Il 31 agosto Pietro Citati – una delle “grandi firme” laiche di Repubblica – ha saputo che il Papa ha ricevuto Oriana Fallaci. Ed è stato per lui come essere investiti da un treno. Da allora – si arguisce dal suo sfogo, uscito ieri sulla prima pagina di Repubblica – ha finito di campare. Forse il fegato o il sonno perso o la cefalea, la bile, chissà cosa gli si è rivoltato dentro. Per questo scombussolamento qualcuno gli avrà consigliato di buttar tutto fuori, cercando sollievo nell’invettiva.
Ne è nato un pezzo imbarazzante. Anche per l’inusitata virulenza verbale. Innanzitutto il letterato di Repubblica ha voluto spiegare ai suoi lettori perché mai un papa, per di più un papa intellettuale, arriva a ricevere la Fallaci e non un illustre luminare come Pietro Citati. La spiegazione di Citati, per nulla piena di risentimento, invidia e rancore, suona così: “Il papa può, anzi deve, ricevere tutti gli esseri umani, soprattutto i miserabili, i peccatori, gli empi, i malati di mente”.