Pietrangelo Buttafuoco dice che Giorgia Meloni appartiene alla “Generazione Tolkien”, i ragazzi degli anni ‘90 cresciuti a “pane e Tolkien”: il riferimento è al grande scrittore cattolico inglese che ha creato la trilogia del “Signore degli Anelli” e che – spiega Paolo Gulisano“era culturalmente conservatore: condannò pubblicamente il sistema sovietico, ma anche l’americanismo. Era antimperialista”.

Nel recente libro della Meloni c’è un ricordo divertito della sua giovanile passione tolkeniana: “Di recente ho rivisto un’agghiacciante foto di me vestita da Sam Gamgee, uno degli hobbit del Signore degli Anelli di Tolkien. Del resto, del libro Sam è sempre stato il mio personaggio preferito. Non ha la regalità di Aragorn, la magia di Gandalf, la forza di Gimli o la velocità di Legolas. È solo un hobbit, nella vita fa il giardiniere. Eppure, senza di lui Frodo non avrebbe mai compiuto la missione. Sa che non saranno le sue gesta a essere cantate in futuro, ma non è per la gloria che rischia tutto. ‘Sono le piccole mani a cambiare il mondo’ dice Tolkien”. Continua

Come tanti aspetto, con affetto, i libri distillati da quello straordinario poeta che è Giovanni Lindo Ferretti. È stato tante cose, ma lo chiamo poeta in un senso profondo. Perché abita poeticamente il mondo. Perché ogni sua parola scava un solco, una ferita che è una feritoia per la luce. Ci passa l’aria fresca dell’Appennino e racconta mille storie….

DA TOGLIATTI A BENEDETTO XVI

La sua storia inconsueta è nota. Da fondatore nell’82 del gruppo punk rock chiamato CCCP-Fedeli alla linea, il cui primo album fu 1964-1985 Affinità-divergenze fra il compagno Togliatti e noi”, fino alla conversione che descrisse semplicemente così: Dopo aver cercato il senso in mille modi senza trovarlo l’ho trovato tornando a casa. Al mio mondo di quando ero bimbo: i monti, il rosario (…). E ora che sono tornato a casa, Benedetto XVI è il mio maestro”. Continua

Fra i meriti misconosciuti di Salvini c’è anche quello di aver traghettato la Lega dal velleitario nordismo (talora con tentazioni secessioniste) a una Lega nazionale, la quale riconosce che lo sviluppo del Sud è anche interesse del Nord e quindi siamo sulla stessa barca. I giornali, sempre prodighi di veleni sul segretario leghista, non gli riconoscono questo merito politico e oggi sponsorizzano quei “nordisti” che vorrebbero riportare la Lega al passato. Ma non sarebbe un bene per l’Italia. Comunque la si pensi.

NB Il sottoscritto all’epoca era convinto, come la maggior parte degli osservatori, della positività del governo Draghi (lo documentano i miei articoli). Oggi il mio giudizio è molto diverso. Mi sbagliavo.

 

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Ieri Matteo Salvini ha spiegato che la Lega ha elettoralmente pagato la partecipazione al governo Draghi con Pd e M5S. Le cose effettivamente stanno così e lo documenta la “Supermedia dei sondaggi politici” realizzata il 28 gennaio 2021 da Youtrend. Che fa capire anche molte altre cose. Vediamole.

Il 26 gennaio 2021 – per mano di Renzi – cade il Conte 2 formato da Pd e M5S. La Supermedia di Youtrend del 28 gennaio (due giorni dopo) mostra che il Centrodestra è al 49 per cento, molti punti sopra al centrosinistra (in qualunque sua versione). Quindi se si fossero sciolte le Camere, come sarebbe stato normale, avrebbe vinto le elezioni.

Ma naturalmente le Camere non furono sciolte: c’è sempre qualche emergenza in Italia che lo “vieta”. In quel caso fu proclamata la necessità di organizzare la vaccinazione e di completare il Pnrr. Continua

Guardi i siti economici e rabbrividisci: “Crollano le aspettative economiche tedesche ed europee. Futuro molto fosco”. Sfogli “Il Sole 24 ore” e ritrovi gli stessi scenari riferiti alle politiche monetarie della Fed e alla recessione incombente: “Borse sull’orlo del precipizio, rendimenti obbligazionari in fibrillazione e dollaro sul punto di sferrare un colpo da knock-out alle altre divise mondiali”.

