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	<title>lo Straniero &#187; Giovanni Paolo II</title>
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	<description>Il blog di Antonio Socci</description>
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		<title>Ultime notizie da Fatima: ciò che la Madonna ha fatto (e fa) per noi&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 10:18:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.socci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La profezia dei Maya, gli oroscopi…. A milioni vanno dietro a queste favole, specialmente con l’ingresso nel 2012 e complice l’incertezza provocata dalla crisi. Si ignorano invece le profezie vere e documentate. Quali sono? Anzitutto le trecento profezie messianiche dell’Antico Testamento, clamorosamente compiutesi fin nel dettaglio in Gesù di Nazaret. Da allora chi ha fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La profezia dei Maya, gli oroscopi…. A milioni vanno dietro a queste favole, specialmente con l’ingresso nel 2012 e complice l’incertezza provocata dalla crisi. Si ignorano invece le profezie vere e documentate.</p>
<p>Quali sono?<span id="more-1464"></span></p>
<p>Anzitutto le trecento profezie messianiche dell’Antico Testamento, clamorosamente compiutesi fin nel dettaglio in Gesù di Nazaret.</p>
<p>Da allora chi ha fatto profezie che effettivamente si sono storicamente realizzate è, nelle sue diverse apparizioni, la Madonna che non a caso la Chiesa venera come “Regina dei profeti”.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">IL SOLE DI FATIMA</span></strong></p>
<p>Quella più nota e più recente è contenuta nel messaggio dato a Fatima nel luglio 1917. Garantito dal clamoroso prodigio del sole, accaduto il 13 ottobre 1917 davanti a 70 mila persone (fra cui diversi agnostici e atei).</p>
<p>Prodigio documentato sui giornali laici del tempo.</p>
<p>La profezia cominciò ad avverarsi un mese dopo con la rivoluzione bolscevica in Russia, predetta dalla Madonna.</p>
<p>Ora abbiamo una nuova, clamorosa conferma di un altro dettaglio della profezia grazie all’apertura degli archivi di stato britannici per i documenti che hanno superato i trent’anni, quindi quelli relativi al 1981.</p>
<p>E’ una storia che sta venendo alla luce proprio in queste ore (ne ha scritto ieri Enrico Franceschini su Repubblica), ma per capirne la portata e il legame con Fatima bisogna fare un passo indietro.</p>
<p>Nell’apparizione del luglio 1917 la Madonna affidò ai tre bambini un messaggio importantissimo: <strong><span style="text-decoration: underline;">lei sarebbe tornata a chiedere “la consacrazione della Russia” al suo Cuore immacolato, da parte del Papa e dei vescovi, e “la comunione riparatrice dei primi sabati”.</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Se fosse stata ascoltata questa sua richiesta il mondo avrebbe avuto pace, in caso contrario nessuno avrebbe potuto fermare una seconda guerra mondiale e una diffusione del comunismo nel mondo che avrebbe scatenato persecuzioni contro i cristiani, orrori e guerre.</span></strong></p>
<p>In effetti la Madonna tornò ad apparire a suor Lucia nel 1929 dicendo che quella era l’ora, ma non fu ascoltata. Per questo accadde tutto ciò che aveva predetto.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">WOJTYLA IL GRANDE</span></strong></p>
<p>Nel 1978 divenne papa Giovanni Paolo II. Soprattutto dopo l’attentato del 13 maggio 1981, i cui mandanti stavano ad est, ritenendo di essere stato salvato miracolosamente  proprio dalla Madonna di Fatima di cui, esattamente in quel giorno, si celebrava la festa, decise di riprendere in mano il messaggio di Fatima.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Fin dal 1981 cercò dunque ripetutamente di fare la consacrazione chiesta dalla Madonna, ma lui stesso dovette superare forti opposizioni degli ambienti ecclesiastici.</span></strong></p>
<p>Il Papa comunque la fece – come potè &#8211; il 25 marzo 1984. In quella celebrazione solenne pronunciò una preghiera drammatica e toccante, dove fra l’altro gridava:</p>
<p><strong><em>“Madre degli uomini e dei popoli… dalla fame e dalla guerra, liberaci! Dalla guerra nucleare, da un’autodistruzione incalcolabile, da ogni genere di guerra, liberaci!”.<br />
</em></strong>Anni dopo venni in possesso di una straordinaria intervista di suor Lucia che il 14 ottobre 1993 era stata registrata con la telecamera da un giornalista portoghese (la trasmisi in tv, ad Excalibur).</p>
<p>In essa l’anziana suora, fra le altre cose, faceva questa sorprendente affermazione: <strong><span style="text-decoration: underline;">“La Consacrazione del 1984 ha evitato una guerra atomica che sarebbe accaduta nel 1985”.</span></strong></p>
<p>In effetti la Madonna a Fatima aveva predetto che il comunismo avrebbe scatenato guerre e questa profezia era nota e pubblica da anni.</p>
<p>Ma ero perplesso perché non capivo chi e quando poteva aver fatto sapere a suor Lucia che un conflitto nucleare nel 1985 era stato scongiurato grazie alla Consacrazione del 1984, visto che le apparizioni di Fatima erano avvenute molti anni prima.</p>
<p>La risposta mi venne implicitamente il 17 febbraio 2005, quando aprii Repubblica e vi trovai un’ampia intervista al cardinale Bertone.</p>
<p>Il prelato, che più volte aveva fatto visita alla suora portoghese, rivelò, fra le altre cose, che “Lucia ebbe una visione nel 1984, l’ultima ‘pubblica’ di cui non si è mai parlato, durante la quale la Madonna la ringraziava della consacrazione nel suo nome”.</p>
<p>Evidentemente era in quell’occasione che la veggente aveva avuto la clamorosa “informazione” e da una fonte davvero attendibile e “altolocata”.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">IL GIORNO DELL’ARSENALE</span></strong></p>
<p>Tuttavia, ritenendo che una guerra nucleare non scoppia da un momento all’altro senza motivi storicamente accertabili, scrivendo il libro “Il quarto segreto di Fatima”, andai a cercare le notizie di quei primi anni Ottanta che confermavano o smentivano l’esistenza di una condizione prebellica.</p>
