ESPLOSIVE DICHIARAZIONI DI MONS. GAENSWEIN: C’E’ UN “MINISTERO ALLARGATO” E BENEDETTO XVI E’ ANCORA PAPA. COM’E’POSSIBILE? COSA C’E’ DIETRO? ED E’ QUESTO CHE ANCORA “IMPEDISCE” A BERGOGLIO DI AFFONDARE IL COLPO DEFINITIVO SULLA CHIESA INDUCENDOLO A MILLE AMBIGUITA’?

Il giallo continua e – nella bandiera vaticana – sta ormai sommergendo il bianco. Infatti le dichiarazioni di ieri di mons. Georg Gaenswein, sullo “status” di Benedetto XVI e di Francesco, sono dirompenti (don Georg è segretario di uno e Prefetto della Casa pontificia per l’altro).

A questo punto non si capisce più cosa è accaduto in Vaticano nel febbraio 2013 e cosa sta accadendo oggi.

Prima di vedere queste dichiarazioni riassumo la vicenda che ha messo la Chiesa in una situazione mai vista.

Ma, caro padre Bergoglio, il Vangelo dice esattamente l’opposto di quanto dice lei… Così lei diventa “Lo principe d’i novi Farisei” (Inf. XXVII, 85)

La lettura del Vangelo di oggi era molto imbarazzante per colui che ha firmato l’ “Amoris laetitia”, perché è la pagina in cui Gesù proclama l’indissolubilità del matrimonio. Ecco infatti cosa dice:
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In quel tempo, Gesù, partito da Cafarnao, si recò nel territorio della Giudea e oltre il Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli l’ammaestrava, come era solito fare.
E avvicinatisi dei farisei, per metterlo alla prova, gli domandarono: «E’ lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?».
Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?».
Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di rimandarla».
Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma all’inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola. Sicché non sono più due, ma una sola carne. L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto».
Rientrati a casa, i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo argomento. Ed egli disse: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio contro di lei; se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio» (Mc 10, 1-12) 
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Come lo ha commentato papa Bergoglio? Era immaginabile che si arrampicasse sugli specchi, ma non pensavo che arrivasse a capovolgere totalmente questa pagina evangelica e le parole di Gesù.

L’INCREDIBILE ELOGIO FUNEBRE VATICANO A MARCO PANNELLA….

Davvero sorpreso riporto questa dichiarazione di padre Federico Lombardi, “portavoce” di papa Bergoglio. Lombardi ha ritenuto di dover commentare la morte di Marco Pannella e di farlo così:

“Lo ricordo con STIMA E SIMPATIA, pensando che CI LASCIA UNA EREDITA’ UMANA E SPIRITUALE IMPORTANTE, di rapporti franchi, di espressione libera e di IMPEGNO civile e politico GENEROSO, per gli altri e IN PARTICOLARE PER I DEBOLI E I BISOGNOSI di solidarietà. Pannella è una persona con cui ci siamo trovati spesso in passato su posizioni discordanti, ma di cui non si poteva non apprezzare l’impegno totale e disinteressato PER NOBILI CAUSE“.

Non faccio commenti. Mi basta la sottolineatura (col maiuscolo) di quelle espressioni che molti cattolici oggi hanno trovato sconcertanti.
Premesso che – ovviamente – a ogni essere umano che muoia è dovuta la “pietas” e – da noi cristiani – è giusto aspettarsi anche la preghiera, c’era proprio bisogno di un commento del “portavoce del papa” e di un commento così fatto?
Non si dovrebbe osservare la saggia regola del silenzio (orante) almeno davanti alla morte, o almeno una certa sobrietà?
In Vaticano – al tempo dello spettacolo bergogliano – sono così tarantolati dallo stare sui media che non resistono alla tentazione di mettersi davanti ai microfoni nemmeno se si tratta della morte?
Verrebbe quasi da chiedersi perché Lombardi – se era tanto smanioso di stare “sulla notizia” – non ha commentato pure la morte di Lino Toffolo, scomparso oggi anche lui. O – se vogliamo stare alla cronaca – perché non ha commentato la tragedia dell’aereo egiziano caduto con 66 poveracci a bordo….
Il Vaticano chiacchierone che commenta la notizia del giorno è anche quello che da tre anni è ostinatamente muto sulla tragedia di Asia Bibi, povera martire cristiana!

