BOARD OF PEACE. LA GAFFE DI PAROLIN (E QUALCHE ALTRO) CHE RENDE IRRILEVANTE LA SANTA SEDE E COMPROMETTE L’AZIONE PACIFICATRICE DEL PAPA
Martedì scorso la Repubblica ha lanciato, con squilli di tromba, dalla prima pagina, la “lezione inedita” di Michela Murgia sull’odio. Con questo titolo: “Ora assumiamoci la responsabilità di odiare gli altri”.
Nel finale della scrittrice ci sono le sue conclusioni: “Uno dei migliori testimonial di questo atteggiamento maturo sull’odio, per me, è Antonio Gramsci, che con la sua dichiarazione esplicita ‘Odio gli indifferenti’, ci ha offerto un esempio scintillante di come l’odio, se viene riconosciuto e disciplinato attraverso l’intelligenza, non è un difetto. È una virtù, luminosissima”.
Esprimo profondo dissenso, ma ognuno sceglie ciò che vuole. Del resto viviamo un momento storico in cui l’odio non è solo un sentimento personale: a volte, in effetti, diventa politica (l’esempio di Gramsci, citato dalla Murgia, è politico), ma spesso non sembra “riconosciuto e disciplinato attraverso l’intelligenza” come lei si augurava.



















