Perchè restare in Afghanistan se i cristiani sono condannati a morte?

Il “caso Rahman” non è affatto risolto. Innanzitutto perché membri del Consiglio degli Ulema dichiarano: “chiederemo alla gente di farlo a pezzi”. “Quale che sia la decisione della corte – ha detto ad ‘Asia Time’ Ahmad Shah Ahmad Zai, che è stato primo ministro ad interim nel 1996, prima dell’avvento dei talebani – c’è accordo generale tra gli studiosi, dal nord al sud, dall’est all’ovest dell’Afghanistan, che Rahman deve essere giustiziato”. In secondo luogo perché la soluzione di compromesso che il governo Karzai cerca di dare al problema, per scongiurare l’assassinio, è comunque vergognosa. Solo per viltà e ipocrisia possiamo farcela piacere. Com’è noto Abdul Rahman è l’uomo di 41 anni che – dall’Islam – si è convertito al cristianesmo. In base alla legge coranica, la sharia (che è fonte del diritto anche nell’Afghanistan “liberato”), chi lascia l’Islam è “apostata” e quindi merita la pena capitale.

La “supposta” di Concilium

Passi per Moni Ovadia che sull’Unità di ieri si confonde su Ruini chiamandolo “il cardinale Francesco Ruini”. Come dire che il leader della Quercia è Amilcare Fassino. Ma il titolo che il giornale fondato da Antonio Gramsci strillava, poche pagine prima, era davvero epocale: “E in Vaticano sventola bandiera rossa”.Mi è sembrato un lapsus freudiano, perché al Concistoro (di cui parlava l’articolo) c’erano “berrette rosse” non “bandiere rosse”. Evidentemente all’Unità – mi sono detto – come vedono rosso vanno in stato di eccitazione. I comunisti non sono riusciti a portare i cavalli dei cosacchi ad abbeverarsi in piazza San Pietro, ma forse con i postcomunisti – ho pensato – c’è andato qualche somarello che confonde le berrette cardinalizie con le bandiere del partito. Invece mi sbagliavo perché a Sinistra, come si sa, somari non ce ne stanno. Sono tutti geni. Soprattutto chi ha vergato quel titolo è un genio. Non ha sbagliato. Sono io il somaro per non aver capito subito. Altro che lapsus. “E in Vaticano sventola bandiera rossa” è un titolo ponderato che esprime bene una prospettiva politica molto concreta e tenace. Di ieri come di oggi.

VOGLIONO METTERE LE MANI SULLA CHIESA !!!!!

Il 9 aprile è in gioco anche la cosa più preziosa: la libertà della Chiesa. Ecco come e perché…

Prodi, Bonino e la felicità

Romano Prodi dunque ha promesso all’Italia “la felicità”. Ci crede e ne è entusiasta Roberto Cotroneo sull’Unità. La promessa arriva proprio nelle ore in cui, su “Grazia”, è uscita una commovente confessione (privata) di infelicità e solitudine di Emma Bonino. La vedremo, ma prima bisogna chiedersi come Prodi pensa di dare tonnellate di felicità a tutti. Per decreto legge? O farà una commissione? O incaricherà Rosy Bindi, Pecoraro Scanio, Caruso e Diliberto? Ha promesso la felicità che è come garantire – dal 10 aprile – il Paradiso in terra. Non si sarà sbilanciato un po’ troppo? Non riesce neanche a spiegare dove troverà le risorse per diminuire di 5 punti il cuneo fiscale sul lavoro dipendente e si lancia in questa mirabolante promessa. Peraltro non richiesta. Agli italiani basterebbe molto meno: un po’ di buona amministrazione, strade e treni più veloci, fisco meno oppressivo, mondo islamico meno minaccioso e più libertà dalle burocrazie (anche europee).Ma Prodi se ne infischia di queste aspettative. Sul fisco paventa nuove mazzate, di modernizzazione (com’è la Tav) non parla per non irritare Verdi e comunisti e le burocrazie saranno moltiplicate, con le spese (come emerge dal programma dell’Unione).

