<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>lo Straniero &#187; Gad Lerner</title>
	<atom:link href="http://www.antoniosocci.com/tag/gad-lerner/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.antoniosocci.com</link>
	<description>Il blog di Antonio Socci</description>
	<lastBuildDate>Mon, 30 Jan 2012 11:03:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Da tre mesi siamo in guerra e tutti tacciono. Dove sono i paladini della pace? E Napolitano&#8230;..</title>
		<link>http://www.antoniosocci.com/2011/06/da-tre-mesi-siamo-in-guerra-e-tutti-tacciono-dove-sono-i-paladini-della-pace-e-napolitano/</link>
		<comments>http://www.antoniosocci.com/2011/06/da-tre-mesi-siamo-in-guerra-e-tutti-tacciono-dove-sono-i-paladini-della-pace-e-napolitano/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 10:11:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.socci</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Angelo Del Boca]]></category>
		<category><![CDATA[Asianews]]></category>
		<category><![CDATA[Gad Lerner]]></category>
		<category><![CDATA[Gheddafi]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Cremonesi]]></category>
		<category><![CDATA[monsignor Martinelli]]></category>
		<category><![CDATA[Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[Piero Gheddo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.antoniosocci.com/?p=1361</guid>
		<description><![CDATA[C’è una guerra in corso da tre mesi, i bombardieri della Nato tuonano giorno e notte, ma dove sono i giornalisti di denuncia, i Santoro, i Lerner, i Floris e dove sono l’Annunziata e la D’Amico? Dov’è la schiena diritta del giornalismo sedicente libero, quello che chiama “servi” tutti gli altri? Sarei curioso anche di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è una guerra in corso da tre mesi, i bombardieri della Nato tuonano giorno e notte, ma dove sono i giornalisti di denuncia, i Santoro, i Lerner, i Floris e dove sono l’Annunziata e la D’Amico?<span id="more-1361"></span></p>
<p>Dov’è la schiena diritta del giornalismo sedicente libero, quello che chiama “servi” tutti gli altri? Sarei curioso anche di sentire la saggia voce di spiriti liberali come Paolo Mieli o Ernesto Galli della Loggia. Invece sono diventati tutti muti. A cosa si deve questo improvviso silenzio collettivo?</p>
<p>E’ vero che il 26 aprile scorso si poteva leggere sul “Corriere della sera” che “il Colle sostiene i bombardamenti” con l’opposizione di sinistra tutta allineata dietro Napolitano (il governo già si era dovuto adeguare).</p>
<p>E che anche mercoledì scorso, al vicepresidente americano Biden, Napolitano ha ripetuto che l’Italia è “fianco a fianco” con gli Usa nella vicenda libica.</p>
<p>Ed è vero che il compagno-presidente con tale entusiastica adesione ai bombardamenti “umanitari” è diventato il riferimento privilegiato della Casa Bianca, relegando di fatto l’indebolito e incerto Berlusconi (che ha dovuto seguirlo nell’impresa) a un ruolo di secondo piano.</p>
<p>Ma la stampa avrebbe almeno il dovere di raccontare ciò che sta accadendo. Invece niente. Un autobavaglio così totale non si era mai visto. Eppure ogni notte i bombardieri Nato colpiscono duro.</p>
<p><strong>Il Vicario apostolico di Tripoli, monsignor Giovanni Martinelli, implora instancabilmente di smetterla con le bombe</strong>. Ha dichiarato ad Asianews:</p>
<p><strong>“La Nato ha intensificato i bombardamenti e continua a fare vittime. I missili stanno cadendo ovunque e purtroppo non colpiscono solo zone militari, ma anche civili. La gente a Tripoli soffre, anche se nessuno ne parla”.</strong></p>
<p>Nell’ultima settimana il vescovo ha denunziato il bombardamento di un ospedale, di un quartiere popolare e di una chiesa cristiana copta.</p>
<p>Ma non c’è traccia di tutto questo sui giornali e in tv. Nessuno fa una piega. Nessuno s’indigna. Nessun programma tv, nessun editoriale.</p>
<p>Non si vede in giro neanche una bandiera arcobaleno alle finestre. E dire che solo qualche anno fa avevano riempito l’Italia. Ma a quel tempo si trattava di protestare contro Bush, mentre oggi a bombardare è il Premio nobel per la pace nonché democratico Obama.</p>
