L’arcidiocesi di Siena, nell’anno francescano, fa un convegno, il 29 maggio, intitolato: “San Francesco e la cura. L’umanità nella medicina”.
Spicca fra i relatori Rosy Bindi “già ministro della Sanità”. La Bindi sa cosa avrebbe detto san Francesco della legge sul suicidio assistito fatta dalla Regione Toscana (di sinistra) contro cui si è schierato il Governo? È facile capirlo. E chissà se il card. Lojudice spiegherà la posizione della Cei di Zuppi sulla legge nazionale sul suicidio assistito…
I vescovi più che parlare della fede in Dio, parlano di politica con la fede nel Pd: dal sovranismo (che detestano) ai referendum, dall’immigrazione al cambiamento climatico, dalla biodiversità all’“America cattiva” e ai temi Lgbt (scrive la Nuova Bussola: “sono almeno 23 le diocesi italiane coinvolte a vario titolo nella promozione di veglie di preghiere contro l’omofobia e di incontri formativi filo-Lgbt, veglie e incontri che sono iniziati a maggio e che continueranno per tutto giugno”).
Lunedì arriva pure l’enciclica sull’Intelligenza Artificiale di Leone XIVpresentata dai due campioni del bergoglismo, i cardinali Fernandez e Czerny, da altri collaboratori di Bergoglio e da Christopher Olah, cofondatore miliardario e ateo del colosso dell’IA Anthropic. Mai vista la Santa Sede che sponsorizza una multinazionale, ma essendo essa “in rotta con la Casa Bianca” viene beatificata.
In questo mare di mondanità e di politica la voce di san Francesco, se volessero sentirla, sarebbe totalmente dissonante, politicamente scorrettissima, scandalosa. Verrebbe considerato dal Vaticano un fanatico, un integralista, un pazzo, un tradizionalista.
Ecco le sue parole: “Considerate e vedete che il giorno della morte si avvicina. Perciò vi prego, con tutta la riverenza di cui sono capace, che a motivo delle cure e preoccupazioni di questo mondo, che voi avete, non vogliate dimenticare il Signore, né deviare dai suoi comandamenti, poiché tutti coloro che dimenticano il Signore e si allontanano dai suoi comandamenti, sono maledetti e saranno dimenticati da lui. E quando verrà il giorno della morte, tutte quelle cose che credevano di possedere saranno loro tolte. E quanto più sapienti e potenti saranno stati in questo mondo, tanto maggiori tormenti patiranno nell’inferno. Perciò io con fermezza consiglio a voi, miei signori, che, messa da parte ogni cura e preoccupazione, riceviate con animo benigno il santissimo corpo e il santissimo sangue del Signore nostro Gesù Cristo, in Sua santa memoria. E vogliate offrire al Signore tanto onore in mezzo al popolo a voi affidato, che ogni sera si annunci, mediante un banditore o qualche altro segno, che all’onnipotente Signore Iddio siano rese lodi e grazie da tutto il popolo. E se non farete questo, sappiate che voi dovrete renderne ragione davanti al Signore e Dio vostro Gesù Cristo nel giorno del giudizio. Coloro che riterranno presso di sé questo scritto e lo metteranno in pratica, sappiano che sono benedetti dal Signore Iddio”.
È la lettera (vera) di frate Francesco “a tutti i podestà e ai consoli, ai giudici e ai reggitori di ogni parte del mondo”. Né politica, né sociologia, né economia. Solo l’urgenza della salvezza eterna, che non c’è mai nei clericali, impegnati a far politica.
Così san Francesco, con la mente e il cuore rivolti al cielo, senza averlo preventivato, ha rinnovato la terra cristiana. La cultura, l’arte e perfino la scienza e l’economia.
L’ha fatto senza il Pd e senza miliardari atei. Con il pensiero opposto, cioè da cattolico.
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Antonio Socci
Da “Libero”, 23 maggio 2026










