Diceva Leo Longanesi: “L’arte è un appello al quale troppi rispondono senza essere stati chiamati”.
Vale anche per la politica. Prendiamo l’autocandidatura di Mario Calabresi come futuro sindaco del centrosinistra a Milano. Su Facebook ha annunciato: “Sento forte il richiamo a percorrere una strada nuova”.
Ma il richiamo di chi? Magari era il postino che chiamava al citofono per una bolletta e lui ha creduto che il destino bussasse alla porta. Così ora si vuole candidare per un partito a cui (che si sappia) non è iscritto e senza che quel partito glielo abbia chiesto. Sente il sacro fuoco.
Per la verità Elly Schlein è stata freddina. Ha preso le distanze. Qualcosa come: “ok, la richiamiamo noi”. Solo Calenda ha applaudito, sostenendo che andrebbe subito candidato senza le primarie. E questa sponsorizzazione per Calabresi è una pessima notizia.
Ci si chiede: ma ha mai fatto politica? Ha mai amministrato – che so – un condominio? Non risulta. In compenso nella sua dichiarazione non c’è traccia di un’idea su Milano, neanche una, e questo è il miglior requisito per ottenere la candidatura del centrosinistra. Come diceva (sempre) Longanesi: “non si ha idea delle idee della gente senza idee”.
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Antonio Socci
Da “Libero”, 3 settembre 2026
www.antoniosocci.com