<p>Scoprii che in effetti nei primi anni Ottanta la tensione fra Est e Ovest era stata gravissima e aveva toccato il culmine nel 1983, con la crisi degli euromissili. Al Cremlino si succedevano Breznev, Andropov, Cernenko.</p>
<p>Il sistema economico sovietico era ormai al collasso e la sfida militare imposta da Reagan – secondo i capi comunisti – metteva l’Urss davanti a una sola alternativa: o scatenare subito un attacco militare (inevitabilmente nucleare) all’Europa occidentale, prima di trovarsi in minorità militare sullo scenario europeo, o arrendersi al crollo del regime.</p>
<p>Il Cremlino prese dunque in esame la possibilità di un attacco preventivo all’Occidente. E’ in questa terribile situazione, il momento più drammatico dal dopoguerra, che si situa la solenne consacrazione del Papa.</p>
<p>Ebbene, dopo di essa accadono una serie di eventi del tutto imprevisti che di fatto spazzano via la possibilità concreta di una guerra. Ma perché nel giro di pochi mesi il Cremlino accantona l’ipotesi dell’attacco?</p>
<p>Uno dei fatti che possono aver determinato quella svolta, secondo Alberto Leoni, esperto di storia militare, fu l’ “incidente” che mise fuori uso il potenziale militare sovietico, l’esplosione dell’arsenale di Severomorsk, nel Mare del Nord: “senza quell’apparato missilistico che controllava l’Atlantico” spiegava Leoni “l’Urss non aveva più alcuna speranza di vittoria. Per questo l’opzione militare fu cancellata”.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Ebbene, quell’evento accadde due mesi dopo la Consacrazione fatta dal Papa, ma conta soprattutto il giorno: era il 13 maggio 1984, anniversario e festa della Madonna di Fatima e dell’attentato al Papa. </span></strong></p>
<p>A quel punto l’Urss fu costretta a trovare un’altra via: la (disperata) riforma del sistema sovietico. Così, con la morte di Cernenko, pochi mesi dopo la consacrazione fatta dal Papa, fu chiamato al potere, a Mosca, Mihail Gorbacev.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">IL SEGNO DI MARIA</span></strong></p>
<p>L’uomo delle riforme impossibili (che in realtà portò il comunismo alla fine incruenta) firmò con Reagan il fondamentale trattato per la riduzione degli armamenti e l’eliminazione degli euromissili, che allontanava l’apocalisse nucleare – guarda caso &#8211; <strong><span style="text-decoration: underline;">il giorno 8 dicembre del 1987, quando la Chiesa festeggia l’Immacolata Concezione. </span></strong></p>
<p>E’ inevitabile ricordare che proprio la profezia di Fatima si concludeva così: <strong><span style="text-decoration: underline;">“Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà”</span></strong>. Ed è stupefacente trovare sempre il “segno” di Fatima in tutte le date che segnano il progressivo dissolversi del comunismo. Infatti <strong><span style="text-decoration: underline;">l’atto di liquidazione dell’Urss si consumò di nuovo un 8 dicembre</span></strong> (dell’anno 1991) e <strong><span style="text-decoration: underline;">la bandiera rossa con falce e martello fu definitivamente ammainata dal Cremlino il 25 dicembre 1991, Natale del Signore.</span></strong></p>
<p>Di nuovo si poteva constatare l’avverarsi della prima profezia di Maria, quella contenuta nel Magnificat: “Dio abbatte i potenti dai troni e innalza gli umili”.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">ULTIME RIVELAZIONI</span></strong></p>
<p>Se poi qualcuno dubita ancora che, in quei primi anni Ottanta, sia stato scongiurato un conflitto nucleare può utilmente consultare i documenti segreti dell’archivio di stato britannico a cui è stato appena tolto l’embargo.<strong></strong></p>
<p>C’è il piano sovietico di attacco alla Gran Bretagna che prevedeva, fra le altre cose, l’assassinio della Thatcher, perché lei poteva disporre un attacco nucleare all’Urss. Era l’unico modo, osserva Franceschini, con cui Mosca poteva “sperare di vincere un confronto atomico con l’occidente”.</p>
<p>Questo (recente) passato è la lezione di Fatima. E dovrebbe farci capire che per il nostro futuro adesso non serve scrutare il calendario Maya o i tarocchi. Casomai conviene guardare a Medjugorije, che è la prosecuzione di Fatima.</p>
<p>Antonio Socci</p>
<p>Da “Libero”, 3 gennaio 2012</p>
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		<title>Un uomo</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Jan 2011 10:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.socci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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		<description><![CDATA[Per noi cristiani non sono gli ecclesiastici a fare i santi, ma è Dio (la Chiesa semplicemente li riconosce e invita a farsi loro amici). I santi sono anzitutto uomini veri, la cui persona è resa affascinante, autentica, meravigliosa dall’amicizia con Gesù. La loro vita però è un messaggio accorato di Dio a una certa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per noi cristiani non sono gli ecclesiastici a fare i santi, ma è Dio (la Chiesa semplicemente li riconosce e invita a farsi loro amici). I santi sono anzitutto uomini veri, la cui persona è resa affascinante, autentica, meravigliosa dall’amicizia con Gesù.<span id="more-1298"></span></p>
<p>La loro vita però è un messaggio accorato di Dio a una certa generazione, a un’epoca e poi – più ampiamente – anche a tutte le altre.</p>
<p>Allora la beatificazione di Karol Wojtyla impone anzitutto questa domanda: cosa ha voluto dire Dio all’umanità del XX e del XXI secolo mandando un uomo così?</p>
<p>Perché quest’uomo è stato addirittura prefigurato e accompagnato da tanti segni anche soprannaturali ed è stato posto davanti al mondo intero con la sua elezione come Vicario di Cristo e con uno dei pontificati più lunghi della storia?</p>
