenti è disprezzato come nei salotti di duemila anni fa – ha cambiato il mondo e salva l’umanità.</p>
<p>E’ la stessa commozione di Asia Bibi, la giovane madre condannata a morte perché &#8211; a chi voleva convertirla all’Islam &#8211; ha risposto: “Gesù è morto per me, per salvarmi. Maometto cos’ha fatto per voi?”.</p>
<p>Ecco, caro Roberto, questa commozione per un Dio che ama così è il cristianesimo.</p>
<p>E tu hai conosciuto uomini che per l’amicizia di Gesù, per amare gli esseri umani come lui, hanno scommesso la vita, hanno dato se stessi. Quando si sono visti quei volti come si può sopportare di vivere in un mondo di maschere e di recitare nei loro teatrini?</p>
<p>Ti abbraccio,</p>
<p> </p>
<p>Antonio Socci</p>
<p> </p>
<p>Da “Libero” 19 novembre 2010</p>
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		<title>Caterina a Loreto&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 09:59:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.socci</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[Caterina Socci]]></category>
		<category><![CDATA[Comunione e liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Paolo II]]></category>
		<category><![CDATA[Pellegrinaggio Macerata-Loreto]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Casa di Loreto]]></category>

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		<description><![CDATA[La meglio gioventù è in cammino nella notte del nostro tempo. Sabato andrà a Loreto, verso la piccola e povera casa di Maria di Nazaret dove – con l’Annunciazione &#8211; sorse il sole che squarciò le tenebre delle nostre vite. E’ uno spettacolo da non perdersi e i nostri media sicuramente lo perderanno. La bella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La meglio gioventù è in cammino nella notte del nostro tempo. Sabato andrà a Loreto, verso la piccola e povera casa di Maria di Nazaret dove – con l’Annunciazione &#8211; sorse il sole che squarciò le tenebre delle nostre vite.<span id="more-1229"></span></p>
<p>E’ uno spettacolo da non perdersi e i nostri media sicuramente lo perderanno.</p>
<p>La bella gioventù, migliaia di bei volti &#8211; l’anno scorso erano 60 mila (ripeto: sessantamila!) &#8211; in silenzio o in preghiera, sfileranno veloci nella notte fra il 12 e il 13 giugno nelle dolci campagne marchigiane verso l’abbraccio di colei che è eternamente giovane ed eternamente bella e che li aspetta, tutti, uno ad uno.</p>
<p>Sono le campagne di Giacomo Leopardi (Recanati e lì) e tutti questi giovani hanno nel cuore le grandi domande della sua poesia e quella sua nostalgia dell’Infinito. Che si è fatto Uomo.</p>
<p>Mia figlia Caterina ogni anno andava dalla Madre di Cristo, percorrendo nella notte i 32 chilometri che separano Macerata da Loreto, con i suoi amici universitari di Comunione e liberazione.</p>
<p>Quest’anno per la prima volta non ci sarà. Dal 12 settembre – quando il suo cuore si fermò – sta attraversando un’altra notte, ma siamo certi che anche questo cammino finirà in un bel mattino, fra le braccia della Madonna, dove tutti i destini e tutte le strade trovano la loro meta.</p>
<p>Lei che è la grande soccorritrice, la “Salus infirmorum” e che già ha protetto la vita di Caterina, quel 12 settembre, facendo di nuovo battere il suo cuore, la risolleverà.</p>
<p>Il caso vuole, peraltro, che il pellegrinaggio quest’anno si svolga proprio il 12 giugno, a nove mesi esatti dal dramma di Caterina. E che sia un sabato (giorno di Maria), come il 12 settembre, che il pellegrinaggio cominci a quella stessa ora in cui Caterina cadde “morta” in terra, le 20.30 e che sia la festa del Cuore Immacolato di Maria, al quale Caterina era affidata e al quale il Papa ha consacrato la Chiesa e l’intera umanità.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">La consacrazione a Cristo</span></strong></p>
<p>Quante volte, alla fine del lungo cammino, Caterina, a Loreto ha recitato, insieme a migliaia di amici, l’Atto di consacrazione che chiude il pellegrinaggio: l’ “Atto di Consacrazione della nostra vita a Cristo attraverso Maria, perché la Chiesa diventi sorgente di vita nuova per tutti i popoli”.</p>
<p>Ecco la preghiera che viene recitata dai 60 mila giovani:</p>
<p><em><strong>“Maria, tu sei la Madre di Cristo, Madre della Comunione che Tuo Figlio ci dà, come dono sempre nuovo e potente, che è un gusto di vita nuova. Attraverso di Te noi perciò consacriamo tutto noi stessi, tutte le gioie e le sofferenze che Tuo Figlio sceglie per noi e la nostra stessa vita, affinché Tu diventi la Madre della Vita e Cristo doni a tutti gli uomini lo stesso gusto di vita nuova che ha donato a noi, Amen”.</strong></em></p>
<p>Come non pensare che attraverso l’offerta delle loro sofferenze il Signore della storia salvi il mondo e riversi un fiume di benedizioni e di grazia sull’umanità smarrita?</p>
<p>E’ stato il Papa, in una sua enciclica, a ricordare che “è grazie a pochi sconosciuti che il mondo vive” e a Fatima – parlando di Giacinta e Francesco – ci ha indicato nella loro offerta di sé e della propria vita, la potentissima arma con cui Dio fa vincere l’amore sul Male che è scatenato nel mondo.</p>
<p>Così, anche se quest’anno a Loreto Caterina non ci sarà fisicamente, sarà portata nel cuore e nelle preghiere da tanti suoi amici che chiederanno alla Vergine di guarirla per farla tornare l’anno prossimo.</p>
