In natura ci sono delle costanti come la velocità della luce o – più terra terra – fenomeni naturali ovvi come la neve d’inverno e il caldo d’estate. Deve appartenere a una legge di natura anche il sesto senso del Pd per il potere e bisogna riconoscere alla sua classe dirigente un’abilità davvero straordinaria nel mantenerlo.

Infatti qualunque cosa succeda, in un modo o nell’altro, salta fuori la soluzione che vede il Pd insediarsi al potere. Lo dimostra la storia. Da circa 15 anni il Pd non vince le elezioni, eppure sta (o comunque torna) sempre al potere. Continua

Fra confuse diatribe sull’elezione del nuovo presidente della Repubblica e scaramucce sul governo non si riesce a capire cosa concretamente i partiti vogliano e cosa propongano.

L’italiano medio ha la sensazione che il loro sia un incomprensibile mondo a parte, diverso da quello in cui vivono i comuni mortali.

La classe politica dovrebbe sapere che non è importante soltanto come le cose (del Palazzo) sono, ma anche come appaiono ai cittadini, e francamente appaiono male, soprattutto in un momento come questo, in cui le emergenze (da quella pandemica a quella economica) provocano problemi e suscitano inquietudini.

Da settimane – ad esempio – si assiste a un inconcludente minuetto sulla candidatura del premier Mario Draghi al Quirinale. Si sente ripetere quasi da ogni parte politica che Draghi – che tutti elogiano per la sua azione – deve assolutamente restare a Palazzo Chigi, dando ad intendere che senza lui al timone sarebbe un disastro per il Paese. Continua

L’elezione del nuovo presidente della Repubblica è un appuntamento che – nelle cronache dei giornali – sembra un gioco a nascondino o un banale Risiko (per qualcuno un “rosico”). I partiti non sanno dove sbattere la testa.

In questa nebbia fitta di chiacchiere però ha fatto irruzione finalmente un pensiero, una riflessione geopolitica che fa capire almeno la vera posta in gioco nella partita del Colle.

Il piccolo e denso libro di Giulio Sapelli e Lodovico Festa – “due sovranisti molto chic” li ha definiti Giuliano Ferrara – ha un titolo perentorio: Draghi o il caos. La grande disgregazione: l’Italia ha una via d’uscita?” (Guerini e Associati). Continua

Nel Pd è di nuovo baraonda. Caos e divisioni nelle candidature alle amministrative, dissoluzione dell’“alleanza strategica” con il M5S, infine appannamento di Enrico Letta che si lancia in proposte marziane e in battaglie suicide come lo “Ius soli”, mentre l’Italia deve ancora uscire dall’emergenza sanitaria ed economica.

Per tutte queste ragioni si pensava che l’ossessiva polemica quotidiana di Letta contro Salvini derivasse dalla necessità di trovare almeno un nemicoper tenere unita la caotica comitiva. Ma probabilmente c’è dell’altro. È stato lo stesso Salvini a spiegarlo in un’intervista al Corriere della sera: “Letta ogni giorno attacca, ma più che me alla fine attacca Draghi”.

Certo, il bombardamento contro Salvini continua, in quanto il Pd ha sempre bisogno di un nemico per darsi un’identità, ma effettivamente il vero incubo politico di Letta si chiama Mario Draghi. Un incubo inconfessabile. Continua

C’è una signora di 71 anni, ignota ai grandi media, che – aiutata da pochi volontari e sostenitori – ha salvato la vita a 17.486 bambini dal 1984 ad oggi (solo nel 2013 sono stati 1.134)
Eppure pochi conoscono questa donna straordinaria che vive a Milano, in un normale condominio. Continua