Leone XIII fu Papa dal 1878 al 1903 (…). Parliamo di un grande Papa, che è stato un ottimo Pontefice, dotato di saggezza, senso della realtà, consapevolezza del momento storico, prudenza e coraggio.

Ebbene il fatto misterioso di cui parliamo gli accadde il 13 ottobre 1884. Quel giorno, assistendo a una seconda messa di ringraziamento «a un tratto lo si vide drizzare energicamente il capo, poi fissare qualche cosa al di sopra del capo del celebrante. guardava fisso, senza batter palpebra, ma con un senso di terrore e di meraviglia, cambiando colore e lineamenti».

Dicono i testimoni che «finalmente, come rivenendo in sé, dando un leggero, ma energico tocco di mano, si alza. Lo si vede avviarsi verso il suo studio privato. I familiari lo seguono con premura e ansiosi. gli dicono sommessamente: “Santo Padre, non si sente bene? Ha bisogno di qualcosa?”. risponde: “Niente, niente”. dopo una mezz’ora fa chiamare il Segretario della congregazione dei riti e, porgendogli un foglio, gli ingiunge di farlo stampare e di farlo pervenire a tutti gli ordinari del mondo».

Si trattava della famosa preghiera a san Michele Arcangelo, protettore della Chiesa, che da allora fu fatta recitare alla fine della Santa Messa in tutte le chiese del mondo: era una lunga invocazione al capo delle milizie celesti perché incatenasse Satana all’inferno impedendogli di dilagare nel mondo contro la Chiesa e le anime (questa preghiera fu inopinatamente cancellata dopo il Concilio).

Degno di nota il fatto che Benedetto XVI abbia voluto far fare una statua in onore di san Michele Arcangelo da collocare nei giardini vaticani, a protezione della piccola città del Papa (…).

Ma per quale motivo Leone XIII scrisse quella preghiera? E cosa gli era successo durante la messa? Cosa aveva visto e sentito?

Il Papa disse che si trattava del futuro della Chiesa. In effetti Leone XIII ebbe la visione dei demoni che si addensavano sul Vaticano e sulla basilica di San Pietro che – assalita dalle forze infernali – tremava paurosamente.

Il Papa udì un misterioso e agghiacciante dialogo nel quale Satana sfidava il Signore affermando che se avesse avuto mano libera avrebbe distrutto la sua Chiesa in cento anni.

Si può cogliere in questa «sfida» apocalittica il disprezzo di sempre che Lucifero ha verso gli uomini che accusa davanti al Creatore di essere al servizio suo, di Satana, e non figli di Dio.

Mentre, nel consentire questa sfida, da parte del Signore c’è il suo amore appassionato ed eterno che vuole le sue creature liberamente capaci – con la sua grazia – di opporsi al Maligno, vincerlo e ottenere così l’immenso dono della salvezza e della divinizzazione.

E’ per questo – secondo le parole del cardinale Ivan dias a Lourdes nel 2008 – che nell’ultimo secolo Dio ha inviato la Madonna sulla terra con apparizioni tanto straordinarie e profetiche, per avvertire, sostenere e confortare i suoi figli immersi nella grande battaglia.

Dunque Leone XIII non solo scrisse quella preghiera a san Michele Arcangelo facendola recitare, da quel momento in poi, alla fine della messa in tutte le chiese, ma – come sottolineò il cardinale Nasalli Rocca – il Papa «scrisse di sua mano uno speciale esorcismo contenuto nel rituale romano. Questi esorcismi egli raccomandava ai vescovi e ai sa- cerdoti di recitarli spesso nelle loro diocesi e parrocchie. egli lo recitava spessissimo lungo il giorno».

Dunque nella redazione originale di questo misterioso esorcismo in satanam et angelos apostaticos (contro satana e gli angeli apostati), scritto da Leone XIII e inserito obbligatoriamente nel Rituale romanum, si leggeva questa enigmatica formula:

«Ecco la Chiesa, Sposa dell’Agnello Immacolato, saturata di amarezza e abbeverata di veleno da nemici molto astuti; essi hanno posato le loro empie mani su tutto ciò che c’è di più sacro. Laddove fu istituita la sede del beato Pietro e la cattedra della Verità, là hanno posto il trono della loro abominazione nell’empietà; in modo che colpito il pastore, il gregge possa essere disperso».