<p>E arrivando si accorgeranno che Caterina (come ogni sofferente) c’è, misteriosamente, anche quest’anno, lì fra le braccia della Madonna, con la testa appoggiata al suo cuore….</p>
<p>In tanti ogni anno sono commossi da questo lungo fiume di giovinezza, da questo popolo in cammino.</p>
<p>E tanti, per vie sconosciute a noi, saranno colpiti, vedranno sorgere l’aurora della loro buia vita, grazie al sacrificio di chi si consacra a Cristo attraverso Maria e si offre per la salvezza del mondo. Perché è come offrirsi in riscatto per dei prigionieri, per liberare degli schiavi.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Oasi</span></strong></p>
<p>E’ stupefacente che vi siano luoghi al mondo dove dei giovani sono educati a questo slancio verso l’infinito, dove si innamorano della Bellezza e della Purezza abbracciandoli con la scelta di una vita eroica (l’umile vita quotidiana).</p>
<p>Il pellegrinaggio della tradizione cristiana da secoli esprime questa sapienza antica. Ci fa capire che la vita non è un girovagare senza meta, dove quindi i passi non hanno senso e non hanno valore e la vita è inutile.</p>
<p>No, la vita non è un vagare annoiato nella notte, ma è un camminare lieto e certo, assieme a dei fratelli, verso una casa, verso Casa. E’ un camminare nella notte verso l’alba di un abbraccio di Madre che ti aspetta.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Tradizione che rinasce</span></strong></p>
<p>Questo pellegrinaggio cominciò nel 1978, anno dell’elezione di Giovanni Paolo II, su proposta di don Giancarlo Vecerrica, insegnante di religione, ai suoi studenti.</p>
<p>Don Giancarlo, che era il sacerdote di CL a Macerata, lo propose come gesto di ringraziamento alla Madonna alla fine dell’anno scolastico. Era un’antica tradizione che si era persa nel tempo, soprattutto in quegli anni Settanta.</p>
<p>La prima volta parteciparono in trecento, perlopiù di Macerata. Sembravano già tantissimi. Oggi superano sessantamila, da tutta Italia. E il 19 giugno 1993 il pellegrinaggio ha avuto addirittura la visita di Giovanni Paolo II che, alla partenza del cammino notturno, consegnando la Croce, lasciò ai pellegrini questo compito:</p>
<p><em><strong>“Ora affido a voi, cari giovani, la Croce che vi farà da guida al vostro Pellegrinaggio al santuario di Loreto. Imparate dall’esperienza di questa notte a seguire, anche sulle strade del vostro quotidiano cammino, la Croce di Cristo, nella quale è salvezza, vita e resurrezione”.</strong></em></p>
<p>Da quel giorno quella stessa Croce ogni anno sta in cima al pellegrinaggio che si conclude in un’atmosfera davvero commovente. L’anno scorso Caterina stava proprio dietro la Croce.</p>
<p>Il pellegrinaggio alla casa di Maria, fra i poveri mattoni dove lei ricevette l’annuncio dell’Angelo, dove il Verbo si fece carne e venne ad abitare fra noi, è antichissimo.</p>
<p>Nella parte della casa di Maria rimasta a Nazaret sono stati trovati antichi graffiti di pellegrini dei primi secoli, uno dei quali, sotto il disegno di una barchetta, recita: “Siamo venuti dalla Bella Ragazza”.</p>
<p>In effetti tutti coloro che, nelle apparizioni moderne, da Lourdes a Medjugorje, hanno visto Maria faccia a faccia, concordano nel testimoniare che si tratta di una bellezza sconvolgente, che non ha eguali sulla terra e che perfino le più famose bellezze celebrate dai mass media sembrano misere al confronto.</p>
<p>La bellezza della Vergine e la sua eterna giovinezza (nelle apparizioni è sempre una ragazza sui 18 anni) non ha un significato semplicemente estetico.</p>
<p>Lei, unica con Gesù a essere nella gloria col suo stesso corpo di carne, preannuncia così a noi l’eterna giovinezza a cui siamo destinati con la resurrezione.</p>
<p>Dicevo delle due parti di quella casa di Maria perché a Nazaret c’è ancora la grotta scavata nella roccia che costituiva una parte (è contenuta nella Basilica dell’Annunciazione).</p>
<p>Ma appoggiata alla pietra stava un piccolo locale in muratura che è quello che dal 1294 (dopo che i crociati furono sconfitti e cacciati) si venera a Loreto.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Scienza e miracoli</span></strong></p>
<p>La tradizione dice che fu portata in Italia dagli angeli e si è pensato finora che sotto la leggenda vi fosse in realtà la potente famiglia Angeli – o De Angelis &#8211; che avrebbe organizzato il trafugamento e il trasporto della casupola.</p>
<p>Tuttavia gli studi tecnici sulla struttura e i materiali della casa, che confermano la compatibilità con una provenienza mediorientale e con l’epoca di Gesù, ultimamente hanno evidenziato che la casetta, che non ha fondamenta ed è appoggiata su una pubblica via, sopra un arbusto, mai sarebbe stata smontata e rimontata e alcuni dettagli della sua comparsa in quel luogo non sono compatibili con un trasporto umano per nave.</p>
<p>In fondo gli angeli esistono…</p>
<p>Quel che conta è che lì, fra poverissime mura, cambiò la storia dell’umanità e la vita di tutti. E lì sorge il sole.</p>
<p>  </p>
<p><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p>da “Libero”, 5 giugno 2010</p>
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		<title>Caterina ha ancora bisogno di noi…</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 14:03:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.socci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Caterina Socci]]></category>