DIACONATO FEMMINILE ? UN’ALTRA PICCONATA DI BERGOGLIO CONTRO I SACRAMENTI

In una recente conferenza in Spagna, il card. Gerhard Müller, custode della dottrina cattolica, cercando di mettere una toppa sulle esplosive trovate eterodosse dell’ “Amoris laetitia” di Bergoglio, ha affermato che nessun papa può cambiare la dottrina sui sacramenti istituiti da Cristo.

Poi Müller ha spiegato la loro centralità: “Sant’Agostino ha visto nell’economia sacramentale della Chiesa l’architettura fondamentale dell’arca di Noè, che è il corpo di Cristo, con il battesimo come grande porta. La Chiesa può navigare perché il suo guscio e la sua alberatura hanno la forma di questo amore di Gesù, comunicato nei sacramenti”.

Eppure proprio contro i sacramenti si è scatenata l’opera demolitrice di papa Bergoglio che rischia di far affondare la nave. Quelli più colpiti – con atti ufficiali – sono stati i sacramenti del matrimonio, dell’eucaristia e della confessione (insieme con un paio di Comandamenti). Ma anche il battesimo – con artiglieria minore – è stato bersagliato.

Ora è arrivato il momento di colpire il sacerdozio e Bergoglio lo fa in diversi modi. Anzitutto c’è il simbolico linguaggio dei gesti.

VI CHIEDETE PERCHE’ IL PAPA (CIOE’ BENEDETTO XVI) NON INTERVIENE? PERCHE’ HA GIA’ PARLATO! ECCO QUA LA BOCCIATURA DEL “METODO BERGOGLIO” E L’INDICAZIONE DI CONTESTARE LA LEGITTIMITA’ DELL’ “AMORIS LAETITIA”

“Si dovrebbe evitare soprattutto l’impressione che il papa (o l’ufficio in genere) possa solo raccogliere ed esprimere di volta in volta la media statistica della fede viva, per cui non sia possibile una decisione contraria a questi valori statistici medi (i quali sono poi anche problematici nella loro constatabilità).

La fede si norma sui dati oggettivi della Scrittura e del dogma, che in tempi oscuri possono anche spaventosamente scomparire dalla coscienza della (statisticamente) maggior parte della cristianità, senza perdere peraltro in nulla il loro carattere impegnante e vincolante.

In questo caso la parola del papa può e deve senz’altro porsi CONTRO la statistica e CONTRO la potenza di un’opinione, che pretende fortemente di essere la sola valida; e ciò dovrà avvenire con tanta più decisione quanto più chiara sarà (come nel caso ipotizzato) la testimonianza della tradizione.

Al contrario, sarà POSSIBILE E NECESSARIA UNA CRITICA a pronunciamenti papali, nella misura in cui manca a essi la copertura nella Scrittura e nel Credo, nella fede della Chiesa universale .

DOVE NON ESISTE NE’ L’UNANIMITÀ  DELLA CHIESA UNIVERSALE NE’ UNA CHIARA TESTIMONIANZA DELLE FONTI, LA’ NON E’ POSSIBILE UNA DECISIONE IMPEGNANTE E VINCOLANTE; SE ESSA AVVENISSE FORMALMENTE, LE MANCHEREBBERO LE CONDIZIONI INDISPENSABILI E SI DOVREBBE PERCIO’ SOLLEVARE IL PROBLEMA CIRCA LA SUA LEGITTIMITA’ “. 

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Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, “Fede, ragione, verità e amore”, p. 400 (Lindau 2009)

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Il Romano Pontefice è – come tutti i fedeli – SOTTOMESSO ALLA PAROLA DI DIO, ALLA FEDE CATTOLICA ed è GARANTE DELL’OBBEDIENZA DELLA CHIESA e, in questo senso, servus servorum. EGLI NON DECIDE SECONDO IL PROPRIO ARBITRIO, ma dà voce alla volontà del Signore, che parla all’uomo nella Scrittura vissuta ed interpretata dalla Tradizione; in altri termini, la episkopè del Primato ha i limiti che procedono dalla legge divina e dall’inviolabile costituzione divina della Chiesa contenuta nella Rivelazione”

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Joseph Ratzinger, Congregazione per la dottrina della fede, “Il primato del successore di Pietro nel mistero della Chiesa” (1998)

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MIO COMMENTO

Dedico queste due splendide e autorevolissime pagine a tutti quei vescovi e cardinali (e sono tanti) che avvertono il deragliamento drammatico costituito dal documento bergogliano, che sta portando la Chiesa fuori strada, mettendo in pericolo tante anime, ma, al contempo, si chiedono se è lecito e opportuno intervenire dissociandosi da esso.

