Il Meeting di Rimini 2026 (dal 21 agosto) mette a tema l’essenziale: Dio. Il grande “desiderato”, come lo definisce Dante nel primo canto del Paradiso.“L’amor che move il sole e l’altre stelle” – titolo della manifestazione – è l’ultimo verso della Divina Commedia, il suo compimento.
Dante ha attraversato l’abisso del male, avendone orrore, è stato lavato dall’acqua del perdono, ha salito la montagna dell’espiazione e ha sperimentato il cielo della salvezza, assaporando la bellezza del Regno di Dio.
Infine è giunto, per grazia, alla meta: a contemplare il mistero della Trinità – sorgente dell’essere – e l’unione della natura umana e divina in Cristo, Dio-Uomo. È il cuore del cristianesimo.
In quel verso conclusivo Dante spiega che la Trinità – unico Dio in tre persone – significa che la radice dell’essere è Amore e tutto è attratto dall’Amore.
Dio ha creato il mondo, con un atto di libera volontà, per far partecipare le creature umane alla sua vita, alla sua sapienza e alla sua bontà/bellezza. È la divinizzazione. Questo illumina chi siamo noi e cosa cerchiamo: “ci hai fatti per te, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te” (S. Agostino).
È una questione ontologica. E anche cosmica: “Amor, amore grida tutto ’l mondo,/ amor, amore, onne cosa clama” (Jacopone da Todi).
Tutto desidera Dio ed è attratto irresistibilmente da Lui. San Paolo scrive: “La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio (…) tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto” (Rm 8,19 e 22).
Incarnandosi, Dio ha unito in sé divinità e umanità. L’uomo era decaduto e smarrito e il Figlio di Dio (poiché l’Amore è dono e sacrificio di sé) ha dato se stesso, è morto con un supplizio orrendo per redimere gli uomini. Con la sua resurrezione annienta la morte e il male e trascina l’umanità verso la resurrezione e l’universo verso “un nuovo cielo e una nuova terra” (Ap 21,1) cosicché “Dio sia tutto in tutti” (1Cor 15, 28). E’ finalmente la felicità senza fine.
Prima della rivelazione cristiana, Aristotele, con la sola ragione, con la logica, era arrivato a riconoscere razionalmente Dio (intuire l’esistenza di Dio è un atto di ragione) e arrivò a comprendere che tutto nel cosmo si muove verso Dio, per desiderio di Dio.
È commovente rileggere le pagine della Metafisica che scrisse attorno al 350 avanti Cristo:
“l’oggetto primo del desiderio e l’oggetto primo dell’intelligenza coincidono: infatti oggetto del desiderio è ciò che appare a noi bello e oggetto primo della volontà razionale è ciò che è oggettivamente bello (…). Dunque (Dio che è Motore immobile, ndr) muove come ciò che è amato, mentre tutte le altre cose muovono essendo mosse (…). Perciò, questo è un essere che esiste di necessità; e in quanto esiste di necessità, esiste come Bene/Bello, e in questo modo è Principio. (…). Da un tale Principio, dunque, dipendono il cielo e la natura. Ed il suo modo di vivere è il più eccellente (…) E in quello stato Egli è sempre. A noi questo è impossibile, ma a Lui non è impossibile, poiché l’atto del suo vivere è piacere (…). Se, dunque, in questa felice condizione in cui noi ci troviamo talvolta, Dio si trova perennemente, è meraviglioso; e se Egli si trova in una condizione superiore, è ancor più meraviglioso. E in questa condizione Egli effettivamente si trova. Ed Egli è anche vita, perché l’attività dell’intelligenza è vita, ed Egli è appunto quell’attività. E la sua attività, che sussiste di per sé, è vita ottima ed eterna. Diciamo, infatti, che Dio è vivente, eterno e ottimo; cosicché a Dio appartiene una vita perennemente continua ed eterna: questo, dunque, è Dio”.
Intuizioni strepitose, tuttavia Aristotele, con la sola ragione, non può andare oltre questa idea distante e impersonale di Dio. Ma Dio si è rivelato. Già nei testi dell’Antico Testamento Dio dichiara il suo amore, la sua compassione, la sua misericordia. Si paragona addirittura a una madre pietosa: “Come una madre consola un figlio, così io vi consolerò” (Is 66, 13); “ti ho amato di amore eterno” (Ger 31,3).
Con l’incarnazione Dio si rivela pienamente: non solo Egli ama, ma Egli “è” Amore (questo aggiungono S. Tommaso e Dante ad Aristotele). Ed è anche l’Amore creatore. Che significa?
Già Aristotele, come si è visto, stabilisce un nesso tra Dio (puro intelletto) e l’ordine razionale dell’universo. Eraclito e i filosofi stoici parlano di questo ordine come il logos divino che governa l’universo. Logos significa parola, discorso, ragionamento, pensiero.
La Genesi dice che Dio crea il mondo attraverso la sua Parola (il Logos). E infine san Giovanni inizia il suo Vangelo annunciando: “il Logos si è fatto carne”. La razionalità dell’universo, la consistenza di tutto ciò che è, si è fatto uomo: Cristo, alfa e omega. Il Logos ha un volto d’uomo.
È il Logos che traspare nell’ordine dell’universo, una sapienza e una potenza sovrumane evidenti ai filosofi greci, come, molti secoli dopo, ad Albert Einstein, che, da scienziato, diceva:
“Io non sono ateo e non penso di potermi definire panteista. Noi siamo nella situazione di un bambino che è entrato in una immensa biblioteca piena di libri scritti in molte lingue. Il bambino sa che qualcuno deve aver scritto quei libri. Ma non sa come. E non conosce le lingue in cui sono stati scritti quei libri. Il bambino sospetta vagamente che vi sia un misterioso ordine nella disposizione dei volumi, ma non sa quale sia. Questa mi sembra sia la situazione dell’essere umano, anche il più intelligente, di fronte a Dio. Noi vediamo l’universo meravigliosamente organizzato e regolato da certe leggi, che comprendiamo solo debolmente. La nostra mente limitata [tuttavia, ndr] è in grado di intuire che una misteriosa forza muove le costellazioni”.
Il grande fisico notava che la cosa più sorprendente era proprio scoprire che il cosmo obbedisce a regole razionali (e matematiche) che la ragione umana è in grado di decifrare: “l’eterno mistero del mondo è la sua comprensibilità. […] Il fatto che sia comprensibile è un miracolo”.
Il motivo lo spiegò Benedetto XVI a Regensburg:
“Dio agisce con logos. Logos significa insieme ragione e parola – una ragione che è creatrice e capace di comunicarsi ma, appunto, come ragione. (…) In principio era il logos, e il logos è Dio, ci dice l’evangelista. L’incontro tra il messaggio biblico e il pensiero greco non era un semplice caso”. C’era una “necessità intrinseca di un avvicinamento tra la fede biblica e l’interrogarsi greco”.
Rodney Stark sostiene che la stupefacente fioritura dell’Occidente, la sua unicità, in tutti i campi, si è basata su “una straordinaria fede nella ragione” e ciò si deve al cristianesimo: grazie alla Chiesa “la fede nel potere della ragione pervase la cultura occidentale”. Con tutte le eccezionali conseguenze pratiche che hanno cambiato e umanizzato il mondo.
È questa civiltà e il cristianesimo che oggi le forze della dissoluzione vogliono spazzare via. Così il tema Meeting entra nello scontro storico di questi anni.
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Antonio Socci
Da “Libero”, 18 agosto 2026