<p>Secondo me il Cielo ha voluto dirci anzitutto due cose decisive.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Primo messaggio</span></strong></p>
<p>Per capire la prima bisogna tornare a quel 16 ottobre 1978. Il pontificato di Paolo VI – apertosi con le luminose speranze del Concilio – si era concluso, come lui stesso dichiarò amaramente, sotto neri nuvoloni.</p>
<p>La tempesta che aveva colpito la Chiesa era gravissima. Il post-concilio e il Sessantotto furono dirompenti.</p>
<p>Circa 70 mila sacerdoti lasciarono l’abito, la pratica religiosa crollò verticalmente, l’anarchia e la contestazione nel mondo ecclesiastico sostituirono l’obbedienza, i cattolici – come disse Ratzinger – si trovarono portati qua e là da ogni vento di ideologia.</p>
<p>La solitudine dell’anziano papa Montini fu resa ancor più drammatica dall’esplosione della violenza politica e del terrorismo in Italia, un paese dilaniato dai conflitti.</p>
<p>La sensazione generale era che la Chiesa e il papato fossero ormai allo stremo e che il cattolicesimo fosse diventato residuale, una cosa per vecchiette e per bambini.</p>
<p>La sera del 16 ottobre 1978 quando quell’uomo giovane e vigoroso si affacciò col suo sorriso alla terrazza di San Pietro, infrangendo subito tutti i cerimoniali, con la libertà e la serena forza di chi è stato destinato fin dalla nascita a una missione grandiosa, tutti, perfino i più lontani dalla Chiesa, capirono che era accaduto qualcosa di inaudito.</p>
<p>Tutti rimasero a bocca aperta davanti al Papa venuto dall’Est, intuendo che era l’alba sorprendente di un giorno nuovo e che sarebbero accadute cose inimmaginabili. Dio stava “parlando”.</p>
<p>E papa Karol ci ha incantati subito. Ha catturato i cuori soprattutto della mia generazione e di tutte le nuove generazioni che si sarebbero affacciate sulla scena da allora in avanti: finalmente un uomo vero!</p>
<p>Di tutti i personaggi costruiti dai media, o comunque dal potere, chi poteva reggere il confronto? Assolutamente nessuno. E infatti per ventisette anni si sono visti, sulle tv del mondo intero, tutti i potenti dei più diversi stati e regimi che davanti a lui apparivano impacciati e insicuri come scolaretti.</p>
<p>Tutti ne subivano il fascino, tutti (a cominciare da Gorbacev che pare abbia addirittura pianto) si sentivano in soggezione nonostante il calore umano e la cordialità di quell’uomo.</p>
<p>Milioni di giovani sono corsi a incontrarlo ai quattro angoli del pianeta, incantati da un uomo che sentivano finalmente come padre vero, che comprendeva il loro desiderio di felicità, che svelava loro il senso della vita e che lo testimoniava con eroismo, con umanità e con gioia. Incantati dalle sue parole e soprattutto dalla sua persona, dalla sua libertà.</p>
<p>Era totalmente diverso dal cliché clericale, secondo cui i cristiani sono ometti impauriti dalla vita.</p>
<p>Era il papa che a vent’anni era stato operaio, poeta, attore di teatro, “combattente” nella tragedia della sua terra invasa da nazisti e comunisti e devastata; il Papa che poi era stato seminarista clandestino, giovane prete che amava andare in montagna con i suoi studenti e amava sciare e nuotare, il papa che era stato un intrepido vescovo quarantenne che si era opposto agli abusi della tirannia comunista a Cracovia e che poi ha partecipato al Concilio e poi è stato il ciclone che ha abbattuto il moloch planetario del comunismo, con la forza inerme della sua testimonianza, il papa che ha sfiorato più volte il martirio.</p>
<p>Ebbene quest’uomo dalla vita leggendaria, che ha percorso tutti i continenti, era la prova vivente che l’amicizia di Gesù rende più uomini e non meno uomini. Rende più autentici, più liberi, più umani, più ragionevoli, più felici.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Secondo messaggio</span></strong></p>
<p>La seconda cosa che il Cielo ci ha detto mi pare la seguente: quest’uomo è il santo della Chiesa del silenzio, della Chiesa dei martiri, del secolo in cui si è perpetrato il più grande macello di cristiani in duemila anni di storia.</p>
<p>Egli appare anzitutto come il sigillo di Dio sull’età del comunismo. Sul secolo che ha visto consumarsi l’esperimento criminal-politico più vasto, duraturo e sanguinario della storia per l’eliminazione di Dio e della Chiesa dal mondo.</p>
<p>Giovanni Paolo II che sale agli onori degli altari dimostra che si realizza la profezia della più grande profetessa di tutti i tempi, Maria di Nazaret, quando proclamò: “Dio abbatte i potenti dai troni e innalza gli umili”.</p>
<p>Con la glorificazione di quest’uomo, che ha conosciuto sulla sua pelle il totalitarismo nazista e quello comunista e che ha rischiato il martirio per mano degli uni e degli altri, la Chiesa – in qualche modo – glorifica milioni e milioni di martiri del nostro secolo che sono stati massacrati nei Gulag, nei lager e in mille altri modi e il cui nome è scritto nei cieli, ma resta ignoto sulla terra.</p>
<p>Soprattutto quei martiri del comunismo che la Chiesa stessa – prima di Wojtyla – si vergognava di nominare, di celebrare e di indicare alla venerazione del popolo, per soggezione verso la prepotenza ideologica del comunismo mondiale.</p>
<p>La stessa soggezione che indusse qualche sventato ecclesiastico a evitare, al Concilio, con metodi scorretti, la condanna del comunismo, richiesta dai vescovi dell’Est europeo.</p>
<p>E’ evidente infatti che il comunismo per la Chiesa è stato una tragedia di natura teologica, come hanno dimostrato fior di pensatori, a cominciare da Augusto Del Noce. Del resto tutti i pontefici ne hanno denunciato la natura satanica e soprattutto lo ha fatto la Madonna a Fatima.</p>
<p>Il suo pontificato stesso, trascorso sotto il segno di Maria, è stato il capolavoro della Madonna che lo ha accompagnato da Medjugorije con le più lunghe apparizioni pubbliche di tutti i tempi.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Gratitudine</span></strong></p>
<p>Giovanni Paolo II è stato infatti il Papa che ha re-insegnato alla cristianità la grandezza, la bellezza e la potenza della Madonna.</p>
