“L’Espresso”, il magazine di De Benedetti, distribuito con “La Repubblica”, ha avuto un’ideona. Una pensata così geniale e risolutiva che ci si chiede perché mai – nella storia dell’umanità – non si sia escogitata prima.

Sta nella copertina dell’ultimo numero: “Le frontiere uccidono… l’unica speranza è un mondo libero dai confini”.

Non è meraviglioso? Non vi pare la pensata del secolo o addirittura del millennio? A ispirare questa geniale copertina è l’antropologo Michel Agier, intervistato dal settimanale (il titolo della conversazione è: “L’unica speranza per il mondo è liberare i confini”). Continua

Nell’attacco conformista dei media a Trump c’è un bersaglio polemico speciale: Stephen K. Bannon, lo stratega del nuovo presidente.

I media – che hanno militato per Hillary Clinton – hanno fatto di lui una sorta di “uomonero”, un Rasputin, ricorrendo ai più stantii codici della demonizzazione.

D’altronde i media sono parte dell’establishment e come tali sono trattati da Trump e da Bannon. Il quale Bannon è un tipo che si rivolge al “New York Times” e agli altri fogli liberal affermando che sono “media delle élite” e non hanno “nessuna autorità” per dire ciò che gli americani vogliono dal nuovo presidente.

Bannon afferma che il sistema mediatico è stato letteralmente “umiliato” dal voto degli americani ed è oggi – di fatto – “il partito di opposizione” dell’attuale amministrazione. Continua

Parafrasando “la società liquida” di Zygmunt Bauman, possiamo ben dire che abbiamo ormai la politica allo stato liquido.

Il banale e prevedibilissimo “scioglimento” nel Pd di quel salotto dei “sobri” che fu Scelta civica (fin dall’inizio ribattezzato “Sciolta civica” dall’irriverente cantore del nostro tempo, Roberto d’Agostino) è solo l’ultima delle liquefazioni. Continua