Quei giacobini che imbavagliano anche i laici

Nell’ottobre scorso, prima del cambio di direzione e della militarizzazione giacobina, sul Corriere della sera, si potevano ancora leggere editoriali di laici veri e competenti, come Ernesto Galli Della Loggia, sui temi della fecondazione artificiale e dei diritti umani. Era il 6 ottobre 2004 e Galli poteva ancora scrivere: “Si ha l’impressione molto spesso, in Italia, che la vera sostanza del laicismo (cosa ben diversa dallo spirito laico) consista nella superficialità (talora assai rozza) con la quale esso è solito definire e/o interpretare la posizione cattolica.Lo si sta vedendo ancora una volta da qualche tempo a proposito della legge sulla fecondazione assistita e di tutte le questioni relative. Lo schieramento politico culturale laicista è infatti incline ad additare al pubblico disprezzo quanto sostiene la Chiesa e ricorrendo abitualmente ai graziosi epiteti di ‘oscurantista’, ‘medievale’, ‘nemico delle donne’, ‘reazionario’. Ne parla come un punto di vista fuori dalla storia, ma soprattutto privo della benché minima dignità culturale, intriso di pregiudizio antiscientifico e al servizio del puro e semplice desiderio della Chiesa e del clero di essere gli unici tribunali della coscienza. È difficile immaginare una delegittimazione piú radicale”.

Alcuni spunti di riflessione tratti dal libro “In difesa della vita”

La trovata più esilarante di questa campagna referendaria è quella che il primo quotidiano italiano ha tranquillamente stampato il 15 maggio 2005, quando il referendario Umberto Veronesi ha solennemente proclamato: “gli embrioni degli scimpanzé sono progetti di esseri umani”.In attesa che l’illustre luminare, coadiuvato dalle ostetriche del Corriere della sera, faccia nascere un bambino da un embrione di scimpanzé, vi regalo queste “perle” da antologia per capire l’importanza del NON VOTO (i miei commenti sono in corsivo).

Non solo la vita: è minacciata la libertà

Nel giugno del 2003, i Ds, il partito di Fassino, D’Alema, della Melandri e di Turci, emanò questa decisa direttiva in vista del referendum sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori: “Noi diamo una indicazione di astensione attiva, consapevole, forte. Non è un modo ipocrita di nascondere differenze di posizione interne, non è alchimia politica di bassa lega, non è un modo per non scegliere, per neutralità o equidistanza, o per confondere le idee. E’ un preciso modo di scegliere e di indicare una posizione. E’ proprio per questo che nei referendum abrogativi di leggi vigenti è richiesto il superamento del quorum. Per evitare che si decida sulla base della prevalenza di indicazioni di voto di una minoranza della popolazione. Per consentire di esprimere una precisa scelta, una volta non condiviso il referendum….L’astensione attiva è una espressione di voto, che evita il pronunciamento qualora si consideri inadeguato o sbagliato sia il voto positivo che quello negativo”.

Non votare fa persino risparmiare !!!