<p>E questo è stato decisivo per la Polonia (che si riprese la sua libertà, ai cantieri di Danzica, inalberando l’icona della Madonna di Chestokowa) e grazie alla Polonia per tutto l’Est europeo e per il mondo.</p>
<p>Dunque bisogna prendere esempio da Giovanni Paolo il Grande, dal suo coraggio che gli faceva gridare a nome delle vittime davanti a tutti i tiranni.</p>
<p>E bisogna affermare a chiare note – senza timidezze – che oggi viene beatificato il Papa che &#8211; dopo aver denunciato la natura satanica del comunismo – con la forza della fede lo ha abbattuto.</p>
<p>Anche per questo è un santo a cui tutta l’umanità deve essere grata. Perché – come ho dimostrato, carte alla mano, nel mio libro (in queste poche righe sarebbe impossibile) – abbattendo il comunismo, per una via miracolosamente pacifica, egli ha probabilmente scongiurato una nuova (e stavolta fatale) guerra mondiale.</p>
<p>Attraverso di lui la Madonna ha salvato l’umanità da una autodistruzione che sarebbe stata definitiva.</p>
<p> </p>
<p>Antonio Socci</p>
<p> </p>
<p>Da “Libero”, 15 gennaio 2011</p>
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		<title>Caterina a Loreto&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 09:59:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.socci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La meglio gioventù è in cammino nella notte del nostro tempo. Sabato andrà a Loreto, verso la piccola e povera casa di Maria di Nazaret dove – con l’Annunciazione &#8211; sorse il sole che squarciò le tenebre delle nostre vite. E’ uno spettacolo da non perdersi e i nostri media sicuramente lo perderanno. La bella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La meglio gioventù è in cammino nella notte del nostro tempo. Sabato andrà a Loreto, verso la piccola e povera casa di Maria di Nazaret dove – con l’Annunciazione &#8211; sorse il sole che squarciò le tenebre delle nostre vite.<span id="more-1229"></span></p>
<p>E’ uno spettacolo da non perdersi e i nostri media sicuramente lo perderanno.</p>
<p>La bella gioventù, migliaia di bei volti &#8211; l’anno scorso erano 60 mila (ripeto: sessantamila!) &#8211; in silenzio o in preghiera, sfileranno veloci nella notte fra il 12 e il 13 giugno nelle dolci campagne marchigiane verso l’abbraccio di colei che è eternamente giovane ed eternamente bella e che li aspetta, tutti, uno ad uno.</p>
<p>Sono le campagne di Giacomo Leopardi (Recanati e lì) e tutti questi giovani hanno nel cuore le grandi domande della sua poesia e quella sua nostalgia dell’Infinito. Che si è fatto Uomo.</p>
<p>Mia figlia Caterina ogni anno andava dalla Madre di Cristo, percorrendo nella notte i 32 chilometri che separano Macerata da Loreto, con i suoi amici universitari di Comunione e liberazione.</p>
<p>Quest’anno per la prima volta non ci sarà. Dal 12 settembre – quando il suo cuore si fermò – sta attraversando un’altra notte, ma siamo certi che anche questo cammino finirà in un bel mattino, fra le braccia della Madonna, dove tutti i destini e tutte le strade trovano la loro meta.</p>
<p>Lei che è la grande soccorritrice, la “Salus infirmorum” e che già ha protetto la vita di Caterina, quel 12 settembre, facendo di nuovo battere il suo cuore, la risolleverà.</p>
<p>Il caso vuole, peraltro, che il pellegrinaggio quest’anno si svolga proprio il 12 giugno, a nove mesi esatti dal dramma di Caterina. E che sia un sabato (giorno di Maria), come il 12 settembre, che il pellegrinaggio cominci a quella stessa ora in cui Caterina cadde “morta” in terra, le 20.30 e che sia la festa del Cuore Immacolato di Maria, al quale Caterina era affidata e al quale il Papa ha consacrato la Chiesa e l’intera umanità.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">La consacrazione a Cristo</span></strong></p>
<p>Quante volte, alla fine del lungo cammino, Caterina, a Loreto ha recitato, insieme a migliaia di amici, l’Atto di consacrazione che chiude il pellegrinaggio: l’ “Atto di Consacrazione della nostra vita a Cristo attraverso Maria, perché la Chiesa diventi sorgente di vita nuova per tutti i popoli”.</p>
<p>Ecco la preghiera che viene recitata dai 60 mila giovani:</p>
<p><em><strong>“Maria, tu sei la Madre di Cristo, Madre della Comunione che Tuo Figlio ci dà, come dono sempre nuovo e potente, che è un gusto di vita nuova. Attraverso di Te noi perciò consacriamo tutto noi stessi, tutte le gioie e le sofferenze che Tuo Figlio sceglie per noi e la nostra stessa vita, affinché Tu diventi la Madre della Vita e Cristo doni a tutti gli uomini lo stesso gusto di vita nuova che ha donato a noi, Amen”.</strong></em></p>
<p>Come non pensare che attraverso l’offerta delle loro sofferenze il Signore della storia salvi il mondo e riversi un fiume di benedizioni e di grazia sull’umanità smarrita?</p>
<p>E’ stato il Papa, in una sua enciclica, a ricordare che “è grazie a pochi sconosciuti che il mondo vive” e a Fatima – parlando di Giacinta e Francesco – ci ha indicato nella loro offerta di sé e della propria vita, la potentissima arma con cui Dio fa vincere l’amore sul Male che è scatenato nel mondo.</p>
<p>Così, anche se quest’anno a Loreto Caterina non ci sarà fisicamente, sarà portata nel cuore e nelle preghiere da tanti suoi amici che chiederanno alla Vergine di guarirla per farla tornare l’anno prossimo.</p>
<p>E arrivando si accorgeranno che Caterina (come ogni sofferente) c’è, misteriosamente, anche quest’anno, lì fra le braccia della Madonna, con la testa appoggiata al suo cuore….</p>
<p>In tanti ogni anno sono commossi da questo lungo fiume di giovinezza, da questo popolo in cammino.</p>
<p>E tanti, per vie sconosciute a noi, saranno colpiti, vedranno sorgere l’aurora della loro buia vita, grazie al sacrificio di chi si consacra a Cristo attraverso Maria e si offre per la salvezza del mondo. Perché è come offrirsi in riscatto per dei prigionieri, per liberare degli schiavi.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Oasi</span></strong></p>
