L’Italia è un bersaglio dichiarato del terrorismo islamico. Sapendo che le “bombette” di Londra, in fin dei conti, sono ancora poca cosa rispetto a ciò che quei criminali potranno fare con il nucleare sporco o le armi biologiche, diventa importante sapere cosa dice Prodi. I sondaggi infatti annunciano che potrebbe vincere le elezioni del 2006 e dunque è decisivo capire bene in che mani mettiamo noi, i nostri figli, le nostre città, il nostro Paese.Prodi, che ha governato fra il 1996 e il 1998, non si è mai cimentato con questo fenomeno criminale planetario. E allora vediamo che posizioni ha preso in questi giorni. Titolo del Corriere della sera: “Prodi: non servono leggi speciali. Iraq, rimane il no”. Si capisce bene ciò a cui Prodi – a nome del centrosinistra – dice no: no a leggi speciali antiterrorismo, no a un giro di vite sull’immigrazione clandestina, no al contrasto all’islamismo in Iraq, no, no, no… Però non si capisce a cosa Prodi dica sì. Se oggi fosse lui al governo, cosa farebbe concretamente per proteggere la vita minacciata di 50 milioni di italiani?