E’ una formula che sconcerta e per questo, alcuni decenni dopo, sotto il Pontificato di Pio XI, quell’esorcismo venne accorciato e questa fu una delle frasi cancellate. Per prudenza.

Perché poteva essere «male interpretata» come si disse anche di quella parte del Segreto di Fatima che non è mai stata rivelata. Lo sconcerto che suscita la frase tagliata dall’esorcismo è simile al terrore che attanagliava suor Lucia quan- do non riusciva a scrivere quel testo. Avevano qualcosa di terribile in comune?

(…) Sia la visione di Leone XIII, che il Segreto di Fatima e le visioni della Emmerich hanno al centro il Papato. Il dramma del Papato. E stabiliscono che al culmine dello scatenamento di Satana quello sarà l’obiettivo supremo delle forze infernali.

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Il 7 luglio 2014 la rivista argentina «Viva» ha pubblicato un’intervista a papa Bergoglio nella quale egli fornisce un decalogo per vivere felici e in pace.

La cosa è stata rilanciata e amplificata come un distillato di saggezza epocale. Ma è difficile capire cosa ci sia da ammirare nella massima che Bergoglio ha posto come prima regola per la felicità: «Vivi e lascia vivere».

E’ questa la «filosofia di vita» del Papa? E’ per questo che Gesù Cristo ha accettato di subire il supplizio della croce? Si resta perplessi.

C’è chi ha preso tutto molto sul serio (forse troppo) e ha ricordato in proposito una delle visioni della beata Anna Caterina Emmerich (1774-1824) che ebbe molte rivelazioni sul passato e sul futuro della chiesa:

Vidi in una città, una riunione di ecclesiastici, di laici e di donne, che erano seduti insieme a mangiare e a fare scherzi frivoli, e sopra di loro una nuvola nera che scorreva su un piano immerso nell’oscurità. In mezzo a questa nebbia, vidi Satana seduto in una forma orribile e, intorno a lui tanti accompagnatori per quante persone c’erano nella riunione che si teneva sotto. Tutti questi spiriti malvagi erano continuamente in movimento e occupati a spingere il male in questa riunione di persone. Parlavano loro all’orecchio e agivano su di esse in tutti i modi possibili.

La mistica descrive la preoccupante situazione spirituale di queste persone e aggiunge:

Gli ecclesiastici erano di quelli che avevano come principio: «Vivi e lascia vivere. Nella nostra epoca non bisogna restare da parte, né essere misantropi, bisogna gioire con chi gioisce».

Francamente non scomoderei la Emmerich per quella banale (e infelice) battuta. Però colpisce che in tutto il decalogo del Papa per vivere felici, abbastanza terra terra («procedi con calma», «preserva il tempo libero», «rispetta il pensiero degli altri senza proselitismo»), sia completamente assente Dio.

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Anna Caterina Emmerich è una monaca agostiniana tedesca nata nel 1774 e morta nel 1824. Giovanni Paolo II l’ha beatificata il 3 ottobre 2004 parlando delle sue straordinarie grazie mistiche e il riferimento era – in particolare – alla sua descrizione della passione di Cristo.

La Emmerich è nota, fra l’altro, per la sua visione della casa della Madonna e dell’apostolo Giovanni a Efeso, visione che nel XX secolo ha permesso il ritrovamento archeologico di quell’importante sito.

Molte altre sue visioni però – raccolte e trascritte da Clemens Brentano – riguardavano la chiesa in epoche diverse, sia del passato sia del futuro.

Ce ne sono alcune, finora quasi sconosciute, che sono tornate di grande attualità da quando la chiesa di Roma si trova con due Papi in Vaticano, fatto assolutamente inedito in tutta la sua lunga storia.

Dopo il marzo 2013, brani di queste visioni sono stati pubblicate in un breve articoletto del «Foglio» che poi, nei suoi contenuti, è stato rilanciato su molti siti internet critici verso Bergoglio.

