C’è un dettaglio che sorprende nell’intervista di Matteo Salvini con Bruno Vespa. Il vicepremier ha menzionato quattro volte Dio, una volta la Provvidenza e una il Purgatorio.

Un mio amico, vecchio esperto di cattolici e politica, mi dice: “forse solo La Pira e don Sturzo in politica avevano l’istinto, nel loro colloquiare, di riferirsi all’Assoluto con questa naturalezza”. La Pira era un santo e don Sturzo un sacerdote, mentre Salvini si definisce “l’ultimo dei peccatori”, ma nella Chiesa non si fa differenza: tutti sono considerati allo stesso titolo figli di Dio, anche perché tutti siamo peccatori.

Quello che colpisce è la spontaneità popolare del leader leghista nel riferirsi al buon Dio, perché è sintomo di un sincero senso religioso che c’entra intimamente con il far politica e con l’azione di governo. Continua

Sergio Mattarella è una persona mite e garbata, con uno spiccato senso delle istituzioni. Sono pregi importanti e dovrebbero aiutare in particolare chi si trova a fare il presidente della Repubblica, quindi a rappresentare l’Italia (non la Germania o la Francia e nemmeno l’Europa, ma l’Italia) e tutti gli italiani (la nazione intera e non questa o quella fazione).

Ci permettiamo dunque di dirci sorpresi per certi suoi silenzi: ci saremmo aspettati, per esempio, che di fronte alle dichiarazioni (anche volgari) contro l’Italia di una serie di esponenti europei o di governi stranieri, il Presidente difendesse il nostro Paese e le sue istituzioni.

Non mi pare che lo abbia fatto e, anzi, ha esternato, pure lui in polemica col nostro governo, su materie che sono squisitamente politiche, quindi opinabili. Continua

Avvengono cose strane. Matteo Salvini è indagato per aver impedito, per qualche giorno, lo sbarco a terra dei migranti della Diciotti, trattenuti a bordo in attesa di ottenere ricollocamenti nei Paesi UE come (a parole) stabiliscono gli accordi.

La UE – si sa – ha risposto picche all’Italia dicendo: affari vostri, ce ne infischiamo. Tuttavia, dopo che quei migranti sono sbarcati in Italia e dal centro di Rocca di papa si sono resi irreperibili (forse diretti in Germania o Francia), la portavoce della Commissione UE per l’Immigrazione, Tove Ernst, ha tuonato che essi potevano essere trattenuti in centri di detenzione per evitarne la fuga. Siamo stati chiari” ha aggiunto “nel sottolineare che, quando serve, la detenzione può essere utilizzata per facilitare l’identificazione dei migranti e per impedire che spariscano. Abbiamo chiesto a tutti gli Stati membri, inclusa l’Italia, di fornire centri di accoglienza adeguati, che comprendano la detenzione”. Continua

I media italiani, nella quasi totalità, sembrano una sorta di Giornale Unico scritto dal Giornalista Collettivo. Esso rappresenta il vero partito di opposizione a questo governo. Ma soprattutto è il Giornale Unico di opposizione, pregiudiziale e frontale, a Matteo Salvini.

E’ il Giornale Unico delle élite, dell’establishment che perde quote di potere, che tuona ogni giorno contro i barbari provinciali, che si dice ideologicamente cosmopolita e così amplifica la voce del Partito trasversale anti-italiano.

Quello che idolatra l’Unione Europea e gli ineffabili Mercati, mentre sparge discredito sull’Italia e “dimentica” il nostro interesse nazionale. Le élite si professano globali. Lorsignori hanno l’orticaria a sentir parlare di nazione italiana e di patrie.

Sono quelli che “il problema è il fascismo” e cosa volete che importi se dall’arrivo dell’euro abbiamo perso il 20 per cento di produzione industriale, se in otto anni hanno chiuso 158 mila saracinesche, sono raddoppiati i poveri assoluti, se in cinque anni sono arrivati 600 mila immigrati ed è schizzata al 35 per cento la disoccupazione giovanile. Continua

“Lì si trova un altro mondo contrapposto a questo, che è perituro e transitorio… perché esiste un altro mondo la cui forma non perisce, il cui sembiante non trascorre, la cui bellezza non ha mai fine… Non c’è nulla di quanto tu possa volere che non vi possa trovare”.

Così Ugo di S. Vittore medita sul simbolo dell’arca descrivendola come “i nuovi cieli e la nuova terra” che l’Apocalisse annuncia col ritorno di Cristo e la resurrezione.

A queste esegesi si ispiravano i costruttori di cattedrali del Medioevo: l’edificio sacro è immagine della Gerusalemme celeste. La pianta stessa dell’edificio è a forma di croce e rappresenta anche il Corpo di Dio.

Il Duomo di Siena è un perfetto esempio dei significati simbolici dell’architettura cristiana. Entrandovi si entra letteralmente dentro un’opera d’arte e si entra dentro un altro mondo in questo mondo. Il Duomo è tutto in marmo, all’esterno e all’interno, in tutte le sue tre dimensioni e il marmo richiama il Tempio di Gerusalemme. Continua

Sul caso della nave Diciotti c’è stata molta disinformazione e bisogna fare un po’ chiarezza con alcune domande.