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		<description><![CDATA[  Cari amici, vi ringrazio per tutte le implorazioni che avete fatto salire al Cielo per la nostra Caterina. Le vostre preziose preghiere arrivano al Cuore del Signore, perché pian piano, col tempo, abbiamo segni di speranza… Vi chiedo un ultimo gesto di amicizia e di bontà: Caterina nei prossimi giorni dovrà fare degli esami [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Cari amici,</strong></p>
<p><strong>vi ringrazio per tutte le implorazioni che avete fatto salire al Cielo per la nostra Caterina. </strong><strong>Le vostre preziose preghiere arrivano al Cuore del Signore, perché pian piano, col tempo, abbiamo segni di speranza…</strong></p>
<p><strong>Vi chiedo un ultimo gesto di amicizia e di bontà: Caterina nei prossimi giorni dovrà fare degli esami di controllo, dunque chi vuole può unirsi a noi che la raccomandiamo – oltreché alla Santa Vergine – al suo sposo san Giuseppe che nei prossimi giorni festeggeremo. <span id="more-1209"></span></strong></p>
<p><strong>Affinché a Caterina vada tutto bene ci affidiamo a Colui al quale, sulla terra, Dio affidò Suo Figlio e la Sua dolce Madre (naturalmente affidiamo insieme anche tutti i vostri malati e tutte le vostre intenzioni di preghiera).</strong></p>
<p><strong>Lo facciamo memori di quanto ci raccomandava Teresa d’Avila: “Qualunque grazia si domanda a san Giuseppe verrà certamente concessa. Chi vuol credere faccia la prova affinché si persuada”.</strong></p>
<p><strong>Molte sono le preghiere tradizionali a San Giuseppe: ricordo la preghiera del manto e la grande promessa. Qua sotto riporto quella più famosa. Grazie a tutti. </strong></p>
<p><strong>Vi abbraccio.</strong></p>
<p><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p><strong>Preghiera a San Giuseppe</strong></p>
<p><strong>A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione, ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio, dopo quello della tua Santissima Sposa. </strong></p>
<p><strong>Per, quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all&#8217;Immacolata Vergine Maria, Madre di Dio, e per l&#8217;amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo Sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni. </strong></p>
<p><strong>Proteggi, o provvido custode della divina Famiglia, l&#8217;eletta prole di Gesù Cristo: allontana da noi, o Padre amatissimo, gli errori e i vizi, che ammorbano il mondo; </strong></p>
<p><strong>assistici propizio dal cielo in questa lotta col potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; </strong></p>
<p><strong>e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché a tuo esempio e mediante il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire e conseguire l&#8217;eterna beatitudine in cielo.</strong><strong><br />
<strong>AMEN.</strong></strong><strong></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>La nostra Caterina …</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 21:42:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.socci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[Caterina Socci]]></category>
		<category><![CDATA[Quaresima]]></category>

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		<description><![CDATA[In tanti, veramente tanti di voi mi chiedono di Caterina…. Ho difficoltà a spiegare anche perché non posso entrare nei particolari. Diciamo che la sua situazione è sempre molto delicata. Ha bisogno veramente tanto delle nostre preghiere ardenti. E sono certo che ognuna delle vostre preghiere arriva diritta al cuore di Dio, tramite Maria Santissima, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In tanti, veramente tanti di voi mi chiedono di Caterina…. Ho difficoltà a spiegare anche perché non posso entrare nei particolari.<span id="more-1201"></span></p>
<p>Diciamo che la sua situazione è sempre molto delicata. Ha bisogno veramente tanto delle nostre preghiere ardenti. E sono certo che ognuna delle vostre preghiere arriva diritta al cuore di Dio, tramite Maria Santissima, nostra Madre.</p>
<p>Per questo vi ringrazio ancora di cuore, con tutta l’anima, certo che la Regina della pace riempirà il nostro cuore di meraviglia e di felicità. E dedico a voi, come dedico a Caterina (che quel giorno era a Loreto) queste parole del papa, Benedetto XVI, pronunciate al raduno dei giovani del 2 settembre 2007.</p>
<p>Mi sembra il modo migliore di entrare nella Quaresima e trovo che siano parole commoventi per Caterina.</p>
<p>Il Papa disse:</p>
<p><em>“In questo momento ci sentiamo come attorniati dalle attese e dalle speranze di milioni di giovani del mondo intero (…). </em><em>A tutti vorrei giungesse questa mia parola: il Papa vi é vicino, condivide le vostre gioie e le vostre pene, soprattutto condivide le speranze più intime che sono nel vostro animo e per ciascuno chiede al Signore il dono di una vita piena e felice, una vita ricca di senso, una vita vera.<br />
Purtroppo oggi, non di rado, un’esistenza piena e felice viene vista da molti giovani come un sogno difficile, e qualche volta quasi irrealizzabile. </em><em>Tanti vostri coetanei guardano al futuro con apprensione e si pongono non pochi interrogativi. </em></p>
