IN UN VATICANO PIENO DI BERGOGLIANI, LEONE XIV DOVRA’ FIRMARE UNA “ENCICLICA SUI POVERI” DECISA E GIA’ IN PARTE SCRITTA DAL PREDECESSORE. QUANTO VORRA’ E RIUSCIRA’ A MODIFICARLA? “SENTINELLA, QUANTO RESTA DELLA NOTTE?” (ISAIA 21,11)

Ieri Leone XIV ha parlato all’Accademia Mariana Internazionale e, riassumendo i contenuti del Congresso che gli sono stati riferiti (quindi non il suo pensiero, ma quello del Congresso), ha esordito così: “In questo 26esimo Congresso vi siete domandati se una Chiesa dal volto mariano sia un residuo del passato oppure una profezia di futuro, capace di scuotere le menti e i cuori dall’abitudine e dal rimpianto di una ‘società cristiana’ che non esiste più”.

È chiaro che non è stato un Congresso entusiasmante. Tutti sono ancora sulla linea fallimentare di papa Bergoglio, con la solita solfa del “cambiamento d’epoca”, quindi la resa al mondo. Leone XIV anche stavolta, come fa da mesi, ha corretto la linea bergogliana, ma senza strappi, parlando della Madonna che, fra l’altro, è davvero rivelatrice delle diverse stagioni ecclesiali.

DOPO 30 ANNI E’ TORNATO IL BLOCCO COMUNISTA ANTI-OCCIDENTE. E DA NOI C’E’ CHI VUOLE DIVIDERE L’OCCIDENTE OPPONENDO UE E USA

La sinistra in Italia è traumatizzata. Questo spiega l’esasperazione dei toni, ogni giorno più aggressivi e più demagogici. Ha visto crollare tutte le sue certezze.

In breve tempo i compagni hanno perso le elezioni e il governo, vedendo insediarsi a Palazzo Chigi la leader della destra Giorgia Meloni. Hanno visto sgonfiarsi tutte le loro nefaste previsioni di crisi internazionale e di crollo dell’esecutivo di centrodestra (si è verificato esattamente il contrario).

Poi hanno perso la loro stella polare Usa con il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. Infine è scomparso papa Francesco che loro consideravano “il principale leader della sinistra” (D’Alema dixit).

XI, PUTIN, LA PAURA DI MORIRE E LA VOGLIA DI SOSTITUIRSI A DIO  

Sono due degli uomini più potenti del mondo, hanno armi atomiche capaci di distruggere l’umanità, dominano su imperi, dispongono di ricchezze immense e spazzano via ogni oppositore. Eppure… sentono di invecchiare, calcolano i pochi anni che restano e, anche loro, hanno l’assillo della morte. Sgomenti come tutti, anche i dittatori.

È quello che ha rivelato un microfono della televisione cinese che ha captato il colloquio tra Xi Jinping, Vladimir Putin e Kim Jong-un mentre andavano alla parata militare di Pechino.

MA I “CATTO-PIDDINI” CHE LAMENTANO GLI APPLAUSI DEL MEETING ALLA MELONI SONO ANCORA CATTOLICI SE APPLAUDONO LA SCHLEIN SU TUTTO (“COMPRESI I TEMI ETICAMENTE SENSIBILI”)?

Il dibattito dentro al Pd è appassionante quanto un corso di uncinetto. Si addormenta perfino il computer. È come una serie tv con repliche continue. Quella intitolata “Il Pd e i cattolici” è di nuovo in onda in questi giorni, da quando i “compagni” e i “catto-compagni” sono rimasti traumatizzati per il successo di Giorgia Meloni al Meeting di Rimini.

REPUBBLICA CONTRO MELONI E CL SULL’IMMIGRAZIONE. MA…

Ieri lezione di teologia morale. Repubblica ha “spiegato” ai cattolici come devono guardare all’immigrazione di massa. Ma il giusto pensiero cristiano, di fronte alle dimensioni odierne del fenomeno, sarà quello dei vescovi africani o quello del salotto di Repubblica?

I bersagli del giornale sono CL e Giorgia Meloni che, al Meeting di Rimini, ha menzionato un uomo di Dio come il card. Robert Sarah: «Ci interessa codificare e difendere il diritto a non dover emigrare» ha detto la premier citando così una frase dei Papi «perché è assolutamente vero ciò che ci ricorda un grande uomo di Chiesa come il Cardinal Robert Sarah, quando dice che chi ritiene le migrazioni necessarie e indispensabili compie, di fatto, un atto egoistico. “Se i giovani lasciano la loro terra e il loro popolo – si chiede Sarah -, rincorrendo la promessa di una vita migliore, che ne sarà della storia, della cultura, dell’esistenza del Paese che hanno abbandonato?”. Per questo l’Italia, con questo Governo, ha svolto un ruolo che io considero decisivo percambiare l’approccio europeo nei confronti di questa sfida».

