Rubrica 88

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Rubrica 84

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Rubrica 65

New age

Contraddittori, dal punto di vista culturale, i primi riferimenti del nuovo presidente Obama.
In una dichiarazione ha indicato Reinhold Neibuhr come uno dei suoi autori preferiti. Un saggio bello e originale di Gianni Dessì su “30 Giorni” (12/2008) ne spiega le sorprendenti implicazioni. Il titolo “Se il realismo di Niebuhr arriva alla Casa Bianca!” già fa intuire il contenuto.
Ma Obama, nel corso della campagna elettorale aveva indicato anche un altro suo riferimento culturale, esattamente opposto al primo: Gioacchino da Fiore.
Stupisce che un giovane americano di oggi conosca questo monaco calabrese del Medio evo. E soprattutto sorprende che abbia definito Gioacchino “Maestro della civiltà contemporanea” e “ispiratore di un mondo più giusto”.

Rubrica 64

Strizzacervelli

Un titolo dell’Espresso (29/1) recita: “Siamo tutti pazzi”. Sottotitolo esplicativo: “Timidezza. Tristezza. Melanconia. Ansia. Il principale manuale di psichiatria Usa uscirà fra due anni. Ma è già polemica sulla trasformazione delle emozioni in altrettante patologie da curare”.
Ci vedono tutti come clienti da impasticcare. Perfino “chi mangia da solo al ristorante” si legge sull’Espresso “è considerato afflitto dalla patologia di ‘fobia sociale’ ”.
Dalle indiscrezioni pare che tutte queste sfumature del temperamento vengano considerate malattie, ciascuna con il suo psicofarmaco.

Rubrica 63

Diavolesse

Sconsiglio l’ultimo libro del cardinal Martini perché preferisco la Luce alle “conversazioni notturne” (dove tutti i gatti sono neri) e perché la prosa di Martini è noiosissima.
Inoltre avevo preso sul serio quella sua intenzione, che proclamò al momento di andare in pensione, di ritirarsi negli ultimi anni a pregare e meditare in silenzio. La considerai un segno di religiosità e timor di Dio. Gli credetti.
Da allora ci alluviona di discorsi, articoli e libri. Sta sempre sotto i riflettori per andare puntualmente – con il chiassoso sostegno dei media – contro ciò che insegnano i poveri Papi, incompresi, che sono sotto l’attacco del mondo, insieme ai cristiani.

Rubrica 62

Tronti

La macchina propagandistica di Obama ha continuato a lavorare nell’interregno: le foto dei suoi pettorali che hanno mandato in sollucchero le signore, la scuola delle bimbe, il pranzo in una popolarissima pizzeria (per rimediare alle vacanze sul Pacifico mentre divampava la guerra a Gaza).
Tutto fa brodo per costruire il mito messianico del presidente che è “uno di noi”. Poi c’è la realtà. E già con il cagnolino da portare alla Casa Bianca, che doveva essere un bastardino preso dal canile (perché “anche io sono meticcio” aveva ricordato con civetteria il presidente eletto), si è avuta la prima smentita dei fatti: sarà infatti un barboncino.

Rubrica 61

Carnevale

La regina Elisabetta è andata a inaugurare un edificio della London school of economics e – in mezzo a cotanto ingegno – ha formulato la domanda che alcuni milioni di persone comuni avrebbero voluto porre a quei luminari, ovvero “perché nessuno aveva previsto la crisi”.
Harold James, che insegna a Princeton, riferendo l’episodio (Il Sole 24 ore, 4/1) non spiega quali risposte abbia ricevuto la Regina. Ma ci fa sapere che qualcuno la crisi l’aveva prevista e non erano economisti: “l’anticipazione più chiara era stata fornita da due comici inglesi, John Bird e John Fortune, in uno show televisivo di oltre un anno fa, in un momento in cui i più potenti finanzieri non erano ancora stati smentiti”. Cosa che induce James a paragonare l’attuale momento al Carnevale, durante il quale “i pazzi sono saggi e le persone intelligenti passano per idioti”.
Egli ammonisce che questo “non significa necessariamente che la soluzione di un idiota abbia senso”, ma, finché i boriosi apprendisti stregoni dell’economia mondiale non risponderanno alla domanda della regina Elisabetta, viene da sospettare e da temere che le soluzioni degli “intelligenti” possano essere idiote.