C’è anche un riferimento temporale il quale, stando a quell’articolo, confermerebbe che si tratta proprio di una profezia sul nostro tempo.

Infatti la Emmerich parla di un’epoca futura (rispetto a lei) in cui sarà stata riformata la liturgia cattolica: «La Messa era breve. Il Vangelo di san Giovanni non veniva letto alla fine».

In effetti fra il 1967 e il 1969 è stata fatta una riforma liturgica che contiene proprio queste innovazioni, insieme ad altre. Quindi alcune di quelle visioni della Emmerich potrebbero riguardare il periodo storico successivo al 1969.

Non solo. C’è un altro «dettaglio» temporale importantissimo che la mistica tedesca ci fornisce: «Se non sbaglio sentii che Lucifero sarà liberato e gli verranno tolte le catene, cinquanta o sessant’anni prima degli anni 2000 dopo Cristo, per un certo tempo».

Questa è una rivelazione importantissima perché la si ritrova, negli stessi termini, nella terribile visione che ebbe papa Leone XIII a fine Ottocento e – più recentemente – nei messaggi della Madonna di Medjugorje. E in tutti e tre i casi è il preannuncio di un tempo di prova durissima per la chiesa che comincia nella seconda metà del XX secolo. Ma andiamo avanti.

In particolare nelle visioni profetiche della Emmerich – secondo l’articolista del «Foglio» – c’è «un tempo futuro di coesistenza di due Papi».

Ecco la citazione della Emmerich relativa alla visione del 13 maggio (sic!) 1820:

Vidi anche il rapporto tra i due Papi … Vidi quanto sarebbero state nefaste le conseguenze di questa falsa chiesa. L’ho veduta aumentare di dimensioni; eretici di ogni tipo venivano nella città [di Roma]. Il clero locale diventava tiepido, e vidi una grande oscurità.

Questa «chiesa che va formandosi, nella profezia emmerichiana» scriveva «Il Foglio», «è una chiesa “falsa”, dalla dottrina corrotta (più avanti dirà protestantizzata) e dall’infestazione di un clero “tiepido”. Ma tutto questo non impedì alla chiesa di “aumentare di dimensioni” (il riferimento, per molti, è al cosiddetto “effetto Bergoglio”…)».

Secondo l’articolista del «Foglio», la Emmerich avrebbe preannunciato anche «il cambio di dimora e la clausura di quello che oggi è il Papa emerito». In effetti, ecco le sue parole:

Vedo il Santo Padre in grande angoscia. Egli vive in un palazzo diverso da quello di prima e vi ammette solo un numero limitato di amici a lui vicini. Temo che il Santo Padre soffrirà molte altre prove prima di morire. Vedo che la falsa chiesa delle tenebre sta facendo progressi, e vedo la tremenda influenza che essa ha sulla gente. (10 agosto 1820)

Ma le visioni della mistica – per l’articolista del «Foglio» – si caratterizzano soprattutto per la drammatica invasione delle idee protestanti nella chiesa cattolica:

Poi vidi che tutto ciò che riguardava il protestantesimo stava prendendo gradualmente il sopravvento e la religione cattolica stava precipitando in una completa decadenza. La maggior par- te dei sacerdoti erano attratti dalle dottrine seducenti ma false di giovani insegnanti, e tutti loro contribuivano all’opera di distru- zione. In quei giorni, la Fede cadrà molto in basso, e sarà preser- vata solo in alcuni posti, in poche case e in poche famiglie che Dio ha protetto dai disastri e dalle guerre. (1820)

Si cita ancora un passo della Emmerich sulla perniciosa «grande chiesa» che avrebbe soppiantato la vera Chiesa cattolica e che avrebbe accolto ecumenicamente al suo interno dottrine e sette un tempo condannate:

Vidi che molti pastori si erano fatti coinvolgere in idee che erano pericolose per la chiesa. Stavano costruendo una chiesa grande, strana, e stravagante … Tutti dovevano essere ammessi in essa per essere uniti e avere uguali diritti: evangelici, cattolici e sette di ogni denominazione. Così doveva essere la nuova chiesa … Ma Dio aveva altri progetti. (22 aprile 1823)

Se consola la frase finale, perché prefigura un intervento del buon Dio, è anche vero, come scrive «Il Foglio», che «stupisce la consonanza con molti aspetti, più o meno oscuri, della Chiesa di oggi».

