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IL GRANDE DISCORSO DI RUBIO A MONACO E LA GUERRA DELLE CANCELLERIE EUROPEE CONTRO GLI USA, CONTRO I POPOLI E CONTRO LA REALTA’ (L’ITALIA FA ECCEZIONE)

epa12742861 US Secretary of State Marco Rubio attends a joint press conference with Slovak Prime Minister Fico following a meeting in Bratislava, Slovakia, 15 February 2026. EPA/DOMINIKA KORTVELYESIOVA

Il discorso di Marco Rubio a Monaco ha dimostrato che non c’è affatto un’America in guerra con l’Europa, ma casomai c’è un’Europa nemica dell’America per pregiudiziale ostilità ideologica a Trump.

Non c’è un’America che vuole distruggere l’Europa, ma, al contrario, c’è un’America che vorrebbe vederla tornare alle sue pagine migliori (è il titolo del capitolo del documento sulla sicurezza strategica Usa dedicato al nostro continente: “Promuovere la grandezza dell’Europa”). C’è un’America allarmata dal declino europeo (non solo economico), c’è un’America che vuole scongiurare la fine della civiltà europea.

LA DITTATURA COMUNISTA CINESE CI RIGUARDA (ED E’ UNA MINACCIA PER TUTTO IL MONDO)

La condanna di Jimmy Lai (nella foto) a venti anni di carcere, resa nota a Hong Kong nei giorni scorsi, conferma la disumanità del comunismo cinese perché equivale a una condanna a morte (Lai infatti ha 78 anni, è malato e in carcere, dove si trova già da cinque anni, non può curarsi).

Ma non è solo l’ennesimo episodio di crudele repressione del dissenso da parte di quel regime. Quello di Lai è, su scala ridotta, un segnale politico simile a quello di Piazza Tienanmen: schiacciando nel sangue le manifestazioni studentesche della primavera 1989 la casta rossa di Pechino comunicò al mondo la sua totale chiusura all’evoluzione democratica che si stava verificando nell’est europeo.

Ma Gesù non ha accettato la croce per salvare la nostra anima immortale?

Il “politicamente corretto”, com’è noto, ha aspetti grotteschi e anche ridicoli, ma sarebbe sbagliato sottovalutarlo. Perché, come insegnava Orwell, cambiare il linguaggio significa cambiare il pensiero e la mente degli individui e delle collettività. E cambiare il pensiero collettivo significa cambiare la realtà.

Ma, oltre al codice del politicamente corretto, anche altre filosofie o ideologie o culture (che si possono definire genericamente “progressiste”) seguono la stessa traiettoria: influenzano il linguaggio e hanno effetti profondi. Lo si vede perfino nella Chiesa cattolica, per esempio nelle traduzioni delle Sacre Scritture.

PER CHI SUONANO LE CAMPANE (SULLA VITA O LA MORTE DELLA NOSTRA CIVILTA’)

view on sunset through bell tower of Agios Minas church on Santorini

L’Italia non è solo i suoi straordinari paesaggi naturali, le sue città, i borghi, la sua storia, le sue infinite opere d’arte. È fatta anche di “paesaggi sonori”, che fanno parte della sua identità.

Ho sempre trovato folgorante, per questo, una pagina della Rabbia e l’orgoglio di Oriana Fallaci: “Sono nata in un paesaggio di chiese, conventi, Cristi, Madonne, Santi. La prima musica che ho udito venendo al mondo è stata la musica delle campane. Le campane di Santa Maria del Fiore”.

VOCI MARXISTE E LAICHE CONTRO L’EUTANASIA (DIMENTICATE E INASCOLTATE, COME PER L’ABORTO)

Nella conferenza stampa di fine anno, Giorgia Meloni – a proposito di leggi sul suicidio assistito – ha dichiarato: “Io penso che il compito dello Stato non sia favorire percorsi per suicidarsi, ma sia semmai cercare di ridurre al minimo la solitudine e le difficoltà di chi ha gravi patologie e delle loro famiglie ed è il lavoro che fa il governo con l’aumento dei fondi per le cure palliative e l’assistenza domiciliare ed è quello che il governo fa con il prossimo ddl sui caregiver familiari. Penso che il nostro compito sia quello di combattere la solitudine e l’abbandono che fanno vedere il suicidio assistito come un’opzione”.

Purtroppo nel chiassoso Bar mediatico e politico italiano non si è sentita nessuna vera riflessione, nessun approfondimento sulle parole, di grande spessore, della premier. È sconcertante, ma non sorprende, la superficialità con cui in Italia e nei Paesi occidentali si è affrontato e si affronta il drammatico dibattito sull’eutanasia e il suicidio assistito, fra l’altro eludendo il problema delle loro conseguenze.

