La decisione di Matteo Renzi di bloccare nuove sanzioni della Ue alla Russia ha spiazzato tutti ed è una mossa coraggiosa che potrà avere conseguenze importanti. Difficile dire se c’è dietro una strategia, una visione anche geopolitica oppure se è frutto di istinto, di improvvisazione tattica.

Il premier ha disorientato certi suoi fan “ultra-atlantisti” di casa nostra e ha irritato May, Merkel e Hollande che invece spingevano in direzione di nuove (e controproducenti) sanzioni, seguendo la politica aggressiva verso la Russia del duo Obama/Clinton.

Matteo ha sorpreso anche perché era di ritorno proprio dal viaggio negli Stati Uniti, dove era stato accolto con grandi onori ed era stata declamata ai quattro venti la coincidenza di vedute tra lui e Obama. Eppure, il giorno dopo, ha bloccato le nuove sanzioni alla Russia pur sapendo che la priorità dell’attuale presidente americano è proprio la “guerra” a Putin. Continua

Dopo l’approvazione della legge Cirinnà, Matteo Renzi ha dichiarato: “Ha vinto l’amore”. L’amore per le poltrone (ha chiosato qualche maligno, pensando pure ad Alfano e Verdini).

Avrebbe potuto fare un figurone citando Virgilio: “Omnia vincit amor et nos cedamus amori” (“L’amore vince tutto, anche noi cediamo all’amore”). Ma anche questa si prestava alla parodia: come non cedere all’amore della poltrona?

E’ evidente che nel Giglio magico – secondo gli oppositori cattolici, ma anche secondo gli oppositori di Sinistra – si applica la filosofia ispirata a un fiorentino antico, Niccolò Machiavelli, e a uno dei giorni nostri: Denis Verdini, che, per la Sinistra snob, è indigeribile, mentre a Renzi va benone.

Matteo non ha l’intralcio di una cultura politica – e di una Chiesa solida – che invece avevano nella Dc di De Gasperi e Dossetti, di Mattei, Moro e Fanfani. Non ha l’impiccio di grandi principi che possono ostacolare la sua azione e il suo potere. Continua

Venerdì scorso passavo frettolosamente da casa dei miei, piena di ricordi di mio padre, come il suo quadro più bello: un minatore esanime trasportato su una barella dai compagni (mio padre stesso in miniera un giorno rischiò la vita e restò mutilato).

E’ lui che mi ha insegnato che la vita è lotta per la propria dignità e per la verità. E mi ha testimoniato che la libertà è perfino più importante del pane.

A lui, che da minatore cattolico il 18 aprile 1948 si batté per la libertà del nostro Paese, devo l’insegnamento più importante: vivere senza menzogna.

E a lui ho pensato venerdì, quando mi è arrivata quella lettera per posta prioritaria. Mia madre stupita mi ha consegnato la busta bianca, col timbro della Città del Vaticano, sussurrandomi: “ma ti ha scritto il Papa?”.

In effetti la grafia era inequivocabile. Proprio il Pontefice, con una stilografica a inchiostro nero, ha tracciato il mio indirizzo e il mittente, dietro la busta (una “F.” per Francesco) e sotto: “Casa Santa Marta – 00120 Città del Vaticano”. Continua

NON AVEVO VISTO IL VIDEO: GUARDATELO. CONTATE QUANTI SECONDI PAPA BERGOGLIO DEDICA ALLA FAMIGLIA DI ASIA BIBI (15 SECONDI !!!).
QUASI SENZA FERMARSI E SENZA ASCOLTARLI !!!
E’ IMPRESSIONANTE PARAGONARE L’ARIA ALLEGRA DI PAPA BERGOGLIO CON LE ESPRESSIONI AFFRANTE DEL MARITO E DELLA FIGLIA DI ASIA BIBI: HANNO UNA MADRE E UNA MOGLIE IN GALERA DA SEI ANNI CONDANNATA A MORTE PERCHE’ CRISTIANA E IL PAPA NON LI DEGNA NEMMENO DI UNA CAREZZA!!!
GUARDATE NEGLI ULTIMI SECONDI DELLA RIPRESA IL VOLTO (CHE SI VEDE D A LONTANO) DELLA FIGLIA DI ASIA BIBI, UN VOLTO SERIO, TRISTE, CHE GUARDA PAPA BERGOGLIO…