<p>E’ stupefacente che vi siano luoghi al mondo dove dei giovani sono educati a questo slancio verso l’infinito, dove si innamorano della Bellezza e della Purezza abbracciandoli con la scelta di una vita eroica (l’umile vita quotidiana).</p>
<p>Il pellegrinaggio della tradizione cristiana da secoli esprime questa sapienza antica. Ci fa capire che la vita non è un girovagare senza meta, dove quindi i passi non hanno senso e non hanno valore e la vita è inutile.</p>
<p>No, la vita non è un vagare annoiato nella notte, ma è un camminare lieto e certo, assieme a dei fratelli, verso una casa, verso Casa. E’ un camminare nella notte verso l’alba di un abbraccio di Madre che ti aspetta.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Tradizione che rinasce</span></strong></p>
<p>Questo pellegrinaggio cominciò nel 1978, anno dell’elezione di Giovanni Paolo II, su proposta di don Giancarlo Vecerrica, insegnante di religione, ai suoi studenti.</p>
<p>Don Giancarlo, che era il sacerdote di CL a Macerata, lo propose come gesto di ringraziamento alla Madonna alla fine dell’anno scolastico. Era un’antica tradizione che si era persa nel tempo, soprattutto in quegli anni Settanta.</p>
<p>La prima volta parteciparono in trecento, perlopiù di Macerata. Sembravano già tantissimi. Oggi superano sessantamila, da tutta Italia. E il 19 giugno 1993 il pellegrinaggio ha avuto addirittura la visita di Giovanni Paolo II che, alla partenza del cammino notturno, consegnando la Croce, lasciò ai pellegrini questo compito:</p>
<p><em><strong>“Ora affido a voi, cari giovani, la Croce che vi farà da guida al vostro Pellegrinaggio al santuario di Loreto. Imparate dall’esperienza di questa notte a seguire, anche sulle strade del vostro quotidiano cammino, la Croce di Cristo, nella quale è salvezza, vita e resurrezione”.</strong></em></p>
<p>Da quel giorno quella stessa Croce ogni anno sta in cima al pellegrinaggio che si conclude in un’atmosfera davvero commovente. L’anno scorso Caterina stava proprio dietro la Croce.</p>
<p>Il pellegrinaggio alla casa di Maria, fra i poveri mattoni dove lei ricevette l’annuncio dell’Angelo, dove il Verbo si fece carne e venne ad abitare fra noi, è antichissimo.</p>
<p>Nella parte della casa di Maria rimasta a Nazaret sono stati trovati antichi graffiti di pellegrini dei primi secoli, uno dei quali, sotto il disegno di una barchetta, recita: “Siamo venuti dalla Bella Ragazza”.</p>
<p>In effetti tutti coloro che, nelle apparizioni moderne, da Lourdes a Medjugorje, hanno visto Maria faccia a faccia, concordano nel testimoniare che si tratta di una bellezza sconvolgente, che non ha eguali sulla terra e che perfino le più famose bellezze celebrate dai mass media sembrano misere al confronto.</p>
<p>La bellezza della Vergine e la sua eterna giovinezza (nelle apparizioni è sempre una ragazza sui 18 anni) non ha un significato semplicemente estetico.</p>
<p>Lei, unica con Gesù a essere nella gloria col suo stesso corpo di carne, preannuncia così a noi l’eterna giovinezza a cui siamo destinati con la resurrezione.</p>
<p>Dicevo delle due parti di quella casa di Maria perché a Nazaret c’è ancora la grotta scavata nella roccia che costituiva una parte (è contenuta nella Basilica dell’Annunciazione).</p>
<p>Ma appoggiata alla pietra stava un piccolo locale in muratura che è quello che dal 1294 (dopo che i crociati furono sconfitti e cacciati) si venera a Loreto.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Scienza e miracoli</span></strong></p>
<p>La tradizione dice che fu portata in Italia dagli angeli e si è pensato finora che sotto la leggenda vi fosse in realtà la potente famiglia Angeli – o De Angelis &#8211; che avrebbe organizzato il trafugamento e il trasporto della casupola.</p>
<p>Tuttavia gli studi tecnici sulla struttura e i materiali della casa, che confermano la compatibilità con una provenienza mediorientale e con l’epoca di Gesù, ultimamente hanno evidenziato che la casetta, che non ha fondamenta ed è appoggiata su una pubblica via, sopra un arbusto, mai sarebbe stata smontata e rimontata e alcuni dettagli della sua comparsa in quel luogo non sono compatibili con un trasporto umano per nave.</p>
<p>In fondo gli angeli esistono…</p>
<p>Quel che conta è che lì, fra poverissime mura, cambiò la storia dell’umanità e la vita di tutti. E lì sorge il sole.</p>
<p>  </p>
<p><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p>da “Libero”, 5 giugno 2010</p>
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		<title>Perché il Papa smentisce Bertone (e Messori)</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 07:04:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.socci</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ incredibile che i giornali abbiano “bucato” le due clamorose notizie che arrivano dal Portogallo. Una (drammatica) è implicita nelle parole del Papa: la profezia sul papa ucciso e il macello di cardinali e vescovi riguarda non il passato, ma il nostro futuro prossimo (ne parlerò dopo).<span id="more-1221"></span></p>
<p>Invece un’altra sta nero su bianco ed è questa: il “quarto segreto” (cioè una parte finora non pubblicata del Terzo Segreto) esiste e le parole del Papa sullo scandalo della pedofilia ne sono la prova.</p>
<p>Il Papa è impegnato a fare una grande operazione-verità anche su Fatima, a costo di smentire la versione dei segretari di stato vaticani. Ecco il confronto fra le loro parole e quelle del pontefice.</p>
<p>L’allora Segretario di stato cardinal Sodano, il 13 maggio 2000, nell’annunciare solennemente al mondo la pubblicazione del terzo segreto, spiegando che coincideva con l’attentato al papa del 1981 e le persecuzioni del Novecento, disse: “Le vicende a cui fa riferimento la terza parte del ‘segreto’ di Fatima sembrano ormai appartenere al passato”.</p>
