PADRE JACQUES HAMEL, 86 ANNI ERA UN SACERDOTE FRANCESE ED E’ STATO SGOZZATO DURANTE LA MESSA, A ROUEN, DA DUE TERRORISTI CHE HANNO FATTO IRRUZIONE TENENDO IN MANO DEI COLTELLI.
ANCHE UN’ALTRA PERSONA (FORSE UNA SUORA) E’ STATA GRAVEMENTE FERITA.
PADRE JACQUES, CIOE’ GIACOMO: IERI ERA SAN GIACOMO. E’ IL NOME DEL PRIMO APOSTOLO A MORIRE MARTIRE.
L’ISIS HA RIVENDICATO QUESTA MATTANZA E QUESTA PROFANAZIONE DI UNA CHIESA.
E BERGOGLIO COSA DICE?
STAVOLTA NON POTEVA USARE LE SUE SOLITE PRETESTUOSE SPIEGAZIONI (I MERCANTI DI FUCILI, L’OCCIDENTE EC): INFATTI SIAMO DI FRONTE AL CHIARO ODIO ANTICRISTIANO CHE HA MACELLATO UN POVERO, ANZIANO, INERME E INNOCENTE SACERDOTE DI CRISTO CON UN COLTELLO…
DUNQUE BERGOGLIO NON PERVENUTO.
A QUANTO PARE LUI SEGUE, DISCIPLINATAMENTE, L’ATTEGGIAMENTO DETTATO DA OBAMA CHE NON VUOLE NEMMENO MAI PRONUNCIARE LA PAROLA “ISLAMICO” DI FRONTE AGLI ATTACCHI DEL TERRORISMO.
INFATTI SI E’ SENTITO SOLO IL BALBETTIO IMBARAZZATO E GENERICO DEL PORTAVOCE VATICANO
QUASI MAI UNA POSIZIONE NETTA. UNA PAROLA CHIARA E DECISA PRONUNCIATA DAL VESCOVO DI ROMA. TRANNE RARISSIME ECCEZIONI (PERALTRO CON GROSSE RETICENZE)
DA BERGOGLIO NON SI SENTE SOLITAMENTE UNA DIFESA APPASSIONATA DELLA CHIESA CATTOLICA PERSEGUITATA E ODIATA.
LUI NORMALMENTE NON HA PAROLE D’AMORE PER LA CHIESA DI CRISTO, PER TANTI FEDELI CHE SI TROVANO COME PECORE IN MEZZO AI LUPI.
ANZI, DA TRE ANNI BERGOGLIO RIVOLGE ABITUALMENTE CONTRO LA CHIESA PAROLE DURE, UMILIANTI. ATTACCHI QUOTIDIANI.
LA DELEGITTIMA IN OGNI MODO. ALTRO CHE DIFENDERLA, LA DEMOLISCE OGNI GIORNO DI PIU’ PER INNALZARE SE STESSO, ESALTATO E MITIZZATO DAI MEDIA LAICISTI E ANTICATTOLICI.
COSI’ NOI CATTOLICI SIAMO SOLI DAVANTI AL DISPREZZO DEL MONDO E DAVANTI ALL’ODIO E ALLA VIOLENZA DEI PERSECUTORI.
SICURI PERO’ DEL VERO BUON PASTORE, ONORIAMO LA MEMORIA DI PADRE JACQUES, MARTIRE DELLA FEDE CRISTIANA E PREGHIAMO CON DOLORE PER LE DISGRAZIATE ANIME DEI PERSECUTORI E DEGLI ASSASSINI.
CHE PADRE JACQUES INTERCEDA PER LA CHIESA E PER IL MONDO. LUI CHE E’ STATO MARTIRIZZATO DURANTE UNA SANTA MESSA, CIOE’ DURANTE IL RIACCADERE DEL SACRIFICIO DI COLUI CHE CON LA SUA CROCE CI HA SALVATI.
CHE QUEL SACRIFICIO SALVIFICO RESTI PER SEMPRE IL CUORE DELLA CHIESA E LA SALVEZZA DEL MONDO, CHE NESSUNO PROVI MAI A OBNUBILARLO.

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Antonio Socci

I migranti morti nel Mediterraneo dal 2000 ad oggi, secondo calcoli approssimativi, sono stati circa 27 mila. E’ un’orribile tragedia e va fermata. Ma da qui a definirla – come ha fatto ieri papa Bergoglio a Lesbo – “la catastrofe umanitaria più grande dopo la Seconda guerra mondiale” ce ne corre.

Debole in teologia l’attuale vescovo di Roma appare debolissimo in storia contemporanea. Basta ricordare una tragedia che Bergoglio dovrebbe conoscere bene: la dittatura militare argentina dal 1976 al 1983 ha fatto circa 40 mila vittime.

