La trasformazione di Forza Italia in Forza Merkel (o Forza Germania) ha dell’incredibile. Infatti la decisione di Berlusconi di appoggiare il candidato della Merkel, Manfred Weber, per la presidenza della prossima Commissione europea, somiglia a un suicidio politico. Anche in vista di un possibile ricompattamento del centrodestra.

Il “Giornale” ha titolato: “Berlusconi lancia Weber. Forza Italia unita al Ppe nell’asse antisovranista”. L’asse è una parola disgraziata per definire un’alleanza con Berlino (se si conoscesse la storia…). Ma poi come può essere antisovranista un partito che si chiama Forza Italia? Continua

Un lamento si alzava ieri dalla prima pagina del “Giornale”: “Salvini scippa persino il blu a Forza Italia”. Quel “persino” sottintendeva: oltre ai voti e alla leadership del centrodestra.

Ma il blu? Alludeva al raduno di Pontida di quest’anno che – con il passaggio da “Lega Nord” a Lega – segna pure il passaggio cromatico dal verde padano all’azzurro italiano.

Viene da sorridere per i malumori berlusconiani. Ci si chiede infatti se il colore blu appartenga al partito del Cavaliere. Anche se andiamo alla variante dell’azzurro – i forzisti si chiamano appunto “azzurri” – il copyright berlusconiano non regge.

Non solo perché “gli azzurri” sono – per definizione – i nostri atleti (e specialmente la nazionale italiana di calcio), ma anche perché il sostantivo “Azzurro” è inevitabilmente da decenni il titolo della canzone scritta da Paolo Conte per Adriano Celentano.

Gli psicologi fanno sapere che l’azzurro dà sensazioni di serenità, sicurezza, fiducia. Richiama infatti il cielo senza nubi.

E’ probabilmente per questo che il blu – o l’azzurro – era stato voluto da Berlusconi per simboleggiare Forza Italia e, prima di lui, era il colore scelto dalla Democrazia Cristiana come cornice cromatica del suo scudo crociato.

Potremmo dire che le sensazioni psicologiche dell’azzurro sono quelle tipiche di un partito che voglia presentarsi come moderato, affidabile e rassicurante, rappresentativo della pace sociale, cioè interclassista.

Ma è evidente che la scelta di Salvini è anche – e innanzitutto – un richiamo al nostro colore nazionale, perché l’azzurro nella storia italiana è un simbolo forte, che attraversa i secoli.

IL VESSILLO DI MARIA

Tutto comincia il 21 giugno 1366 quando Amedeo VI di Savoia salpa da Venezia diretto verso la Terra Santa, per la crociata voluta da papa Urbano V. Sulla sua nave ammiraglia fa sventolare il vessillo dei Savoia insieme a uno stendardo azzurro con una corona di stelle attorno all’immagine della Madonna. Che reca un’invocazione: “Maria Santissima, aiuto dei cristiani”.

Ecco perché lo storico Luigi Cibrario – a cui si deve tutta questa ricostruzione – afferma: Quel colore di cielo consacrato a Maria è, per quanto a me pare, l’origine del nostro color nazionale”. Continua