Queste immagini profetiche sono molto inquietanti, tuttavia non sono così lineari e conseguenti da permettere una categorica identificazione col momento attuale.

D’altra parte diverse cose fanno riflettere e il riferimento ai «due Papi» induce facilmente a identificare quella profezia con il tempo presente perché – come ho detto – solo oggi, in duemila anni di storia della chiesa, convivono due Papi in Vaticano e nella chiesa (in passato ci sono stati momenti con Papi e antipapi, ma si opponevano dilaniando la cristianità e la loro non era certo una convivenza «nel recinto di Pietro»).

Ho dunque cercato di capirne di più. Ho provato a verificare le fonti. Anzitutto il testo Visioni della Emmerich, pubblicato dall’editore Cantagalli, fa capire che le profezie della mistica tedesca derivano da una congerie di visioni – sul passato e sul futuro della chiesa – in cui è molto difficile trovare un ordine e un riferimento storico oggettivo. Nel 1820 le fu dato di vedere «sette periodi di tempo» che però non poté definire e identificare. Poté cogliere tuttavia «l’intera devastazione portata dalla miscredenza alla Chiesa e il futuro rinnovamento della medesima».

Organizzato con un ordine tematico, questo libro in effetti propone le immagini profetiche che abbiamo visto sul la crisi della Chiesa.
 Però non c’è qui la visione dei «due Papi» del 13 maggio 1820.

C’è invece la visione profetica sul «ritiro» di un Papa che – anch’essa – ci proietta ai giorni nostri: «Non so come stanotte giunsi a Roma, mi trovai vicino alla chiesa di S. Maria Maggiore e vidi colà molta gente povera e devota piena di paura e preoccupazione a causa del ritiro del Papa. Per questo motivo c’era inquietudine e la gente si era recata a supplicare la Madre di Dio … Vidi allora apparire la Madre di Dio, la quale mi disse che il pericolo sarebbe aumentato e perciò la gente dovrebbe pregare ferventemente in modo devoto … e pregare in special modo affinché la chiesa delle tenebre ricada di nuovo nell’abisso (25 agosto)».

Un’altra visione evidentemente coglie un momento successivo al «ritiro» del Pontefice anche se è accaduta prima di quella citata. Inoltre in questa seconda visione si continua a chiamarlo Papa e Santo Padre e – ovviamente – non si sa se e quanto corrisponda alla situazione attuale: «Vedo il Santo Padre in grande assillo; abita in un altro palazzo circondato da poche persone di fiducia, le sue forze stanno per confron- tarsi con la fazione cattiva. Se le forze del male avranno la meglio egli soffrirà ancora grandi tribolazioni prima della sua morte. Vedo la chiesa delle tenebre in crescita e influire in modo negativo sul sentimento del mondo».

La Emmerich parla della «pena d’animo» del Santo Padre, stanchissimo, e della chiesa, della necessità di pregare, del Pontefice che resta «nascosto per sfuggire alle sinistre minacce».

Spiega: «Si nasconde perché non può più reggere, gli è vicino un prete che è un suo devotissimo amico, ricolmo della grazia di Dio, che vede e annota molto, e comunica tutto fedelmente al Santo Padre».

La mistica spiega di aver parlato «in preghiera» con questo sacerdote e di avergli rivelato quali sono gli «altissimi funzionari e fiduciari stessi del Santo Padre» con cattive intenzioni, affinché il Papa si guardi da «chi gli era vicino, ma che in realtà era suo nemico (10 agosto 1820)».

Una visione del Natale 1819 è così riferita: «Io vidi intorno alla chiesa di Pietro un’enorme quantità di persone, alcune occupate a distruggerla e molte altre, invece, a ricostruirla. Vidi il Papa in preghiera circondato da falsi amici, i quali spesso agivano in contrasto alle sue disposizioni».

