Forse non si riflette bene sulla festa del Sacro Cuore di Gesù (che è oggi). E’ facile relegarla fra le devozioni e le tradizioni, oltretutto poco comprensibili se si pensa a quell’iconografia strana, con il cuore circondato di spine che fa un po’ impressione….
Invece la Chiesa – veramente grande nell’amore del Suo Sposo – ci fa soffermare su qualcosa di immenso…
Quante volte, di fronte a una persona di grande generosità, di eroica carità, diciamo: “ha un cuore grande!”, oppure “Che cuore!”.
Beh… pensare a Gesù in questo senso è abbagliante… Che cuore bisogna avere per abbandonare la gloria divina e farsi carne, vivere da uomo, nella miseria della condizione fisica di ogni essere umano, poi accettare l’odio il disprezzo, gli insulti, gli sputi, le più disumane sevizie e la morte, PER AMORE di quegli stessi che lo stanno torturando, per salvarli e farli eternamente felici?
“Padre perdona loro, perché non sanno quello che fanno…”, proprio nel momento in cui gli uomini scatenano su di lui la più diabolica cattiveria
Che CUORE bisogna avere per perdonarli sempre, sempre, sempre, per mendicare instancabilmente da loro una briciola di amore, Lui che è il re dell’universo ed è l’onnipo tente Dio?
Come fa ad avere un CUORE che arde di amore appassionato per delle creature cattive, ingrate, meschine, egoiste, criminali?
George Bernanos ha scritto una cosa che mi ha sempre colpito: «Verrà un giorno in cui gli uomini non potranno pronunciare il nome di Gesù senza piangere».
CHE CUORE BISOGNA AVERE PER PROVARE COSI TANTA COMPASSIONE DI NOI, DELLA NOSTRA CONDIZIONE INFELICE E SOFFERENTE, DA PRENDERE SU DI SE’ TUTTO IL MALE DEL MONDO, PUR DI RENDERCI FELICI? E ANCHE PER RENDERCI COME LUI, PARTECIPI – CON IL NOSTRO SI – ALL’AVVENTURA DELLA SALVEZZA UNIVERSALE…
Stamani, presto, sono stato ad Assisi, sulla tomba di san Francesco: credo che lui sia fra i pochi ad aver capito l’immensità del Cuore di Gesù.
Quando san Francesco, sul monte della Verna gridava e piangeva “l’Amore non amato! l’Amore non è amato!”, è a Gesù che pensava e a tutta la nostra cattiveria e ingratitudine. E così quando, alla fine della vita, ai suoi frati, diceva: “DOBBIAMO ANCORA COMINCIARE AD AMARE GESU’…”.

Antonio Socci

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