DAL ’68 AD OGGI: COME SI INGANNANO E SI MANIPOLANO I GIOVANI
Il filosofo francese Alain Finkielkraut, nel libro “L’identità infelice” (Guanda), racconta il suo maggio ’68: “Sono nato a Parigi il 30 giugno 1949. Nel maggio del ’68 stavo concludendo, presso il liceo Henri-IV, il mio anno di khâgne, propedeutico al concorso di ammissione all’École normale supérieure. Mi ero trasferito in campagna per preparare l’esame con un amico… Fui dunque preso alla sprovvista dagli eventi, quando irruppero senza preavviso… li seguii fin da subito con l’orecchio incollato alla radio”.
E fu come il divampare di un contagio: “Non volevo e non potevo restare in disparte. Rientrato a Parigi dopo i primi scontri fra studenti e polizia, vissi in pieno quel momento di grazia”.

