<p><em>Si chiedono preoccupati: come inserirsi in una società segnata da numerose e gravi ingiustizie e sofferenze? Come reagire all’egoismo e alla violenza che talora sembrano prevalere? Come dare un senso pieno alla vita? Con amore e convinzione ripeto a voi, giovani qui presenti, e attraverso di voi, ai vostri coetanei del mondo intero: Non abbiate timore, Cristo può colmare le aspirazioni più intime del vostro cuore! </em></p>
<p><em><strong><span style="text-decoration: underline;">Ci sono forse sogni irrealizzabili quando a suscitarli e a coltivarli nel cuore è lo Spirito di Dio?</span></strong> C’è qualcosa che può bloccare il nostro entusiasmo quando siamo uniti a Cristo? Nulla e nessuno, direbbe l’apostolo Paolo, potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore (Cf Rm 8, 35-39).</em></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Lasciate che questa sera io vi ripeta: ciascuno di voi se resta unito a Cristo, può compiere grandi cose</span></strong>. Ecco perché, cari amici, non dovete aver paura di sognare ad occhi aperti grandi progetti di bene e <strong><span style="text-decoration: underline;">non dovete lasciarvi scoraggiare dalle difficoltà</span></strong>.</p>
<p><em>Cristo ha fiducia in voi e desidera che possiate realizzare ogni vostro più nobile ed alto sogno di autentica felicità. <strong><span style="text-decoration: underline;">Niente è impossibile per chi si fida di Dio e si affida a Lui. Guardate alla giovane Maria!</span></strong>”.</em></p>
<p> </p>
<p>Antonio Socci</p>
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		<title>Mendico ancora aiuto&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 23:58:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.socci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Caterina Socci]]></category>

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		<description><![CDATA[Molti di voi continuano, comprensibilmente, a chiedermi notizie di Caterina. Non posso scendere in particolari, ma naturalmente si tratta di una lotta drammatica. Per questo vorrei sommessamente domandarvi un piccolo aiuto, che tuttavia è grande per Caterina e per me (già vi ringrazio dal profondo del cuore)…. Ma prima voglio ricordare che siamo nei giorni della Novena [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molti di voi continuano, comprensibilmente, a chiedermi notizie di Caterina. Non posso scendere in particolari, ma naturalmente si tratta di una lotta drammatica.</p>
<p>Per questo vorrei sommessamente domandarvi un piccolo aiuto, che tuttavia è grande per Caterina e per me (già vi ringrazio dal profondo del cuore)….<span id="more-1190"></span></p>
<p>Ma prima voglio ricordare che siamo nei giorni della Novena dell’Immacolata. Io ho riletto alcune pagine del libro di S. Alfonso M. de Liguori, “Le glorie di Maria”.</p>
<p>Vi consiglio caldamente di tuffarvi in questa fondamentale opera del grande Dottore della Chiesa, perché fa capire in modo travolgente chi è nostra Madre e com’è il Suo Cuore e quanto è accorata con noi poveracci….</p>
<p>Commentando il versetto del Salve Regina che dice “Ad Te clamamus, exsules filii Hevae” (a Te ricorriamo, esuli figli di Eva), S. Alfonso fa capire perché bisogna pregare senza stancarsi mai e perché non si deve pensare assolutamente che Lei sia sorda al nostro grido di aiuto.</p>
<p>Trascrivo qualche riga:</p>
<p><em>“Poveri noi che andiamo errando in questa valle di lacrime… piangendo, afflitti da tanti dolori… Ma beato chi in mezzo a queste miserie si volge spesso verso la consolatrice del mondo, rifugio degli infelici, e invoca e prega devotamente la celeste Madre di Dio! </em></p>
<p><em>‘Felice l’uomo che mi ascolta, vegliando alla mia porta ogni giorno’ (Prov 8, 34). Beato, dice Maria, chi ascolta i miei consigli e resta accanto alle porte della mia misericordia invocando la mia intercessione e il mio soccorso! (…)</em></p>
<p><em>Questo desidera Maria da noi, di essere sempre invocata e implorata, non per mendicare da noi omaggi e onori, troppo al di sotto dei suoi meriti, ma affinché così, crescendo la nostra fiducia e devozione, essa possa maggiormente soccorrerci e consolarci: ‘Ella cerca quei devoti, dice san Bonaventura, che ricorrono a lei con fervore e reverenza. Questi predilige, nutre, accoglie come figli’ ”.</em></p>
<p>Per spiegare che la Madonna non solo corre, ma vola a soccorrere ogni suo figlio che piange, come Dio stesso, S. Alfonso cita le parole del Novarino: “Il Signore vola subito in aiuto di quelli che glielo chiedono, mantenendo fedelmente la promessa che ci ha fatto ‘chiedete e otterrete’, così Maria vola in nostro aiuto” quando la invochiamo.</p>
<p>E perfino quando non la invochiamo, dunque “se Maria anche non richiesta è così pronta a soccorrere nei bisogni, che cosa non farà quando la si implora?”.</p>
<p>Bernardino da Busto afferma addirittura che “la nostra Regina vuole concedere a noi le sue grazie più di quanto noi desideriamo riceverle”.</p>
<p>Con la certezza di questa speranza chiedo  umilmente a chi vuole e può di recitare ogni giorno, fino all’Immacolata, il “Memorare” per aiutare Caterina a superare le difficoltà attuali e a svegliarsi guarita.</p>
<p>Trascrivo per tutti questa meravigliosa preghiera di S. Bernardo di Chiaravalle:</p>
