Quelle ironie sugli ebrei…
Un triste scivolone quello del Vernacoliere. Il “mensile di satira, umorismo e mancanza di rispetto” (così si qualifica), famoso per le sue volgarità e le massicce dosi di pecoreccio, ma anche per le sue tendenze di Sinistra, stavolta è uscito dal seminato. Ieri è apparso il nuovo numero con lo strillo di copertina esposto in evidenza fuori dalle edicole. Eccolo: “Guerra nel Libano. Israele non risparmia sulle bombe. Stupore ner mondo: o che ebrei sono?!”.
Il senso è chiaro e si noti bene: non si parla di israeliani, ma di ebrei. Come spilorci, oltreché guarrafondai senza scrupoli. Chiedo a Giorgio Israel – docente alla Sapienza di Roma e attento studioso di questi fenomeni – una reazione a caldo: “Mi fa un’impressione tristissima. L’ebreo taccagno o usuraio è uno degli stereotipi più noti e banali dell’antisemitismo di tutti i tempi. Qui fra l’altro mi sembra di sentire l’eco di una famosa e macabra battuta che fece Starace, il gerarca del ventennio”.