PRIMA DOMANDA

La prima, che si ripropone ad ogni tentato sbarco, è questa: se – come dice Boeri e con lui tutta la sinistra e i media – questi migranti vengono qui da lontani paesi dell’Asia e dell’Africa smaniosi di poterci pagare le pensioni e farci vivere nel lusso, perché nessuno dei paesi europei sgomita per accaparrarseli?

Perché non approfittano di questa straordinaria opportunità per assicurare il futuro dei loro pensionati? Perché fanno il fuggi fuggi?

Perché oppongono un rifiuto totale e vogliono ad ogni costo regalare all’Italia e alla sola Italia, questo privilegio? Possibile che siano così masochisti? Rischiano di far saltare la UE pur di costringere l’Italia ad accettare questo straordinario regalo: un caso estremo di altruismo, si direbbe. Continua

C’è un libro di Leonardo Sciascia, “Nero su Nero”, uscito nel 1979 e recentemente riproposto da Adelphi, che nelle sue ultime pagine contiene un annuncio clamoroso:

Intorno al 1963 si è verificato in Italia un evento insospettabile e forse ancora, se non da pochi, sospettato. Nasceva e cominciava ad ascendere il cretino di sinistra: ma mimetizzato nel discorso intelligente, nel discorso problematico e capillare. Si credeva che i cretini nascessero soltanto a destra, e perciò l’evento non ha trovato registrazione. Tra non molto, forse, saremo costretti a celebrarne l’Epifania”.

Naturalmente è sempre stato facile (e lo è anche oggi) individuare, mettere all’indice e fustigare il cretino di destra, di centro o il cretino generico e apolitico. Ma quello di sinistra no. Tuttora si fa fatica a trovare segnalazioni delle sue gesta nelle narrazioni ufficiali del nostro tempo che sono i giornali. Continua

Ci sono momenti nella storia di un popolo che diventano eventi simbolici. Per esempio i funerali di ieri a Genova per le vittime del crollo del ponte Morandi, oltre al dolore, hanno mostrato l’Italia che sta voltando pagina.

Perché si è visto qualcosa che non si era mai visto prima, nelle tante tragedie che hanno costellato la cronaca di questo paese: i due giovani rappresentanti del governo, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, accolti da un applauso scrosciante e da acclamazioni (QUI) , mentre i rappresentanti dell’opposizione sono stati accolti da un silenzio gelido rotto da fischi e urla di disapprovazione (“Andatevene”, “basta” e “vergogna”) perché si trattava di leader del Pd che evidentemente sono stati considerati simbolo dei governi passati. Continua

Raymond Aron giudicò Aleksandr Solzenicyn “l’homme du siècle”. E l’autore di “Arcipelago Gulag” continua ad essere ben presente perché fortemente ispirata a lui è la Russia di Putin.

Quest’anno siamo nel decennale della sua morte (il 3 agosto) e nel centenario della nascita (l’11 dicembre) e in Russia e all’estero si annunciano tanti convegni sul gigante del Novecento che ha smascherato gli orrori e la menzogna del comunismo (come pure la menzogna dell’Occidente).

Il suo “vivere senza menzogna” è il messaggio che resta e che esalta la grandezza della coscienza personale contro i mostri del potere. Ma l’Italia sarà il paese che meno lo ricorderà, perché – dominato per decenni dall’egemonia comunista –si è distinto, fin dagli anni Settanta, per freddezza e ostilità verso Solzenicyn.

Pierluigi Battista, in un suo saggio, ricordava che “mentre in Francia la pubblicazione di ‘Arcipelago Gulag’ di Aleksandr Solzenicyn aveva squassato la cultura di sinistra innescando un drammatico ripensamento tra gli intellettuali che avevano intensamente creduto nel ‘dio che è fallito’, in Italia, nel 1974, gli intellettuali accoglievano quel libro con freddezza, magari accompagnando la gelida accoglienza con la divulgazione (com’è accaduto) della leggenda nera di un Solzenicyn nientemeno che al soldo del dittatore Pinochet, oppure semplicemente ignorandolo.

A nome del Pci il compagno Giorgio Napolitano, quando l’Urss decise di espellere Solzenicyn mandandolo in esilio, vergò un plumbeo polpettone dove si leggeva fra l’altro: Continua

Dalla bella Sacra di San Michele fino a Torino, a venerare la Sacra Sindone. Circa 2500 giovani si sono trovati, dall’8 al 10 agosto, in pellegrinaggio e poi a pregare davanti al telo che avvolse il corpo di Gesù deposto dalla croce.

Ma questa non è una notizia che arriva sulle prime pagine dei giornali (spesso neanche alle ultime). E non arrivano sulle prime pagine nemmeno quegli studi scientifici – tantissimi – che confermano l’autenticità del misterioso lenzuolo. Continua