IL GENOCIDIO CENSURATO – Aborto: un miliardo di vittime innocenti

Aborto: un miliardo di vittime innocenti

COME E PERCHE’ SPARI’ EXCALIBUR (VISTO CHE IN MOLTI ME LO CHIEDETE)…

Il “caso Annunziata-Berlusconi” ha un precedente: il caso “Melandri-Socci”. Excalibur fu sospeso (per quella domanda scomoda sull’embrione) e l’Annunziata, allora presidente Rai, sparò a zero su Socci accusandolo di aver fatto più il “militante” che il “conduttore”…

LETTERA DI UN UOMO VIVO: LA PRIMA OPERA DA DIFENDERE E’ LA FAMIGLIA

Ho ricevuto questa lettera da un amico, Francesco M. Massetti…. E la faccio mia… Fa riflettere…

Le “profezie” di Umberto Eco

Cosa si aspettava Umberto Eco comunicando al Paese che – in caso di vittoria del centrodestra – avrebbe lasciato la patria orba del suo ingegno riparando per sempre all’estero? Evidentemente era certo che un fremito di disperazione avrebbe scosso la penisola. Ma a cinque giorni da tale annunciata dipartita possiamo dire che non si segnalano scene di lutto nelle piazze. Non si ha notizia di persone che si siano suicidate, buttandosi dai terrazzi o ingerendo lamette, nessuno che si sia incatenato all’Altare della Patria per scongiurare una così tremenda perdita. Neanche i parenti dello scrittore – che si sappia – sono scoppiati in un pianto dirotto, né i vicini di casa hanno intonato uno struggente “Resta cu nnoi/ nun ce lassà…”. Anzi, il suo annuncio – e ci spiace per il professore – ha invece scatenato l’entusiasmo del popolo di centrodestra. C’è perfino qualcuno che – pur deluso dal governo – ci scrive: “non avevo tanta voglia di tornare a votare, ma se si tratta di mandare Eco e i suoi accoliti a quel Paese, allora corro”. A “Libero” continuano ad arrivare lettere di persone che gioiosamente si danno appuntamento l’11 aprile per il “saluto ai migranti”. E c’è perfino chi si dice disponibile a contribuire alle spese di viaggio (di sola andata, naturalmente). Per incoraggiarli, per accompagnarli all’imbarco, perché non ci ripensino all’ultimo momento.

Vogliono imbavagliare anche il Papa

Il grande Chesterton diceva: “mi piace il liberalismo, ma nient’affatto i liberali”. Prendiamo i liberali italiani che pontificano dalle colonne dei giornali e discettano di liberaldemocrazia dalle cattedre universitarie. Dove sono? Cosa dicono in queste ore? Non hanno nulla da obiettare sulla museruola che anche i loro giornali vogliono mettere alla Chiesa e al Papa in persona? Sì, questo si pretende di fare. Un anno fa alcuni sedicenti libertari hanno teorizzato e ripetuto che il Papa e la Chiesa non possono parlare liberamente (per esempio sulla vita) altrimenti potrebbero essere arrestati 20 mila parroci italiani. E non si ricorda un solo intellettuale o opinionista liberale che sia insorto: non in difesa della Chiesa, ma dei fondamenti stessi della liberaldemocrazia. Adesso Benedetto XVI non può neanche ricevere a casa sua chi vuole. Che diamine, mica può prendere sul serio il motto “libera Chiesa, in libero Stato”. Bisogna informarlo. Prima di accordare un’udienza deve chiedere il permesso a Paolo Mieli, a Marco Pannella, a Eugenio Scalfari, a Pietro Citati, a Fassino, Bertinotti, Di Pietro, Pecorario Scanio e deve interpellare pure la cosiddetta “supercattolica” Paola Binetti la quale ieri si è detta “molto sorpresa” che Benedetto XVI compili la sua agenda senza chiedere il permesso a lei.

IL PARTITO ANTICATTOLICO ITALIANO…

… e, in coda, un impressionante reportage di AsiaNews: “Turchia, don Andrea Santoro: come se nulla fosse successo”. Lo dedico al disastroso Berlusconi che ha celebrato Erdogan e i turchi e ha snobbato don Andrea.