TRAGEDIE IGNORATE

Parlando di catastrofi umanitarie dal 1945 ad oggi (ma morti ammazzati, mentre così non è per i migranti), va ricordato il genocidio del Sudan dove, nel 1983, fu imposta la sharia anche a cristiani e animisti: alla fine del 2000, su 30 milioni di abitanti, si contavano quasi 2 milioni di vittime, 4,5 milioni di sfollati, 500 mila profughi all’estero e centinaia di donne e bambini ridotti in schiavitù. Continua

Aspettavamo una parola, da papa Bergoglio, che sapesse andare oltre i balbettii dell’intervista a Tv2000 sulla strage di Parigi e oggi un suo discorso c’è stato.

Ma ancora una volta ci ritroviamo delusi dalla superficialità e dall’ambiguità delle cose che dice, che non comunicano uno sguardo veramente cattolico sul mondo.

E così, in questi momenti drammatici che viviamo, viene a mancare l’unica luce che potrebbe rischiarare l’orizzonte di tutti: la voce vera e profonda della Chiesa.

Nel discorso di oggi il solo concetto che ha espresso è stato questo: maledetto chi fa la guerra, la colpa è di chi vende le armi.

Se questo fosse vero basterebbe chiudere le industrie di armi e il mondo diventerebbe un paradiso terrestre. Come se il primo omicidio della storia non fosse stato consumato da Caino ben prima che fossero costruite le fabbriche di armi. Come se il problema fosse la ferraglia, anziché il cuore umano che usa tale ferraglia, così come usa bastoni, machete e pure le mani per fare il male. Continua

Il discorso bergogliano di Firenze ha d’un solo colpo cancellato il pontificato di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI riprecipitando la Chiesa italiana nel devastante marasma clericoprogressista degli anni Settanta, proprio gli anni in cui Paolo VI – isolato e inascoltato – denunciava il “fumo di Satana” entrato nel tempio di Dio e la furia autodemolitrice scatenatasi nella Chiesa. Quelli furono gli anni più cupi della storia della Chiesa italiana e ci stiamo tornando.

Bergoglio peraltro è così a digiuno di riferimenti culturali e privo di solide basi teologiche che in quel discorso fiorentino ha preso abbagli incredibili. Ho già segnalato quello sul don Camillo di Guareschi, un goffo autogol.

Il professor Pietro De Marco (QUI pubblicato da Sandro Magister con una breve introduzione) mostra pure come siano del tutto sbagliati e rovesciati anche i suoi riferimenti polemici a gnosi e pelagianismo.

Passano pochi giorni e arriva l’eccidio di Parigi… Continua

L’ennesima minaccia contro Roma, da parte dell’Isis, è nella rivendicazione della strage di Parigi. L’ultima di una serie. Sono minacce che sembrano prospettare quasi un colpo di mano su Roma, con stragi e distruzioni, più devastanti che a Parigi.

Si trova curiosamente uno scenario simile a quello minacciato dall’Isis, in diverse “rivelazioni profetiche” di mistici e apparizioni mariane. E si tratta di “profezie” scritte e pubblicate assai prima della nascita dell’Isis. Continua

Sulla strage di Parigi, Bergoglio è apparso timidissimo e fioco. Dov’è finita l’indignazione? E quel “vergogna! vergogna!” sfoderato contro gli europei colpevoli di non abbattere le frontiere? Dov’è la verve polemica con cui ogni mattina, da Santa Marta, bastona i cattolici accusandoli di fondamentalismo?

Nulla di nulla. Sulla strage di Parigi Bergoglio è riuscito solo a dire due parole di circostanza. Fra cui:
“Non capisco, ma queste cose sono difficili da capire”.

DIFFICILI DA CAPIRE? … E STUDIARE UN PO’ LA STORIA DELL’ISLAM PER CAPIRE COSA E’ L’ISLAMISMO O COSA E’ IL JIHADISMO ISLAMICO, NO? 
NON E’ DIFFICILE CAPIRE “QUESTE COSE” … MAGARI BERGOGLIO POTREBBE ANCHE LEGGERSI IL DISCORSO DI RATISBONA DI BENEDETTO XVI E IMPARARE… Continua

STAMANI AVEVO CHIESTO PERCHÈ PAPA BERGOGLIO DIMENTICA SEMPRE I MARTIRI CRISTIANI PURE QUANDO SONO BAMBINI E PERFINO IERI DI FRONTE AL TERRIFICANTE RAPPORTO DELL’ONU SUI BAMBINI CRISTIANI E YAZIDI CROCIFISSI, SEPOLTI VIVI, VIOLENTATI, FATTI SCHIAVI DALL’ISIS IN IRAQ… Continua

Adesso finirà in satira anche la frase sul pugno detta dal papa della tenerezza. C’è già chi – parafrasando Giovanni XXIII – scrive: “Quando tornate a casa, date uno sganassone a vostro figlio e ditegli: questo è lo sganassone del papa!…” Continua

Vicino a Mosul gli islamisti dell’Is, nei giorni scorsi, hanno catturato quattro ragazzi cristiani e hanno comandato loro di pronunciare la “Shahada”, la formula di conversione all’Islam.

