I MERCANTI, VENEZIA E IL PARADISO

“L’Italia” diceva Anna Achmatova “è un sogno che continua a ripresentarsi per il resto della vita”. Trovo la citazione nel libro di Iosif Brodskij dedicato a Venezia: Fondamenta degli incurabili (Adelphi).

Non è un gran libro, ma, a tratti, contiene preziose intuizioni: “In ogni caso, venga prima il sogno o prima la realtà, l’idea dell’aldilà è tenuta ben viva, a Venezia, dal suo tessuto visivo chiaramente paradisiaco. Nessuna malattia, per quanto seria, riuscirà mai a imporvi, qui, una visione infernale”.

LA MAREMMA SCONOSCIUTA E MAGICA DI LUCIO CORSI

Ha incantato tutti, sul palco di Sanremo, Lucio Corsi, giovane menestrello di Grosseto, vestito da saltimbanco, il volto ingenuo e malinconico illuminato da rari sorrisi.

Con la canzone dolce e surreale scritta con Tommaso Ottomano ha cantato la normalità (“non sono nato con la faccia da duro/ ho anche paura del buio”), l’autoironico essere nessuno (“invece che una stella, uno starnuto”) e, in un mondo di Ego ipertrofici, l’accettazione di sé senza lagne e frustrazioni (anche se il mondo è duro).

LA PAX TRUMPIANA? S’ISPIRA A LEONE XIV CHE INFATTI DICHIARA DI AVERE “ATTENZIONE E SPERANZA”. MENTRE I MEDIA SPARGONO BILE…

Questo mio articolo è uscito la mattina del 25 giugno. E proprio quel giorno il Papa, pronunciando le parole riportate nel tweet riprodotto in foto, ha espresso “attenzione e speranza” verso “gli sviluppi della situazione in Iran, Israele e Palestina”. Cioè verso la tregua imposta da Trump come fine della guerra.

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Il presidente americano ha fatto probabilmente un capolavoro politico da Nobel. Nessuno può prevedere se e quanto la tregua fra Israele e Iran reggerà. Forse salterà tutto di nuovo in aria, forse no. Probabilmente c’è perfino chi “gufa” la pace per poter dire che Trump ha fallito.

Il buon senso consiglierebbe di sostenere il tentativo di stabilizzazione del leader statunitense, perché la pace conviene a tutti, ma – come diceva il Manzoni – spesso il buon senso “se ne sta nascosto, per paura del senso comune”.

TRUMP, IL PAPA E I CATTOLICI CONFUSI. EVITARE FANATISMI, IDEOLOGIE E APOCALITTICA. LA VERITA’ E’ CHE IL REGIME SCIITA TRABALLA E PROBABILMENTE TORNERA’ A TRATTARE

Il presidente Trump rifiuta sia l’isolazionismo dogmatico di certi Maga (che consegnerebbe il mondo a poteri folli), sia le guerre ideologiche di Neocon e Dem (che tanti danni hanno fatto in passato). Vecchi schemi da archiviare.

Invece c’è per ora una sorprendente vicinanza fra la sua azione e le esortazioni di Leone XIV, pur essendo due leader assai diversi con responsabilità e compiti diversi.

NE’ CLIMA NE’ MIGRANTI. LEONE XIV AI GOVERNANTI RACCOMANDA (COME BUSSOLA) LA “LEGGE NATURALE” E I CRISTIANI PERSEGUITATI

Il discorso di Leone XIV, ieri, al Giubileo dei governanti, è molto importante.Per quello che il pontefice ha detto: torna la centralità della legge naturale, come per Giovanni Paolo II e Benedetto XVI (non a caso, con Wojtyla, egli indica l’esempio di un politico santo, Tommaso Moro che “non esitò a sacrificare la sua stessa vita pur di non tradire la verità”).

Ma quello di ieri è un discorso importante anche per ciò che non ha detto: non c’è traccia infatti né di emergenza climatica, né di immigrazionismo, i due temi fondamentali del predecessore.

