Nella conferenza stampa di fine anno, Giorgia Meloni – a proposito di leggi sul suicidio assistito – ha dichiarato: “Io penso che il compito dello Stato non sia favorire percorsi per suicidarsi, ma sia semmai cercare di ridurre al minimo la solitudine e le difficoltà di chi ha gravi patologie e delle loro famiglie ed è il lavoro che fa il governo con l’aumento dei fondi per le cure palliative e l’assistenza domiciliare ed è quello che il governo fa con il prossimo ddl sui caregiver familiari. Penso che il nostro compito sia quello di combattere la solitudine e l’abbandono che fanno vedere il suicidio assistito come un’opzione”.

Purtroppo nel chiassoso Bar mediatico e politico italiano non si è sentita nessuna vera riflessione, nessun approfondimento sulle parole, di grande spessore, della premier. È sconcertante, ma non sorprende, la superficialità con cui in Italia e nei Paesi occidentali si è affrontato e si affronta il drammatico dibattito sull’eutanasia e il suicidio assistito, fra l’altro eludendo il problema delle loro conseguenze. Continua