<p>Dunque oggi niente manifestazioni e niente marce Perugia-Assisi. Tutte le anime belle dormono un sonno profondo.</p>
<p>All’inizio di tutto, in marzo, della guerra parlò Lerner con “L’Infedele” e mi capitò di assistere incredulo al memorabile elogio della Francia dei bombardieri: ci fu addirittura chi – col plauso di Gad – ebbe la faccia tosta di affermare che il governo francese in questo modo testimoniava la sua imperitura volontà di affermare dovunque i valori umanitari della rivoluzione francese, di cui invece al governo italiano non importava niente.</p>
<p>Curioso paradosso perché i francesi affermavano quei presunti ideali umanitari bombardando i libici, mentre le autorità italiane – accusate di insensibilità perché ancora restie a bombardare &#8211; si stavano prodigando a soccorrere migliaia di rifugiati arrivati disperatamente a Lampedusa anche per fuggire dalla guerra “umanitaria” dei francesi.</p>
<p>Dunque dal buon progressista le bombe francesi furono giudicate umanitarie, mentre i soccorsi italiani erano disumanitari. Che grande esempio di giornalismo.</p>
<p>Tutti sanno che in realtà gli ideali umanitari non c’entrano niente con la guerra, tanto è vero che nessuno si sogna di andare a bombardare Damasco dove il regime compie quasi ogni giorno stragi contro i manifestanti.</p>
<p>Tanto meno si pensa di andare a bombardare Pechino perché il regime cinese stroncò nel sangue le manifestazioni di piazza Tien an men o perché continua a spedire nei lager gli oppositori.</p>
<p>A proposito, <strong>neanche Napolitano si sogna di prospettare spedizioni militari contro quei due paesi, che egli peraltro visitò nel 2010 dando la mano a quei despoti (provate a rileggervi anche i discorsi molti amichevoli fatti in quella sede).</strong></p>
<p>Ma allora perché questa smania di francesi e inglesi (che hanno il colonialismo nella loro storia) e poi degli americani, di sostenere una sorta di colpo di stato interno alla nomenclatura libica e spedire bombardieri sulla Tripolitania?</p>
<p><strong>Secondo Angelo del Boca, storico ed esperto delle vicende libiche, “le vere ragioni di questa guerra sono il controllo dei pozzi di petrolio e i 200 miliardi di dollari dello Stato libico depositati nelle banche straniere”.</strong></p>
<p>Non so dire se queste sono “le vere ragioni”, ma di sicuro non si può continuare a gabellarci la favoletta dell’intervento umanitario. Sarebbe il caso che la stampa raccontasse quello che sta accadendo e scavasse alla ricerca delle “vere ragioni” della guerra.</p>
<p>Invece da settimane non si legge un solo articolo sulla tragedia della Libia. E quando ne appare qualcuno è peggio che mai. E’ il caso del reportage da Tripoli pubblicato ieri a tutta pagina sul “Corriere della sera” a firma Lorenzo Cremonesi: spiace dirlo, ma sembrava quasi un inno ai bombardieri.</p>
<p>Si riportavano queste testuali dichiarazioni (rigorosamente anonime): “Brava Nato. Continui così”.</p>
<p>Possibile che l’inviato del Corriere sia riuscito a pescare proprio i pochi – guarda caso anonimi &#8211; che sono felici di venire bombardati ogni giorno e anzi chiedono di essere bombardati più intensamente?</p>
<p>Chissà perché non ha parlato con monsignor Martinelli e chissà perché non è andato a vedere gli effetti di quei bombardamenti, ascoltando le vittime. In tv del resto la guerra proprio non esiste.</p>
<p>C’è un colossale problema di informazione sulla vicenda libica. Gli Usa, i francesi e gli inglesi, con le autorità militari della Nato ormai fanno mera propaganda. Dice Del Boca: “Gli alti costi dell’operazione contro Gheddafi hanno trasformato un conflitto lampo in una guerra di fandonie fatta dai media”.</p>
<p>Mi ha colpito quanto ha scritto su Asianews <strong>padre Piero Gheddo</strong>, il decano dei missionari italiani, un uomo di Dio per nulla incline al pacifismo ideologico e al settarismo di sinistra, basti dire che fu tra i primi, negli anni Settanta, a denunciare i crimini dei Khmer rossi di Pol Pot in Cambogia, svergognando certi media e certa sinistra italiana ancora intrisa di antiamericanismo.</p>
<p>Dunque l’altroieri padre Gheddo ha scritto:</p>
<p><em><strong>“Le anomalie di questa guerra di Libia sono infinite e dimostrano che anche in Occidente soffriamo di una disinformazione colossale. </strong></em></p>