<p><strong>Memorare piissima Virgo Maria, a saecula non esse auditum quemquam ad tua corrente praesidia, tua implorantem auxilia, tua petentem suffragia esse derelictum.</strong></p>
<p><strong>Ego, tali animatus confidentia, ad te, Virgo virginum Mater, curro; ad te venio, coram te gemens peccator assisto.</strong></p>
<p><strong>Noi, Mater Verbi, verba mea despicere, sed audi propitia ed exaudi. Amen.</strong></p>
<p>Traduzione:</p>
<p>Ricordati, piissima Vergine Maria, che non si è mai udito che alcuno sia ricordo alla tua protezione, abbia implorato il tuo aiuto, abbia cercato il tuo soccorso e sia stato abbandonato.</p>
<p>Animato da tale confidenza, a te ricorro, Madre Vergine delle vergini, da te vengo, dinanzi a te mi prostro, gemendo peccatore.</p>
<p>Non volere, Madre di Dio, disprezzare le mie parole, ma ascolta benevola ed esaudisci. Amen.</p>
<p> </p>
<p>Io voglio essere fra quanti invocano l&#8217;aiuto e il soccorso della Madre di Gesù e Madre nostra, in ginocchio “alle porte della Sua misericordia”, notte e giorno…. Per Caterina la invoco e la invocherò instancabilmente notte e giorno…</p>
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		<title>… E infine la Supplica del 27 novembre</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 21:40:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.socci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Caterina Labouré]]></category>
		<category><![CDATA[Caterina Socci]]></category>
		<category><![CDATA[Medaglia miracolosa]]></category>
		<category><![CDATA[Rue du bac]]></category>
		<category><![CDATA[Supplica]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanto è grande il dolore del mondo… In ospedale, dal letto di Caterina, si vede uno sconfinato e sconsolato panorama di sofferenze. Quanti afflitti da confortare, quante lacrime da asciugare… Si può sostenere tutto questo solo fissando lo sguardo su Colui che davvero sostiene tutta l’afflizione umana sulle sue spalle, che la porta al Golgota [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto è grande il dolore del mondo… In ospedale, dal letto di Caterina, si vede uno sconfinato e sconsolato panorama di sofferenze. Quanti afflitti da confortare, quante lacrime da asciugare…<span id="more-1188"></span></p>
<p>Si può sostenere tutto questo solo fissando lo sguardo su Colui che davvero sostiene tutta l’afflizione umana sulle sue spalle, che la porta al Golgota e infine vince il Male e asciuga ogni lacrima&#8230;</p>
<p>Perché davvero Egli ha misericordia di tutti… di tutti… Quanto amore avvolge l’umanità ferita, quanti santi sconosciuti a tutti, quanti piccoli e semplici che fasciano ferite e sono l’abbraccio di Gesù e sono la carezza del Nazareno…</p>
<p>E’ specialmente Lei, la Madre di Dio che, oggi come a Cana, vede il dramma di ciascuno prim’ancora che l&#8217;interessato se ne accorga… E’ lei che previene e soccorre prima di tutti perché Lei è veramente Madre. Di ciascuno di noi! Sempre! Soprattutto nei momenti che sembrano più bui… Lei non ci abbandona mai!</p>
<p>A santa Caterina Labouré infatti disse: <strong><span style="text-decoration: underline;">“Il momento verrà, il pericolo sarà grande, si crederà tutto perduto. Allora io sarò con voi”.</span></strong> </p>
<p>Con questo pensiero propongo di concludere la Novena della Medaglia miracolosa con la Supplica che va recitata alle ore 17 del 27 Novembre, in ricordo di quell’apparizione di Rue du Bac (ma anche il 27 di ogni mese e in ogni necessità).</p>
<p>Ecco il testo:</p>
<p><strong> </strong><strong><br />
<strong>O Vergine Immacolata, noi sappiamo che sempre ed ovunque sei disposta ad esaudire le preghiere dei tuoi figli esuli in questa valle di pianto, ma sappiamo pure che vi sono giorni ed ore in cui ti compiaci di spargere più abbondantemente i tesori delle tue grazie. </strong></strong></p>
<p><strong>Ebbene, o Maria, eccoci qui prostrati davanti a te, proprio in quello stesso giorno ed ora benedetta, da te prescelta per la manifestazione della tua Medaglia. </strong></p>
<p><strong>Noi veniamo a te, ripieni di immensa gratitudine ed illimitata fiducia, in quest&#8217;ora a te sì cara, per ringraziarti del gran dono che ci hai fatto dandoci la tua immagine, affinché fosse per noi attestato d&#8217;affetto e pegno di protezione. </strong></p>
<p><strong>Noi dunque ti promettiamo che, secondo il tuo desiderio, la santa Medaglia sarà il segno della tua presenza presso di noi, sarà il nostro libro su cui impareremo a conoscere, seguendo il tuo consiglio, quanto ci hai amato e ciò che noi dobbiamo fare, perché non siano inutili tanti sacrifici tuoi e del tuo divin Figlio. </strong></p>
<p><strong>Sì, il tuo Cuore trafitto, rappresentato sulla Medaglia, poggerà sempre sul nostro e lo farà palpitare all&#8217;unìsono col tuo. Lo accenderà d&#8217;amore per Gesù e lo fortificherà per portar ogni giorno la propria croce dietro a Lui. </strong></p>
<p><strong>Questa è l&#8217;ora tua, o Maria, l&#8217;ora della tua bontà inesauribile, della tua misericordia trionfante, l&#8217;ora in cui facesti sgorgare per mezzo della tua Medaglia, quel torrente di grazie e di prodigi che inondò la terra. </strong></p>
