POVERO FRANCESCO! CI MANCAVA BENIGNI A FARNE UN LEADER DEL CAMPO LARGO, ECOLOGISTA, FEMMINISTA, ECUMENISTA E PROGRESSISTA. IL VERO SANTO DI ASSISI ERA TUTT’ALTRO: UN INTEGRALISTA CATTOLICO. OGGI SAREBBE ACCUSATO DI ESSERE DIVISIVO E TROPPO FONDAMENTALISTA
Finalmente, con il 4 ottobre, si concluderanno (si spera) le celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco e lasceranno in pace il poverello di Assisi che è stato tirato per il saio dappertutto in questi mesi.
Era un mistico e cercava Dio servendo e lavando i lebbrosi o nel silenzio eremitico della Verna: lì lo si può ritrovare o nella clausura di San Damiano, dove tutto cominciò, o in un confessionale della Porziuncola, più che in convegni, eventi, libri e conferenze, talora fiera delle banalità e falò delle vanità.
Qualcosa di diverso era possibile? Sì. La Rai, che è la prima industria culturale del Paese, avrebbe potuto alzare il livello, ne avrebbe la capacità come nessun altro e lo dimostra la sua storia straordinaria.
La sua programmazione su San Francesco però lascia perplessi. Perché l’evento speciale pensato per oggi, 4 ottobre, giorno celebrativo finale, è il solito monologo, in prima serata su Rai 1, di Roberto Benigni. Il quale ha già cominciato a buttarla sul ridere (e in politica), anticipando, da Bruno Vespa, che San Francesco “sarebbe stato un ottimo leader del Campo largo”. Una battuta rivelatrice della serata…



















