Nell’ultimo libro postumo di Benedetto XVI, Dio è la vera realtà (LEV), che raccoglie le omelie degli anni del papato emerito, c’è una cupa profezia sull’Europa. La vedremo.

Prima ricordiamo che nel 2025 è scoppiata una battaglia epocale fra Usa e Ue. Ha tre fronti. Quello economico è dovuto anzitutto al gigantesco surplus commerciale della Germania che la Casa Bianca  contesta da anni.

Lo scontro politico riguarda la guerra ucraino/russa che Trump vuole far finire, mentre la UE – sintonizzata con il vecchio establishment Dem di Obama/Biden – è sempre più coinvolta, ma senza un piano né una prospettiva, se non, alla fine, una guerra mondiale.

C’è poi un grande conflitto culturale perché la classe dirigente UE condividel’ideologia progressista/woke che, per il suo multiculturalismo suicida, Joseph Ratzinger definì “un odio di sé dell’Occidente”. Continua

In questa analisi del 2025 e delle prospettive per la Chiesa nel 2026 non ho trattato (non c’era lo spazio) il problema dell’establishment bergogliano che grava pesantemente sulla Chiesa anche oggi (penso ai simboli del passato, il card. Parolin e il card. Zuppi, ma non solo).

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Questo 31 dicembre, per la Chiesa, non è solo la fine del 2025. Con la morte di Francesco, il 21 aprile, e l’elezione di Leone XIV, l’8 maggio, si è verificata anche una svolta che segna un cambiamento d’epoca.

La Treccani indica proprio Leone XIV come “Personaggio dell’anno 2025”. Curiosamente lo ha scelto per quegli aspetti che, fin dall’inizio, lo hanno differenziato dal predecessore, ovvero “lo stile di governo parsimonioso di presenza e parole” e la volontà di distogliere da sé i riflettori per “riportare al centro della vita ecclesiale valori fondanti della cristianità come sobrietà, misura e ascolto”. Tutto questo – secondo la Treccani – fa della “Chiesa di Leone XIV un nuovo importante protagonista della scena internazionale”. Continua

Il Giubileo dei giovani celebrato da Leone XIV, con la limpidezza del suo magistero centrato su Cristo e sull’eternità, ha di colpo proiettato la Chiesa nel futuro, consegnando ormai al passato le vicende degli ultimi quindici anni.

Nella Chiesa si ha la sensazione di essere usciti da un tunnel di confusione e incertezza pastorale e magisteriale, cosicché (seppure con molte cose da ridefinire nel rapporto con il mondo) si comincia a riflettere sugli eventi ecclesiali vissuti con la distanza critica che permette di storicizzarli e anche diricavarne lezioni per il domani.

È ciò che ha fatto mons. Nicola Bux, già collaboratore di Benedetto XVI, con Vito Palmiotti, nel libro Realtà e utopia nella Chiesa, edito da Omni die (reperibile sul sito della Nuova Bussola quotidiana e su Amazon). Continua

“Secondo il Pew Research Center, oltre il 70 per cento dei giovani europei tra i 16 e i 29 anni si dichiara non religioso; l’Organizzazione mondiale della Sanità ricorda che ‘l’Europa è il continente con il più alto tasso di suicidi giovanili al mondo’; di riflesso, come evidenziato dall’Eurobarometro nel 2022, ‘il 42 per cento dei giovani europei dichiara di ritenere la propria vita priva di significato’”.

Ecco un’istantanea del disastro spirituale europeo davanti a cui si trova oggi il nuovo Papa Leone XIV (Vatican news ha ripreso questi dati dal “Manifesto dei giovani cristiani d’Europa”). Continua

Durante la breve vacanza a Castelgandolfo, secondo le voci, Leone XIVintenderebbe lavorare alla sua prima enciclica, un documento che, di solito, esprime l’orizzonte di un pontificato: la Redemptor Hominis di Giovanni Paolo II fu un inno a Cristo liberatore. Continua

Il discorso di Leone XIV, ieri, al Giubileo dei governanti, è molto importante.Per quello che il pontefice ha detto: torna la centralità della legge naturale, come per Giovanni Paolo II e Benedetto XVI (non a caso, con Wojtyla, egli indica l’esempio di un politico santo, Tommaso Moro che “non esitò a sacrificare la sua stessa vita pur di non tradire la verità”).

Ma quello di ieri è un discorso importante anche per ciò che non ha detto: non c’è traccia infatti né di emergenza climatica, né di immigrazionismo, i due temi fondamentali del predecessore. Continua

Uscendo dal santuario della Madonna, a Genazzano, Leone XIV è stato acclamato dalla folla che gridava: “Viva il Papa!”. Lui ha salutato e ha risposto: “Viva Maria!”.

Non è un dettaglio. È il timbro del nuovo Pontefice che, non a caso, nella prima omelia ha affermato che il Pastore della Chiesa deve “sparire perché rimanga Cristo, farsi piccolo perché Lui sia conosciuto e glorificato, spendersi fino in fondo perché a nessuno manchi l’opportunità di conoscerlo e amarlo”. Continua

Ieri, fra i vaticanisti, dopo la prima omelia di Leone XIV, qualcuno ha commentato: “Mi ricorda più Wojtyla che Francesco”. È la sensazione giusta.

L’elezione di Giovanni Paolo II, nel 1978, fece conoscere a tutto il mondo la fede cattolica del popolo polacco, da cui poi venne la scintilla che fece crollare (in modo incruento) il mostro comunista dell’Est europeo.

Oggi l’elezione di Leone XIV fa scoprire a tutti la fioritura e la vivacità del cattolicesimo americano. Perché gli Stati Uniti, negli anni di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI e su loro impulso, hanno vissuto una grande rinascita della fede cattolica che sembrava smarrita e che è diventata socialmente molto rilevante. Continua

Il nome del nuovo Papa rimanda a Leone XIII, il Papa della Rerum novarum, dell’apertura della Chiesa alla questione sociale che (a quel tempo) portò a una primavera cattolica. Si dovrà capire cosa significa oggi (Prevost è stato per anni missionario in Perù, patria della Teologia della liberazione).

Si è affacciato dal balcone di San Pietro con la stola dove sono rappresentati San Pietro e San Paolo seguendo una tradizione che Francesco aveva accantonato, ma non risultano pubblici dissensi dalla sua linea. Del resto è stato eletto da cardinali in gran parte bergogliani. Continua

Il colloquio fra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, nella Basilica di San Pietro, ha impressionato tutti. Il presidente ucraino lo ha definito “un incontro altamente simbolico che potrebbe diventare storico”. La Casa Bianca ha confermato il giudizio positivo.

Perché questo evento è accaduto nel cuore della cristianità? Qualcuno su Twitter ha commentato: “Non è un caso che la Chiesa cattolica sia la più antica istituzione mondiale”. È anche la più alta autorità morale. Perciò tanti leader mondiali sono convenuti alle solenni esequie di Francesco. Oltre al luogo infatti c’è la circostanza storica: “Vedere i due leader parlare sulla pace al funerale del ‘Papa della pace’ ha un significato enorme”, ha detto Giorgia Meloni. Continua