La guerra in Ucraina ha irreversibilmente cambiato la situazione geopolitica del mondo e ha avuto un effetto dirompente anche sulla Chiesa. Nel decimo anniversario dell’elezione di Papa Francesco, dopo un anno di conflitto, dobbiamo constatare l’impressionante solitudine del Pontefice. Continua
LE CHIESE “CHIUSE”, POSSIBILI PORTE DELL’INFINITO
Si ritiene che in Italia ci siano circa 95 mila chiese, di cui almeno 85 mila sarebbero beni culturali. Non sono soltanto luoghi di culto, ma anche scrigni di bellezza, di spiritualità e di memoria, che raccontano secoli di vita delle comunità delle nostre città e dei nostri paesi. Sono di proprietà della Chiesa, ma anche dello Stato, degli enti locali e di privati cittadini. Continua
“DIO NON CI LASCIA SOLI”. IL CARD. ROBERT SARAH SPIEGA IL CUORE DEL CRISTIANESIMO
Altre notizie sul libro si possono trovare nel sito delle Edizioni Cantagalli con un’anticipazione del volume ( QUI )
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Oggi il dibattito sul cristianesimo è focalizzato su temi e problemi che sono secondari rispetto al cuore della fede, secondo il cardinale Robert Sarah che rappresenta una parte importante della Chiesa.
Con il libro “Catechismo della vita spirituale” (pp. 336, euro 25, Edizioni Cantagalli) egli afferma con forza che c’è un fondamento da cui i cristiani devono ripartire: l’unico essenziale. Lo vedremo. Continua
LA MISTERIOSA MISSIONE DI BENEDETTO XVI DAL 2013 AD OGGI. INCOMPRESA DA TUTTI, MA CAPITA E CONDIVISA DA PAPA FRANCESCO (A CUI EVIDENTEMENTE HA SPIEGATO TUTTO)
“È un santo. È un uomo di alta vita spirituale. Lo visito spesso e vengo edificato dal suo sguardo trasparente. Vive in contemplazione… Ammiro la sua lucidità. È un grande uomo”.
Così due settimane fa, prima del peggioramento della salute del papa emerito, Francesco, in una intervista, parlava del predecessore. In effetti il temperamento mite e la bontà di Joseph Ratzinger facevano pensare a quell’“infanzia evangelica” che caratterizza tanti santi. Come pure l’umiltà che lo ha indotto addirittura alla rinuncia del 2013. Continua
UN LIBRO SCONVOLGENTE E SCONOSCIUTO
“La democrazia” scriveva Arnold Toynbee “è una pagina strappata dal Vangelo”. Infatti lì sono state proclamate la libertà personale e la sacralità (non del Potere, ma) di ogni essere umano. Il limite invalicabile all’arbitrio del Potere.
Oggi l’importanza del cristianesimo nella formazione della civiltà occidentale è contestata. Anzi, è un’eredità rifiutata. Così i cristiani spesso reagiscono più con battaglie di civiltà (pur comprensibili e giuste), a difesa di un’eredità, che concentrandosi sull’essenziale. Ma cos’è l’essenziale? Continua
COME RINASCE LA CHIESA. UN BELLISSIMO LIBRO DEL CARD. ROBERT SARAH
Che la Chiesa si trovi in una tempesta terribile è evidente a tutti. L’uragano ha investito in modo particolare il sacerdozio che è un pilastro fondamentale della Chiesa. In questo bel libro “Per l’eternità. Meditazioni sulla figura dei sacerdoti (Cantagalli) il card. Robert Sarah descrive con doloroso realismo il dramma in corso, ma indica anche la speranza. Molti fanno diagnosi catastrofiche, ma pochi sanno mostrare qual è la fonte della rinascita. Il card. Sarah lo fa attraverso i santi.
