LA DITTATURA COMUNISTA CINESE CI RIGUARDA (ED E’ UNA MINACCIA PER TUTTO IL MONDO)
La condanna di Jimmy Lai (nella foto) a venti anni di carcere, resa nota a Hong Kong nei giorni scorsi, conferma la disumanità del comunismo cinese perché equivale a una condanna a morte (Lai infatti ha 78 anni, è malato e in carcere, dove si trova già da cinque anni, non può curarsi).
Ma non è solo l’ennesimo episodio di crudele repressione del dissenso da parte di quel regime. Quello di Lai è, su scala ridotta, un segnale politico simile a quello di Piazza Tienanmen: schiacciando nel sangue le manifestazioni studentesche della primavera 1989 la casta rossa di Pechino comunicò al mondo la sua totale chiusura all’evoluzione democratica che si stava verificando nell’est europeo.



