TUTTI PAZZI PER SAN FRANCESCO. COSA SIGNIFICA? CI ILLUMINA RATZINGER…

Già oggi sono più di 150 mila le prenotazioni online per partecipare alla prima ostensione pubblica delle spoglie mortali di San Francesco, che avverrà nella chiesa inferiore della Basilica di San Francesco, ad Assisi, dal 22 febbraio al 22 marzo.

Un numero straordinario destinato a crescere. Del resto nel solo 2025, alla stessa Basilica di Assisi (nella cui cripta è sepolto il santo), sono arrivate più di tre milioni di persone fra pellegrini e turisti.

ROSSO ANTICO (a proposito degli interventi di due maître à penser della sinistra)

Dopo il crollo del Muro di Berlino i comunisti italiani nei loro spericolati trasformismi sono arrivati fino a dirsi atlantisti e liberisti. Ma, fra acrobazie dialettiche e politiche, sono mai davvero cambiati? Hanno mutato continuamente i vestiti (cioè i nomi dei partiti), ma la mentalità, gli schemi ideologici?  

Sembra di no, vedendo due autorevoli sortite di ieri. Il Foglio ha pubblicato un’intervista a Goffredo Bettini, definito “ideologo dem”, secondo cui “se la Meloni dovesse vincere il referendum avrebbe le condizioni per instaurare una permanente svolta autoritaria”. Ed evoca l’immancabile Trump (titolo del Foglio: “Bettini: ‘Se vincerà, Meloni diventerà come Mussolini a Salò’”).

Poi c’è Walter Veltroni. Oggi fa l’editorialista del Corriere della sera diretto da Luciano Fontana che viene dall’Unità, dove peraltro divenne capo dell’ufficio centrale proprio con il direttore Veltroni.

LA (RI)SCOPERTA DELL’AMERICA (CHE LA SINISTRA DETESTA COME DETESTA L’ITALIA)

Sono mesi che Elly Schlein ripete: “Giorgia Meloni deve decidere se schierarsi con l’Europa o con il presidente americano.
A sinistra ritengono che il nostro Paese debba essere o vassallo degli Usa o vassallo della Ue. Dovrebbe scegliere fra i due. A loro pare incomprensibile che un Capo di governo italiano si schieri semplicemente con l’Italia. E che, di conseguenza, cerchi di tenere unito l’Occidente (Europa e Stati Uniti) perché è nel nostro interesse nazionale.

TUTTI CONTRO TRUMP. PROPRIO COME FECERO CON REAGAN.  CHE PERO’ SALVO’ L’OCCIDENTE, COME STA CERCANDO DI FARE TRUMP

Un pericolo pubblico si aggira per il mondo. La Cina comunista che dilaga – oltreché in Europa e Asia – perfino in Africa, Sudamerica e punta all’Artico (oltreché su Taiwan e il Pacifico)? La Russia di Putin che sta devastando l’Ucraina e ha 5 mila testate nucleari? L’Iran khomeinista che spara sui manifestanti? Il terrorismo islamista? Macché!

Il Nemico ha il ciuffo biondo e la bandiera a stelle e strisce. È lui il terrore delle élite europee. È lui che allarma. Tutti i Buoni gli danno addosso! Al rogo il Cattivo!

L’assalto a Donald Trump, a cui si assiste in questi giorni da parte dei media e dei politici europei, impressiona per l’accanimento corale, l’irrazionalità, la mancanza di visione geopolitica, la dilettantesca reattività di certe cancellerie europee, con ovvi autogol (fra le poche eccezioni: Giorgia Meloni).

COME I DEM USA (E GLI EUROPEI) LASCIARONO L’IRAN A KHOMEINI. UNA CATASTROFE STORICA CHE ORA TRUMP SI TROVA A DOVER RIMEDIARE

Negli anni Settanta si era in piena guerra fredda: da una parte il blocco comunista, dall’altra i Paesi liberal-capitalisti. Per evitare una terza guerra mondiale, combattuta da due potenze con grandi arsenali atomici, non dovevano verificarsi scontri diretti e “interferenze” nel campo avverso.

L’Occidente non intervenne nel dominio sovietico, come dimostrano le rivolte anticomuniste nell’est europeo (la Germania Est, l’Ungheria, la Polonia, la Cecoslovacchia) a cui si dovette assistere senza poter fare nulla.

Ma allora com’è stato possibile che nel 1979 un grande Paese come l’Iran, di fondamentale importanza per le sue riserve petrolifere e per la sua posizione geopolitica, decisiva per tutta l’area mediorentale, sia passato di colpo, senza nessun voto libero, dallo schieramento occidentale al fronte anti-occidentale?