LA SINISTRA SESSANTOTTINA E’ PASSATA DA MARX A NIETZSCHE. CHE SONO OPPOSTI, ECCETTO SU UNA COSA…

In un’interessante intervista al Venerdi di Repubblica, Massimo Cacciari ha descritto l’ostilità verso Nietzsche che, nel dopoguerra, aveva “tutta la cultura crociana e gramsciana” perché “lo considerava un profeta dell’irrazionalismo… irrimediabilmente destinato al suo uso fascista”.

Ma sono “tutte sciocchezze” sostiene il filosofo veneziano che fin dal 1976, con Krisis, ha contribuito a sdoganare Nietzsche a sinistra. “I vecchi comunisti”, spiega, giudicarono il suo libro come “una sorta di rivalutazione del retroterra fascista”. Però altri compagni furono incuriositi.

TUTTI CITANO LA “RERUM NOVARUM”, MA CHI SA COSA C’E’ SCRITTO? E SOPRATTUTTO ECCO COSA PUO’ SIGNIFICARE OGGI, CON LEONE XIV…

La scelta del nome “Leone” è stata motivata dal nuovo Papa con il richiamo a papa Leone XIII (1810-1903) autore dell’enciclica Rerum novarum che affrontava la “questione sociale” nel contesto della rivoluzione industriale. Quel documento è più ricco di quanto si creda.

Esso infatti critica le ingiustizie prodotte dal capitalismo e ne suggerisce correzioni e rimedi, per raggiungere una vera giustizia sociale, ma rappresenta anche una dura bocciatura del socialismo che in quell’anno 1891 era ancora un movimento e l’anno successivo, il 1892, si organizzerà come Partito.

UNA SETTIMANA CON LEONE XIV CHE INVITA ALLA BELLEZZA E ALL’UMANITA’: UN OCCIDENTE CHE RITROVA “IL PRIMATO DI DIO… LO STUPORE PER LA GRANDEZZA DIVINA CHE ABBRACCIA LA PICCOLEZZA UMANA”. BASTA CON LA GUERRA: “I NEMICI SI INCONTRINO E SI GUARDINO NEGLI OCCHI…GLI ALTRI NON SONO NEMICI, MA ESSERI UMANI, NON CATTIVI DA ODIARE, MA PERSONE CON CUI PARLARE”

In meno di una settimana il pontificato di Leone XIV ha già assunto connotati precisi, che non piaceranno a chi pensava di trasformare la Chiesa Cattolica in una costola del Pd o nel salotto (ir)religioso di Repubblica.

I cattolici sono rimasti affascinati dal nuovo Papa. Dopo anni “rivoluzionari”, molti fedeli si sono commossi fin dal suo primo affacciarsi sul balcone di San Pietro, quando il Santo Padre si è presentato, sorridente, con i paramenti da Pontefice, con il saluto di Cristo risorto e parole di consolazione: “Dio ci vuole bene, Dio vi ama tutti, e il male non prevarrà! Siamo tutti nelle mani di Dio.Pertanto, senza paura, uniti mano nella mano con Dio e tra di noi andiamo avanti! Siamo discepoli di Cristo”.

TRATTATIVE DI PACE. LEGGERE AGOSTINO PER CAPIRE LEONE XIV E TRUMP  

Per far finire la guerra in Ucraina non bisogna risolvere solo questioni territoriali, militari o economiche. In fondo su tutte queste cose si possono trovare dei compromessi. Dopo qualsiasi guerra si sono stipulati trattati di pace.

Nell’immediato però c’è un’altra cosa che blocca tutto. È di natura esistenziale. Lo ha spiegato, con amarezza, Donald Trump, giorni fa, in un’intervista in cui ha detto che forse la pace in Ucraina è diventata impossibile perché “c’è un odio tremendo tra loro”. Parlava di Putin e Zelensky. Lo conferma il tira e molla sull’incontro fra i due presidenti in Turchia.

FINALMENTE! LEONE XIV CONTINUA A PARLARE DI GESU’ (E NON DI RACCOLTA DIFFERENZIATA). LA NORMALITA’ DELLA TRADIZIONE CRISTIANA CON SERENITA’, CON SEMPLICITA’. E GIA’ IL MONDO SI INFASTIDISCE

Uscendo dal santuario della Madonna, a Genazzano, Leone XIV è stato acclamato dalla folla che gridava: “Viva il Papa!”. Lui ha salutato e ha risposto: “Viva Maria!”.

