Ma cosa ci sta accadendo? Siamo così frastornati e anestetizzati che ormai conviviamo con una strage quotidiana che va da 500 a mille persone?

Stiamo assistendo a un massacro che in un mese ha eliminato 11 mila italiani, quasi quattro volte il numero delle vittime degli attentati dell’11 settembre 2001 e nessuno s’interroga, nessuno dichiara di aver fallito, né c’è una sola alta autorità che si sia dimessa.

Eppure è una tragedia mai vista nella storia d’Italia in tempi di pace. Perché proprio noi? Neanche i media si interrogano su quali sbagli sono stati fatti, anzi ripetono, come nei regimi, che non è il momento delle polemiche.

Eppure di errori ce ne sono stati molti. Perché è del tutto anomalo che l’Italia – che è un piccolo paese agli antipodi della Cina – di colpo sia diventata il centro dell’epidemia mondiale col record di morti che ha superato perfino quelli ufficiali dichiarati da Pechino. Continua

Siamo frastornati, annichiliti. A fatica riusciamo a renderci conto di come ci siamo ridotti. È accaduto tutto di colpo, così velocemente che neanche abbiamo avuto il tempo di capire, come se ci fosse venuto addosso un Tir. Ma se si riflette un attimo sull’incubo in cui siamo precipitati si resta increduli.

Due mesi fa sarebbe sembrato impossibile. Oltretutto il governo aveva dato le informazioni sanitarie più tranquillizzanti: “non è affatto facile il contagio”. Poi per settimane ci hanno messo in guardia dall’allarmismo di certi sovranisti, dal terrorismo psicologico e dal razzismo contro i cinesi. Questi erano i pericoli.

Appena un mese fa tutto era normale. Poi, d’improvviso, il panico: tutto è stato chiuso, tutto sbarrato e ora ogni italiano si trova recluso in casa, agli arresti domiciliari, a tempo indefinito. Pure se abita in certi casermoni popolari, con figli piccoli, in poche stanze dalle cui finestre vede solo cemento. Guai se mette il naso fuori casa. Rischia di essere insultato come untore dalla gente (sobillata dai media e dal governo), oppure fermato da carabinieri o dai soldati e multato o segnalato. Continua

Pare che sia stato qualche (improbabile) consulente d’immagine a suggerire a Conte di affrontare l’emergenza coronavirus scimmiottando Winston Churchill e citando le parole che lo statista britannico pronunciò nell’“ora più buia” del secondo conflitto mondiale.

Purtroppo paragonare Conte a Churchill è come paragonare Beppe Grillo a De Gasperi o l’inglese di Luigi Di Maio a quello della Regina Elisabetta. Ma in guerra effettivamente ci siamo e l’ora è davvero buia. Perciò chi – come il presidente Mattarella – è cosciente della gravità del momento e manifesta la sua preoccupazione per le sorti dell’Italia, in questa terribile pandemia, potrebbe riflettere proficuamente proprio su quel momento storico.

Potrebbe favorire il formarsi di un governo di unità nazionale – come quello realizzato da Churchill – e non limitarsi più a generici inviti alla collaborazione fatti all’opposizione, mentre questa coalizione di governo(minoranza nel Paese) fa e disfa come vuole e copre d’insulti i leader del centrodestra (che è maggioranza nel Paese). Continua

Circola sui social l’autoconsolatorio slogan “andrà tutto bene”. Lo speriamo, ma temiamo che invece con questo governo possa andare tutto sempre peggio. Infatti l’Italia vive già una tragedia gravissima che sembra passare nella disattenzione generale: il record di morti (ormai quasi 2 mila!).

Con tanti saluti allo spot di febbraio con cui il ministero della salute voleva fare informazione sanitaria spiegando (testualmente) che “non è affatto facile il contagio” (lo abbiamo visto). D’altronde a quel tempo sostenevano che il problema era il razzismo

C’è voluto del tempo (tempo prezioso perduto) perché capissero che invece il problema era il coronavirus e bisognava averne paura. Ancora a febbraio, quando sapevamo già da settimane che stava per arrivare in Italia lo tsunami dell’epidemia, il governo non ha pensato di attrezzarsi preventivamente con grandi dotazioni di mascherine sanitarie, per gli ospedali e per i cittadini. Eppure ha avuto un mese di tempo. Continua

E ora tutti a invocare il caldo per sconfiggere il virus (con tanti saluti a Greta e alla paura del riscaldamento globale). Ora tutti con mascherine e guanti (e viva la plastica delle attrezzature sanitarie).

Ora tutti a ripetere “io resto a casa” dopo aver professato il nomadismo globale e aver fatto gli aperitivi progressisti con “Milano non si ferma” per combattere il panico (cit. Zingaretti). Ora tutti in allarme dopo aver dato dell’“allarmista” che “fomenta la paura” al “cattivo” Salvini che chiedeva da gennaio chiusura delle frontiere e controlli a tappeto per chi arrivava dalla Cina.

