LA GEOPOLITICA DI DIO (TRA FRANCESCO E LEONE XIV)

Il nome del nuovo Papa rimanda a Leone XIII, il Papa della Rerum novarum, dell’apertura della Chiesa alla questione sociale che (a quel tempo) portò a una primavera cattolica. Si dovrà capire cosa significa oggi (Prevost è stato per anni missionario in Perù, patria della Teologia della liberazione).

Si è affacciato dal balcone di San Pietro con la stola dove sono rappresentati San Pietro e San Paolo seguendo una tradizione che Francesco aveva accantonato, ma non risultano pubblici dissensi dalla sua linea. Del resto è stato eletto da cardinali in gran parte bergogliani.

IL PENSIERO NON-CATTOLICO OGGI PREDOMINA DENTRO AL CATTOLICESIMO, COME TEMEVA PAOLO VI? QUESTO CONCLAVE POTREBBE ESSERE L’ULTIMO? C’E’ UNA SPERANZA…

La trovata di Donald Trump – che ha rilanciato un fotomontaggio in cui è vestito da Papa – è una pacchianata. Che oltretutto evidenzia la sua ammirazione (martedì scorso aveva confessato: “mi piacerebbe essere papa. Sarebbe la mia prima scelta”).

Senz’altro è un episodio criticabile. Ma possono indignarsi coloro che sono andati in estasi quando Papa Francesco si è presentato nella Basilica di San Pietro con una maglietta della salute e un poncho malamente appoggiato al petto e ai pantaloni neri?

“ECCO LA CARNE, ECCO IL SANGUE… PER IL VICARIO DI CRISTO”. COME CATERINA RIPORTO’ IL PONTEFICE A ROMA (DALLA FRANCIA) E SALVO’ LA LIBERTA’ DELLA CHIESA

Parigi val bene una messa in scena. Nei giorni scorsi il presidente francese, di solito anticattolico, si è molto interessato al Conclave. A quanto pare Macron vorrebbe l’elezione del cardinale di Marsiglia, Aveline (che neanche parla italiano), o di Matteo Zuppi della comunità di S. Egidio (sono amici). Sempre area Dem.

Del resto, nel corso dei secoli, la Francia ben tre volte ha cercato di strappare il Papa a Roma per portarlo oltralpe. La prima volta fu definita “cattività avignonese”. I Papi risiedettero nella città francese dal 1309 al 1377. Per la Chiesa fu un disastro.

ROMA, IL PAPA(TO) E GIORGIA. IL DESTINO DELL’ITALIA

Le Monde ieri ha titolato: “La piazza San Pietro di Roma trasformata in centro del mondo”. Ciò che è accaduto alle solenni esequie di Francesco, il papa argentino che ha voluto essere sepolto accanto all’icona della Madonna “Salus Populi Romani”, mostra, ancora una volta, che l’importanza di Roma nel mondo è indissolubilmente legata alla Chiesa che si definisce cattolica, apostolica e – non a caso – romana. Dove “romana” ha addirittura, per Dante, una proiezione eterna (“sarai meco sanza fine cive/ di quella Roma onde Cristo è romano”).

UN TEMPO APOCALITTICO. BENEDETTO XVI, FRANCESCO E LA “PROFEZIA DI MALACHIA”

Il colloquio fra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, nella Basilica di San Pietro, ha impressionato tutti. Il presidente ucraino lo ha definito “un incontro altamente simbolico che potrebbe diventare storico”. La Casa Bianca ha confermato il giudizio positivo.

Perché questo evento è accaduto nel cuore della cristianità? Qualcuno su Twitter ha commentato: “Non è un caso che la Chiesa cattolica sia la più antica istituzione mondiale”. È anche la più alta autorità morale. Perciò tanti leader mondiali sono convenuti alle solenni esequie di Francesco. Oltre al luogo infatti c’è la circostanza storica: “Vedere i due leader parlare sulla pace al funerale del ‘Papa della pace’ ha un significato enorme”, ha detto Giorgia Meloni.