Ebbene, papa Benedetto XVI ha già risposto ripetutamente, affermando chiaramente – in base alla dottrina cattolica – che “dove non esiste né l’unanimità della Chiesa universale né una chiara testimonianza delle fonti” – ed è sicuramente il caso dell’Amoris laetitia – “là non è possibile una decisione impegnante e vincolante; se essa avvenisse formalmente, le mancherebbero le condizioni indispensabili e si dovrebbe perciò sollevare il problema circa la sua legittimità”.

RIPETO: SI DEVE SOLLEVARE IL PROBLEMA CIRCA LA SUA LEGITTIMITA’ ! QUESTO E’ – PER VESCOVI E CARDINALI – NON UNA POSSIBILITA’, MA UN PRECISO DOVERE!

“FRANCESCO CONTRO LE RADICI GIUDAICO-CRISTIANE” (titolo entusiastico del “Fatto quotidiano” di oggi dopo il discorso bergogliano sull’Europa)

L’attribuzione del Premio Carlo Magno a papa Bergoglio induce all’ilarità. Sarebbe come attribuire un Premio San Tommaso d’Aquino a Eugenio Scalfari.

Com’era prevedibile il papa argentino – dopo aver cestinato le “radici cristiane dell’Europa” e i “principi non negoziabili” che sono alla base della civiltà europea – ha proclamato il suo unico “principio non negoziabile”: l’immigrazione. E, con essa, l’affondamento dell’Europa.

Del resto – in barba al titolo del premio – la fallimentare Europa tecnocratica e laicista (cioè a guida tedesca e francese) ha, già da tempo, rinnegato Carlo Magno e il Sacro Romano Impero, cioè la cultura cristiana che ha costruito l’Europa dei popoli.

Bergoglio ha invitato a far memoria del passato, ma lui è a digiuno di storia. Infatti ha ripetuto la solita solfa sul dovere di “costruire ponti e abbattere muri”, ignorando che l’Europa è nata letteralmente dalla costruzione di solide mura di confine, difese per millenni con la spada.

IL FILOSOFO AMICO DI RATZINGER AMMONISCE BERGOGLIO: VAI CONTRO LA LEGGE DI DIO E RISCHI DI PROVOCARE UN TRAGICO SCISMA

Sui giornali conformisti e nei salotti Tv imperversano sempre gli adulatori del papa argentino, ma nel mondo del pensiero (sia cattolico che laico) si stanno alzando ora voci sconcertate: sia per la demolizione bergogliana del cattolicesimo, sia per la devastante ideologia politica del papa peronista e noglobal (l’Economist lo ha assimilato addirittura a Lenin per la sua idea della guerra mondiale come prodotto di capitalismo e imperialismo).

Dirompente in questi giorni è stato il più importante filosofo cattolico vivente, Robert Spaemann, amico personale di Joseph Ratzinger e docente di filosofia all’università di Monaco di Baviera.

FUORI DALL’ORTODOSSIA

Spaemann, a Catholic News Agency, ha dichiarato che, nell’Amoris laetitia di Bergoglio, c’è una rottura rispetto a tutto il magistero della Chiesa: “Che si tratti di una rottura è qualcosa che risulta evidente a qualunque persona capace di pensare che legga i testi in questione”.

L’ESEMPIO DI CATERINA, IL FUOCO DELL’AMORE DI CRISTO CHE BRUCIA NEL CUORE…

Nella memoria di santa Caterina, il 29 aprile, voglio sottolineare che questa ragazza straordinaria – che è stata proclamata Dottore della Chiesa, Patrona d’Italia, di Roma e compatrona d’Europa, era semplicemente Caterina Benincasa: quando scriveva queste lettere (andando anche di persona, a piedi, fino ad Avignone, per riportare il Papa a Roma e salvare la Chiesa) era una giovane donna analfabeta sui venti anni, di famiglia popolare, laica e terziaria domenicana.
Agli amici che la seguivano ripeteva: “Non accontentatevi delle piccole cose. Dio le vuole grandi. Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutta Italia”.
Di Caterina parlò Dio stesso alla mistica Maria Valtorta, in un dettato indirizzato a papa Pio XII: «Altri tuoi predecessori ascoltarono i miei mezzi. e se la chiesa è ancora romana è perché un Pontefice si arrese a Caterina.»