Se poi si considera il conto della guerra in Ucraina pagato dall’Italia c’è da mettersi le mani nei capelli: a giugno, dopo quattro mesi, è stato calcolato in 70 miliardi fra mancate esportazioni e boom dell’inflazione, con la previsione di 180 miliardi a fine anno.

Lo stato dell’economia dopo diciotto mesi di esecutivo guidato da Mario Draghi (fra tracollo del Pil e del surplus commerciale, esplosione dell’inflazione e debito) è disastroso, con un sistema industriale che, per i prezzi dell’energia, rischia il naufragio (se si fermano le filiere produttive il costo sarà incalcolabile) e milioni di famiglie che si ritrovano in un’economia di guerra.

Se la nostra bolletta nel 2019 ammontava a 17 miliardi, quest’anno arriverà a 100 miliardi (solo come bolletta elettrica, senza considerare il gas). Gli addetti ai lavori dicono che così il “sistema Italia” non può reggere. Continua

Giovanni Paolo II ancorava l’amor di patria al comandamento: “Onora tuo padre e tua madre”. Un pensiero profondo, bellissimo, e ancora tutto da sviluppare.

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“Quando si farà l’Europa unita, i francesi ci entreranno da francesi, i tedeschi da tedeschi e gli italiani da europei”. La battuta di Indro Montanelli è la perfetta illustrazione dell’europeismo delle élite progressiste che hanno dominato in Italia in questi decenni.

Le quali – oltre all’idea di Patria – delegittimano addirittura la difesa dell’interesse nazionale che invece le classi politiche degli altri Paesi difendono vigorosamente.

Giustamente Ernesto Galli della Loggia, sul “Corriere della sera”, ha lamentato la cancellazione dell’identità nazionale che abbiamo subìtosempre più convinti a sproposito della presunta assoluta inattualità dell’idea di nazione (si provino gli illustri membri dell’Ispi o dell’Aspen a organizzare un seminario su tale inattualità a Parigi o a Berlino: si provino, si provino)”.

Spesso si “scomunica” il patriottismo sovrapponendolo al nazionalismo, ma è come confondere il polmone con la polmonite. Hanno caratteristiche e origini ben diverse.

È stato un papa, Giovanni Paolo II, a riproporre nel nostro tempo il valore del patriottismo, insegnando ad amare le patrie terrene come prefigurazione della patria celeste (e questo orizzonte trascendente è un antidoto ai nazionalismi). Continua

È giusto – a scuola – portare il telefono cellulare in classe? Al Liceo Malpighi di Bologna è stato deciso che studenti e insegnanti, entrando nell’edificio scolastico, lascino il telefonino in un cassetto per riprenderlo all’uscita.

La cosa ha scatenato un dibattito sui giornali, ma è una circolare ministeriale del 2007 che proibisce di usare il cellulare in classe. Inoltre tutte le scuole hanno regolamenti con questa norma. Solo che rimane sulla carta.  Al Malpighi invece, dopo lunga riflessione, hanno deciso di far rispettare quella regola.

Il bello è che il Malpighi di Bologna non è un vecchio istituto refrattario alle innovazioni, ma l’esatto contrario: è noto – e non solo a Bologna – come una scuola d’avanguardia, che offre una preparazione molto avanzata. In sostanza un liceo del futuro, tanto che da anni usa la tecnologia per la didattica (questo è previsto e approvato anche dal Ministero), ma la usa con i ragazzi per potenziare le loro possibilità di apprendimento, non per minarle. Così – dopo mesi di confronto con esperti – è stata presa la decisione sui telefonini. Continua

Il “sistema” è composto di tanti partiti, da quello dei giornali al Pd, dal partito degli intellettuali a quello di una certa finanza, dal partito dei cantanti al “partito straniero”. Tutti professano la stessa ideologia e hanno la stessa intollerante pretesa di rappresentare l’unico pensiero ammesso e rispettabile.