LA RAGAZZINA SEMBRA CONSAPEVOLE DI QUANTO SUA MADRE SIA STATA LASCIATA SOLA…

SANTO PADRE, ERA UNA SFORZO TROPPO GRANDE FERMARSI QUALCHE SECONDO, ASCOLTARLI E MAGARI COMPATIRE IL LORO DOLORE (ANCHE SMETTENDO DI SORRIDERE. MAGARI…) ???
E SENTIRE DI COSA HANNO BISOGNO? RICORDA LE BEATITUDINI (“CHI AVRA’ DATO ANCHE UN SOLO BICCHIERE D’ACQUA…”)…
A QUELLA VELOCITA’ E A QUELLA DISTANZA E’ MOLTO DIFFICILE CHE LEI PRENDA L’ODORE DELLE PECORE…

NESSUNA UDIENZA DEL PAPA, SOLO UN SUO SALUTO FUGACE E FORMALE IN PIAZZA. COSI’ SI LIQUIDA IN UN MINUTO UNA FASTIDIOSA INCOMBENZA…. (E LA MISERICORDIA, LA TENEREZZA, LA COMPASSIONE DEL PADRE???) Continua

Papa Bergoglio ha indetto il “Giubileo della misericordia” (nel 51° anniversario della chiusura del 21° Concilio: fatto insolito perché finora tutti i giubilei erano stati indetti in memoria di date della vita terrena del Signore).

Nella Chiesa il giubileo è sempre stato un evento bello e grande, che permette una grande purificazione e una mirabile liberazione di tante anime del Purgatorio.

Infatti il contenuto specifico del Giubileo è sempre stato la possibilità di lucrare l’indulgenza (che ovviamente presuppone l’esistenza del Purgatorio).

Ebbene: questo è il link alla Bolla bergogliana Misericordiae vultus. Voi riuscite a trovare se e dove si parla di cosa significa lucrare l’indulgenza e come si fa? Continua

C’è voluto il macello – con decapitazioni e sgozzamenti – di 144 giovani cristiani inermi, il giovedì santo, in Kenya, da parte di un commando islamista, per provocare un significativo “mea culpa” di papa Bergoglio, il venerdì santo.

Il papa ha infatti letto questa bella preghiera: “nel Tuo viso schiaffeggiato vediamo il nostro peccato, in Te vediamo i nostri fratelli perseguitati, decapitati e crocifissi per la loro fede in Te, sotto i nostri occhi e spesso con il nostro silenzio complice”. Continua

L’ha rifatto. E’ chiaro che Eugenio Scalfari ha una curiosità speciale (forse anche una certa inquietudine) per il nostro destino eterno.

Domenica scorsa, 15 marzo, nel suo editoriale su Repubblica, il “fondatore” ha di nuovo attribuito a papa Francesco, di cui è amico, confidente e intervistatore, delle tesi imbarazzanti e a dir poco esplosive.

Ecco cosa scrive Scalfari: Continua

L’Anno Santo appena indetto sarà centrato su Gesù Cristo, come i precedenti, o su papa Bergoglio?

Dovranno essere molto decisi, il papa e la Chiesa, nel chiarire l’equivoco perché ieri i titoli dei maggiori giornali, tutti laicisti, ma entusiasticamente bergogliani, erano unanimi.

Corriere della sera: “Il Giubileo di papa Francesco”. Repubblica: “L’Anno Santo di Francesco”. La Stampa: “E’ il Giubileo di Francesco”.

Concetto assurdo perché non si celebra col Giubileo un papa, ma il Signore. Il papa deve essere il “Servo dei servi di Dio” e non si può mettere al posto di Dio. Continua