<p>Il successore, Bertone, ha eliminato anche il prudenziale “sembrano” e, per ribadire che il segreto riguardava l’attentato al papa del 1981 e si era già tutto realizzato, ha scritto testualmente (a pagina 79 di un suo volume): “L’accanimento mediatico è quello di non volersi capacitare che la profezia non è aperta sul futuro, si è realizzata nel passato, nell’evento indicato (l’attentato al papa, nda). Non ci si vuole arrendere all’evidenza”.</p>
<p>Ora invece papa Benedetto XVI ci spiega l’esatto opposto, che cioè il terzo segreto riguarda eventi successivi all’attentato del 1981, come l’attuale scandalo della pedofilia e anche eventi che stanno tuttora nel nostro futuro.</p>
<p>Ratzinger ha infatti dichiarato:</p>
<p><em><strong>“Oltre questa grande visione della sofferenza del Papa, che possiamo in prima istanza riferire a Papa Giovanni Paolo II, sono indicate realtà del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano … e quindi sono sofferenze della Chiesa che si annunciano… Quanto alle novità che possiamo oggi scoprire in questo messaggio, vi è anche il fatto che non solo da fuori vengono attacchi al Papa e alla Chiesa, ma le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa”.</strong></em></p>
<p>L’attentato del 1981 non c’è nelle parole di Benedetto XVI e quindi non è indicato come “la” realizzazione del terzo segreto.</p>
<p>Si parla solo della “sofferenza di Giovanni Paolo II” che viene unita a quelle degli altri papi (di cui parla la seconda parte del Segreto). Benedetto XVI colloca il compimento del Terzo segreto negli anni successivi all’attentato del 1981 e nel nostro stesso futuro: “sono realtà del futuro che man mano si sviluppano e si mostrano” ha dichiarato “sofferenze della Chiesa che si annunciano”.</p>
<p>Come chiunque può vedere è il contrario di quanto proclamato da Sodano e, più dogmaticamente, da Bertone (“la profezia non è aperta sul futuro, si è realizzata nel passato, nell’evento indicato”).</p>
<p>Del resto era stata la stessa suor Lucia a smentire che la profezia fosse consegnata al passato e si fosse realizzata con l’attentato del 1981. Lo ha scritto in una lettera fondamentale del 12 maggio 1982.</p>
<p>Dopo aver mostrato che si era già realizzata la prima parte della profezia, relativa alla rivoluzione comunista, alla seconda guerra mondiale e alle persecuzioni alla Chiesa, suor Lucia, parlando della terza parte del segreto, scriveva testualmente: </p>
<p><strong><em>“se non constatiamo ancora la consumazione completa del finale di questa profezia, vediamo che vi siamo incamminati a poco a poco a larghi passi”.</em></strong></p>
<p>Quindi, in questa fondamentale lettera che fu resa nota dallo stesso Vaticano, suor Lucia, un anno dopo l’attentato di Alì Agca del 1981, non solo non dice che tale attentato è la realizzazione del terzo segreto (non lo ha mai detto né qui, né altrove), ma neanche lo cita, neanche vi accenna vagamente. Anzi spiega “apertis verbis” che il terzo segreto deve ancora realizzarsi. E lo scriveva nel 1982 !</p>
<p>Ci sarebbe da aggiungere che proprio su questa lettera della veggente, Bertone – a quel tempo monsignore – ha inspiegabilmente “cancellato” una frase esplosiva, che contraddiceva la sua versione, senza mai dare alcuna spiegazione.</p>
<p>Ma è sola una delle tante anomalie di questa storia cinquantennale che purtroppo è piena di bugie, di reticenze, di forzature e di omissioni (come ho mostrato nel mio libro).</p>
<p>Ma torniamo ad oggi. Il Papa dunque ha riaperto il dossier in modo così preciso e plateale che tutti coloro che in questi anni erano corsi a omaggiare la versione della Curia si sono trovati nel panico di fronte alle sue dichiarazioni che collocano lo scandalo della pedofilia nel terzo segreto.</p>
<p>Ecco padre Stefano De Fiores che, interpellato dal tg2 delle 20.30 dell’11 maggio, in evidente imbarazzo, balbetta: “a dire la verità in maniera esplicita non lo troviamo…”.</p>
<p>E bravo De Fiores! In effetti nel “terzo segreto” degli ecclesiastici no. Ma in quello completo della Madonna, a cui si riferisce il Papa, sì. Bisogna capirlo padre De Fiores. Aveva scritto un saggetto apologetico del cardinal Bertone giurando che non era mai esistita una parte non pubblicata del “terzo segreto” e ora si trova il Papa in persona che lo smentisce.  </p>
<p>Vittorio Messori, un altro intellettuale cattolico che era corso a omaggiare la curiale segreteria di stato, ieri sul Corriere della sera esprimeva l’imbarazzo di trovarsi smentito dal Papa: “Adesso nella schiera vasta dei ‘fatimisti’ ci sarà fermento per mostrare che papa Benedetto XVI si è tradito…”.</p>
<p>In realtà papa Benedetto non ha mai identificato il Terzo Segreto con l’attentato del 1981. Inoltre – da cardinale – sottolineò che non ci sono “definizioni ufficiali, né interpretazioni obbligatorie” del Terzo segreto.</p>
<p>A differenza degli ecclesiastici di Curia, che hanno trasformato in dogma le proprie idee (e fandonie) Ratzinger spiegò che quelle del 2000 erano ipotesi di interpretazione. Mere ipotesi (oggi da superare).</p>
<p>In terzo luogo – con l’umiltà che lo caratterizza – già nel 2000, poco dopo lo svelamento del Segreto,  rispondendo a una lettera rispettosa, ma critica del vescovo Pavel Hnilica sul suo commento teologico, Ratzinger non aveva esitato ad affermare che non voleva affatto “attribuire esclusivamente al passato i contenuti del segreto, in maniera semplicistica”.</p>
<p>In realtà Benedetto XVI, come per lo scandalo pedofilia, vuol farci capire che non bisogna mai aver paura della verità, anche quando è dolorosa o imbarazzante.</p>
<p>Perché non si serve Dio con la menzogna. Quando si pretende di mentire per Dio in realtà lo si fa per se stessi: Dio non ha bisogno delle nostre menzogne per difendere e costruire la sua Chiesa. Meglio fare mea culpa, perché Dio è più grande e più potente di tutti i nostri peccati.</p>
<p>Certo, questo atteggiamento non è compreso in Curia. Né dai “ratzingeriani” e giustamente, con affetto, Giuliano Ferrara ha scritto che sulla questione pedofilia, “detto con molta autoironia, per noi foglianti il Papa è un poco fuori linea”.</p>