Papa Francesco è sempre più indigesto a questo establishment (che un tempo lo adulava). Infatti la sua voce oggi è sempre più silenziata o ignorata. Sul conflitto in Ucraina è evidente che il Papa è l’unica voce dissonante rispetto al “partito della guerra” (dell’Est e dell’Ovest). Continua

Dante muore in esilio, a Ravenna, nel settembre 1321. Davanti alla grandezza del Poema sacro, alcuni anni dopo, i cittadini di Firenze richiesero ai Priori delle Arti una sua lettura pubblica per consentire a tutti di apprenderne gli insegnamenti, “tam in fuga vitiorum, quam in acquisitione virtutum”. Nella petizione si precisava che per questa lettura occorreva “unum valentem et sapientem virum, in huiusmodi poesiae scentia bene doctum”.

Così Firenze, cinquant’anni dopo la morte di Dante, nell’agosto del 1373, decise questa “riparazione” verso il grande poeta che aveva esiliato. Fu incaricato Giovanni Boccaccio che ben conosceva la Commedia e aveva già scritto il “Trattatello in laude di Dante”. Continua

Hanno fatto un deserto e lo hanno chiamato Modernità e Libertà. Ma è spesso un deserto inospitale dove soffia un vento di infelicità e di morte.

Lo attestano anche le drammatiche statistiche sui suicididell’Osservatorio suicidi della Fondazione Brf (Istituto per la ricerca in Psichiatria e Neuroscienze).

Da gennaio ad agosto di quest’anno ci sono stati 351 suicidi e 391 tentativi: un suicidio ogni 16 ore e un tentativo di suicidio ogni 14. Particolarmente grave l’aumento dei casi fra i giovani (in modo speciale nel biennio della pandemia).

Queste tragedie sono la punta dell’iceberg di una condizione di disagio, di solitudine, di ansia o depressione che fra i giovani è molto ampia e sta crescendo. Naturalmente ognuno è una storia a sé, ognuno ha i suoi problemi e ognuno è un mistero unico. Ma tutti insieme delineano un dramma sociale – o spirituale – che riguarda il nostro tempo. Continua

Oggi Alessandro Banfi ha scritto nella sua rassegna stampa: “Venerdì il più importante giornale economico italiano aveva rilanciato un’intervista all’economista Niall Ferguson, che insegna a Stanford. La domanda di fondo è quella angosciosa e che tutti gli osservatori economici si fanno nelle ultime settimane: come uscire dalla grande crisi dell’inflazione, della corsa dei prezzi del gas e del petrolio? Risposta di Ferguson: ‘Oggi non serve Draghi – sintetizza con efficacia – ma Kissinger’. Cioè l’Europa e il mondo non hanno bisogno di politica monetaria o di price cap ma di diplomazia. Di pace”. Quello che dice Ferguson conferma ciò che riporto in questo articolo.

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Ieri, ancora una volta, il Papa ha espresso la sua angoscia per la china che sta prendendo la guerra: “Ho detto che era una terza guerra mondiale a pezzi, ora è totale”.

Ha ricordato che “il mondo era stato preservato dalla guerra atomica, purtroppo dobbiamo continuare a pregare per questo pericolo”. Il pontefice ha sottolineato i “seri rischi per le persone e per il pianeta”. Perciò ha esortato infinite volte a trattare.

Eppure nessuno dei governanti lo ascolta. Neanche si cercano spiragli. Non si parla proprio di pace. Si sentono solo urla di battaglia e minacce apocalittiche (Liz Truss, poco prima di diventare premier britannico, ha addirittura dichiarato che è pronta” ad utilizzare le armi nucleari).

La guerra in Europa è il grande problema rimosso della campagna elettorale italiana. Eppure è da lì che ci arrivano i problemi economici e sociali più grossi, che in autunno potrebbero diventare devastanti, fino a mettere in ginocchio la nostra economia, causando milioni di disoccupati. Continua