<p><em><strong>L’intervento umanitario iniziale sta assumendo i contorni di un crimine di stato. L’Onu aveva giustificato la ‘No fly zone’ per impedire che gli aerei libici bombardassero i ribelli della Cirenaica. </strong></em></p>
<p><em><strong>Ma in pochi giorni le forze aeree della Libia vennero facilmente azzerate. Poi si è passati a bombardare i mezzi militari di terra che avanzavano verso Bengasi e si continua, da più di due mesi, a bombardare le città della Cirenaica, non per proteggere il popolo libico da Gheddafi, ma per la ‘caccia all’uomo’ Gheddafi, il che sta scavando un abisso di odio e di vendetta fra le due parti del paese, Tripolitania e Cirenaica, che erano e sono pro o contro il raìs”.</strong></em></p>
<p>Padre Gheddo ha poi citato il generale Anders Fogh Rasmussen segretario generale della Nato che “ha definito i bombardamenti come parte dell’intervento umanitario per proteggere il popolo libico! <strong>Ci vuole una bella faccia tosta, a mentire in modo così smaccato!”, ha tuonato il missionario. </strong></p>
<p><strong>“Chi mai può credere che i quotidiani bombardamenti su Tripoli sono fatti per difendere il popolo libico? Ecco perché stampa e Tv occidentali non parlano più della guerra in Libia. Non sanno più come giustificare una così evidente violazione dei diritti umani”.</strong></p>
<p>L’assurdo poi è che la trattativa per far uscire di scena Gheddafi in modo incruento sarebbe stata possibile, ma proprio gli “umanitari” l’hanno uccisa sul nascere. Per quanto deve continuare questa guerra? E il nostro silenzio?</p>
<p>Antonio Socci</p>
<p>Da “Libero”, 5 giugno2011</p>
<p><strong>QUALCUNO DICA A NAPOLITANO CHE DEVE ESSERE LUI A FARE AUTOCRITICA</strong></p>
<p>Proprio il giorno in cui è uscito questo articolo il presidente Napolitano è intervenuto per deprecare l&#8217;indifferenza generale per il naufragio di un barcone di profughi davanti alle coste del Nordafrica.</p>
<p>Un mio lettore oggi mi ha scritto:</p>
<p><strong>Il presidente Napolitano ci invita a non assuefarci alle notizie di annegamenti dei rifugiati provenienti dalla Libia. </strong><br />
<strong>Qualcuno dovrebbe informare il signor presidente che quei poveretti che scappano con grande rischio dalla Libia lo fanno perché qualcuno (Napolitano in testa) ha deciso di bombardare la Libia e sconvolgere la vita civile di quel paese che dava lavoro a oltre 1,5 milioni di lavoratori provenienti dall’Africa nera del sud.</strong></p>
<p>Non posso che essere d&#8217;accordo con questo lettore. Aggiungo che Napolitano dovrebbe fare il presidente della Repubblica come la Costituzione lo descrive, come un silenzioso notaio.</p>
<p>Oltretutto lui ha un passato politico assai ingombrante che dovrebbe sempre ricordare&#8230;</p>
<p>Sono altri che hanno i titoli per fare sermoni morali e per parlare alle coscienze.</p>
<p>AS</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.antoniosocci.com/2011/06/da-tre-mesi-siamo-in-guerra-e-tutti-tacciono-dove-sono-i-paladini-della-pace-e-napolitano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le galline di Gad &#8220;il buono&#8221;</title>
		<link>http://www.antoniosocci.com/2009/09/le-galline-di-gad-il-buono/</link>
		<comments>http://www.antoniosocci.com/2009/09/le-galline-di-gad-il-buono/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 16:37:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.socci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Avvenire]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Dino Boffo]]></category>
		<category><![CDATA[Gad Lerner]]></category>
		<category><![CDATA[galline]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta continua]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Travaglio]]></category>
		<category><![CDATA[Sessantotto]]></category>
		<category><![CDATA[zanzare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.antoniosocci.com/?p=1112</guid>