<p>E’ vero. Perché il Papa sa più di noi e ritiene questo scandalo solo la punta dell’iceberg “terrificante” del peccato nella Chiesa (pensiamo ai verminai da lui denunciati nella Via crucis del 2005) e pensa al grande peccato dell’apostasia nella Chiesa.</p>
<p>E se tutto questo è “la città mezza in rovina” piena di cadaveri, descritta nella visione del Terzo segreto e se il papa ucciso non può essere il papa ferito del 1981, significa che la grande persecuzione del mondo e il grande martirio del Papa e della Chiesa è cosa del prossimo futuro.</p>
<p>Il Papa forse non può dirlo esplicitamente, ma cerca di preparare la sua Chiesa a questa immane prova (“le sofferenze della Chiesa che si annunciano”) affidando tutto nelle mani della Madonna di Fatima. Sono ore straordinarie. Ma i giornali non se ne sono accorti.</p>
<p> </p>
<p> <strong>Antonio Socci</strong></p>
<p>Da “Libero”, 13 maggio 2010</p>
<p> <strong>P.S. A proposito di Bertone e Messori….</strong></p>
<p><strong>Tre anni fa Bruno Vespa realizzò un’intera puntata di “Porta a porta” per lanciare il libro del cardinal Bertone contro di me (ovviamente senza darmi la parola). Titolo della puntata: “Il quarto segreto non esiste” (era un esplicito riferimento polemico al mio libro “Il quarto segreto di Fatima”). </strong></p>
<p><strong>Ieri sera è andata in onda un’altra confusa puntata di “Porta a porta” sulle nuove dichiarazioni del Papa a Fatima e – con mio gran divertimento – pur parlando dello stesso tema, nessuno più ha osato dire “il quarto segreto non esiste”.</strong></p>
<p><strong>Anzi, Vittorio Messori, che tre anni fa era corso ad accreditare la versione di Bertone, senza fare una piega, ha dichiarato l’opposto di quello che finora aveva affermato. </strong></p>
<p><strong>Ha detto cioè che Benedetto XVI non vede il compimento del Terzo segreto nell’attentato del 1981 e non lo ritiene concluso nel passato, ma lo vede proiettato nel futuro, considerando anche un fatto nuovo, come lo scandalo-pedofilia, parte del Segreto (ed è chiaro che il Papa non può esserselo inventato: deve pur averlo ricavato dal testo completo del Segreto…).</strong></p>
<p><strong>Dopo tutto questo Messori non ha minimamente riconosciuto di essersi sbagliato finora, né ha tratto le conseguenze di quello che lui stesso ha dichiarato. Così come il disinvolto Bertone.</strong></p>
<p><strong>Ora, a me pare che non si possa dire tutto e il suo contrario. O ha ragione Bertone (e la profezia si è realizzata con l’attentato del 1981 e si è conclusa nel passato) o ha ragione Benedetto XVI e allora il testo del Segreto è più ampio, la profezia è ancora aperta e il martirio di un Papa e della Chiesa stanno nel nostro futuro.</strong></p>
<p><strong>Non si può far finta che le due opposte versioni possano coesistere. Per rispetto della logica. Sarebbe auspicabile che prevalesse l’amore alla verità e un leale riconoscimento dei propri errori&#8230; L’invito del Papa al pentimento, all’esame autocritico e alla penitenza dovrebbe essere preso sul serio. </strong></p>
<p><strong>Che la S.S. Madre di Dio protegga il Papa e tutti noi!</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Dunque il &#8220;quarto&#8221; segreto c&#8217;era &#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 12 May 2010 10:32:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.socci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’avevo detto! Quanto ho scritto su Fatima e lo scandalo pedofilia ieri ha ricevuto la conferma più autorevole che si possa immaginare: quella del Papa in persona.  Il 2 aprile scorso – venerdì santo, nel pieno della tempesta &#8211; sulla prima pagina di questo giornale firmai un articolo che aveva questo titolo: “Il calvario del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’avevo detto! Quanto ho scritto su Fatima e lo scandalo pedofilia ieri ha ricevuto la conferma più autorevole che si possa immaginare: quella del Papa in persona. <span id="more-1219"></span></p>
<p>Il 2 aprile scorso – venerdì santo, nel pieno della tempesta &#8211; sulla prima pagina di questo giornale firmai un articolo che aveva questo titolo: “Il calvario del Papa predetto a Fatima”.</p>
<p>E la settimana scorsa sul sito di “Panorama” una mia intervista con gli stessi argomenti è uscita così titolata: “Scandalo pedofilia nella Chiesa: ‘Fatima aveva previsto tutto’ ”.</p>
<p>Alcuni sciocchi mi hanno preso per visionario. Ma, ieri, papa Benedetto XVI, sull’aereo che lo stava portando a Fatima, ha fatto dichiarazioni che sul sito del Corriere della sera sono uscite con questo titolo: “Pedofilia nel terzo segreto di Fatima. Le parole del Papa in volo per Lisbona”. Anche sul sito di Repubblica: “Fatima lo aveva previsto”.</p>
<p>Una conferma clamorosa. Ora però si apre un altro capitolo. Perché le dichiarazioni del Papa riportano d’attualità tutto il dossier relativo al “terzo segreto”, scombussolando la cosiddetta “versione ufficiale” data nel 2000 che mai è stata ritenuta “ufficiale” né da Ratzinger né da papa Wojtyla, ma che è stata trasformata in dogma da improvvisati pasticcioni e da mass media superficiali.</p>
<p>In che senso dico che rimette in discussione quella versione? Perché l’idea che è stata fatta passare è quella secondo cui il terzo segreto di Fatima prediceva l’attentato a Giovanni Paolo II del 1981 e le persecuzioni del XX secolo cosicché – si è detto e ripetuto &#8211; tutta la profezia si sarebbe ormai realizzata e conclusa nel XX secolo.</p>
<p>Ho già dettagliatamente spiegato nel libro “Il quarto segreto di Fatima” (Rizzoli) che questa versione delle cose non convince oltretutto perché il Papa della visione cadeva a terra morto, mentre papa Wojtyla, grazie al cielo, non morì. Inoltre perché, nella visione, il martirio della Chiesa seguiva quello del Papa, non lo precedeva. </p>