In una visione del 7 ottobre 1820 vede il Vaticano «avvolto dalle fiamme. Fui molto turbata, nessuno tentava di spegnere quell’incendio ed ebbi l’impressione che gli abitanti volessero forse essere bruciati». Poi vide il Papa vecchio e malato e lei gli parlò «dei vescovi che sarebbero stati insediati e gli parlai pure del pericolo di lasciare Roma. Secondo me non avrebbe dovuto farlo altrimenti, senza la sua presenza in città, tutto sarebbe caduto nella confusione». Lui però «era persuaso di lasciare la città e mi rispose che questo pericolo non poteva essere evitato».

Ho provato a cercare fonti più antiche per trovare la profezia dei «due Papi» e ho finalmente trovato una vita della Emmerich in tedesco, scritta dal padre K.e. Schmoeger. Ho potuto reperirne solo una traduzione francese, in tre volumi, pubblicata a Parigi nel 1872.

Ecco dunque il testo della visione del 13 maggio 1820: «Questa notte, dalle ventitré alle tre del mattino, ho avuto una visione delle più mirabili su due chiese e due Papi e su un’infinità di cose antiche e nuove».

Dopo racconta una delle cose antiche che ha visto e qui si capisce il significato di quel giorno, il 13 maggio, in cui avvenne la visione e, un secolo dopo, la prima apparizione di Fatima.

La mistica si è trovata nella roma del VII secolo, precisamente quando papa Bonifacio IV chiese in dono, all’imperatore bizantino Foca, il Pantheon (a Roma) che ospitava le statue degli dèi pagani e che, in effetti, nel 609 fu trasformato in chiesa cattolica e riempito delle statue dei santi.

Per questo evento – che segnò simbolicamente la definitiva vittoria del cristianesimo sul paganesimo – il Papa istituì la festa di tutti i santi fissandone la data – appunto – il 13 maggio.

Questo è l’antefatto perché poi la visione attraversa i secoli e la mistica vede accadere l’inverso: il sorgere cioè «a Roma» di «un’altra chiesa tenebrosa», piena di idoli, e il suo prevalere sulla chiesa vera: «Allora io vidi anche il rapporto tra l’uno e l’altro Papa, tra l’uno e l’altro tempio».

Le fu detto che una Chiesa era «molto ridotta di numero e povera di appoggi umani, ma era forte di volontà» perché era quella che nei secoli «aveva rovesciato tanti dèi e riunito tanti culti nel suo unico culto».

Invece l’altra chiesa «era forte per numero di aderenti, ma poco solida di volontà perché – consentendo il falso tempio – aveva abbandonato l’unico vero Dio e la sola vera religione, perdendosi in tanti falsi dèi e false religioni».

Poi la mistica spiega: «Vidi il seguito di questa contraffazione della chiesa. La vidi accrescersi e vidi eretici di tutte le condizioni venire a Roma. Vidi aumentare la tiepidezza del clero locale e vidi che si produsse un grande oscuramento. Allora la visione si allargò in tutte le direzioni. Vidi dappertutto le comunità cattoliche oppresse, vessate, rinchiuse e private di tutte le libertà. Vidi che molte chiese erano state chiuse. Vidi dovunque una grande miseria. Vidi guerre e sangue versato. Vidi un popolo feroce, ignorante intervenire con violenza, ma questo non durò a lungo. Ebbi di nuovo una visione in cui la chiesa di San Pietro era scalzata dalle sue fondamenta, seguendo un piano messo a punto dalla setta segreta, proprio mentre essa era danneggiata dalle tempeste. Ma io vidi anche il soccorso che arrivava nel momento della più grande afflizione. Vidi di nuovo la Santa Vergine porsi sopra la Chiesa e stendere su di essa il suo mantello».

