il senso della vita

Anna Marchesini, in un programma tv, domenica scorsa, ha detto: “Non ho ancora capito perché si sta in vita”.

ALLORA E’ DAVVERO SCALFARIANO ! (Papa Bergoglio smentisce il Vaticano e ora pubblica, come suo libro, le esplosive interviste – inizialmente tolte dal sito della Santa Sede – col fondatore di “Repubblica”. Con tutto il “relativismo” che contengono e non solo…).    

Nel Vaticano di papa Bergoglio la confusione è totale. Ogni giorno ce n’è una. Dopo lo sconcertante caso “Leoncavallo in Vaticano”, ora, con la firma di “Jorge Mario Bergoglio-Papa Francesco”, la Libreria editrice vaticana pubblica il volume “Interviste e conversazioni con i giornalisti”, dove vengono raccolte “le interviste rivolte a papa Francesco, riconosciute e pubblicate come tali dal giornale della Santa Sede L’Osservatore romano e da altre testate”.

BENEDETTO XVI E GIOVANNI PAOLO II IN NOSTRO AIUTO…

23 OTTOBREBENEDETTO XVI TORNA A PARLARE: UN GRANDE DISCORSO SULLA GIOIA DELL’INCONTRO CON GESU’ E LA MISSIONE… LEGGERE, MEDITARE E IMPARARE !!! ANCHE IN VATICANO

ORA INIZIA UN ANNO DRAMMATICO PER LA CHIESA …

La “rivoluzione d’ottobre” del Sinodo è fallita e con esso è finita la prima parte del pontificato bergogliano. Quale sarà la seconda?Il discorso conclusivo fatto sabato da Francesco lo fa intuire. Forse quello che inizia sarà uno degli anni più drammatici e confusi della storia della Chiesa.

ECCO PERCHE’ PAOLO VI, BEATIFICATO OGGI, E’ L’OPPOSTO ESATTO DI PAPA BERGOGLIO. CHE AL SINODO NON E’ RIUSCITO A FAR PASSARE LA LINEA KASPER. I RISULTATI DELL’OPERAZIONE: UNA CHIESA SPACCATA E SCREDITATA PER AVER CREATO IMMENSA CONFUSIONE SUI SUOI INSEGNAMENTI

E’ imbarazzante oggi per papa Bergoglio beatificare Paolo VI perché è il suo esatto contrario.Negli anni Sessanta esplode nel mondo la rivoluzione radicale e marxista che farà danni immani prima col comunismo e poi con la sua deriva nichilista (da rileggere Augusto Del Noce).

SINODO, IL GIORNO DOPO IL TERREMOTO. MÜLLER: «RELAZIONE VERGOGNOSA, TOTALMENTE SBAGLIATA»

Sinodo, il giorno dopo il terremoto. Müller: «Relazione vergognosa, totalmente sbagliata»

«Indegna, vergognosa, completamente sbagliata». Condanna senza appello della relazione sulla prima settimana di lavori sinodali sulla famiglia (la Relatio post disceptationem) letta ieri davanti a papa Francesco dal cardinale ungherese Peter Erdo. L’ha pronunciata, intervenendo ad uno dei circoli minores (le commissioni), non un padre sinodale “qualsiasi”, ma il custode dell’ortodossia della fede cattolica, il cardinale tedesco Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede (l’ex Sant’Uffizio), assurto negli ultimi giorni a voce di punta di quanti nel Sinodo contestano le annunciate aperture su divorziati risposati, unioni di fatto, convivenze, coppie omosessuali.Lo stesso cardinale che nel corso della passata settimana si è più volte lamentato pubblicamente su un presunto atteggiamento censorio del Vaticano nei confronti di quei relatori che hanno parlato in difesa della dottrina tradizionale cattolica, con particolare riferimento all’indissolubilità del sacramento del matrimonio. Posizioni che Müller ed altri 4 porporati avevano già espresso in un libro pubblicato alla vigilia del Sinodo, ma che nei giorni scorsi sono state ribadite in piene assise sinodali, trovando però  –  a parere dello stesso Müller – una eco piuttosto limitata nella Relatio letta dal cardinale Erdo. Da qui l’alzata di scudi del Prefetto dell’ex Sant’Uffizio, che nel suo intervento ai circoli minores ha bocciato severamente in particolare i capitoli della relazione dedicati alle aperture in materia di coppie omosessuali, convivenze, sacramenti ai divorziati risposati, esprimendo tutta la sua “contrarietà per una relazione indegna e vergognosa”.Parole dette da Müller – ha tenuto a specificare sia oggi che nei giorni scorsi quando ha accusato i responsabili del Sinodo di censurare le voci contrarie alle aperture – nella sua veste di Prefetto della Congregazione della Dottrina delle fede e per questo potenzialmente destinate a mettere il freno a quanto riferito dal collega Erdo. Ma nella prima giornata di lavoro dei circoli minores non è stato solo Mueller a prendere le distanze dal documento di “medio” termine». (Orazio La Rocca,Repubblica)«Se lunedì la conferenza stampa seguita alla lettura della Relatio post disceptationem del cardinale Peter Erdo era stata all’insegna dei parallelismi con il Concilio Vaticano II, ventiquattro ore dopo la Segreteria generale del Sinodo riteneva necessario emettere una dichiarazione ufficiale in cui si spiega a tutti, giornalisti e fedeli laici, che quella relazione è solo un documento di lavoro. Una bozza, insomma. Modificabile ed emendabile. Niente di definitivo.