IL LASCITO DI DON GIUSSANI AI CARDINALI (E AL FUTURO PAPA)

La Libreria editrice vaticana ha appena pubblicato il volume di don Luigi Giussani “L’incontro che accende la speranza”, curato da Davide Prosperi, attuale presidente della Fraternità di Comunione e liberazione, con la prefazione (molto interessante) del card. Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano e oggi uno dei nomi più accreditati fra i “papabili”.

LO SPIRITO SANTO GUIDA IL CONCLAVE? LA LEZIONE DI RATZINGER

L’elezione di un Papa è un evento che ha sempre incuriosito tutti, anche prima del film “Conclave”. L’opinione pubblica laica tende a vederlo come una vicenda di intrighi e segreti, ma non sa sottrarsi al fascino millenario dei riti della Chiesa.

Oggi siamo alla vigilia di un vero Conclave e sui giornali imperversa il “toto Papa”. Ma c’è un aspetto che resta incompreso, pure da molti cattolici. La Chiesa cosa dice del Conclave? Quanta parte hanno le logiche politiche terrene e come entra in gioco Dio?

CHIESA E IMPERO. L’ULTIMA PERSONALITA’ DELL’EPOCA OBAMA/CLINTON/BIDEN. GEOPOLITICA DI UN PONTIFICATO

U.S. President Barack Obama shakes hands with Pope Francis (R) during their meeting at the Vatican March 27, 2014. Obama's first meeting on Thursday with Pope Francis was expected to focus on the fight against poverty and skirt moral controversies over abortion and gay rights. REUTERS/Kevin Lamarque (VATICAN - Tags: POLITICS RELIGION)

Quale bilancio si può fare di questo pontificato? Guidare la Chiesa, una realtà planetaria che fra le alterne vicende del mondo attraversa i millenni, è un compito sovrumano. Inoltre era arduo succedere a due giganti come Giovanni Paolo II e Benedetto XVI che hanno cambiato la storia.

Francesco ha speso tutte le sue energie, senza risparmiarsi, nonostante la malattia, fino all’ultimo respiro. Ma si può dire che lasci una Chiesa più in salute di quella che aveva trovato?

Non sembra. Perfino gli entusiasti della prima ora, che fantasticavano di un presunto “effetto Bergoglio” (confondendo gli editoriali laudatori di Eugenio Scalfari con la realtà), negli ultimi tempi hanno riconosciuto le gravi criticità. A molti cattolici oggi sembra di trovarsi di fronte a un immenso panorama di rovine.

IL VERO “SOL DELL’AVVENIRE”. PERCHE’ LA SETTIMANA SANTA E LA RESURREZIONE SONO L’UNICA RIVOLUZIONE (ANCHE POLITICA)

Pasqua è anche una liberazione politica. Ogni anno celebriamo la Settimana Santa come se fosse semplicemente una tradizione religiosa e non avesse nulla a che fare con la vita quotidiana e tanto meno con la politica (cioè la polis, la città degli uomini). Ma è davvero così?

No. Gli eventi della Settimana Santa sono i più radicalmente politici della storia. Non solo perché Gesù è stato crocifisso con un’imputazione politica (che Pilato volle scrivere sul cartiglio: “Gesù di Nazaret Re dei giudei”). Non a caso la Chiesa celebra “Cristo Re dell’universo” proprio indicando il Calvario dove ha una corona di spine e una croce come trono. Singolare regalità quella di un crocifisso, ma i cristiani affermano che è l’unico vero potere vincente: quello dell’Amore.

L’ORIGINE E IL MIRABILE SIGNIFICATO DELLO “SCOPPIO DEL CARRO” DELLA PASQUA FIORENTINA

La mattina di Pasqua, a Firenze, davanti alla Cattedrale di Santa Maria del Fiore c’è sempre una folla di fedeli e di turisti: tra il Battistero e l’altare maggiore del Duomo si svolge un rito particolare chiamato “lo scoppio del carro”. Viene ritenuta una manifestazione folkloristica, ma non è così. Il significato storico e spirituale di questa antica tradizione merita di essere ricordato.

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