Mentre tutta l’Italia si è dovuta sorbire per giorni lo psicodramma del Pd che – almeno nella contesa pubblica – appare come un mero scontro di potere sulla leadership di Renzi, il vero duello politico, sulle questioni di fondo per l’Italia, è esploso nel centrodestra senza che i media se ne accorgessero.

Per la verità nemmeno il vario mondo del centrodestra se n’è accorto, perché non è un confronto di idee alla luce del sole – come sarebbe auspicabile e sarebbe utile – ma un braccio di ferro sotterraneo tra i leader.

Nel centrodestra si oppongono due linee strategiche alternative che riguardano davvero il presente e il futuro dell’Italia. Continua

Giulio Andreotti – a ridosso dell’unificazione tedesca – coniò una battuta memorabile: “Amo talmente la Germania che ne preferivo due”.

Oltre al passato gli ha dato ragione il futuro. In effetti la tentazione “imperiale” tedesca sull’Europa è tornata fuori e stavolta si è realizzata (pagata da noi) tramite l’euro e la Ue.

Molti italiani pensano del Pd la stessa cosa che Andreotti pensava sulla Germania e – se ci sarà – brinderanno alla scissione.

Il Pd – fra l’altro – è stato in Italia il vero punto di riferimento del “partito tedesco”. E’ stato, già con l’Ulivo, il “partito dell’Euro” e della Ue, che sono all’origine di gran parte dei nostri guai.

Il Pd e il suo governo continuano ad essere allineati alla Germania, come dimostra anche una notizia recente sulla Grecia e il Fmi. Continua

Sabato scorso “Repubblica” apriva la sua prima pagina con i dati di un clamoroso sondaggio Demos. Il titolo era questo: “Pd e M5S ai minimi. Il 70 per cento è contro il voto”. Poi il sottotitolo: “Sodaggio: Gentiloni batte l’ex premier, salgono le destre”.

Tutta questa titolazione del giornale – anche a pagina 2 e 3 – dava molte notizie di grande interesse, ma evitando di esplicitare quella che – a mio avviso – è la più sorprendente di tutte. Prima di spiegare qual è voglio sottolineare le notizie esplicite. Continua

L’euro in sé è un affare (come fu promesso) o una maledizione (come oggi appare)? Ci sono contrapposte opinioni. Ma parlano i fatti invece su come la moneta unica è stata concretamente realizzata e gestita.

Il professor Mario Baldassarri, col suo Centro studi Economia reale, ha calcolato quanto ci è costata la politica della Banca centrale europea guidata – dal 2003 – da Jean-Claude Trichet in base ai diktat teutonici della Bundesbank, quelli che vogliono l’euro come un super-marco.

I NUMERI

Ebbene, “all’intera eurozona la super moneta unica è costata dal 2003 al 2014 l’11% di Pil in meno e 18 milioni di disoccupati in più. A questo si aggiunge il costo della stupidità di Maastricht, che ha spinto tutti i governi a cercare di azzerare il deficit aumentando tasse e tagliando investimenti. Qui abbiamo perso altri 8 milioni di occupati e il 5% di Pil”. Continua

E’ doloroso ammetterlo, ma sull’Italia spadroneggiano proprio tutti. Grazie alla sottomissione, più o meno zelante, delle nostre “classi dirigenti” (si fa per dire).

Un paio di esempi. Obama mette nel mirino Putin (mentre non batte ciglio per mesi davanti ai massacri dell’Isis) ed ecco che noi veniamo costretti a porre alla Russia sanzioni economiche che ci costano un occhio della testa (in tempi di crisi).

Sarkozy ha brutti sondaggi alla vigilia delle presidenziali, dunque s’inventa una sciagurata guerra alla Libia per abbattere Gheddafi (e risalire nei sondaggi) ed ecco che noi siamo arruolati, obtorto collo, in quell’impresa demenziale che destabilizza un Paese alle porte di casa e mette a rischio i nostri contratti petroliferi (che guarda caso fanno gola proprio alla Francia).

Il danno e la beffa. Ma è soprattutto la Germania a farla da padrona. Direttamente o tramite quella succursale del governo tedesco che chiamano ipocritamente “Unione europea”.

IL RUGGITO DEL CONIGLIO

L’ultimo esempio è di queste ore. La Merkel ancora detta la linea all’Europa pretendendo che tutti mantengano le sanzioni alla Russia, ma intanto la Germania, zitta zitta, raddoppia il gasdotto del Nord (North Stream) con la Russia (con Gazprom): ha l’obiettivo strategico di diventare lo snodo dell’energia per tutta l’Europa.

Naturalmente a restarci fregata è la solita Italia (e l’Europa meridionale) perché nel 2014 l’Europa – accusando Gazprom di monopolismo – aveva fatto saltare il gasdotto del Sud – South Stream – che avrebbe avvantaggiato l’Italia (l’Eni era capofila).

Sono i tedeschi, che dettano legge. Noi siamo sudditi e il “ruggito del coniglio” dei giorni scorsi, al vertice Ue, di Renzi – pur lodevole – finisce per essere patetico, perché resta solo uno sfogo di parole “permesso” dalla Merkel ai sudditi.

Magra consolazione per Renzi poter dire: “ne ho prese tante, ma le ho detto ‘birbante!’”. E’ drammaticamente chiaro che noi siamo una colonia assoggettata e da spolpare. Continua

Tutti abbiamo detto un gran male della Germania e della Signora Merkel per come sta imponendo a tutta l’Europa una rigidissima disciplina di bilancio. Continua

Dove sono finiti tutti i mistici dell’euro – economisti, giornalisti, politici, intellettuali – che dieci anni fa imperversavano su tutti i pulpiti per decantare le virtù taumaturgiche della moneta unica e “le magnifiche sorti e progressive” dell’Italia nell’euro? Continua