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	<title>lo Straniero &#187; Marrazzo</title>
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	<description>Il blog di Antonio Socci</description>
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		<title>Guardare il mondo dal capezzale di Caterina</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 14:07:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>antonio.socci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Caterina Socci]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[Marrazzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Due considerazioni. La prima è sul Vangelo di ieri. Un bravo sacerdote nota (lo riprendo da una mail):
“L’immagine che Gesù dà di sé, paragonandosi a una chioccia, è la più umile e la più bella di tutte. Richiama le parole di Dio del Salmo 91,4: ‘Ti coprirà con le sue penne, sotto le Sue ali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Due considerazioni. La prima è sul Vangelo di ieri. Un bravo sacerdote nota (lo riprendo da una mail):</p>
<p><em>“L’immagine che Gesù dà di sé, paragonandosi a una chioccia, è la più umile e la più bella di tutte. Richiama le parole di Dio del Salmo 91,4: ‘Ti coprirà con le sue penne, sotto le Sue ali troverai rifugio’. Esprime la forza della sua tenerezza: l’aquila potente che salva (Dt 32,11) qui si fa chioccia. L’amore materno di Dio è tanto forte da renderlo debole, tanto sapiente da renderlo stolto, fino a dare la vita per noi”.<span id="more-1177"></span></em></p>
<p>Ma noi sappiamo che la “debolezza” di Dio sono i suoi figli, come lo sono per una madre e un padre. E le loro lacrime e le loro implorazioni Gli sciolgono letteralmente il Cuore…</p>
<p>Questo spiega – ed è la seconda considerazione – quanto sono vere le parole del Servo di Dio padre Dolindo Ruotolo:</p>
<p><em>“La preghiera è l’unica forza dell’uomo ed è l’unica debolezza di Dio. L’Onnipotente è vinto dalla preghiera, dona a chi prega, conforta chi prega”. </em></p>
<p>E dice ancora:</p>
<p><em>“l’insistenza della preghiera orienta l’anima a Dio, accresce il senso dell’umiltà, accende l’amore. Se non ti vedi esaudito non cedere alla tentazione di lasciare la preghiera: insisti con profonda umiltà, con vera fede, con forte amore”, “Tu non sei smarrito nella vita perché preghi”.</em></p>
<p>Vi assicuro che Caterina sta letteralmente vivendo per le vostre preghiere…</p>
<p>E’ strano – dovendo continuare a scrivere, a lavorare -  guardare gli eventi del mondo con il pensiero di Caterina…. L’altroieri “Libero” mi ha chiesto una riflessione – a margine del dramma del presidente della Regione Lazio – sul suo desiderio di ritirarsi per un periodo in convento. Ecco qua il mio articolo…</p>
<p> </p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Il solo rifugio, fra le Sue braccia</span></strong></p>
<p> </p>
<p>Con qualche perfidia ieri La Repubblica ha titolato “la giornata da incubo di Piero Marrazzo” con queste parole: “vorrei scappare”. La moglie: “Serve un taglio netto”. Poi, anche su questo giornale, c’è la notizia del giorno: “La corsa all’eremo”.</p>
<p>Tutti i quotidiani hanno strologato su questa “fuga” dell’ex governatore del Lazio all’abbazia benedettina di Montecassino (e sulla ricerca, nel Pd, di un candidato alternativo per la Regione che, guarda caso, vanno a cercare fra le file cattoliche). Nessuno si sorprende che nello smarrimento e nell’angoscia si cerchi rifugio in un monastero.</p>
<p>Nessuno però sembra riflettere su quello che significa la Chiesa per tutti noi, anche per chi si professa laico e magari tuona contro i preti. I giornali sembrano aver paura di guardare in faccia la bellezza e la misericordia della Chiesa.</p>
<p>Temono forse di restarne incantati, affascinati. Questo spiega il loro immotivato anticlericalismo. Sparano a zero sulla Chiesa perché non riescono ad esserne indifferenti, mentre magari tentano di tirarla dalla propria parte. La odiano spesso perché sanno che – se si lasciassero andare – rischierebbero di amarla.</p>
