“Non conta il giudizio dei giornali, ma quello del buon Dio”, ha detto di recente Benedetto XVI. Ma a quanto pare, per lui, Dio si prende ancora tempo.

I 90 anni che il papa emerito compie domani – in coincidenza con la Pasqua (addirittura una Pasqua di tutte le confessioni cristiane) – smentiscono le motivazioni circolate per la rinuncia (infatti lui è tuttora lucidissimo) ed essendo un’età imprevista (Ratzinger ha confidato che non credeva di arrivarci) viene da pensare che il suo “Principale” abbia ancora un compito da fargli svolgere.

Potrebbe esserci ancora un capitolo nel libro di Dio su quest’uomo mite e profondo? I narratori insegnano che è il finale che rivela il senso di una vita. Continua

Ieri “Avvenire”, il giornale dei vescovi, mi ha attaccato per il mio ultimo articolo su “Libero”. Siccome è l’ennesima volta – e bordate simili ricevo pure da ecclesiastici e annessi – mi sento autorizzato, almeno “per fatto personale”, a negare nel 2017 il mio “8 per mille”.

A nessuno infatti si può chiedere di finanziare chi lo bersaglia da anni. Oltretutto in un modo sleale.

Infatti “Avvenire” mi accusa di aver definito certe espressioni di papa Bergoglio assai simili alla bestemmia e poi afferma che io – per tale grave critica – non porterei “nessun argomento valido a sostegno”.

Come se io lanciassi al papa irresponsabili accuse senza motivo. Il fatto è che “Avvenire” si è ben guardato dal riferire le frasi testuali di Bergoglio da cui partiva quella mia critica: egli ha detto che Gesù “si è fatto peccato, si è fatto diavolo, serpente, per noi”.

Parole inaudite che “Avvenire” ha omesso per poi accusarmi di attaccare il papa senza “nessun argomento valido”. Ma che quelle di Bergoglio siano espressioni blasfeme o scandalose lo dimostra il fatto stesso che “Avvenire” le ha censurate, non ha neanche tentato di giustificarle. Continua

Nella Chiesa molti hanno le mani nei capelli, perché stanno accadendo cose mai viste. Ci sono stati papi di tutti i tipi in duemila anni, ma non era mai capitato un papa che in chiesa, nell’omelia della Messa, pronuncia frasi che – in bocca a chiunque altro – sarebbero considerate bestemmie.

L’altroieri, per esempio, papa Bergoglio, a Santa Marta, se n’è uscito con un’espressione che deve aver raggelato gli ascoltatori (anche se poi nessuno ha il coraggio di dire nulla).

Commentando – in modo totalmente assurdo – il passo biblico del serpente innalzato da Mosè nel deserto (Numeri 21, 4-9), ha affermato che Gesù “si è fatto peccato, si è fatto diavolo, serpente, per noi”. Continua

Da Paese distrutto che aveva pure perso la guerra ed era prevalentemente agricolo, in pochissimi anni l’Italia è diventata la quinta potenza industriale del pianeta. L’espressione “miracolo economico” fu coniata espressamente per noi.

Fu un balzo in avanti strepitoso. Cos’avremmo potuto fare se avessimo avuto anche il petrolio? In effetti, l’inizio dei nostri guai è rappresentato proprio dai due shock petroliferi del 1973 e del 1979.

Ma – pur poveri di materie prime – abbondiamo in materia grigia. Il “genio” è la nostra grande risorsa. E dovremmo ritrovare anche per questo un po’ di sano orgoglio italiano.

Perché poi sono gli altri a riconoscere le nostre eccellenze che noi magari ignoriamo. C’è un caso proprio nel settore cruciale dell’energia. Continua

Pagine e pagine di quotidiani sono state dedicate alla misteriosa “Adorazione dei Magi”, il capolavoro incompiuto di Leonardo tornato agli Uffizi dopo un lungo restauro.

E’ più bello ed enigmatico che mai. Ma qual è il suo mistero? Forse nessuno ha compreso l’opera leonardesca quanto un altro grande artista: Andrej Tarkovskij.

Del regista russo, morto in giovane età, nel 1986, esule, lontano dalla sua patria, che era ancora sotto il comunismo, Ingmar Bergman disse: “Quando scoprii i primi film di Tarkovskij fu per me un miracolo… Tarkovskij per me è il più grande”.