<p><strong>Fai, o Madre, che quest&#8217;ora, che ti ricorda la dolce commozione del tuo Cuore, la quale ti spinse a venirci a visitare e a portarci il rimedio di tanti mali, fai che quest&#8217;ora sia anche l&#8217;ora nostra: l&#8217;ora della nostra sincera conversione, e l&#8217;ora del pieno esaudimento dei nostri voti. </strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Tu che hai promesso proprio in quest&#8217;ora fortunata, che grandi sarebbero state le grazie per chi le avesse domandate con fiducia</span></strong><strong>: volgi benigna i tuoi sguardi alle nostre suppliche. Noi confessiamo di non meritare le tue grazie, ma a chi ricorreremo, o Maria, se non a te, che sei la Madre nostra, nelle cui mani Dio ha posto tutte le sue grazie? </strong></p>
<p><strong>Abbi dunque pietà di noi. Te lo domandiamo per la tua Immacolata Concezione e per l&#8217;amore che ti spinse a darci la tua preziosa Medaglia. </strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">O Consolatrice degli afflitti, che già ti inteneristi sulle nostre miserie, guarda ai mali da cui siamo oppressi</span></strong><strong>. </strong></p>
<p><strong>Fai che la tua Medaglia sparga su di noi e su tutti i nostri cari i tuoi raggi benefici: guarisca i nostri ammalati, dia la pace alle nostre famiglie, ci scampi da ogni pericolo. </strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Porti la tua Medaglia conforto a chi soffre, consolazione a chi piange, luce e forza a tutti</span></strong><strong>.  </strong></p>
<p><strong>Ma specialmente permetti, o Maria, che in quest&#8217;ora solenne ti domandiamo la conversione dei peccatori, particolarmente di quelli, che sono a noi più cari. </strong></p>
<p><strong>Ricordati che anch&#8217;essi sono tuoi figli, che per essi hai sofferto, pregato e pianto. Salvali, o Rifugio dei peccatori, affinché dopo di averti tutti amata, invocata e servita sulla terra, possiamo venirti a ringraziare e lodare eternamente in Cielo.  Cosi sia.</strong><strong></p>
<p><strong>Recitare il Salve Regina e tre volte </strong></strong></p>
<p><strong>&#8220;O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te&#8221;. </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Per Caterina e per noi</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 17:34:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.socci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Caterina Labouré]]></category>
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		<category><![CDATA[Medaglia miracolosa]]></category>

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		<description><![CDATA[Da oggi 18 novembre inizia la novena per la festa della Medaglia miracolosa (27 novembre) che ricorda le meravigliose apparizioni (avvenute a Rue du bac, Parigi) della Santa Vergine a Caterina Labouré, suora di 24 anni oggi proclamata santa. Caterina in particolare ha raccontato questo significativo colloquio: “Ad un tratto, le dita della SS. Vergine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da oggi 18 novembre inizia la novena per la festa della Medaglia miracolosa (27 novembre) che ricorda le meravigliose apparizioni (avvenute a Rue du bac, Parigi) della Santa Vergine a Caterina Labouré, suora di 24 anni oggi proclamata santa.<span id="more-1184"></span></p>
<p>Caterina in particolare ha raccontato questo significativo colloquio:</p>
<p><strong><em>“Ad un tratto, le dita della SS. Vergine si riempirono di anelli ricchi di pietre preziose bellissime che scintillavano come raggi lucenti. La luce che ne usciva avvolgeva la Santa Vergine in modo che non si vedevano più né l’ultimo lembo della veste, né i piedi, Le gemme erano di varia grossezza e i fasci di luce che ne uscivano più o meno splendenti. … E la voce dolcissima aggiunse: &lt;&lt;Questi raggi sono il simbolo delle grazie che io spando sulle persone che me le domandano&gt;&gt;. </em></strong></p>
<p><strong><em>E poiché la veggente si meravigliava del fatto che alcune di queste pietre preziose non rilucevano, le fu risposto: &lt;&lt;Sono le grazie che non mi vengono domandate&gt;&gt;.</em></strong></p>
<p> </p>
<p>Noi vogliamo invece approfittare di questo straordinario soccorso della Madre di Dio, nostra tenera Madre. Vi propongo dunque di fare insieme questa novena a partire da oggi.</p>
<p>Io l’ho già iniziata per Caterina e insieme possiamo farla per tutti i vostri malati e per la nostra conversione.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p align="center"><strong>NOVENA ALLA MEDAGLIA MIRACOLOSA</strong><strong> </strong></p>
<p> <em>  O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, che, mossa a pietà dalle nostre miserie, scendesti dal cielo per mostrarci quanta parte prendi alle nostre pene e quanto di adoperi per stornare da noi i castighi di Dio e impetrarci le sue grazie, muoviti a pietà della presente nostra necessità; consola la nostra afflizione e concedici la grazia che ti domandiamo.</em></p>
<p><em>Recitare il <strong>Salve Regina </strong></em></p>
<p align="center"><strong><em>Ripetere: O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a te! </em></strong></p>
<p><em>   O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, che, quale rimedio a tanti mali spirituali che ci affliggono, ci hai portato la tua Medaglia, affinché fosse difesa delle anime, medicina dei corpi e conforto di tutti i miseri, ecco che noi la stringiamo riconoscenti sul nostro cuore e ti domandiamo per essa di esaudire la nostra preghiera.</em></p>
<p><em>Recitare il <strong>Salve Regina </strong></em></p>
