Proprio nei giorni in cui tutti – con fiumi di ipocrisia, di amnesia e di autoassoluzione – ricordano il crollo del Muro di Berlino, arrivando a incredibili assurdità (nella più totale dimenticanza di quanto il comunismo qua da noi abbia impregnato i media, la cultura, la scuola e non solo), esce un nuovo libro di Federico Rampini che squaderna davanti ai nostri occhi ciò che negli Stati Uniti è evidente da tempo (e che l’Europa non vede): l’altro comunismo, quello travestito da capitalismo, il comunismo – per così dire – vincente (informazione da dare a chi ripete da anni che il comunismo è defunto, quindi è inutile parlarne).

Vincente proprio sul fronte che vide crollare il comunismo sovietico: l’economia e la tecnologia. Ma restando un sistema totalitario  e comunista come quelli di sempre.

La nuova superpotenza cinese – con un miliardo e 400 milioni di abitanti – ha ormai raggiunto le dimensioni dell’economia americana e adesso s’impone nel mondo come antagonista globale degli Stati Uniti. Ecco perché Rampini titola il suo libro “La seconda guerra fredda”  (Mondadori), descrivendo lo scontro planetario fra Occidente e Oriente comunista, non più nel bipolarismo Washington/Mosca, ma nel confronto Washington/Pechino. Continua

Forse il poeta Cinquecentesco Francesco Berni prefigurava l’attuale esecutivo  quando rappresentava umoristicamente quel cavaliere che, ricevuto un colpo che lo aveva diviso in due, non si era accorto di essere ormai deceduto  e continuava ad agitare la spada: “Così colui, del colpo non accorto,/Andava combattendo ed era morto”.

Ad informare il governo ConteBis  del suo trapasso, dopo il voto degli elettori umbri, ci hanno pensato varie voci significative. Anche considerando il disastro della legge di bilancio “tasse e manette”  che ogni giorno viene stravolta e riscritta.

Rino Formica, famoso politico della prima repubblica, socialista e uomo di sinistra, in un’intervista di questi giorni, a proposito del fallimento del governo giallorosso, ha sentenziato: Sono tutti rottamati o rottamabili. Qualsiasi cosa dovesse nascere da domani in poi nascerà senza e contro di loro. L’assenza di pensiero ha reso le classi dirigenti burocrati di nomenklature in estinzione”. Continua

Oggi non si crede più in Dio, però si crede ciecamente a Greta Thunberg. Perfino papa Bergoglio, poche settimane fa, ha rilasciato un’intervista di due pagine alla “Stampa” in cui Dio non veniva mai nominato (neanche Gesù Cristo), ma in compenso il pontefice nominava ed esaltava Greta.

La chiesa bergogliana sta addirittura varando l’elenco dei peccati ecologici. Si dovrà ammettere davanti al confessore di aver bevuto un’aranciata con la cannuccia di plastica e averla dissennatamente gettata nella spazzatura, come se avessimo bestemmiato.

Infatti, fra i nuovi dogmi della fede ecologista, c’è la demonizzazione della plastica. Non si crede più nell’esistenza del diavolo: il suo posto è stato preso dalla plastica, dalla CO2 e via demonizzando.

Un’escatologia laica ha trasformato la plastica nel male metafisico  ed esige da noi che la mettiamo al bando come il peccato più orrendo, minacciando – in caso contrario – un inferno di plastica, dove tutto è soffocato dall’odioso materiale (che subito il governo ha pensato di tassare). Continua

Ci sono tanti motivi che spiegano il sorprendente voto dell’Umbria, ma il principale è rappresentato dagli indicatori sociali negativi : ricchezza individuale e collettiva, produzione industriale, crollo del Pil della regione di 14 punti percentuali (in 17 anni) rispetto alla media nazionale che è già di per sé disastrosa.

Il tasso di disoccupazione è più che raddoppiato in 10 anni e la disoccupazione giovanile è al 31,1% con una notevole fuga di ragazzi fuori regione per cercare lavoro. Il 17% degli abitanti è al livello di povertà.

A questo quadro si aggiungono l’inchiesta della magistratura sulla sanità e quel senso di abbandono che provano le popolazioni colpite dal terremoto, che si ripercuote nello stato d’animo generale (la vox populi ripete che la Sinistra si prodiga per gli immigrati, non per i terremotati italiani).

In Umbria sono palpabili la de-industrializzazione, il declino e lo scivolamento verso Sud, ma anche lo smarrimento sociale. Il voto umbro è sintomo di forte disagio e di rabbia.

Se nel nostro Paese, fino ad oggi, ci si limita a gridare la protesta con il voto, e per ora non ci sono i gilet gialli nelle piazze, è solo perché  – come mostra Luca Ricolfi nel suo ultimo libro “La società signorile di massa” – fa ancora da ammortizzatore il cosiddetto “welfare familiare”: due terzi della popolazione continuano a mantenere il loro tenore di vita grazie ai risparmi accumulati  (finanziari e immobiliari) dalle due precedenti generazioni. Continua

Trent’anni fa, in questi giorni, crollava il comunismo dell’Est europeo. E – guardando alla storia successiva del nostro Paese – ci si chiede come sia stato possibile che, da allora, i (post) comunisti abbiano preso il potere in Italia.