MELONI VINCE 5-0 SU DRAGHI (RIDICOLIZZATO IL TENTATIVO DI QUALCUNO DI USARE IL MEETING PER “LANCIARE” DRAGHI)

Nel merito del Meeting consiglio anche la lettura di questo articolo di Riccardo Cascioli QUI

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Al Meeting di Rimini, fra l’inaugurazione di Mario Draghi e la chiusura di Giorgia Meloni, si è visto un inedito confronto fra i due e il risultato è disastroso per Draghi. La partita è finita cinque a zero per la premier.

Non lo certifica solo l’entusiasmo della platea. Su questo piano la vittoria della Meloni era scontata: tanto lei è in sintonia con i sentimenti della gente, quanto Draghi è gelido. Ha il fascino di un autovelox.

CL HA SEPOLTO GIUSSANI E, VERGOGNANDOSI DI CRISTO, HA CERCATO UN POSTO ALLA CORTE DELL’IMPERATORE. ED ECCO UN ALTRO MEETING COME TRAMPOLINO PER DRAGHI

Cos’è oggi il Meeting di Rimini di cui parlano i media? E cos’è accaduto a Comunione e Liberazione? Possibile che siano arrivati a identificarsi con un personaggio ideologicamente agli antipodi di don Giussani come Mario Draghi, spingendo la venerazione nei suoi confronti addirittura fino ad accenti messianici?

È la storia di un naufragio. Lo sbandamento di CL aveva costretto addirittura la Santa Sede, nel 2021, a intervenire pesantemente, inducendo alle dimissioni il successore di don Giussani. Intervento sacrosanto, ma purtroppo inutile (con il suo vice non è cambiato niente).

IL PAPA, DANTE E LA PAURA DI AMARE DEI GIOVANI

La condizione giovanile oggi è caratterizzata dalla paura delle scelte definitive, del “per sempre”. Si esita a impegnare la propria vita in una strada, si teme che sia un legarsi a qualcosa che esige sacrifici di tempo e di energie, che cancella altre possibilità, altre occasioni. In fondo una rinuncia alla libertà.

La caduta verticale del numero di matrimoni e il crollo demografico sono i segni di questa profonda insicurezza esistenziale ormai di massa. Non a caso proprio su questo verteva una delle tre domande che i giovani hanno posto al Papa nella veglia del Giubileo a Tor Vergata: “dove troviamo il coraggio per scegliere?”

PACE O GUERRA. A CHE PUNTO SIAMO CON IL COMPAGNO PUTIN. IL “GROSSO BASTONE” EVOCATO DA ROOSEVELT

Per quanto i (neo, post o ex) comunisti nostrani, fischiettando, facciano finta di non conoscerlo, Vladimir Putin è (e rimane) un compagno, un comunista del Pcus fatto e finito, uscito dalla gelida fabbrica del Kgb. La riabilitazione dell’Urss in corso in Russia in questi anni (compresa quella di Stalin) lo dimostra platealmente. Come la felpa con la scritta CCCP esibita provocatoriamente dal ministro Lavrov in Alaska.

Cosa comporta il comunismo di Putin? Vuol dire che comprende soprattutto il linguaggio della forza, della supremazia militare e della violenza, perché è quello dalla storia sovietica, è il marxismo-leninismo. Perciò tende a considerare la mano tesa dell’avversario come un segno di debolezza.

LEONE XIV HA BENEDETTO IL TENTATIVO DI PACE DI TRUMP, CHE REALIZZA ANCHE CIO’ CHE CHIEDEVA PAPA FRANCESCO

La notizia susciterà dei mal di pancia fra i cattocomunisti e nei salotti NoPax del progressismo mediatico. Ma come potranno far finta di nulla?

Ieri, all’indomani del primo incontro fra Putin e Trump sull’Ucraina, papa Leone XIV ha dato la sua importante benedizione al tentativo del presidente americano di tessere la tela di una trattativa che possa mettere fine alla sanguinosa guerra in Ucraina.

Ecco le sue parole chiare pronunciate all’Angelus: “Preghiamo perché vadano a buon fine gli sforzi per far cessare le guerre e promuovere la pace; affinché, nelle trattative, si ponga sempre al primo posto il bene comune dei popoli”.

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