<p>Per quel libro ho dovuto subire molti colpi bassi. Ora però è lo stesso Benedetto XVI che viene a dirci qualcosa di sorprendente, che riapre la discussione nella direzione che ho provato a indagare e che i documenti suggeriscono. Vediamo perché.</p>
<p>La domanda a cui il Papa ha scelto di rispondere (ne erano state fatte diverse e questa è stata scelta) diceva: “Santità, quale significato hanno oggi per noi le apparizioni di Fatima? Quando lei presentò il testo del Terzo segreto, nella sala stampa vaticana, nel giugno 2000, le fu chiesto se il messaggio poteva essere esteso, al di là dell’attentato a Giovanni Paolo II, anche alle altre sofferenze dei papi. È possibile secondo lei, inquadrare anche in quella visione le sofferenze della Chiesa di oggi per i peccati degli abusi sessuali sui minori?”.</p>
<p>Ecco la risposta di ieri di Benedetto XVI:</p>
<p><em>“Solo nel corso della storia possiamo vedere tutta la profondità, che era, diciamo, era vestita in questa visione possibile alle persone concrete. <strong>Oltre questa grande visione della sofferenza del Papa, che possiamo in sostanza riferire a Giovanni Paolo II, sono indicate realtà del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano</strong>. Cioè è vero che oltre il momento indicato nella visione, si parla, si vede la necessità di una passione della Chiesa, che naturalmente si riflette nella persona del Papa, ma il Papa sta nella Chiesa e quindi sono sofferenze della Chiesa che si annunciano (…). </em></p>
<p><em><strong>Quanto alle novità che possiamo oggi scoprire in questo messaggio, è anche che non solo da fuori vengono attacchi al Papa e alla Chiesa, ma le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa</strong> (…). Oggi lo vediamo in modo realmente terrificante: che la più grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa”.</em></p>
<p>Abbiamo sintetizzato la risposta del Papa. Ma ce n’è a sufficienza per riflettere a lungo. Intanto pare evidente che per Benedetto XVI il Segreto di Fatima non è una profezia già conclusa con l’attentato del 1981 a Wojtyla, ma è tuttora in corso.</p>
<p>Infatti, dice esplicitamente Benedetto XVI, nella visione “sono indicate realtà del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano”.</p>
<p>Fra le “novità” che scopriamo oggi (il Papa dice proprio “novità”) c’è quella sconvolgente per cui le sofferenze della Chiesa, “la più grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa” e “oggi lo vediamo in modo realmente terrificante”.</p>
<p>Questo contraddice l’interpretazione che tanti dettero nel 2000, che invece parlava solo delle persecuzioni che vengono da fuori. Ma è molto più aderente alla visione dei tre pastorelli, soprattutto alla prima parte così descritta da suor Lucia: “il Santo Padre, prima di arrivarvi (alla croce e al martirio, nda), attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino”.</p>
<p>Era evidentemente un errore colossale interpretare la “città mezza in rovina” e i “cadaveri” come simbolo delle persecuzioni, perché i martiri non avrebbero avuto bisogno di preghiere e perché il martirio della Chiesa, nella visione, segue quello del Papa: la città mezza in rovina e i cadaveri per le cui anime il Papa pregava soffrendo descrivevano piuttosto la situazione della Chiesa definita “terrificante” da papa Ratzinger, cioè la Chiesa oppressa dal peccato e dall’apostasia dei suoi membri. La Chiesa di oggi.</p>
<p>Tutto questo porta inevitabilmente a ritenere però che il martirio, del Papa (che sarà veramente ammazzato) e della Chiesa, sia da collocarsi nel futuro, che debba ancora realizzarsi.</p>
<p>E porta ancora una volta a ritenere che le sconvolgenti parole della Via Crucis del 25 marzo 2005, quelle sulla “sporcizia nella Chiesa”, sui sacrilegi e sulla barca che sta per affondare, parole scritte e volute da Joseph Ratzinger e Karol Wojtyla, fossero in realtà la rivelazione (sia pure non dichiarata) della parte del “terzo segreto” che nel 2000 non fu svelata, la parte cioè contenente le parole della Madonna stessa, a commento della visione.</p>
<p>Su questa parte gravava un giudizio negativo di Giovanni XXIII (che sospettava fossero parole di Lucia e non della Madonna), giudizio confermato da Paolo VI.</p>
<p>Evidentemente Giovanni Paolo II e il cardinale Ratzinger – che intendevano esaudire la richiesta della Madonna di rendere pubblico il messaggio, ma non volevano smentire pubblicamente i predecessori (pur constatando l’autenticità anche della seconda parte) – decisero di far conoscere attraverso quella Via Crucis al popolo cristiano tutto il messaggio della Madonna.</p>
<p>E’ assai significativo che questo pellegrinaggio a Fatima di Benedetto XVI avvenga oggi. Non si recò al santuario nel 2007, per l’anniversario delle apparizioni, quando sarebbe stato più ovvio.</p>
<p>Ma ci si reca oggi, a ridosso della tempesta scandalistica sulla pedofilia nella Chiesa e lo fa con tre intenzioni assai significative: pregare per la Chiesa, per i sacerdoti e per la pace nel mondo. Tre temi che tutti portano al terzo segreto.</p>
<p>Ora forse certe forze della Curia cercheranno di evitare che queste dichiarazioni, così esplicite, del Papa vengano comprese nella loro portata e magari da lui replicate.</p>
<p>Ma lo scandalo pedofilia ha fatto chiaramente emergere la grande lezione del Papa: non avere paura della verità. Mai. Neanche quando è una verità dolorosa e perfino se è una verità vergognosa per la Chiesa (non a caso il suo motto episcopale è: “Cooperatores Veritatis”). </p>
<p>Ieri il Papa ha concluso così: “la Chiesa ha quindi ha profondo bisogno di ri-imparare la penitenza, accettare la purificazione, imparare il perdono, la conversione, la preghiera. Sempre il male attacca, dall’interno e dall’esterno, ma sempre anche le forze del bene sono presenti e finalmente il Signore è più forte del male e la Madonna per noi è la garanzia. La bontà di Dio è sempre l’ultima parola della storia”.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Antonio Socci</p>
<p> da Libero 12 maggio 2010</p>
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