		<description><![CDATA[Gad Lerner, nel suo blog, prima di occuparsi della fondamentale causa delle sue galline, ha fatto “una modesta proposta ai vescovi italiani”: sostituire Dino Boffo alla direzione di “Avvenire” con “un collega il cui nome evidenzierebbe la loro indisponibilità a sottomettersi di fronte alla prepotenza. Un collega formatosi nel settimanale diocesano torinese ‘Il nostro tempo’; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gad Lerner, nel suo blog, prima di occuparsi della fondamentale causa delle sue galline, ha fatto “una modesta proposta ai vescovi italiani”: sostituire Dino Boffo alla direzione di “Avvenire” <span id="more-1112"></span></p>
<p>con “un collega il cui nome evidenzierebbe la loro indisponibilità a sottomettersi di fronte alla prepotenza. Un collega formatosi nel settimanale diocesano torinese ‘Il nostro tempo’; un collega puntuale e coerente nella pratica religiosa così come nella devozione. Mi riferisco a Marco Travaglio”.</p>
<p>Lanciata (credo a sua insaputa) la candidatura di Travaglio – come un ragazzo tutto casa e chiesa, peraltro devoto a Santoro – per liberare la Chiesa da Berlusconi, è passato a un’altra delle sue crociate riguardante l’oppressione di un pennuto domestico: la gallina.</p>
<p>Dal suo blog c’informa di averne comprate dieci a Casale (con tanto di gallo), per la sua cascina nel Monferrato. L’attento osservatore della vita italiana – e oggi pure dei pollai – ha notato che le bestiole, abituate a stare recluse in uno spazio angusto, impossibilitate a qualsiasi movimento, anche una volta liberate nel suo pollaio stavano schiacciate una sull’altra. E qui è tornata fuori, prepotente, l’acutezza analitica con la passione umanitaria di Gad che le vede “immobili per il terrore”.</p>
<p>Scrive: “mi colpisce la sindrome del prigioniero (sic!). Quel pollaio che a me pare uno spazio vitale minimo, le spaventa per una vastità a loro inconcepibile. Mi auguro che in futuro razzolino pure nel prato, di giorno. A mala pena si affacciano fuori dalla casetta, sempre appiccicate l’una all’altra. Mi hanno spiegato che solo tra qualche giorno riusciranno a vincere la paura e a prendere le misure di una vita più comoda”.</p>
<p>Come mai le galline si comportano così? A Gad non viene in mente la spiegazione che ci daremmo tutti noi insensibili: cioè che le galline per definizione sono stupide. Si dice infatti: hai un cervello di gallina. Lui, che è per vocazione un filantropo e un liberatore, pensa invece alla “sindrome del prigioniero”.</p>
<p>E subito, senza riflettere sul fatto che potrebbe essere offensivo per gli emigranti essere paragonati a quelle stupide galline, ci elargisce questa profonda meditazione: “Lascio a voi l’esercizio di paragonare il comportamento delle galline con quello degli umani ridotti in condizioni di vita molto peggiori delle nostre. Per esempio coloro che si allontanano, finalmente, dopo avere vinto la paura, dai luoghi oppressivi in cui sono nati. Il trasporto di costoro non avviene in condizioni molto più confortevoli di quello toccato alle mie galline. Ma qualcuno pensa davvero che possano essere fermati da un divieto?”.</p>
<p>Dunque: galline di tutto il mondo unitevi. Gad è il vostro conducator, il liberatore, il vostro ideologo e lìder Maximo. Praticamente non il gallo, ma colui che ne fa le veci. Era partito – in gioventù &#8211; dall’idea di liberare il proletariato dalle sue catene sotto la leadership di quel club di filantropi che fu Lotta Continua.</p>
<p>Considerato che il proletariato non volle saperne di essere salvato da quei liberatori, il club si disperse nei salotti e nelle redazioni. Anche Gad ripiegò sul giornalismo, ma sempre ispirato e filantropico: raccontare gli operai della Fiat, raccontare il profondo Nord, raccontare i derelitti della terra, gli immigrati, i rom. E pure i disoccupati come Romano Prodi.</p>
<p>Ora finisce per parlare e scrivere in ordine: 1) del suo cane, 2) del suo vino (“la mia vigna nuova metà di barbera metà di nebbiolo”); 3) delle zanzare del Monferrato; 4) delle sue galline.</p>
<p>La mutazione bucolica è avvenuta da quando si è dato all’agricoltura. Non nelle vesti di bracciante o mezzadro: ha una casa con vigna nel Monferrato e partecipa a una cantina cooperativa precisando “che di ettari ne abbiamo solo 9, non 23: la nostra è una produzione minuscola”.</p>
