PAPALE PAPALE

La sinistra aveva pensato di aver finalmente trovato il suo leader globale in papa Francesco (come più volte è stato ripetuto). Ora si sta accorgendo che l’interessato non si fa “arruolare” e non sta in nessuno schema ideologico.

Negli ultimi mesi diversi interventi del papa lo hanno dimostrato. Un editoriale di Antonio Polito sul “Corriere della sera” (12/1) lo ha sancito ufficialmente.

Polito cita, per esempio, quanto il papa ha detto nell’Angelus del 26 dicembre: “L’inverno demografico è contro le nostre famiglie, contro la Patria, contro il futuro”.

L’editorialista osserva che “quel riferimento alla Patria contesta l’illusione della accoglienza indiscriminata, e l’idea in fondo un po’ razzista che immagina di poter usare la mano d’opera di un popolo in migrazione, quello africano, per risolvere i problemi di un popolo in declino demografico, quello italiano, in una sorta di nuova ‘società servile’. Ma ancor più significativo è stato il durissimo attacco che il Pontefice ha mosso, davanti ai membri del corpo diplomatico in Vaticano, contro la cosiddetta ‘cancel culture’”. Continua

Un vecchio leader democristiano, Pierluigi Castagnetti, che i media ritengono molto vicino al presidente Mattarella, nei giorni scorsi – considerando la tensione fra Usa e Russia – ha scritto un tweet alquanto saggio:

Non scherzare col fuoco. Va bene la reazione USA alla minaccia russa di invadere l’Ucraina con 175000 uomini. Va bene la vicinanza UE all’Ucraina. Ma che facciamo per evitare che? Forse è ora di dire che la pretesa russa che l’Ucraina non entri nella Nato ha qualche senso”.

Parole di realismo andreottiano. Infatti l’ingresso dell’Ucraina nella Nato – peraltro in violazione degli impegni presi con Mosca dai presidenti americani – non è solo una questione diplomatica fra Usa e Russia, ma è un rischio colossale per tutti noi: potrebbe essere la scintilla che rischia di trascinarci in un conflitto, prima economico, con disastrose sanzioni e grossi problemi per le forniture di gas, ma forse poi anche militare. Continua

Voglio segnalare anche il bell’articolo del professor Giovanni Maddalena  QUI che coglie un altro importantissimo aspetto della conferenza stampa del papa.

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Domani è l’anniversario dell’ordinazione sacerdotale di Jorge Mario Bergoglio che venerdì 17 dicembre compirà 85 anni. Non so se, in cuor suo, farà un primo bilancio del suo pontificato (gli analisti hanno già cominciato).

Di certo è gravoso guidare la Chiesa nella tempesta di questi anni, assistere a una così galoppante scristianizzazione (in un mondo che sembra impazzito) e trovarsi sempre esposto agli attacchi dei demonizzatori e alle lusinghe degli adulatori (non so cosa è peggio).

Sono arrivati a imputargli pure il vaccino, come fosse una sua colpa e non una protezione dalla pandemia (peraltro è il vaccino di Trump, non certo del papa).

Anche ieri un giornale lo ha accusato di non dire nulla sul prossimo dibattito parlamentare italiano relativo all’eutanasia, quando proprio l’altro ieri, parlando ai giuristi cattolici, il papa aveva implorato i giuristi di rifendere i diritti dei dimenticati e – insieme a lavoratori e migranti – aveva citato malati, bambini non nati, persone in fin di vita e poveri (peraltro sull’aborto Francesco usa espressioni perfino più dure di Giovanni Paolo II).

Dall’altra parte apri “Repubblica” e trovi Scalfari che, professandosi suo tifoso, gli attribuisce improbabili teorie o – proprio ieri – Luigi Manconiche ricama su una frase del pontefice relativa ai peccati della carne, attribuendogli una “svolta” che è solo nei desideri di Manconi (in realtà il papa ha solo ricordato la tradizionale distinzione della Chiesa fra il peccato di debolezza e il peccato di malizia). Continua

GLI SCONGIURI

Quando – nel 1918 – uscì “Il tramonto dell’Occidente”, di Oswald Spengler, “Benedetto Croce, da buon partenopeo, a detta di Francesco Flora, fece gli scongiuri”.

Lo ricorda Francesco Perfetti (Il Giornale, 21/10) notando che nella “letteratura della crisi” egli vedeva contraddetta la sua filosofia della storia come “continuo e progressivo affermarsi della libertà”. Che poi fu contraddetta molto più radicalmente dai totalitarismi del Novecento.

Scrive Perfetti:

“La verità è che il comunismo e il nazionalsocialismo, i due movimenti paradigmatici del modello totalitario, erano entrambi ‘religioni secolari’, con un bagaglio di simboli e rituali e una vocazione espansiva ed escatologica propria di tutte le religioni. Che si trattasse poi di ‘religioni secolari’ o, se si preferisce, ‘laicizzate’ lo dimostra il fatto che esse poterono crescere e prosperare in un contesto e in una epoca che andavano sempre più caratterizzandosi come ‘età della secolarizzazione’, della scomparsa del sacro e dell’espansione dell’ateismo”.
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I (NON) FONDATORI

Francesco Agnoli, nel libro “Alcide Degasperi. Vita e pensiero di un antifascista che sconfisse le sinistre” (Cantagalli) spiega finalmente cosa intendeva davvero per Europa lo statista trentino.

