“E’ una spartizione indecente”. Così la nascita del governo Prodi viene descritta dal senatore Emanuele Macaluso, storico dirigente del Pci, già direttore dell’Unità, oggi direttore delle Ragioni del socialismo, nonché editorialista del Riformista.
Che aggiunge: “Capisco che c’era la necessità di sconfiggere Berlusconi. Se poi però si dovesse rivelare troppo presto che questo, assieme alle poltrone, è l’unico vero elemento che tiene unita l’alleanza, beh, allora sarebbe imbarazzante… E non mi chieda della qualità dei singoli…”.
L’intervistatore non fa in tempo a chiederglielo che il senatore già spara: “La media è di una qualità desolante”.
Testimone numero 2, Franco Bassanini, dirigente Ds e già ministro: “Abbiamo assistito a un imbarazzante revival del Manuale Cencelli e delle logiche spartitorie della prima Repubblica”. E poi bisognerebbe aggiungere le risse fra ministri (a cominciare da Di Pietro sulle opere pubbliche), quelle degli esclusi come la Sbarbati, l’inizio di guerra fra Fassino e Rutelli sul leader del prossimo partito democratico e via litigando.