Quindi arrivò un nuovo Papa «insieme dolce e severo» e vide «tutto rinnovarsi e la Chiesa che s’innalzava fino al cielo». Di solito viene citato anche questo passo: «essi hanno costruito una grande chiesa, strana e stravagante; tutti dovevano entrarci per unirsi e avere gli stessi diritti; evangelici, cattolici, sette di ogni tipo: doveva essere una vera comunione di profani, vi sarebbe stato un solo pastore e un solo gregge. Doveva anche esserci un Papa, ma che non possedesse nulla e fosse un [semplice] dipendente [salariato, im- piegato]. Tutto era preparato preventivamente e molto cose erano già fatte: ma nella posizione dell’altare non c’era che desolazione e abominazione. Tale doveva essere la nuova chiesa ed era per questo che si dava fuoco all’edificio dell’antica chiesa. Ma Dio aveva altri disegni».

E’ un brano che è stato considerato in relazione ai tempi attuali (…). Un’altra visione fu così riferita dalla Emmerich: «Ho visto dei nuovi martiri, non del tempo presente, ma nel futuro: tuttavia vedo che già li opprimono. Ho visto quelli della setta segreta minare senza sosta la grande Chiesa e ho visto insieme a loro un’orribile bestia che è venuta dal mare… In questo tempo ho visto da una parte all’altra del mondo molte persone buone e pie, soprattutto degli ecclesiastici, vessati, imprigionati e oppressi ed ebbi la percezione che un giorno sarebbero stati martirizzati».

Altri elementi di queste visioni sono le profanazioni delle chiese e gli abusi commessi durante le liturgie, il rischio terribile che il Papa lasci Roma, il tentativo, in un certo luogo, di fare di una chiesa cattolica un tempio luterano e una «grande tribolazione» dovuta al fatto che «si pretendeva dal clero una concessione che esso non poteva fare» (e vide dei vecchi sacerdoti piangere). Infine «l’odio tutto speciale verso la devozione del rosario» da parte dei nemici della chiesa e «l’importanza di tale devozione».

Infine una visione simbolica. La mistica vede il Papa su un trono collocato come in un giardino. Poi in diversi altri giardini i vescovi e gli episcopati sotto forma di piante, fiori e frutti. E i canali di comunicazione, come tanti fili e raggi che li uniscono al seggio di Roma: «Vidi sulla terra, nel giardino, l’autorità spirituale del momento e vidi al di sopra, nell’aria, l’approccio di nuovi vescovi. Così per esempio vidi in aria, sopra un giardino dove si trovava il severo superiore, un nuovo vescovo con tutti i simboli episcopali. E vidi attorno a lui dei protestanti che volevano farlo discendere nel giardino ma non alle condizioni che il Papa aveva posto. essi cercavano di farlo scivolare giù con tutti i mezzi, danneggiavano certe parti del giardino o ci gettavano delle cattive sementi. Li ho visti a volte in un luogo altre volte in un altro, coltivare o lasciare a riposo il terreno, e non togliere via le macerie ecc. Tutto era pieno di trappole e di rovine. Li vidi intercettare e deviare le vie che andavano al Papa. E vidi in seguito che quando essi introducevano il vescovo nel modo che si erano riproposti, egli era un intruso, introdotto contro la volontà del Papa e [vidi] che egli non possedeva legittimamente l’autorità spirituale».

Un’ultima significativa citazione: «Vidi» disse un giorno la Emmerich «una quantità di ecclesiastici colpiti da scomunica e non sembravano preoccuparsene e nemmeno saperlo. E ancora essi sono scomunicati, quando prendono parte a certi affari, entrano in associazioni e aderiscono a opinioni su cui pesa l’anatema (per es. la massoneria, nda). Io vedo questi uomini circondati da una nebbia come fosse un muro di separazione. Si capisce così quanto Dio tiene conto dei decreti, degli ordini e degli atti di difesa del Capo della chiesa e [quanto Dio] li mantiene in vigore anche quando gli uomini non si preoccupano di trasgredirli e se ne ridono».

Padre Livio Fanzaga ha osservato che la beatificazione della Emmerich nel 2004 «ha il sapore di un intervento provvidenziale, come se il cielo volesse richiamare l’attenzione sulle sue visioni profetiche durante questa fase della storia della salvezza in cui esse si realizzano».

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Da Antonio Socci, Non è Francesco (Mondadori)

 

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