Avrebbero salvato la pelle. Ma i quattro ragazzi hanno risposto: “noi vogliamo bene a Gesù e seguiamo solo Lui”. Così li hanno presi e li hanno decapitati.

Questo macello, denunciato con le lacrime agli occhi al Christian Broadcasting Network dal canonico anglicano Andrew White, non ha avuto quasi nessuna eco sui media (non sono mica l’orso del Trentino). Ma anche nella Chiesa.

In altri tempi tutti i cristiani commossi li avrebbero subito venerati come martiri e santi. Oggi, in tempi di ecumenismo selvaggio, ci sarà perfino chi li considererà dei fanatici.

 

Il caso Bergoglio

 

Del resto in quegli stessi giorni papa Bergoglio andava in Moschea a Istanbul e lì pregava con l’imam e addirittura “adorava” rivolto alla Mecca. Chissà cosa avrebbero pensato quei quattro ragazzi se avessero visto quelle immagini.

L’atteggiamento del papa argentino nei confronti dell’Islam lascia perplessi. Per esempio, il 26 novembre alla domanda sul dialogo con il sedicente Stato Islamico ha risposto: “Io mai do per persa una cosa: mai. Forse non si può avere un dialogo, ma mai chiudere una porta”.

Quando tale dialogo fu prospettato dal grillino Di Battista tutti insorsero criticandolo. Nel caso di Bergoglio nessuno ha fiatato.

Poi il papa ha aggiunto: “c’è la minaccia di questi terroristi, ma c’è anche un’altra minaccia, il terrorismo di Stato: quando le cose salgono salgono e ogni Stato per suo conto si sente di avere il diritto di massacrare i terroristi, e con i terroristi cadono tanti che sono innocenti. E questa è una anarchia di alto livello che è molto pericolosa. Con il terrorismo si deve lottare, ma quando si deve fermare l’aggressore ingiusto, si deve fare con il consenso internazionale”.

Quell’espressione “terrorismo di Stato” è pesantissima. Tanto che Sandro Magister ha osservato:  “A che cosa allude qui il papa? Oltre che agli Stati Uniti il pensiero va inesorabilmente a Israele. Ma va anche all’esito distruttivo che colpirebbe lo Stato ebraico se effettivamente obbedisse alle condizioni fissate dal papa: se cioè invece di reagire unilateralmente alle aggressioni arabe aspettasse un’impossibile autorizzazione dell’Onu”.

A queste condizioni nessuno mai potrebbe difendersi. Invece, aggiungeva Magister, “con Giovanni Paolo II e con Benedetto XVI la ‘responsabilità di proteggere’ la propria popolazione da un’ingiusta aggressione era riconosciuta a ogni Stato come suo ‘dovere primario’. Mentre la ‘comunità internazionale’ era tenuta a intervenire nel caso in cui gli Stati non fossero in grado di assicurare da soli tale protezione”.

Verso il mondo islamico Bergoglio è assai compiacente e non grida certo “vergogna!” come fece a Lampedusa (a quanto pare rivolto agli italiani che pure non avevano colpe).

 

Fondamentalisti?

 

Il 30 novembre scorso ha dichiarato: “credo sinceramente che non si possa dire che tutti gli islamici sono terroristi, come non si può dire che tutti i cristiani sono fondamentalisti, perché anche noi abbiamo fondamentalisti, in tutte le religioni ci sono questi gruppetti”.

Anzitutto papa Bergoglio sembra ignorare che – pure nell’Islam – fondamentalismo e terrorismo sono due cose diverse.

Terroristi per esempio sono quelli di Al Qaeda o dell’Is, mentre fondamentalisti (che è una qualifica di tipo teologico) sono gran parte dei regimi che perseguitano abitualmente i cristiani, dal Pakistan, per capirci, fino all’Arabia Saudita (dove neanche si può camminare per strada con un crocifisso al collo, né si può costruire una chiesa).

Ma la cosa più sorprendente è l’equiparazione pratica di presunti “fondamentalisti cristiani” ai terroristi islamici. Chi sono tali “fondamentalisti cristiani”? Non risulta che vi siano persone che in nome di Cristo si comportano come Al Qaeda o come l’Is. Ma nemmeno come il regime pakistano o saudita.

