BONA(GU)CCINI. QUANDO IL POPOLO ABBANDONA LA SINISTRA E VA A DESTRA
“Scoppiava nella via/ la bomba proletaria e illuminava l’aria/ la fiaccola dell’anarchia…”. Sulle note della Locomotiva Francesco Guccini ha fatto cantare generazioni di compagni. Che lo hanno giustamente celebrato, anche alla sua morte recente, come un simbolo del loro mondo Quella canzone rievocava i primi anni del Novecento, quando a sinistra stavano i lavoratori e a destra i borghesi.
Invece oggi, come ha spiegato giorni fa Stefano Bonaccini, presidente del Pd, “chi sta peggio economicamente” non vota più a sinistra, ma a destra.Mentre a sinistra si trova la borghesia radical chic dei salotti, ci sono i benestanti della Ztl che leggono Repubblica, l’intellettuale (progressista), il professore (luogocomunista), il grosso editore (illuminato), l’attore (engagé), lo scrittore politicamente corretto, il giornalista “democratico e antifascista”, il cantante, specialmente se cantautore (a proposito: ieri il Corriere della sera, in un articolo sul suo testamento, scriveva che il patrimonio di Guccini è “stimato fra i 6 e i 10 milioni di euro”: è il giusto e ricco frutto di un’intensa e valida attività artistica). Insomma, a sinistra trovi coloro che stanno economicamente bene, anche molto bene.



