<p align="right"><strong><em>Ripetere: O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a te! </em></strong></p>
<p><em>   O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, tu hai promesso che grandi sarebbero state le grazie per i devoti della tua Medaglia che ti avessero invocata con la giaculatoria da te insegnata; ebbene, o Madre, ecco che noi, pieni di fiducia nella tua parola, ricorriamo a te e ti domandiamo, per la tua Immacolata Concezione, la grazia di cui abbiamo bisogno.</em></p>
<p><em>Recitare il <strong>Salve Regina </strong></em></p>
<p align="right"><strong><em>Ripetere: O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a te! </em></strong></p>
<p>                              </p>
<p>Per sapere di più su Rue du bac vedi il sito del santuario:</p>
<p><a href="http://www.chapellenotredamedelamedaillemiraculeuse.com/">http://www.chapellenotredamedelamedaillemiraculeuse.com/</a> -</p>
<p>La novena significa che questa preghiera va ripetuta per nove giorni. Al termine, il 27 novembre, faremo insieme la Supplica all’ora desiderata dalla Madonna.</p>
<p>Se qualcuno non crede che la preghiera sia un’arma formidabile legga le parole di Gesù stesso:</p>
<p> </p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 18,1-8.</span></strong><strong><span style="text-decoration: underline;"><br />
</span></strong><strong><em>Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi:<br />
«C&#8217;era in una città un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno.<br />
In quella città c&#8217;era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario.<br />
Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno,<br />
poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi».<br />
E il Signore soggiunse: «Avete udito ciò che dice il giudice disonesto.<br />
E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare?<br />
Vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell&#8217;uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?». </em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>Sono parole di Gesù stesso! Parole che non passano! Parole certissime in eterno! Ma i nostri santi ci hanno ripetuto per secoli tutto questo.</p>
<p>Sentite il Santo Curato d’Ars che il Papa ha indicato come esempio in questo anno sacerdotale:</p>
<p><strong><em>“c’è un uomo più potente di Dio. E’l’uomo che prega”.</em></strong></p>
<p><strong><em>“La preghiera è onnipotente presso Dio. Dio si conquista facilmente con la preghiera. E’ impossibile che Egli possa rifiutarci ciò che li chiediamo nella preghiera”</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>Dunque forza amici carissimi!!!! Con tutto il cuore, con tutti noi stessi, offrendo noi stessi alla costruzione del Suo Regno, facciamo sì che le nostre preghiere struggano il Cuore di Dio, nostro tenerissimo Padre!!!!</p>
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		<title>Guardare il mondo dal capezzale di Caterina</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 14:07:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.socci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Caterina Socci]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Marrazzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Due considerazioni. La prima è sul Vangelo di ieri. Un bravo sacerdote nota (lo riprendo da una mail): “L’immagine che Gesù dà di sé, paragonandosi a una chioccia, è la più umile e la più bella di tutte. Richiama le parole di Dio del Salmo 91,4: ‘Ti coprirà con le sue penne, sotto le Sue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due considerazioni. La prima è sul Vangelo di ieri. Un bravo sacerdote nota (lo riprendo da una mail):</p>
<p><em>“L’immagine che Gesù dà di sé, paragonandosi a una chioccia, è la più umile e la più bella di tutte. Richiama le parole di Dio del Salmo 91,4: ‘Ti coprirà con le sue penne, sotto le Sue ali troverai rifugio’. Esprime la forza della sua tenerezza: l’aquila potente che salva (Dt 32,11) qui si fa chioccia. L’amore materno di Dio è tanto forte da renderlo debole, tanto sapiente da renderlo stolto, fino a dare la vita per noi”.<span id="more-1177"></span></em></p>
<p>Ma noi sappiamo che la “debolezza” di Dio sono i suoi figli, come lo sono per una madre e un padre. E le loro lacrime e le loro implorazioni Gli sciolgono letteralmente il Cuore…</p>
<p>Questo spiega – ed è la seconda considerazione – quanto sono vere le parole del Servo di Dio padre Dolindo Ruotolo:</p>
<p><em>“La preghiera è l’unica forza dell’uomo ed è l’unica debolezza di Dio. L’Onnipotente è vinto dalla preghiera, dona a chi prega, conforta chi prega”. </em></p>
<p>E dice ancora:</p>
<p><em>“l’insistenza della preghiera orienta l’anima a Dio, accresce il senso dell’umiltà, accende l’amore. Se non ti vedi esaudito non cedere alla tentazione di lasciare la preghiera: insisti con profonda umiltà, con vera fede, con forte amore”, “Tu non sei smarrito nella vita perché preghi”.</em></p>
<p>Vi assicuro che Caterina sta letteralmente vivendo per le vostre preghiere…</p>
<p>E’ strano – dovendo continuare a scrivere, a lavorare -  guardare gli eventi del mondo con il pensiero di Caterina…. L’altroieri “Libero” mi ha chiesto una riflessione – a margine del dramma del presidente della Regione Lazio – sul suo desiderio di ritirarsi per un periodo in convento. Ecco qua il mio articolo…</p>