Allora chi sono tali “fondamentalisti cristiani”? Forse quei quattro ragazzi che si sono fatti massacrare per non rinnegare Gesù Cristo? O persone come Asia Bibi e gli altri perseguitati che per la fede subiscono di tutto?

Non credo proprio che Bergoglio si riferisse a loro. Allora chi saranno? Coloro che – all’ultimo Sinodo – non hanno approvato le assurde idee del cardinal Kasper?

Non si possono certo equiparare ai terroristi o ai “fondamentalisti islamici” coloro che dissentono da quelle trovate.

E’ vero che quasi ogni giorno costoro vengono bersagliati da Bergoglio con epiteti come “farisei” e “dottrinali”. Ma di sicuro il papa non intende criminalizzare i dissidenti come faceva il regime argentino dei colonnelli con gli oppositori.

I fondamentalisti cristiani sono allora quelli che prendono il Vangelo “alla lettera” e che Bergoglio ha attaccato nel discorso conclusivo del Sinodo? In questo caso il campione dei “letteralisti” è san Francesco d’Assisi che predicava proprio il Vangelo “sine glossa”.

In pratica non si sa a chi Bergoglio si sia voluto riferire con quell’infelice paragone. Anche offensivo. Ma in Italia nessuno avanza critiche o pone domande.

 

Il re è nudo

 

Tuttavia i dubbi crescono, anche fra la gente, e le piazze si svuotano a Roma (lo si vede il mercoledì). Del resto erano deserte pure a Strasburgo.

A questo proposito l’influente intellettuale francese Éric Zemmour, autore di un libro che è il caso editoriale del momento, “Le suicide français”, che mette sotto accusa i danni della generazione sessantottarda, ha commentato duramente il recente viaggio del papa a Strasburgo.

Parlando al notiziario radiofonico più seguito in Francia, RTL, ha giudicato inaudito che egli abbia ignorato la celebre cattedrale di Strasburgo che  celebra i suoi mille anni (tenete presente che Zemmour non è cattolico, ma ebreo francese).

Poi ha aggiunto che nel discorso all’europarlamento il papa “parla delle radici dell’Europa, ma non chiarisce che sono cristiane. Egli esalta la spiritualità, ma menziona a malapena il nome di Dio, e mai quello di ‘Cristo’. Egli cita ‘i diritti umani’, ‘la solidarietà’, ‘lo sfruttamento’, ‘la diversità’, ‘l’ambiente’, ‘la globalizzazione’ e ‘l’immigrazione’, ma non parla di ‘aborto’, ‘eutanasia’ o ‘matrimonio omosessuale’. Egli pronuncia le parole che sono approvate, non quelle che infastidiscono (…). Egli sostiene la generosa accoglienza dei migranti, ignorando che queste onde incessanti nel Mar Mediterraneo trasformano l’Europa, a poco a poco, in una terra dell’Islam”.

Insomma “questo papa è ossessionato dal dialogo tra Cristianesimo e Islam”, ma che dialogo vero e profondo può esserci con “un Islam che considera che tutti i cristiani siano musulmani che non lo sappiano ancora o che neghino la loro identità?”.

Per Zemmour “Francesco è l’Anti-Benedetto XVI, che aveva causato scandalo esaltando il cristianesimo, impregnato di ragione greca, l’opposto dell’Islam. Benedetto XVI ha ricordato i principi della Chiesa, che hanno minato il pauperismo compassionevole diffuso dai media. Francesco agisce sul pauperismo compassionevole per migliorare la sua popolarità con i media. Benedetto XVI ha ricordato il dogma in un’epoca che lo respinge. Francesco respinge il dogma per compiacere l’epoca”.

Ha aggiunto: “il recente Sinodo sulla famiglia e la sua acquiescenza al matrimonio omosessuale aveva già turbato i cristiani. In Francia, coloro che avevano protestato contro il ‘matrimonio per tutti’ in nome della loro fede si sono sentiti traditi”.

Concludendo: “Francesco sembra destinato a dar via i fondamenti culturali e religiosi… è l’idolo dei media, dei membri del Parlamento europeo, e della sinistra in Occidente. Non è concepibile che i critici più vendicativi e sarcastici della Chiesa lo applaudano. Il Papa sembra essere piuttosto l’erede di Jacques Delors che di Giovanni Paolo II… Papa Francesco ha intenzione di trasformare la Chiesa in una semplice Ong”.

Parole dure. Ma che dovrebbero far riflettere.

 

 

Antonio Socci

 

Da “Libero”, 12 settembre 2014

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