C’è una pagina bellissima che egli cita. E’ tratta del “Dialogo della Divina Provvidenza” di santa Caterina da Siena, dove Dio – parlando della terribile situazione degli Chiesa di quegli anni – dice a Caterina queste parole confortanti:
«Ti dico ancora che quanto più abbonda ora la tribolazione nel corpo mistico della santa Chiesa, tanto più ella abbonderà poi in dolcezza e in consolazione. La sua dolcezza sarà la riforma con santi e buoni pastori, i quali sono fiori di gloria, perché rendono gloria e lode al mio nome, spargendo odore di virtù, fondate in verità. Questa è la riforma dei fiori odoriferi dei miei ministri e pastori. Non è che abbia bisogno di essere riformato il frutto di questa Sposa, che non diminuisce, né si guasta mai per i difetti dei suoi ministri. Dunque rallegratevi, tu, il padre dell’anima tua e gli altri miei servi, nella presente amarezza, poiché Io, Verità eterna, ho promesso di darvi refrigerio, e dopo l’amarezza vi darò consolazione (mediante il molto soffrire) nella riforma della santa Chiesa».
Potete trovare nel sito di Cantagalli ( QUI ) un estratto più ampio di questo capitolo e gli altri dettagli informativi sul libro del card. Sarah. Credo che – visti i tempi – ci sia bisogno di tornare ad abbeverarsi alle fonti della speranza.
BOTTA E RISPOSTA CON IL PRESIDENTE DELLE ACLI SULLA MANIFESTAZIONE DEL 5 NOVEMBRE: I CATTOLICI, LA GUERRA, LA PACE (E LE STRUMENTALIZZAZIONI DEI PARTITI)
Caro Antonio Socci,
ho letto il suo articolo ( QUI ) sul tema della pace e il richiamo che fa al messaggio di Papa Francesco, purtroppo ad oggi ancora inascoltato da chi ha o potrebbe avere in mano le sorti della pace in Ucraina. Non mi trova d’accordo però quando cita un mondo associativo cattolico che, a sua detta, sarebbe stato in questi mesi silente e sembrerebbe svegliarsi solo ora, in particolare con la grande manifestazione di pace in programma per sabato prossimo, 5 novembre, a Roma.
Le Acli hanno fatto sentire la propria voce fin da subito, con una netta condanna dell’aggressione da parte della Russia e con una richiesta, anche al precedente Governo, di avviare subito una via diplomatica per raggiungere la pace.
A partire dal 5 marzo 2022, con la prima grande manifestazione per chiedere lo stop alla guerra, all’interno della Rete pace e Disarmo che riunisce il mondo associativo di stampo cattolico e non, siamo sempre stati in prima linea per chiedere con forza la pace e l’avvio di tutti i canali diplomatici possibili, quando invece l’unica soluzione paventata, anche sui media, sembrava solo quella di inviare armi.
Per manifestare la nostra vicinanza al popolo ucraino e, allo stesso tempo, cercare di aiutare concretamente una popolazione che ha subìto un attacco ingiusto e ingiustificato, dopo un viaggio a Leopoli, abbiamo inviato prima 25.000 farmaci salvavita ad un ospedale e, proprio qualche settimana fa, tre ambulanze, di cui una già equipaggiata per le urgenze pediatriche.
Nel frattempo non si sono mai fermate le manifestazioni che in estate e anche nel mese di ottobre, sono state soprattutto a carattere locale, con i circoli e le sedi provinciali Acli impegnate su tutto il territorio nazionale.
La manifestazione del 5 novembre non è contro o a favore del Governo o in appoggio o meno a qualche partito, ma è una manifestazione di tutte le donne e gli uomini di buona volontà che vogliono dire stop alla guerra e l’unico rumore che vogliono far sentire è il grido della pace
Emiliano Manfredonia
(Presidente nazionale Acli)
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Caro Manfredonia,
io non mi riferivo alle (sacrosante) iniziative di solidarietà con il popolo ucraino, in cui le Acli si sono lodevolmente distinte. Né parlavo dell’ovvia condanna dell’invasione russa.
Lei sa che su questo concordano tutti. C’è anche l’entusiastico plauso di coloro che (a cominciare da Stoltenberg) hanno puntato su armi e sanzioni, alimentando con le loro dichiarazioni incendiarie la logica bellicista. Non mi riferivo neanche a qualche manifestazione locale “per la pace” che le Acli hanno organizzato.
Nel mio articolo invece mi domandavo se i cattolici “hanno mai manifestato contro il governo Draghi sulla guerra”.