Quindi, mentre ammiriamo la fede, la carità e il coraggio di Caterina, dobbiamo ammirare anche l’umiltà di papi, vescovi e cardinali che – pur immersi in costumi corrotti – seppero ascoltare i richiami veementi di una giovane donna riconoscendo nella sua voce il richiamo di Dio stesso. Sciagurata quell’epoca in cui i Pastori della Chiesa non sanno riconoscere la voce dello Spirito e non vogliono seguirla, per obbedire invece alle potenze delle ideologie mondane.

DA FILADELFIA GRANDI SPERANZE PER I BAMBINI (E GLI ADULTI) CEREBROLESI: E’ LA FAMIGLIA LA GRANDE RISORSA

Janet Doman, è CEO degli “Institutes for the achievement of Human Potential” che, da sessant’anni, lavorano a Filadelfia ottenendo straordinari risultati nella riabilitazione delle cerebrolesioni (dalla nascita o acquisite).

 

La parola “cerebroleso” evoca una situazione terribile che, normalmente, viene considerata sinonimo di ritardo mentale. Invece voi affermate che non c’è nessun rapporto fra una lesione cerebrale e l’intelligenza. Perché?

 

Non vi è alcuna correlazione tra lesione cerebrale e intelligenza. È possibile essere cerebrolesi e molto intelligenti, così come è possibile non essere cerebrolesi ed essere intellettivamente limitati. Vi è una forte correlazione tra lesione cerebrale e la capacità di esprimere l’intelligenza. Le persone cerebrolese molto spesso non sono in grado di parlare o emettere suoni, oppure parlano molto male o quando lo fanno dicono cose che non hanno senso. Proprio per questo si pensa che non parlino perché non sono abbastanza intelligenti da avere qualcosa da dire, o quando parlano male o dicono cose che noi non comprendiamo, ciò significa automaticamente che hanno una scarsa capacità di ragionamento oppure non capiscono. In moltissimi casi invece queste persone hanno una perfetta comprensione, ma scarse capacità di esprimere la propria intelligenza perché hanno seri problemi respiratori e quindi non riescono a respirare abbastanza bene da parlare o hanno gravi problemi uditivi e non riescono a tirare fuori le parole di cui hanno bisogno e che vogliono usare. Come potrà immaginare, ciò crea un’enorme frustrazione in queste persone, perché vengono trattate come se fossero stupide.

 

TUTTO QUELLO CHE NON SAPETE SULL’ESIBIZIONE IN MONDOVISIONE A LESBO DI BERGOGLIO (CHE PORTA IN ITALIA 12 MUSULMANI, MA SE NE INFISCHIA DEI CRISTIANI PERSEGUITATI DAGLI ISLAMICI E NON HA NEMMENO VOLUTO RICEVERE I POVERI FAMILIARI DI ASIA BIBI VENUTI DISPERATAMENTE A ROMA PER CHIEDERE IL SUO AIUTO)

I migranti morti nel Mediterraneo dal 2000 ad oggi, secondo calcoli approssimativi, sono stati circa 27 mila. E’ un’orribile tragedia e va fermata. Ma da qui a definirla – come ha fatto ieri papa Bergoglio a Lesbo – “la catastrofe umanitaria più grande dopo la Seconda guerra mondiale” ce ne corre.

Debole in teologia l’attuale vescovo di Roma appare debolissimo in storia contemporanea. Basta ricordare una tragedia che Bergoglio dovrebbe conoscere bene: la dittatura militare argentina dal 1976 al 1983 ha fatto circa 40 mila vittime.

TRAGEDIE IGNORATE

Parlando di catastrofi umanitarie dal 1945 ad oggi (ma morti ammazzati, mentre così non è per i migranti), va ricordato il genocidio del Sudan dove, nel 1983, fu imposta la sharia anche a cristiani e animisti: alla fine del 2000, su 30 milioni di abitanti, si contavano quasi 2 milioni di vittime, 4,5 milioni di sfollati, 500 mila profughi all’estero e centinaia di donne e bambini ridotti in schiavitù.

NOVITÀ

Dio abita in Toscana

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Il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione, Libero, Il Giornale e la Verità hanno pubblicato tre anticipazioni del mio libro (già oggi sugli scaffali delle librerie),...

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