I titoli dei giornali sono a volte iperbolici. Vengono pensati per attirare l’attenzione dei lettori. Perciò, se capita di leggerne uno che recita “San Berlinguer, aiutaci tu!”, si immagina che sia solo una frase ad effetto. Ma l’articolo che seguiva questo titolo, apparso sul Venerdì di Repubblica, corrispondeva a quanto annunciato. Ed era un articolo serio. Continua

Proprio nei giorni in cui tutti – con fiumi di ipocrisia, di amnesia e di autoassoluzione – ricordano il crollo del Muro di Berlino, arrivando a incredibili assurdità (nella più totale dimenticanza di quanto il comunismo qua da noi abbia impregnato i media, la cultura, la scuola e non solo), esce un nuovo libro di Federico Rampini che squaderna davanti ai nostri occhi ciò che negli Stati Uniti è evidente da tempo (e che l’Europa non vede): l’altro comunismo, quello travestito da capitalismo, il comunismo – per così dire – vincente (informazione da dare a chi ripete da anni che il comunismo è defunto, quindi è inutile parlarne).

Vincente proprio sul fronte che vide crollare il comunismo sovietico: l’economia e la tecnologia. Ma restando un sistema totalitario  e comunista come quelli di sempre.

La nuova superpotenza cinese – con un miliardo e 400 milioni di abitanti – ha ormai raggiunto le dimensioni dell’economia americana e adesso s’impone nel mondo come antagonista globale degli Stati Uniti. Ecco perché Rampini titola il suo libro “La seconda guerra fredda”  (Mondadori), descrivendo lo scontro planetario fra Occidente e Oriente comunista, non più nel bipolarismo Washington/Mosca, ma nel confronto Washington/Pechino. Continua

Sebbene culturalmente lontano dal giornale di Ezio Mauro, voglio esprimere la mia solidarietà a “Repubblica” e al suo vaticanista Marco Ansaldo, escluso, per punizione (ma senza nessuna colpa personale), dall’aereo papale per il prossimo viaggio a Cuba e negli Usa, in base a una sconcertante decisione pontificia.

Sono stupito che nessun giornale e nessun rappresentante della categoria abbia profferito parola. Mi chiedo anche perché Eugenio Scalfari, fondatore di “Repubblica” e ostentatamente amico fraterno del papa argentino, non dice quello che pensa di questa punitiva estromissione di “Repubblica” da parte di Bergoglio. Continua

La “Repubblica” o la “Ripubblica”? Ieri mattina la prima pagina del quotidiano romano lanciava trionfalmente “L’inedito” e la firma era, nientemeno, di Aleksandr Solgenitsyn, l’eroica voce del popolo russo contro la tirannia comunista, l’autore di “Arcipelago Gulag”.

Mi sono precipitato a leggere, ma subito, fin dalle prime righe, ho avuto un sussulto. Come se mi fosse stato proposto un “inedito” di Dante che inizia “Nel mezzo del cammin di nostra vita”… Continua

L’ha rifatto. E’ chiaro che Eugenio Scalfari ha una curiosità speciale (forse anche una certa inquietudine) per il nostro destino eterno.

Domenica scorsa, 15 marzo, nel suo editoriale su Repubblica, il “fondatore” ha di nuovo attribuito a papa Francesco, di cui è amico, confidente e intervistatore, delle tesi imbarazzanti e a dir poco esplosive.

Ecco cosa scrive Scalfari: Continua

NON C’È PEGGIOR SORDO DI CHI NON VUOL SENTIRE (LO DICO A CHI SI OSTINA A NEGARE L’EVIDENZA)

E’ umiliante dover rispondere a chi mente sapendo di mentire. Ma a beneficio dei miei lettori torno a ripetere che le interviste di papa Bergoglio a Scalfari, in particolare quella del 1° ottobre 2013, contenente le frasi che sappiamo (“non esiste un Dio cattolico” e le altre sui predecessori “narcisi” che si facevano “lusingare” da “cortigiani”, sul Bene e sul Male come opinioni soggettive ec) non sono mai state smentite – in questi contenuti – da papa Bergoglio e dal Vaticano.
Anzi sono state ripubblicate per intero sull’Osservatore romano e addirittura sono appena state integralmente ripubblicate dallo stesso papa argentino in un libro a propria firma uscito dalla Libreria editrice vaticana. Continua

Eugenio Scalfari non deve aver digerito la cancellazione dal sito del Vaticano della sua “intervista” al Papa. E nella sua interminabile omelia domenicale ha ribadito che “Francesco ha teorizzato in varie occasioni la libertà di coscienza dei cristiani come di tutti gli altri uomini e la loro libera scelta tra quello che ciascuno di loro ritiene sia il Bene e quello che ritiene sia il Male. E portando avanti il Vaticano II (Francesco) ha deciso di dialogare con la cultura moderna”. Continua

C’è confusione e smarrimento, in alcune aree del cattolicesimo, per i primi mesi di papa Francesco. E c’è chi – lefebvriano più o meno confesso – soprattutto tramite la rete soffia sul fuoco di questo malessere, per alimentare il dissenso e per amplificare i dubbi, delegittimando il papa. Continua