L’IMPORTANTISSIMA FRASE DEL PAPA SU ISRAELE CHE CORREGGE L’“AVVENIRE” DI ZUPPI

La frattura fra la Cei e la Santa Sede è evidente e su un tema di enorme importanza. È una contrapposizione. Avvenire, quotidiano della Cei guidata dal card. Matteo Zuppi, che ogni mattina dà la linea al giornale, ha scritto una cosa che il Papa, ieri, ha clamorosamente corretto parlando del nuovo conflitto fra Israele e Iran.

(SA)LOTTO CONTINUO

Nel 1953, in Germania Est, si verificarono vaste rivolte operaie che furono represse duramente dal regime comunista di Ulbricht. Gli operai furono trattati da provocatori.

Nel mondo alla rovescia dei regimi comunisti non era il Partito/Governo a dover fare autocritica davanti ai lavoratori che diceva di rappresentare, ma erano i lavoratori a doversi pentire per le proteste e chiedere scusa al Partito/Governo.

REFERENDUM. LA CLAMOROSA BOCCIATURA POPOLARE DELLA CEI IMMIGRAZIONISTA DI ZUPPI INSEGNA CHE…

Per uno strano caso la clamorosa bocciatura del referendum sulla cittadinanza veloce degli immigrati, in Italia, è avvenuta nelle stesse ore in cui – sulla questione immigratoria – scoppiavano i disordini di Los Angeles. Dopo che pure gli americani, con il voto presidenziale di novembre, avevano boccato l’immigrazionismo incontrollato.

La disfatta referendaria della sinistra italiana ha un significato politico interno, ma anche geopolitico e perfino ecclesiale. È il crollo di un pilastro dell’ideologia bergogliana di cui il card. Zuppi, presidente della Cei voluto da Francesco, è stato l’interprete. Proprio lui un mese fa dichiarava: “Il sovranismo non ha futuro, fa male al Paese, chi ama il proprio Paese butta via le frontiere” (cioè butta gli Stati).

LA SINISTRA 50 ANNI DOPO HA DIMENTICATO IL COMUNISMO IN VIETNAM E CAMBOGIA… MA CONTINUA AD ANDARE IN PIAZZA. EVITA ESAMI DI COSCIENZA O AUTOCRITICHE E PRETENDE SEMPRE DI STARE IN CATTEDRA

L’infatuazione marxista dei giovani del ‘68 ebbe un simbolo: il Vietnam, l’Indocina. Una generazione di politici intellettuali e giornalisti di sinistra si formò in quegli anni sbandierando quel simbolo.

È curioso che sia passato pressoché sotto silenzio il 50º anniversario della vittoria dei guerriglieri in Vietnam e in Cambogia che data appunto alla primavera del 1975. Perché nessuno più ricorda l’arrivo del regime comunista a Saigon e la presa del potere da parte dei Khmer Rossi in Cambogia?  

UN MESE DA LEONE. LA CHIESA RITROVA L’IDENTITA’ E (INVECE CHE AI MEDIA) GUARDA ALL’ETERNITA’

A un mese dall’elezione di Leone XIV si fanno due valutazioni opposte. La prima è quella del card. Camillo Ruini, il quale, in un’intervista, ha dichiarato che l’elezione del nuovo Papa ha di colpo unito e rasserenato la Chiesa: “Quei non pochi fedeli che, a torto o a ragione, erano a disagio per le – vere o presunte – aperture dottrinali di papa Francesco si sono sentiti rassicurati… Il clima che respiriamo oggi nella Chiesa può definirsi di gioia e di pace”.

Dall’altro lato ci sono i “guardiani della rivoluzione” progressista che, allarmati dalle parole del nuovo Papa, fin dal primo giorno (con Vito Mancuso) hanno cominciato a criticarlo (tanto più ora che Leone XIV, parlando della famiglia, ha osato citare l’Humanae vitae di Paolo VI da loro vista come fumo negli occhi). Paventano “ritorni indietro”.

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