Anche perché appena Erdo ha finito di leggere il testo da altri in gran parte scritto (notevole il ruolo che ha rivestito nella stesura il segretario speciale, mons. Bruno Forte) e le telecamere del Centro televisivo vaticano si sono spente, nell’aula il clima si è surriscaldato, con quarantuno interventi tesi per lo più a smontare la relazione. Pell, Ouellet, Dolan, Vingt-Trois, Burke, Müller, Scola, Caffarra: a loro non sono piaciuti i paragrafi sulle aperture ai matrimoni civili, alle convivenze e alle coppie omosessuali. E con loro hanno sollevato dubbi tanti vescovi africani, i quali hanno chiesto lumi su certi passaggi che in assemblea mai erano stati discussi. Qualche padre s’è pure accorto che nel documento “la parola peccato non è quasi presente”. Così come è stato ricordato “il tono profetico delle parole di Gesù, per evitare il rischio di conformarsi alla mentalità del mondo presente”.

Durante il briefing quotidiano, il cardinale sudafricano Wilfrid Fox Napier ha usato l’accetta, avanzando perfino il sospetto che i responsabili del Sinodo siano impegnati a favorire “non le opinioni di tutto il sinodo, ma di un gruppo particolare”. E poi, il testo di Erdo “non riflette il dibattito in assemblea”, ha aggiunto. “La mia paura”, ha osservato il porporato arcivescovo di Durban, è che “ciò che è uscito non corrisponda alla realtà”».(Matteo Matzuzzi, La Nuova Bussola Quotidiana)

IL SINODO DELLA VERGOGNA

IL PRESIDENTE DEI VESCOVI POLACCHI: IL DOCUMENTO DI METÀ SINODO? CONFUSIONE E CEDIMENTO AL MONDO

E’ OVVIO CHE LE PAOLINE METTANO ALL’INDICE IL MIO LIBRO, PERCHE’ E’ UN LIBRO CATTOLICO…. INVECE PUBBLICANO E VENDONO I TESTI DEL GESUITA BOLLATI DA RATZINGER E WOJTYLA COME “INCOMPATIBILI CON LA FEDE”, TESTI CHE “POSSONO CAUSARE GRAVI DANNI”.

Si dicono “cattolici aperti”, moderni e progressisti e poi riesumano l’Indice, il famigerato Index librorum prohibitorum. Più che indignare fa ridere la decisione delle Paoline di mettere al bando dai loro scaffali il mio libro “Non è Francesco”.Ma la loro è una decisione prevedibile: il mio libro è cattolico, apostolico, romano e loro, evidentemente, con roba del genere non vogliono avere a che fare.

CENSURA AL SINODO

FINALMENTE UN PASTORE CHE CRITICA LA CENSURA IMPOSTA AL SINODO PER FAR SENTIRE SOLO LA CAMPANA DI KASPER E BERGOGLIO. MULLER DIFENDE IL DIRITTO DEL POPOLO DI DIO A SAPERE. EVVIVA IL CARDINALE MULLER, DIFENSORE DELLA RETTA DOTTRINA CATTOLICA E DEL POPOLO DI DIO
Qui la critica alla censura imposta agli interventi dei partecipanti del Sinodo.
Foto: Il Cardinale Müller

IL GRANDE INQUISITORE A CRISTO RITORNATO (PAGINE IMMORTALI DI DOSTOEVSKIJ CHE PARLANO ALL’OGGI… E AI PASTORI DI OGGI…)

Non abbiamo forse amato noi altri l’umanità, tanto umilmente riconoscendo la sua impotenza, con tanto amore alleggerendo il suo fardello e permettendo alla debole sua natura sia pur di peccare, ma col nostro permesso? E che vuoi Tu, che in silenzio e intensamente mi guardi coi dolci occhi Tuoi? Adirati pure: non voglio, io, l’amor Tuo perché, dal canto mio, non Ti amo…
Da Fedor Dostoevskij, “I fratelli Karamazov” (Queste sono alcune della parole che il cardinale di Siviglia, il Grande Inquisitore, rivolge a Gesù, tornato sulla terra, dopo averlo fatto imprigionare)