Più che una campagna elettorale, quella delle europee, è stata una campagna militare. Che, come nel 2018, ha visto il monopolio mediatico del partito del “politicamente corretto” (Ppc), il quale è più vasto del centrosinistra, perché va dai tecnocrati euristi ai centri sociali, comprendendo gran parte dei media e del ceto intellettuale (e pure l’attuale gerarchia vaticana).

E’ la nuova religione laica degli “apocalittici e integrati” (per dirla con Eco). Infatti consiste anzitutto in allarmi apocalittici i quali – con il bau bau mediatico – danno ai seguaci la sensazione di essere i salvatori del mondo o almeno danno loro la possibilità di gridare col cuore in fiamme e atteggiarsi come gli unici che hanno una moralità e un pensiero, mentre gli altri (scettici o dissidenti che siano) vengono considerati degli infedeli eretici o nemici dell’umanità.

L’allarme apocalittico ha pure la caratteristica – per la sua apodittica drammaticità – di indurre al fanatismo  ed escludere l’analisi razionale, lo spirito critico e la verifica dei fatti. Non ammette mezze misure o chiaroscuri: conosce solo l’asserzione assoluta. E’ un aut aut morale. Da una parte il Bene, dall’altra il Male. E impone di schierarsi. Basta avanzare un semplice dubbio e si è già catalogati tra le forze delle tenebre.

Ecco allora l’apocalisse climatica imminente che – come la fine del mondo di certe sette millenariste – viene però sempre spostata a data da destinarsi. Continua

Gli scivoloni del luogocomunismo “politicamente corretto” sono spesso assurdi e comici: “ce lo chiede l’Europa” va insieme a “non ci sono più le mezze stagioni” e “un tempo qui era tutta campagna”.

Prendiamo l’enfasi sulla scienza e sul clima: “lo dice la scienza, signora mia”.

Ma quale scienza? La scienza ci dice che il clima sulla terra (e sugli altri pianeti) cambia per ragioni naturali legate soprattutto alle attività solari. E non bisogna confondere i cambiamenti climatici con l’inquinamento.

CHE TEMPO CHE FA

Antonino Zichichi da scienziato non crede (come molti altri) alla storia catastrofica del “riscaldamento globale” causato dall’uomo: “infatti su Marte la Nasa registra variazioni climatiche senza che ci sia alcuna attività umana. Sbagliare sull’evoluzione del clima vuol dire buttare a mare miliardi di dollari/euro”.

Non merita ascolto? Allora prendiamo un Nobel come Carlo Rubbia: tempo fa ha parlato al Senato sul cosiddetto riscaldamento globale per cause umane e anche lui ha detto cose del tutto diverse da quelle che vengono propagandate da anni dalle caste europee, dai media e da papa Bergoglio.

Rubbia è uno scienziato che, per il suo lavoro scientifico, si è guadagnato il Nobel per la Fisica, mentre Bergoglio è perito chimico. E infatti si crede al secondo.

Così tutti gridano allo scandalo per la decisione di Trump di sfilarsi dal Trattato di Parigi. Trump sarebbe responsabile della distruzione del pianeta.

Eppure i dati dicono che negli ultimi quindici anni le temperature dell’aria sulla superficie terrestre non sono aumentate affatto (anzi) e proprio mentre aumentavano di molto le emissione umane di anidride carbonica (Co2).

Si noti peraltro che le emissioni di CO2 provocate dall’uomo sono solo il 4 per cento del totale: per gran parte sono emissioni d’origine naturale. L’anidride carbonica è fondamentale per la vita sulla terra: ne hanno bisogno le piante che così alimentano tutti gli esseri viventi. Continua