Un pericolo pubblico si aggira per il mondo. La Cina comunista che dilaga – oltreché in Europa e Asia – perfino in Africa, Sudamerica e punta all’Artico (oltreché su Taiwan e il Pacifico)? La Russia di Putin che sta devastando l’Ucraina e ha 5 mila testate nucleari? L’Iran khomeinista che spara sui manifestanti? Il terrorismo islamista? Macché!

Il Nemico ha il ciuffo biondo e la bandiera a stelle e strisce. È lui il terrore delle élite europee. È lui che allarma. Tutti i Buoni gli danno addosso! Al rogo il Cattivo!

L’assalto a Donald Trump, a cui si assiste in questi giorni da parte dei media e dei politici europei, impressiona per l’accanimento corale, l’irrazionalità, la mancanza di visione geopolitica, la dilettantesca reattività di certe cancellerie europee, con ovvi autogol (fra le poche eccezioni: Giorgia Meloni). Continua

Oggi, sui media, il partito conformista sembra sorpreso dall’accelerazione che Donald Trump ha impresso alla politica internazionale e a quella statunitense (per la necessità di recuperare il tempo perduto dai suoi predecessori, durante il quale i nemici dell’Occidente hanno conquistato molto terreno).

Ma i “sorpresi” sono gli stessi che hanno snobbato il documento sulla strategia di sicurezza nazionale della Casa Bianca, dove erano tracciate proprio le linee della politica dell’Amministrazione. Particolarmente ostile è stata la loro reazione per le tre pagine che il documento americano ha dedicato all’Europa, liquidate come un rozzo sintomo di antieuropeismo. Continua

Nell’ultimo libro postumo di Benedetto XVI, Dio è la vera realtà (LEV), che raccoglie le omelie degli anni del papato emerito, c’è una cupa profezia sull’Europa. La vedremo.

Prima ricordiamo che nel 2025 è scoppiata una battaglia epocale fra Usa e Ue. Ha tre fronti. Quello economico è dovuto anzitutto al gigantesco surplus commerciale della Germania che la Casa Bianca  contesta da anni.

Lo scontro politico riguarda la guerra ucraino/russa che Trump vuole far finire, mentre la UE – sintonizzata con il vecchio establishment Dem di Obama/Biden – è sempre più coinvolta, ma senza un piano né una prospettiva, se non, alla fine, una guerra mondiale.

C’è poi un grande conflitto culturale perché la classe dirigente UE condividel’ideologia progressista/woke che, per il suo multiculturalismo suicida, Joseph Ratzinger definì “un odio di sé dell’Occidente”. Continua

Il bellissimo (e drammatico) Messaggio del Papa per la Giornata Mondiale della pace si può leggere QUI . Consiglio di meditarlo attentamente per liberare la mente dall’asfissiante propaganda bellicista.

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Il generale tedesco Helmuth von Moltke non era un pacifista, ma il 29 luglio 1914, allo scoppio del primo conflitto mondiale, riconosceva che la guerra avrebbe “annichilito la civiltà di quasi tutta l’Europa per decenni a venire”.

E così avvenne. Ci si lanciò nel baratro che poi si trasformò in abisso con la II guerra mondiale. L’Europa ne fu devastata: da cuore della civiltà, divenne la macelleria dei mostri totalitari del ‘900. Perse la sua anima e ogni primato nel mondo. Oggi sembra dibattersi, con pulsioni suicide, nelle fasi finali della sua agonia.

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“Il Mossad svela la rete di infrastrutture terroristiche di Hamas in tutta Europa”. Così titolava l’altro ieri il Jerusalem Post. Che aggiungeva: “Secondo il Mossad, i raid coordinati in Austria e Germania hanno portato ad arresti e al sequestro di armi ed esplosivi destinati all’uso ‘a comando’”.

Si riferisce a quanto l’agenzia israeliana di spionaggio ha rivelato sull’indagine realizzata “con l’intelligence europea e le forze dell’ordine”. Si apprende infatti che “dopo il massacro di Hamas del 7 ottobre, l’organizzazione terroristica ha accelerato gli sforzi” per insediarsi in Europa: “Il Mossad ha detto che continua a sventare regolarmente decine di piani di attacco in tutto il mondo”. Continua

“Secondo il Pew Research Center, oltre il 70 per cento dei giovani europei tra i 16 e i 29 anni si dichiara non religioso; l’Organizzazione mondiale della Sanità ricorda che ‘l’Europa è il continente con il più alto tasso di suicidi giovanili al mondo’; di riflesso, come evidenziato dall’Eurobarometro nel 2022, ‘il 42 per cento dei giovani europei dichiara di ritenere la propria vita priva di significato’”.

Ecco un’istantanea del disastro spirituale europeo davanti a cui si trova oggi il nuovo Papa Leone XIV (Vatican news ha ripreso questi dati dal “Manifesto dei giovani cristiani d’Europa”). Continua

Tutti pazzi per Giorgia? L’uscita simultanea di copertine sulla premier italiana(in testate come Time, Le Point, The Hill) sconforta la sinistra. Ma suscita anche una domanda: perché Giorgia Meloni attrae tanto interesse a livello internazionale? Infatti è quasi impossibile ricordare altri politici, a capo di governi italiani, che abbiano conquistato come lei, sulla scena mondiale, ammirazione e stima. Continua

Un mio libro del 2018 – quindi molto prima della guerra fra Israele a Hamas, scoppiata il 7 ottobre 2023 – aveva un capitolo intitolato: “L’allarme del mondo ebraico”.

Iniziava così (scusate l’autocitazione): “Dopo gli attentati jihadisti di Barcellona e Cambrils dell’agosto 2017, che hanno causato 14 morti e 130 feriti, il rabbino di Barcellona Meir Bar-Henha ha invitato la comunità ebraica ad andarsene via, riparando in Israele”. Continua

Con la simultanea crisi – politica ed economica – di Germania e Francia, l’egemonia di questi due Paesi sull’Unione europea si appanna molto. Si apre una nuova fase. Di fatto oggi l’unico dei grandi Paesi fondatori davvero stabile, sia politicamente che economicamente, è l’Italia e questo spiega perché Ursula von der Leyen ha cambiato maggioranza per la sua nuova Commissione puntando sulla presenza dell’Italia.

Ma adesso – in un contesto internazionale di guerra e alla vigilia dell’insediamento del presidente Trump negli Stati Uniti – bisogna riflettere su quale Unione europea e quale Europa (non sono la stessa cosa) occorre (ri)costruire. Continua

La caccia agli ebrei che si è verificata ad Amsterdam deve far riflettere. Non è un caso isolato. Gadi Luzzatto Voghera, direttore della Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea, dice che “in Olanda dal 7 ottobre i casi di odio verso gli ebrei sono cresciuti dell’800 per cento. Da noi la metà, ma la caccia all’ebreo compiuta da giovani delle comunità arabe l’abbiamo vista anche in Italia, per esempio lo scorso 25 aprile a Milano”.

Certo è orribile che, nel 2024, a ottant’anni dalla shoah, gli ebrei non possano vivere sicuri nei Paesi europei. Ma il problema non riguarda solo loro. Riguarda tutti noi e pure il futuro delle nostre democrazie. Continua