“Viviamo in un mondo di dittature, grandi o piccole che siano. Quella americana è la più forte”. Così iniziava ieri l’editoriale di “Repubblica”, che è il vangelo del progressismo italico. Editoriale di prima pagina (che quindi esprime la posizione del giornale) firmato dal suo fondatore, Eugenio Scalfari.

Prevedendo lo sbalordimento di qualche lettore, Scalfari subito dopo (bontà sua) spiegava che “formalmente non è una dittatura” quella americana, perché “c’è un presidente che governa, sotto il controllo del Parlamento. Ma si chiama Trump e abbiamo visto in queste ore di che cosa è capace”.

Scalfari si riferisce all’azione contro l’uomo forte dell’Iran, il generale Soleiman. Questo episodio gli basta per affermare che gli Stati Uniti sono la dittatura più forte del mondo.

Dittatura che non c’era con Obama, il quale faceva bombardare la Libia per rovesciare Gheddafi, con tutta la catastrofe che ne è seguita, ma non veniva annoverato da Scalfari fra i dittatori. Anzi, lui era un benemerito premio Nobel per la Pace. Continua

E’ accaduto qualcosa di eccezionale sotto i nostri occhi e non ce ne siamo resi conto. Per anni, fino a poco tempo fa, sono sbarcati sulle nostre coste a centinaia migliaia.

Un assalto massiccio e incontrollato che – prima di tutto – decretava la fine dello Stato italiano per la sua incapacità di proteggere i propri confini. Erano immigrati irregolari.

E tutti – ministri, giornalisti, intellettuali, papa e organismi internazionali – ci ripetevano: non ci si può far niente, bisogna subire, accoglierli e ospitarli a spese degli italiani (circa 5 miliardi all’anno) perché è un fenomeno epocale, inevitabile, sarebbe come pretendere di fermare il vento con le mani.

Sono bastate poche settimane di “cura Salvini” e tutto si è fermato: da 164 mila del 2016 (e 119 mila del 2017) siamo ai 22 mila del 2018 (sullo stesso periodo). Il famoso “fenomeno epocale”, che nessuno al mondo poteva bloccare, è finito. Continua

I calcinacci caduti venerdì nella basilica di San Pietro sembrano il segno della disastrosa Pasqua 2018 di papa Bergoglio e del suo pontificato in declino. Dopo mesi di incidenti e scivoloni adesso è scoppiato il giallo dell’intervista con Scalfari sull’inferno.

Voleva essere un clamoroso tentativo di recupero di consenso come “papa rivoluzionario” (ama definirsi così) ed invece è stato un passo falso gravissimo. Lo ha capito giovedì mattina quando ha ricevuto una certa durissima telefonata (lo vedremo poi) ed è corso ai ripari. Continua

Ma i giornali e gli intellettuali “illuminati”, a proposito della sciagurata guerra alla Libia, oggi non hanno nulla da dichiarare? Dilaga l’amnesia? Hanno perso tutti la favella?

A riportarci a quei giorni sono state – in queste ore – le sventure giudiziarie di Nicolas Sarkozy, l’ex presidente francese accusato dai magistrati di presunti finanziamenti occulti dalla Libia di Gheddafi per le presidenziali del 2007.

Lui nega tutto, ma è stato messo “sotto controllo giudiziario”. La vicenda potrebbe gettare una nuova luce sulla guerra alla Libia del 2011 che portò all’uccisione di Gheddafi, dal momento che proprio Sarkozy fu tra i suoi principali promotori.

Oggi possiamo dire che in quell’assurda avventura degli “esportatori della democrazia” – come era prevedibile – furono esportati solo distruzioni, caos e morte e furono fatti importare all’Italia valanghe di immigrati. Continua

Sabato scorso “Repubblica” apriva la sua prima pagina con i dati di un clamoroso sondaggio Demos. Il titolo era questo: “Pd e M5S ai minimi. Il 70 per cento è contro il voto”. Poi il sottotitolo: “Sodaggio: Gentiloni batte l’ex premier, salgono le destre”.

Tutta questa titolazione del giornale – anche a pagina 2 e 3 – dava molte notizie di grande interesse, ma evitando di esplicitare quella che – a mio avviso – è la più sorprendente di tutte. Prima di spiegare qual è voglio sottolineare le notizie esplicite. Continua

Il “cattoprogressista” Enzo Bianchi, onnipresente sui giornali laicisti, nei programmi di Fabio Fazio, sulle tribune dei vescovi, ieri per la “Repubblica” ha dovuto commentare la condanna a morte della giovane cristiana sudananese Mariam Yahya Ibrahim. Continua

Perché una corazzata come il “Corriere della sera” sta così amplificando il presunto smarrimento della Chiesa in seguito alle dimissioni del Papa? Continua

Ieri “Il Fatto” ha involontariamente soccorso don Julian Carron e CL. Pubblicando documenti clamorosi, filtrati dal Vaticano, che capovolgono l’interpretazione fasulla che era stata data dell’articolo scritto per Repubblica dall’attuale responsabile di Comunione e liberazione. Continua