Rubrica 60

Buddha male

“Da quando gli uomini non credono più nel vero Dio non è che non credano a niente: credono a tutto”. La memorabile battuta di Gilbert K. Chesterton diventa sempre più attuale.
Resta per me indimenticabile il titolo della prima pagina della “Repubblica” del 5 dicembre 2007. Sulla vetrina del giornale più laico d’Italia si poteva leggere: “La profezia del Dalai Lama: ‘Potrei rinascere donna’ ”. Occhiello: “Sarebbe la quindicesima reincarnazione del leader tibetano”.

Rubrica 59

Baronio o Galileo?

Giulio Giorello riconosce sul Corriere della sera (22/12) che Galileo Galilei si dichiarava “cattolico, anzi cattolicissimo”. Ma poi aggiunge una frase che il lettore interpreta come il terreno di dissenso con la Chiesa: “Fu Galileo Galilei” asserisce Giorello “a sostenere che il grande Libro della Natura ci insegna come è fatto il cielo, mentre la Bibbia ci dice come noi possiamo conquistare quel cielo, cioè andare in Paradiso”.
In realtà questa affermazione (che è cattolicissima) non è del Galilei, ma è attribuita al cardinal Baronio (suo amico): lo scienziato la riporta, facendola sua, in una lettera a madama Cristina di Lorena.
La frase recitava testualmente: “La Scrittura ci insegna come si va in cielo e non come è fatto il cielo”. Già sant’Agostino metteva in guardia dal considerare la Genesi come un libro di astronomia.
Dunque il Galilei era anche in questo un perfetto cattolico. Oggi si osserva invece che fece degli errori come scienziato, per esempio nella sua teorie delle maree che pretendeva di indicare come prova della rotazione assoluta della terra (sarà Newton, più avanti, che correggerà l’errore).

Rubrica 58

Rossi

Vincenzo Merlo ha pubblicato un volume, “Politicamente scorretto” (Bietti), nel quale riporta alcune perle tratte dai libri di testo adottati dal sistema formativo italiano (soprattutto alcuni di Diritto ed Economia politica).

La più incredibile è quella riguardante il Muro di Berlino che – com’è noto – fu eretto dal regime comunista il 13 agosto 1961 per impedire la continua fuga di cittadini di Berlino Est, controllata dai sovietici, verso la parte libera della città, controllata dagli americani.
La costruzione di quel Muro della vergogna non solo simbolizza l’epoca della cortina di ferro e della guerra fredda, ma evidenziò agli occhi del mondo intero la mostruosità di un sistema che aveva bisogno di incatenare i suoi cittadini, trasformando tutto il paese in un immenso lager.

Rubrica 57

Sinistrati

“Come farebbe bene un po’ d’Isola dei famosi a gente come Michele Santoro, Sandro Ruotolo, Piero Sansonetti, Norma Rangeri.
Un po’ d’Isola per grattare via dalla loro dura scorza di combattenti qualche chilo di inutile ipocrisia e malriposta supponenza…
L’ unico modo, come suggerivano Fruttero & Lucentini, perché l’apodittico dubiti, il pontificante scenda dal pulpito, l’agitatore si sieda su una panchina, il gonfiato si sgonfi”.
Queste parole di Aldo Grasso (Corriere della sera 6/12) sembrano una stroncatura della scelta di Santoro, mentre il mondo è sull’orlo del baratro, di dedicare la puntata di giovedì alla vittoria di Vladimir Luxuria all’ “Isola dei famosi”, invocato letteralmente come l’Obama de noantri.
E’ stato detto infatti che Luxuria è l’unico comunista che prende i voti (non quelli religiosi, né quelli delle urne: quelli dei telespettatori dell’Isola dei famosi).
Qualcuno l’ha individuato davvero come il nuovo leader della Sinistra.

Rubrica 56

Fioretti

Claudio Sabelli Fioretti intervista il ministro Gelmini (La Stampa 1/12) e le chiede se “il maestro di religione rimane”. Il ministro risponde “sì”.
Replica: “ma non è un po’ anacronistico?”. Poi pone il problema di musulmani e laici. Eppure l’insegnamento di religione cattolica viene attivato a richiesta. Non è affatto obbligatorio. E’ così difficile documentarsi?

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