<p>Da qui salta fuori il suo commovente reportage sulle sue galline. Che però solleva il sospetto di qualche suo lettore: che Gad abbia acquistato i polli, in realtà, per mangiarseli arrosto dopo averli immortalati come poveri alienati in un articolo? In effetti, per quale altro motivo uno può comprare delle galline?</p>
<p>Forse per mostrarle ad Alessandro Profumo o a Romano Prodi o a Carlo De Benedetti. O per puntare al Nobel per la pace in quanto gran benefattore. C’è infatti il lettore Ypsilon che lo elogia: “Almeno Gad offre agli animali una vita dignitoso e li sottrae all`orrore degli allevamenti intensivi”. Ma c’è pure il lettore secondo cui “Gad allude ai palestinesi, tenuti nel pollaio della striscia di Gaza”.</p>
<p>Tuttavia il sospetto rimane quello dell’arrosto. Perché Gad ha comprato le galline? La sua lettrice Adele spera sia solo per le uova: “Povere galline, prigioniere di una società (che manco si son data) e traumatizzate… Meno male che c’è Karl Lerner che ci disvela le loro catene. Quale palingenesi potrà salvarle? Mi viene un dubbio: Gad non è che poi te le magni, no vero? Ti servono solo per le uova, non è così?”.</p>
<p>Gad, oltre a scrivere per “Vanity Fair” &#8211; la rivista più letta fra gli operai della Thyssenkrupp, gli immigrati dei barconi che puntano a Lampedusa e i rom &#8211; scrive anche per Nigrizia, la rivista più letta nei salotti illuminati. E tutto finisce nel suo blog dove si intrattiene con i lettori. Ma non gliene va bene una e da buon democratico (bisogna riconoscerlo) pubblica tutti i commenti anche quelli irriverenti e sarcastici.</p>
<p>Parla delle sue galline e lo sospettano di volerle fare arrosto. Scrive su Agnelli (nel 2008) e salta fuori il lettore Attilio Berti che gli ricorda i voli in elicottero (“Si cresce nella vita, si cambia. Da ragazzo Gad lottava assieme a Sofri contro l’imperialismo delle multinazionali. Da uomo adulto girava in elicottero con Agnelli e ostenta una bella amicizia con Profumo. Sempre con la medesima sicurezza di sé”).</p>
<p>Non parla di De Benedetti, nella cui villa sarda è stato fotografato, e di nuovo i suoi lettori lo punzecchiano: “Com’è che ami frequentare ville e non ti ritroviamo mai in mezzo a quelli per i quali porti avanti le tue battaglie di civiltà?”, si chiede pungente “Sean l’Irlandese”. Che prosegue: “Una decina di giorni in un campo rom non pensi che possa essere un atto di riconciliazione tra ciò che professi e ciò che pratichi, che è esattamente l’opposto?”.</p>
<p>Ora qualcuno di questi esigenti lettori potrebbe sbattergli in faccia la contraddizione fra la compassione per le galline e la guerra contro le zanzare. L’ultima vittoriosa battaglia culturale del famoso giornalista infatti è stata quella contro le odiose zanzare che infestano il Monferrato per colpa delle risaie vercellesi.</p>
<p>Le stupide bestiole, che da secoli ammorbano i contadini piemontesi, non hanno pensato che conveniva loro evitare di infastidire un così importante esponente del giornalismo democratico. Se la sono cercata. Gad – memore delle organizzazioni rivoluzionarie sessantottine – ha fondato il club “La libellula” che è “un insetto benemerito che mangia le zanzare”.</p>
<p>Poi ha fatto un tale baccano, ha coinvolto tutti gli enti locali, dal Comune alla Regione (alla cui presidente Mercedes Bresso ha scritto una lettera aperta sulla Stampa), ha preteso tolleranza zero contro l’immigrazione clandestina di zanzare attorno alla sua cascina, che, “hasta la victoria siempre!”, alla fine ce l’ha fatta e sul suo blog ha annunciato:<em> </em><em>“Ha piovuto molto questa primavera in Monferrato… Ma la notizia che cambia la vita agli abitanti e ai turisti di queste meravigliose colline è che le zanzare praticamente non ci sono più… a Vercelli e a Casale Monferrato è finito il coprifuoco, ci stiamo riprendendo l’estate”.</em><em> </em><em> </em></p>
<p><em>Che – bisogna ammetterlo – è un grande trionfo. Stavolta però, chissà perché, diversamente dalle galline, a Gad non è venuto in mente di paragonare la sorta tragica delle povere zanzare a quella terribile degli immigrati. </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>Fonte “Libero” © 9 settembre 2009</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.antoniosocci.com/2009/09/le-galline-di-gad-il-buono/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