Infatti, in questi trent’anni, a fare il bello e il cattivo tempo e tuttora a comandare è proprio quella Sinistra politica e intellettuale sulla cui testa crollò il Muro di Berlino.

Come e perché è potuto accadere? Oggi è un dato di fatto a cui siamo così assuefatti che neanche ci facciamo più domande. Ma se ci si riflette ciò che è avvenuto appare surreale. Dal “socialismo reale” al  (post)socialismo surreale. Continua

A un mese dall’insediamento del governo giallorosso – nelle ore del varo della legge di bilancio – la domanda fondamentale, che sorge spontanea e che vorremmo proporre agli eccellentissimi ministri di questo esecutivo, è la seguente: ma cosa vi hanno fatto gli italiani?

Vi hanno rigato le macchine con un chiodo? Vi hanno ammazzato il cane con una polpetta avvelenata? Vi hanno messo il Guttalax a tradimento nel bicchiere?

Perché questo sordo rancore punitivo, questa pulsione vendicativa, questa implacabile e minacciosa smania pedagogica?

Quale terribile colpa – ai vostri occhi – hanno gli italiani da dover scontare così severamente? Continua

La cronaca di queste ore propone tre notizie: la stangata fiscale del governo  (da qualcuno definita “tasse e manette”), la manifestazione del centrodestra  a Roma (“Orgoglio italiano: una Patria da amare e difendere”) e la Leopolda  di Matteo Renzi a Firenze che ha a tema Matteo Renzi.

Il protagonista vero – che permette di capire tutti e tre gli eventi – è però il ceto medio. È la spina dorsale  del nostro Paese, anche economicamente, ed è attorno a questa Italia profonda  che si combatte la vera battaglia.

Alcuni spunti di riflessione molto preziosi – per capire cosa è successo e cosa sta accadendo oggi – li fornisce Marco Gervasoni  nel libro “La rivoluzione sovranista”. In breve. Il ceto medio nasce nel dopoguerra : “con il piano Marshall, il welfare state e la quasi piena occupazione, il gioco è fatto” (Gervasoni). Continua

Tutti parlano delle minacce  del presidente turco Erdogan  all’Unione europea perché se ne stia zitta sull’aggressione militare al Kurdistan siriano (o meglio: alla Siria). Il leader di Ankara ha dichiarato che in caso contrario apriremo le porte a 3,6 milioni di rifugiati siriani e li manderemo da voi”.

Chi prospetta questa ritorsione è lo stesso Erdogan, ovvero la stessa Turchia, che riceve dall’Unione europea un bel po’ di soldi. Non solo i finanziamenti  per favorire l’avvicinamento della Turchia ai requisiti richiesti per l’ingresso nella Ue (si è ottenuto l’opposto  perché il regime è diventato sempre più antidemocratico e fondamentalista).

Ma soprattutto i tre miliardi di euro  (secondo alcuni sarebbero di più) spediti dalla Ue alla Turchia per gestire i campi profughi, ovvero per bloccare l’arrivo di migranti in Europa. Come si vede adesso ci viene pure ordinato da Ankara di stare zitti altrimenti ce li spedisce qua. Doppio fallimento clamoroso dell’Unione europea. Continua

Continuano le rivelazioni di Eugenio Scalfari  sulle personali (mis)credenze di papa Bergoglio. Ieri ha sganciato un’altra bomba.

Prima il giornalista ha riassunto con parole sue un colloquio: “Chi ha avuto, come a me è capitato più volte, la fortuna d’incontrarlo sa che papa Francesco concepisce il Cristo come Gesù di Nazareth, uomo, non Dio incarnato. Una volta incarnato, Gesù cessa di essere un Dio e diventa fino alla sua morte sulla croce un uomo”.

Fin qui si potrebbe glissare addebitando questa enormità all’impreparazione teologica di Scalfari, a scarsa memoria o a fraintendimento.

Dopo però il Fondatore riporta un virgolettato, attribuendo a Bergoglio delle precise (ed esplosive) parole. In riferimento a certi episodi evangelici, il papa avrebbe detto a Scalfari: “Sono la prova provata che Gesù di Nazareth, una volta diventato uomo, sia pure un uomo di eccezionali virtù, non era affatto un Dio”. Continua

L’Italia è diventata un mercato di sfruttamento coloniale, una sfera di influenza, un dominion, una terra di capitolazioni, tutto fuorché uno Stato indipendente e sovrano . […] la classe dirigente ha precipitato in basso la nazione italiana” (Gramsci)

Questi trent’anni “europei” ci sono costati quanto una guerra perduta come dimostra “la perdita di circa il quaranta per cento del potere d’acquisto del popolo italiano con il transito dalla lira all’euro”  (Fusaro). Continua