Questo articolo di Sandro Magister (vedi QUI ) spiega benissimo l’atteggiamento dell’allora cardinale Bergoglio (nel 2004) che – ovviamente – non avrebbe mai potuto aspirare al papato, verso cui era lanciato, se, da cardinale, avesse pubblicamente contestato la “Veritatis splendor”.

Una volta diventato papa sappiamo invece cosa è successo e Magister, ancora una volta, lo spiega benissimo.

Del resto si può vedere questo stesso atteggiamento anche oggi nell’abitudine di papa Bergoglio di mandare avanti qualcuno (per esempio il card. Kasper) per lanciare la sua “rivoluzione”, senza esporsi direttamente. E poi far passare le sue tesi “rivoluzionarie” nell’Amoris laetitia, senza però assumersene chiaramente la responsabilità (ed è per questo che non risponde ai Dubia dei cardinali).

Allo stesso modo lascia che i “suoi” si lancino in affermazioni inaudite su Lutero, sull’intercomunione con i protestanti o – come nel caso del nuovo Generale dei Gesuiti – addirittura sull’attendibilità dei Vangeli (vedi QUI ) e perfino nell’esaltazione di Marco Pannella, come ha fatto il nuovo Presidente della Pontificia Accademia per la vita da lui stesso nominato (vedi QUI).

Lui, papa Bergoglio, si guarda bene dal richiamarli, dal destituirli o dal prendere le distanze da loro. Chi tace acconsente. Tutte queste loro dichiarazioni fanno il suo gioco senza esporlo direttamente.

Così va avanti la demolizione che caratterizza questo pontificato (vedi la storica copertina dello “Spectator”) che ha effetti devastanti sulla Chiesa, specialmente se si aggiunge all’ostilità sempre più forte dell’ideologia dominante verso i cattolici e alle persecuzioni che colpiscono i cristiani in tante parti del mondo.

Una cosa sembra evidente. Il passo del Vangelo che più Bergoglio deve detestare è sicuramente quello dove Gesù comanda: “Sia il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno” (Mt 5,37).

Basti vedere l’omelia di oggi dove, dovendo commentare il brano chiarissimo di Gesù contro il ripudio, il brano dove Gesù proclama solennemente l’indissolubilità del matrimonio (Mc 10,1-12), Bergoglio confonde tutto e arriva ad affermare che “Gesù non risponde se sia lecito o non sia lecito” ripudiare la moglie.

Non risponde? Ma come si può affermare una cosa simile? Ecco la risposta chiarissima di Gesù:

Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma all’inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola. Sicché non sono più due, ma una sola carne. L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto». Rientrati a casa, i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo argomento. Ed egli disse: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio».

Più chiaro di così non è possibile. Ma Bergoglio dice che Gesù non rispose… (QUI trovate riassunta questa confusa omelia).

Il parlare di papa Bergoglio non è mai “sì sì, no no”. L’effetto che egli raggiunge è sempre la confusione spirituale. E in effetti molti bravi sacerdoti mi dicono che la confusione dilaga, sotto questo pontificato, e provoca immensi danni spirituali alle anime.

La Chiesa non annuncia più la Verità (che è giudicata una cosa da fondamentalisti) ed è avvolta dall’oscurità… Mentre trionfanti esultano coloro che detengono il potere clericale.
Ma cosa dirà il vero “padrone del gregge” quando tornerà e quando chiederà conto al custode che doveva pascere gli agnelli?

O qualcuno pensa di essere più “furbo” e più forte del Signore dell’universo? Non sarebbe cosa saggia un profondo e radicale esame di coscienza con un’inversione totale di rotta per riparare – almeno in parte – agli enormi danni fatti? Lo imploriamo con dolore, con tutta la sofferenza dei figli della Chiesa che vedono devastare la Casa di Dio…

Nel frattempo è ormai evidente che la CORREZIONE PUBBLICA di papa Bergoglio si è resa urgente e necessaria, come spiega benissimo QUI il professor Roberto De Mattei. E’ la più grande carità (per aiutare questa inversione di rotta) e il popolo cristiano spera che venga fatta quanto prima.

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Antonio Socci

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