<p>La Repubblica, sempre ieri, infatti, lanciava in prima pagina un logorroico sfogo antipapale di Hans Kung, il quale confonde papa Leone XIII con Leone XII (c’è mezzo secolo di distanza fra i due) e se la prende con papa Benedetto XVI perché perdona e accoglie nella Chiesa come il padre misericordioso del “figliol prodigo”.</p>
<p>Attaccano la Chiesa, ma poi tutti sanno che è il solo luogo del mondo dove loro stessi sempre saranno attesi a braccia aperte, anche nell’ultimo istante della vita, da qualunque parte vengano, chiunque siano, qualunque cosa abbiano fatto (pur continuando sempre – la Chiesa &#8211; a chiamare Bene il Bene e Male il Male, pur non rinunciando mai alla verità).</p>
<p>La Chiesa spalanca le sue braccia perfino ai suoi persecutori (si pensi a Napoleone). E’ davvero, letteralmente, una cosa dell’altro mondo in questo mondo. Perché agisce come Gesù ed è la presenza nella storia di Gesù stesso.</p>
<p>Infatti ogni uomo che sia provato dal dolore o dal bisogno, anche se cresciuto lontano dalla tradizione cristiana – penso a quegli immigrati di altre religioni che arrivano in Italia in condizioni penose – sa che qui c’è sempre un luogo dove tutti possono ricevere una minestra calda e un abbraccio fraterno, senza nulla chiedere, senza nessuna condizione: è la Chiesa.</p>
<p>Tutti sanno che questo è il luogo della misericordia. Perché tutte le desolazioni del mondo, tutte le afflizioni e le solitudini, tutte le miserie del mondo e tutti i miseri (specialmente i peccatori che sono i più poveri), trovano riparo sotto i rami di questa grande quercia, dentro l’abbraccio di questa tenera madre.</p>
<p>Compresa – come vediamo oggi &#8211; la disperazione di un uomo politico che per suoi “errori personali” (come dice lui), errori e debolezze che appartengono a tanti, che purtroppo si respirano nell’aria, si trova in una condizione di “troppa sofferenza” e desidera sparire e così trova rifugio nel silenzio di un chiostro benedettino.</p>
<p>Sì. C’è un luogo del mondo dove sarai sempre accolto.  Come scrive il grande Péguy, parlando di Notre Dame di Chartres, quindi parlando della Madonna, figura perfetta della Chiesa:</p>
<p><em>“il solo asilo nel cavo della vostra mano/ </em></p>
<p><em>E il giardino dove l’anima si schiude”.</em></p>
<p>Quando – dentro la tormenta della vita – si prende la via della Chiesa e si entra nella sua pace e si accetta il suo perdono, ci si sente lavati, purificati e perfino rifatti: si rinasce nuove creature. E’ il solo luogo del mondo dove si è amati così come si è. E dove si è perdonati di tutto. E difesi sempre.</p>
<p>Noi cristiani siamo tutti dei perdonati. Come Jean Valjean, il galeotto protagonista dei “Miserabili”, viene difeso dal vescovo di Digne, monsignor Myrel, per il furto commesso ai suoi stessi danni.</p>
<p>La Chiesa, come la Madonna, difende sempre i peccatori (non il peccato, ma i peccatori) e così li purifica e dona loro il tesoro più grande: il perdono di Dio, la carezza del Nazareno.</p>
<p>Péguy scrive ancora:</p>
<p><em>“Noi ci siamo lavati da una così grande amarezza,/ </em></p>
<p><em>Stella del mare e degli scogli,/ </em></p>
<p><em>Noi ci siamo lavati da una così bassa schiuma,/ </em></p>
<p><em>Stella della barca e delle reti./ </em></p>
<p><em>Abbiamo lavato le nostre teste infelici/ </em></p>
<p><em>da un tal mucchio di sporcizia e di ragionamenti…/ </em></p>
<p><em>Ce ne han dette tante, o regina degli apostoli,/ </em></p>
<p><em>Abbiamo perso il gusto per i discorsi./ </em></p>
<p><em>Non abbiamo più altari se non i vostri,/ </em></p>
<p><em>Non sappiamo nient’altro che una preghiera semplice”.</em></p>
<p>Quando un uomo arriva ad aver nausea dei discorsi del mondo e a non sapere “nient’altro che una preghiera semplice”, in ginocchio davanti alla “fanciulla di Nazaret”, significa che è già in salvo.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Antonio Socci</strong></p>
<p> </p>
<p> Da “Libero”, 29 ottobre 2009</p>
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