Non è un dettaglio. È il timbro del nuovo Pontefice che, non a caso, nella prima omelia ha affermato che il Pastore della Chiesa deve “sparire perché rimanga Cristo, farsi piccolo perché Lui sia conosciuto e glorificato, spendersi fino in fondo perché a nessuno manchi l’opportunità di conoscerlo e amarlo”.

LEONE XIV PARLA DI GESU’ “UNICO SALVATORE”. E I MEDIA FANNO FINTA DI NULLA, PROVANO A FARGLI DIRE ALTRO (CHE NON HA DETTO) E COMINCIANO A CRITICARLO

La prima omelia di Leone XIV è un grande discorso programmatico ed è pure una formidabile provocazione per intellettuali e giornalisti (è significativo che a loro sia dedicato il suo primo incontro pubblico). Ma specialmente è decisivo per tutti gli ecclesiastici.

Infatti il Papa ha solennemente chiesto “un impegno irrinunciabile per chiunque nella Chiesa eserciti un ministero di autorità: sparire perché rimanga Cristo, farsi piccolo perché Lui sia conosciuto e glorificato”.

ALLA SCOPERTA DELL’AMERICA (CATTOLICA) DI LEONE XIV. “MAKE THE CHURCH GREAT AGAIN”

Ieri, fra i vaticanisti, dopo la prima omelia di Leone XIV, qualcuno ha commentato: “Mi ricorda più Wojtyla che Francesco”. È la sensazione giusta.

L’elezione di Giovanni Paolo II, nel 1978, fece conoscere a tutto il mondo la fede cattolica del popolo polacco, da cui poi venne la scintilla che fece crollare (in modo incruento) il mostro comunista dell’Est europeo.

Oggi l’elezione di Leone XIV fa scoprire a tutti la fioritura e la vivacità del cattolicesimo americano. Perché gli Stati Uniti, negli anni di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI e su loro impulso, hanno vissuto una grande rinascita della fede cattolica che sembrava smarrita e che è diventata socialmente molto rilevante.

LA GEOPOLITICA DI DIO (TRA FRANCESCO E LEONE XIV)

Il nome del nuovo Papa rimanda a Leone XIII, il Papa della Rerum novarum, dell’apertura della Chiesa alla questione sociale che (a quel tempo) portò a una primavera cattolica. Si dovrà capire cosa significa oggi (Prevost è stato per anni missionario in Perù, patria della Teologia della liberazione).

Si è affacciato dal balcone di San Pietro con la stola dove sono rappresentati San Pietro e San Paolo seguendo una tradizione che Francesco aveva accantonato, ma non risultano pubblici dissensi dalla sua linea. Del resto è stato eletto da cardinali in gran parte bergogliani.

IL PENSIERO NON-CATTOLICO OGGI PREDOMINA DENTRO AL CATTOLICESIMO, COME TEMEVA PAOLO VI? QUESTO CONCLAVE POTREBBE ESSERE L’ULTIMO? C’E’ UNA SPERANZA…

La trovata di Donald Trump – che ha rilanciato un fotomontaggio in cui è vestito da Papa – è una pacchianata. Che oltretutto evidenzia la sua ammirazione (martedì scorso aveva confessato: “mi piacerebbe essere papa. Sarebbe la mia prima scelta”).

Senz’altro è un episodio criticabile. Ma possono indignarsi coloro che sono andati in estasi quando Papa Francesco si è presentato nella Basilica di San Pietro con una maglietta della salute e un poncho malamente appoggiato al petto e ai pantaloni neri?

“ECCO LA CARNE, ECCO IL SANGUE… PER IL VICARIO DI CRISTO”. COME CATERINA RIPORTO’ IL PONTEFICE A ROMA (DALLA FRANCIA) E SALVO’ LA LIBERTA’ DELLA CHIESA

Parigi val bene una messa in scena. Nei giorni scorsi il presidente francese, di solito anticattolico, si è molto interessato al Conclave. A quanto pare Macron vorrebbe l’elezione del cardinale di Marsiglia, Aveline (che neanche parla italiano), o di Matteo Zuppi della comunità di S. Egidio (sono amici). Sempre area Dem.

Del resto, nel corso dei secoli, la Francia ben tre volte ha cercato di strappare il Papa a Roma per portarlo oltralpe. La prima volta fu definita “cattività avignonese”. I Papi risiedettero nella città francese dal 1309 al 1377. Per la Chiesa fu un disastro.