Il punto è questo perché obiettivamente – incurante della richiesta delle Acli – Draghi non ha lavorato per la trattativa, ma, anzi, è stato determinante nel portare la UE sulla linea più oltranzista della Nato, di fatto alimentando il conflitto e la logica della guerra. Continua
IL PAPA AI CIELLINI: RISORGETE, TORNATE AD ESSERE QUELLO CHE DON GIUSSANI E LA CHIESA SI ASPETTANO DA VOI; E SIATE UNITI SULLA CORREZIONE CHE VI HA FATTO LA CHIESA. LO ASCOLTERANNO?
Il giorno di ieri, 15 ottobre 2022, a 100 anni esatti dalla nascita di don Luigi Giussani, potrebbe in futuro essere ricordato come l’inizio della rinascita di Comunione e Liberazione. Sarebbe un evento molto importante sia per la Chiesa che per il nostro Paese.
Se questa “resurrezione” avverrà il merito più grande andrà riconosciuto a papa Francesco, che – negli ultimi due anni – ha fatto il possibile e l’impossibile per rianimare i movimenti ecclesiali.
Infatti il discorso del Santo Padre, ai 60 mila ciellini che riempivano Piazza San Pietro, è stato commovente, paterno e pieno di speranza. Ha iniziato ricordando don Giussani a cui Francesco ha espresso la sua “personale gratitudine per il bene che mi ha fatto, come sacerdote” meditare sui suoi libri. Essendogli grato “anche come Pastore universale per tutto ciò che egli ha saputo seminare e irradiare dappertutto per il bene della Chiesa”. Continua
I PAPI (COMPRESO FRANCESCO) INDICANO LA PATRIA COME UNO DEI VALORI FONDAMENTALI. INSEGNAMENTO IGNORATO DA VESCOVI E MOVIMENTI CATTOLICI
Giovanni Paolo II ancorava l’amor di patria al comandamento: “Onora tuo padre e tua madre”. Un pensiero profondo, bellissimo, e ancora tutto da sviluppare.
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“Quando si farà l’Europa unita, i francesi ci entreranno da francesi, i tedeschi da tedeschi e gli italiani da europei”. La battuta di Indro Montanelli è la perfetta illustrazione dell’europeismo delle élite progressiste che hanno dominato in Italia in questi decenni.
Le quali – oltre all’idea di Patria – delegittimano addirittura la difesa dell’interesse nazionale che invece le classi politiche degli altri Paesi difendono vigorosamente.
Giustamente Ernesto Galli della Loggia, sul “Corriere della sera”, ha lamentato la cancellazione dell’identità nazionale che abbiamo subìto“sempre più convinti a sproposito della presunta assoluta inattualità dell’idea di nazione (si provino gli illustri membri dell’Ispi o dell’Aspen a organizzare un seminario su tale inattualità a Parigi o a Berlino: si provino, si provino)”.
Spesso si “scomunica” il patriottismo sovrapponendolo al nazionalismo, ma è come confondere il polmone con la polmonite. Hanno caratteristiche e origini ben diverse.
È stato un papa, Giovanni Paolo II, a riproporre nel nostro tempo il valore del patriottismo, insegnando ad amare le patrie terrene come prefigurazione della patria celeste (e questo orizzonte trascendente è un antidoto ai nazionalismi). Continua
L’ETERNA GIOVINEZZA E’ IL NOSTRO FUTURO, NON IL PRESENTE TERRENO (IL PAPA, LA COSMESI, IL FERRAGOSTO E LA FESTA DELL’ASSUNZIONE DI MARIA)
“Fermati attimo!” scrive Goethe nel “Faust”. È il sogno – ingannevole – di “sperimentare la leggerezza e libertà della vita” illudendosi di spazzar via la sua fatica e il suo carico di affanni e dolore.
Eppure – dice il Papa – “la sicumera di fermare il tempo, volere l’eterna giovinezza, il benessere illimitato, il potere assoluto, non è solo impossibile, è delirante”.
Con queste parole, pronunciate nell’ultima udienza generale, Francescodemolisce una delle nuove ideologie del nostro tempo e ci fa interrogare su noi stessi, sulla vita, su ciò che desideriamo.
Il Papa c’invita a riconoscere i limiti invincibili della natura umana con un bagno di realismo. Il nostro stesso corpo – mirabile capolavoro del Creatore che ci mette in relazione con il mondo e con gli altri – è il simbolo supremo della nostra fragilità: esposto alla fatica, alla sofferenza, alla vecchiaia e all’inevitabile morte. Continua