Ora tutti a lanciare fulmini e saette pure su chi passeggia da solo nel parco dopo che per settimane hanno declamato “abbraccia un cinese” contro la paura e contro il terrorismo psicologico (l’emergenza era il razzismo anticinese). Continua

Questo pontificato è iniziato con lo slogan “chiesa in uscita” e ora papa e cardinali si sono letteralmente barricati in Vaticano (pure l’Angelus è andato in streaming) per la fifa del coronavirus. Si dicevano rivoluzionari e si sono svelati tanti pavidi don Abbondio.

Niente più ponti, ma muri e molto alti, invalicabili, dietro i quali papa, cardinali e monsignori si possono nascondere.

La grande ipocrisia della “chiesa progressista” si svela anche così. Bergoglio diceva che i pastori devono prendere l’odore delle pecore, ma lui e i pastori se la sono data a gambe e ora stanno ben alla larga dalle pecore e dal loro alito (solo certi parroci restano in trincea). Continua

La crisi del coronavirus è un emblema perfetto della fase storica che viviamo dal crollo del Muro di Berlino. Tutti i nodi stanno venendo al pettine.

Per anni è stata esaltata la globalizzazione, l’interdipendenza e la fine delle frontiere. Si è spezzata la catena della produzione facendo della Cina la fabbrica del mondo: così ci siamo de-industrializzati e siamo diventati dipendenti da una mostruosa tirannia comunista, che è ormai la prima economia del mondo. E proprio la Cina ha esportato dappertutto il virus.

Molti virus vengono da là e ovviamente – essendo la Cina il centro economico del pianeta – questo virus ha volato, sulle ali dell’economia, nelle zone più interconnesse con quel Paese. Infatti come è arrivato in Europa? Lo ha spiegato un articolo di Riccardo Luna, ieri, su Repubblica: attraverso la Germania (“il virus arriva in Italia dalla Baviera”).

Eppure a passare per l’untore del mondo è stata l’Italia, mentre i tedeschi fanno i pesci in barile. Emblematica questa “fregatura” dell’Italia. In fondo cosa è accaduto alla nostra economia negli ultimi 30 anni? Nei primi anni Novanta eravamo la quarta potenza industriale del mondo:dal ’91 al ’99 la produzione industriale italiana è cresciuta del 13 per cento e quella tedesca solo del 3. Continua

Ma esiste ancora un centrodestra unito? A parte le elezioni, nelle quali i tre partiti si presentano insieme, normalmente non c’è traccia di prese di posizione comuni o di “vertici” che diano la percezione dell’unità di intenti. Ognuno va avanti per suo conto. In ordine sparso e spesso conflittuale.

Del resto le stesse elezioni regionali, a causa delle candidature, sono ormai al centro di polemiche fra i tre partiti e fanno presagire spaccature. Per non dire degli incredibili smottamenti dentro Forza Italia dovuti ai cosiddetti “responsabili” che – a sentire le cronache – pare siano pronti ad arruolarsi per puntellare l’attuale governo devastante e fallimentare.

Questo eventuale, ennesimo affronto agli elettori farebbe tristemente riflettere su come vengono scelte le candidature. A questo proposito più che ridurre il numero dei parlamentari – secondo la balorda idea grillina – bisognerebbe alzare la qualità dei parlamentari stessi (da questo punto di vista tutti stanno messi male e il M5S peggio). Continua

Il professor Walter Ricciardi, dell’Organizzazione mondiale della sanità, ha ben descritto in QUESTA intervista gli errori compiuti dal governo: “Paghiamo il fatto di non aver messo in quarantena da subito gli sbarcati dalla Cina. Abbiamo chiuso i voli, una decisione che non ha base scientifica, e questo non ci ha permesso di tracciare gli arrivi, perché a quel punto si è potuto fare scalo e arrivare da altre località”. 

Detto questo, ecco cosa è successo.

 

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Ma in che mani siamo? E’ doveroso chiederselo dal momento che ci dicevano di stare tranquilli, con sicumera, e invece di colpo siamo precipitati nell’incubo dell’epidemia, diventando in un giorno il paese d’Europa più contagiato. Possibile che nessuno spieghi il perché e nessuno sui giornali se lo chieda? E’ chiaro che qualcosa non ha funzionato. Continua

Sebbene ignorati, disprezzati, perseguitati e traditi (anzitutto dall’attuale Vaticano) i cristiani continuano ad essere luce laddove più buie sono le tenebre. Come nella Cina di questi giorni, in cui al totalitarismo comunista si è aggiunta la micidiale epidemia di coronavirus.

È il caso del medico cinese Li Wen Liang che per primo lanciò l’allarmeper il coronavirus e fu silenziato dalla polizia del regime. Dopo le accuse della polizia, una volta che l’epidemia è diventata evidente a tutti, è stato scagionato, ma è morto lui stesso, il 6 febbraio, per aver subito il contagio curando i malati.

La sua tragica vicenda ha provocato un’onda di commozione popolare che ha toccato milioni di persone. E, nonostante la censura, milioni di cinesi in questi giorni hanno manifestato anche la loro indignazione per la sua sorte.Questo medico cristiano è diventato un eroe nazionale. Continua