Oggi, infatti, gli entusiasti dell’attuale Unione europea, usano ripetere i nomi di Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer e Robert Schuman, come i “padri fondatori” della UE.

In realtà questi statisti (morti rispettivamente nel 1954, nel 1967 e nel 1963), non hanno affatto fondato

l’Unione Europea, istituita a Maastricht nel 1992, la quale è diversa pure dalla Comunità economica europea nata nel 1957 con il Trattato di Roma. Diversa per gli stati che la compongono, per ciò che dicono i Trattati istitutivi, per le finalità e per l’ideologia su cui è basata.

Agnoli sostiene che De Gasperi – come Schuman e Adenauer – aveva una concezione anzitutto “spirituale” dell’Europa, legata all’identità e alla storia cristiana dei suoi popoli. Ben diversa dunque dalla UE tecnocratica e laicista di oggi. Continua

“Sulla ‘congiura’ denunciata dal Papa le possibilità sono solo due: è falsa, e va ridimensionata ufficialmente, oppure è vera e allora intervenga la giustizia vaticana e le sue leggi”.

Questo è il lungo titolo di un articolo apparso ieri sul sito paravaticano “Il Sismografo” e firmato dal suo stesso direttore Luis Badilla. Bisogna tenere presente che non si tratta un sito “conservatore” o anti-bergogliano. Tutt’altro. È progressista e bergogliano, molto vicino agli ambienti della Curia, quindi svela l’aria che tira oltretevere.

Papa Bergoglio sembra ormai in guerra con tutti, pure contro quella Curia che lo ha voluto papa e lo ha poi sostenuto. Emblematico è il processo alcard. Becciu che è stato negli anni un suo devoto sostenitore e il suo più stretto collaboratore.

Nelle ultime ore il clima si è fatto ancora più pesante, per le dichiarazioni del papa in Slovacchia a cui allude il titolo del “Sismografo”. Ecco le clamorose parole di Bergoglio:

“Sono ancora vivo. Nonostante alcuni mi volessero morto. So che ci sono stati persino incontri tra prelati, i quali pensavano che il Papa fosse più grave di quel che veniva detto. Preparavano il Conclave. Pazienza! Grazie a Dio, sto bene”. Continua

Ieri il papa – all’udienza con i parlamentari cattolici – ha esordito così: “Vorrei chiedere scusa, per non parlare ancora in piedi, ma ancora sono nel periodo post-operatorio e devo farlo seduto. Scusatemi”.

Che il pontefice abbia un problema di salute è noto, ma non è chiaro qual è la situazione. Abbiamo visto lunedì scorso (su queste colonne) tutti i dubbi e le domande che sono state sollevate dalla comunicazione ufficiale vaticana sull’intervento chirurgico del 4 luglio. Da più parti si ripete ciò che l’agenzia “Infovaticana” ha scritto il 10 agosto: “La salud del Papa no es la quen dicen”. Continua

In Vaticano sempre più insistentemente si parla di un nuovo Conclave. Papa Francesco avrebbe infatti manifestato l’intenzione di lasciare.

A dicembre prossimo, fra l’altro, compie 85 anni che è la stessa età di Benedetto XVI al momento della rinuncia. Ma il motivo della rinuncia di Bergoglio non sarebbe anzitutto l’età, ma lo stato di salute che è finito sotto i riflettori in modo improvviso ed imprevisto con l’intervento chirurgico del 4 luglio scorso al Policlinico Gemelli.

In realtà non si sarebbe trattato di un intervento programmato (si dice che perfino il Segretario di Stato, card. Parolin, non sapesse del ricovero). Inoltre pare che i medici del Gemelli avrebbero voluto trattenere il papa in ospedale più a lungo. Continua

Con il Motu proprio “Traditionis custodes”, papa Bergoglio ha spazzato via la liberalizzazione della messa in rito antico di Benedetto XVI che, nel 2007, aveva voluto rispondere alla richiesta di tanti, anche giovani, attirati dall’antica liturgia la quale era stata proibita dopo il Concilio.

Joseph Ratzinger, che pure era un uomo del Concilio Vaticano II, aveva raccontato: “rimasi sbigottito per il divieto del messale antico, dal momento che una cosa simile non si era mai verificata in tutta la storia della liturgia. Si diede l’impressione che questo fosse del tutto normale”. Continua

Che fine hanno fatto i cattolici del Pd? La domanda s’impone ora che – protagonista di tutte le battaglie più laiciste – il Pd è entrato in guerra aperta contro il Vaticano e soprattutto contro il Vaticano di papa Francesco.

Cioè contro quel Papa che Letta diceva di considerare un punto di riferimento e che – in fondo – oggi chiede solo correzioni al Ddl Zan a difesa della libertà di tutti gli italiani. È una situazione nuova per il Pd.

Nel partito che doveva unire due anime opposte, quella comunista del Pci e quella “cattolico democratica” della Sinistra diccì, non c’è più traccia di cultura cattolica. E non si vede al suo interno neanche quella cultura liberale e socialista che rifiuta indottrinamenti, bavagli, dogmi e pedagogie di Stato.

C’è solo quella (post) comunista diventata radical-chic. Tutto il Pd ormai professa l’ideologia soffocante del “politicamente corretto”. Continua