Nei film di Tarkovskij – pieni di spiritualità russa – tornano spesso le opere di Leonardo. Ma in modo speciale ce n’è una che sta al centro del suo ultimo film, “Il Sacrificio”, che vinse a Cannes il Premio speciale della giuria: è, appunto, l’“Adorazione dei Magi” di Leonardo. Continua

“Il mondo costruì, con l’aiuto dei filosofi del giorno, una contro-religione, in parte simile al cristianesimo, ma in realtà sua acerrima nemica (…)

[Essa] ha scelto del Vangelo il suo lato più sereno: l’annuncio della consolazione, i precetti di reciproco amore. Rimangono così relativamente dimenticati gli aspetti più oscuri e più profondi della condizione e delle prospettive dell’uomo.

È la religione naturale in un’epoca civile, e Satana l’ha accortamente ornata e perfezionata fino a farne un idolo della verità.

Via via che la ragione prospera, via via che il gusto si forma e si raffinano gli affetti e i sentimenti, sarà inevitabile che alla superficie della società si diffonda, del tutto indipendentemente dall’influenza della rivelazione, un costume generale di onestà e di benevolenza. Continua

Oggi si celebrano i 60 anni dei Trattati di Roma con cui, nel 1957, sei paesi del vecchio continente istituirono la Comunità Economica Europea e l’Euratom.

Quella scelta storica in Italia fu tutt’altro che pacifica e unanime. Ci fu un grande oppositore nel Parlamento e nel Paese: il Pci.

Nel dibattito parlamentare sulla ratifica dei Trattati, il partito di Togliatti fece esporre le ragioni del proprio voto contrario dall’on. Giuseppe Berti, autorevole dirigente del partito (era fra l’altro il genero di Giuseppe Di Vittorio). Continua

E’ appena uscito, in Spagna, un libro dello scrittore cattolico José Maria Zavala che sta già facendo rumore anche da noi. E’ intitolato “El secreto mejor guardado de Fatima”, il Segreto meglio custodito di Fatima, perché indaga sulla possibilità che il famoso “Terzo segreto di Fatima” non sia stato tutto rivelato nel 2000, quando il Vaticano lo pubblicò.

Per la verità l’autore propone addirittura lo scoop (presunto) del testo autografo di suor Lucia che sarebbe stato nascosto da anni.

Premetto subito, però, che a me, per molti motivi, non sembra un testo autentico della veggente di Fatima.Per questo, pur avendo ricevuto il Pdf del libro dall’autore, diversi giorni fa, non ne avevo scritto. Sennonché ieri il caso mediatico è scoppiato ed allora è necessario chiarire alcune cose. Continua

E’ stata scattata a Praga negli anni bui del comunismo, fra il 1978 e il 1988. Un qualunque passante avrebbe considerato quest’uomo un normale lavavetri, un operaio qualsiai.
Ma quest’uomo in realtà era anche un prete, Miloslaw Vlk, e mentre faceva il lavavetri esercitava di nascosto il suo ministero che non gli era consentito esercitare alla luce del sole: “Confessava per strada, nei vicoli, persino nelle sale d’attesa del tribunale. Celebrava la messa clandestinamente nelle case. «Sono stati gli anni più benedetti della mia vita», ha confidato. In quel periodo ha svolto segretamente la sua attività pastorale con piccoli gruppi di laici” (Osservatore romano).
Crollato il comunismo, nel 1990 fu nominato vescovo da Giovanni Paolo II e nel 1991 arcivescovo di Praga. Continua

Piccolo vademecum del “pensiero unico” liberamente ispirato al “Dizionario dei luoghi comuni” di Gustave Flaubert.

Ecco alcune sintetiche norme di comportamento e di giudizio ad uso dei conformisti per evitare la fatica (e il pericolo) di pensare controcorrente e per essere perfettamente nel mainstream.

PATRIOTI

Il patriottismo? Se è italiano bisogna definirlo deprecabile sovranismo, sospetto di fascismo e di razzismo. Se è Europeo giudicarlo lodevole, segno di apertura mentale. Ritenerlo obbligatorio.

I confini e gli ideali europei sono da difendere, celebrare e proteggere, quelli nazionali italiani vanno bollati come “muri” e barbara xenofobia.

Nel caso in cui i sovranisti prevalgano nella polemica, fingere grande erudizione citando Samuel Johnson (che tanto nessuno sa chi sia): “il patriottismo è l’ultimo rifugio delle canaglie” (eventualmente ricordare il riciclaggio della battuta in “Orizzonti di gloria” di Stanley Kubrick per mostrarsi pure moderni cinefili).

BREXIT

La scelta del popolo britannico di uscire dal mercato unico europeo va aspramente condannata come sciocco isolazionismo e disastroso nazionalismo. Dire – scuotendo la testa – che hanno votato per la Brexit solo i vecchi e la gente ignorante e rozza. Continua