<p> </p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Il solo rifugio, fra le Sue braccia</span></strong></p>
<p> </p>
<p>Con qualche perfidia ieri La Repubblica ha titolato “la giornata da incubo di Piero Marrazzo” con queste parole: “vorrei scappare”. La moglie: “Serve un taglio netto”. Poi, anche su questo giornale, c’è la notizia del giorno: “La corsa all’eremo”.</p>
<p>Tutti i quotidiani hanno strologato su questa “fuga” dell’ex governatore del Lazio all’abbazia benedettina di Montecassino (e sulla ricerca, nel Pd, di un candidato alternativo per la Regione che, guarda caso, vanno a cercare fra le file cattoliche). Nessuno si sorprende che nello smarrimento e nell’angoscia si cerchi rifugio in un monastero.</p>
<p>Nessuno però sembra riflettere su quello che significa la Chiesa per tutti noi, anche per chi si professa laico e magari tuona contro i preti. I giornali sembrano aver paura di guardare in faccia la bellezza e la misericordia della Chiesa.</p>
<p>Temono forse di restarne incantati, affascinati. Questo spiega il loro immotivato anticlericalismo. Sparano a zero sulla Chiesa perché non riescono ad esserne indifferenti, mentre magari tentano di tirarla dalla propria parte. La odiano spesso perché sanno che – se si lasciassero andare – rischierebbero di amarla.</p>
<p>La Repubblica, sempre ieri, infatti, lanciava in prima pagina un logorroico sfogo antipapale di Hans Kung, il quale confonde papa Leone XIII con Leone XII (c’è mezzo secolo di distanza fra i due) e se la prende con papa Benedetto XVI perché perdona e accoglie nella Chiesa come il padre misericordioso del “figliol prodigo”.</p>
<p>Attaccano la Chiesa, ma poi tutti sanno che è il solo luogo del mondo dove loro stessi sempre saranno attesi a braccia aperte, anche nell’ultimo istante della vita, da qualunque parte vengano, chiunque siano, qualunque cosa abbiano fatto (pur continuando sempre – la Chiesa &#8211; a chiamare Bene il Bene e Male il Male, pur non rinunciando mai alla verità).</p>
<p>La Chiesa spalanca le sue braccia perfino ai suoi persecutori (si pensi a Napoleone). E’ davvero, letteralmente, una cosa dell’altro mondo in questo mondo. Perché agisce come Gesù ed è la presenza nella storia di Gesù stesso.</p>
<p>Infatti ogni uomo che sia provato dal dolore o dal bisogno, anche se cresciuto lontano dalla tradizione cristiana – penso a quegli immigrati di altre religioni che arrivano in Italia in condizioni penose – sa che qui c’è sempre un luogo dove tutti possono ricevere una minestra calda e un abbraccio fraterno, senza nulla chiedere, senza nessuna condizione: è la Chiesa.</p>
<p>Tutti sanno che questo è il luogo della misericordia. Perché tutte le desolazioni del mondo, tutte le afflizioni e le solitudini, tutte le miserie del mondo e tutti i miseri (specialmente i peccatori che sono i più poveri), trovano riparo sotto i rami di questa grande quercia, dentro l’abbraccio di questa tenera madre.</p>
<p>Compresa – come vediamo oggi &#8211; la disperazione di un uomo politico che per suoi “errori personali” (come dice lui), errori e debolezze che appartengono a tanti, che purtroppo si respirano nell’aria, si trova in una condizione di “troppa sofferenza” e desidera sparire e così trova rifugio nel silenzio di un chiostro benedettino.</p>
<p>Sì. C’è un luogo del mondo dove sarai sempre accolto.  Come scrive il grande Péguy, parlando di Notre Dame di Chartres, quindi parlando della Madonna, figura perfetta della Chiesa:</p>
<p><em>“il solo asilo nel cavo della vostra mano/ </em></p>
<p><em>E il giardino dove l’anima si schiude”.</em></p>
<p>Quando – dentro la tormenta della vita – si prende la via della Chiesa e si entra nella sua pace e si accetta il suo perdono, ci si sente lavati, purificati e perfino rifatti: si rinasce nuove creature. E’ il solo luogo del mondo dove si è amati così come si è. E dove si è perdonati di tutto. E difesi sempre.</p>
<p>Noi cristiani siamo tutti dei perdonati. Come Jean Valjean, il galeotto protagonista dei “Miserabili”, viene difeso dal vescovo di Digne, monsignor Myrel, per il furto commesso ai suoi stessi danni.</p>
<p>La Chiesa, come la Madonna, difende sempre i peccatori (non il peccato, ma i peccatori) e così li purifica e dona loro il tesoro più grande: il perdono di Dio, la carezza del Nazareno.</p>
<p>Péguy scrive ancora:</p>
<p><em>“Noi ci siamo lavati da una così grande amarezza,/ </em></p>
<p><em>Stella del mare e degli scogli,/ </em></p>
<p><em>Noi ci siamo lavati da una così bassa schiuma,/ </em></p>
<p><em>Stella della barca e delle reti./ </em></p>
<p><em>Abbiamo lavato le nostre teste infelici/ </em></p>
<p><em>da un tal mucchio di sporcizia e di ragionamenti…/ </em></p>
<p><em>Ce ne han dette tante, o regina degli apostoli,/ </em></p>
<p><em>Abbiamo perso il gusto per i discorsi./ </em></p>
<p><em>Non abbiamo più altari se non i vostri,/ </em></p>
<p><em>Non sappiamo nient’altro che una preghiera semplice”.</em></p>
<p>Quando un uomo arriva ad aver nausea dei discorsi del mondo e a non sapere “nient’altro che una preghiera semplice”, in ginocchio davanti alla “fanciulla di Nazaret”, significa che è già in salvo.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p> </p>
<p> Da “Libero”, 29 ottobre 2009</p>
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