Il referendum è un salasso per le finanze statali e se raggiungerà il quorum altri 2 miliardi di vecchie lire andranno ai comitati promotori dalle casse pubbliche: evitiamo questo ulteriore sperpero facendo mancare il quorum.Ci sono mille e un motivo per non andare a votare, cioè per far mancare il quorum ai referendum del 12 giugno i quali non saranno validi se non voterà il 50 più uno per cento degli elettori. Bisogna astenersi per difendere i diritti umani più elementari, per difendere la vita dei piccoli dall’arbitrio dei forti, per scongiurare la riduzione di esseri umani a cavie o a serbatoio di organi, per difendere veramente la salute della donne e per molti altri motivi (che ho cercato di spiegare, con Carlo Casini, nel pamphlet “In difesa della vita”). Infine anche per ribellarsi all’arroganza e al “pensiero unico” imposto da quasi tutti i giornali.Ma c’è anche un motivo concreto di giustizia economica. Si apprende dal “Giornale” del 1 giugno (articolo di Francesca Angeli a pag. 12, vedi www.ilgiornale.it) che i referendum voluti da una ristrettissima minoranza di cittadini costeranno alle casse pubbliche, cioè a tutti noi, 365 milioni di euro (circa 700 miliardi delle vecchie lire).Inoltre, se verrà raggiunto il quorum, dalle casse pubbliche sarebbero versati, come rimborso elettorale, ai promotori dei referendum, circa 1.032.953 euro (circa 2 miliardi di vecchie lire: perché la legge prevede un rimborso di 500 milioni di vecchie lire per ogni referendum).Dunque facendo mancare il quorum si risparmiano concretamente 2 miliardi di lire che restano nelle casse pubbliche, si evita che i promotori di questi referendum usufruiscano di questo cospicuo rimborso e si dà un forte segnale negativo contro i promotori di referendum a raffica che fanno spendere un sacco di soldi pubblici inutilmente (infatti dal 1995 a oggi sono stati indetti 6 referendum e solo uno, nel 1995, ha raggiunto il quorum: soldi buttati al vento…).Anche stavolta infatti il referendum si rivela uno strumento sbagliato, devastante e manicheo per intervenire – a colpi di accetta – in materie complesse, che hanno comportato anni di studio e di elaborazione da parte del Parlamento.Se anche questo referendum non raggiungerà il quorum sarà evidente che bisognerà alzare di molto il numero di firme necessarie a richiedere una consultazione e si eviteranno probabilmente ulteriori sperperi per referendum inutili o dannosi.DUNQUE NON VOTARE FA ANCHE RISPARMIARE MOLTI SOLDI !!! MEGLIO SPENDERLI PER GLI STUDI SULLE STAMINALI ADULTE CHE GIA’ OGGI SONO IMPIEGATE IN 58 PROTOCOLLI MEDICI DI CURA (mentre le staminali embrionali, scoperte da più tempo, non sono utilizzate e utilizzabili in nessuna terapia: si sono rivelate utili solo alla propaganda dei referendari). PS: per capire il merito (drammatico!!!) del problema-referendum, leggete tutti e diffondete lo strepitoso articolo di Oriana Fallaci sull Corriere della sera di oggi: “Noi cannibali e figli di Medea” Segnalo anche il mio articolo uscito sul Giornale, che potete trovare qui nel sito: per capire che non è solo in gioco ciò che la Fallaci spiega meravigliosamente, ma anche molto altro, specialmente per i cattolici.Fonte: AntonioSocci.it

La storia di Ugo Festa. Il martire dei poveri miracolato da Wojtyla

L’hanno trovato morto domenica scorsa, in casa sua, col cranio fracassato. La notizia non è andata oltre le pagine dei giornali di Vicenza. Forse nemmeno i suoi concittadini sapevano dell’amicizia di quest’uomo semplice con Madre Teresa e con papa Giovanni Paolo II a cui dava del tu. Era un tipo dai modi eccessivi, altissimo, un metro e novanta, ritenuto un po’ eccentrico. Ed è stato protagonista di un miracolo spettacolare. Un miracolo in cui proprio il papa ha avuto una parte decisiva.La storia di Ugo Festa comincia nel dolore. Nasce nel 1951 e fin da giovane si ammala di sclerosi multipla. Si aggiungono poi a questa grave menomazione altre croci terribili: verso i trent’anni la distrofia muscolare e l’epilessia. Poi un grave problema di deformazioni alla spina dorsale e crisi convulsive ogni giorno. E’ inchiodato a una sedia a rotelle. La sua sembra una situazione così disperata che anche i medici gli confessano di non poter fare niente.

Le parole che mercoledì scorso la Madonna ha pronunciato per noi

Da oggi ogni 25 del mese rilanceremo i messaggi che la Madonna dà alla parrocchia di Medjugorje E A TUTTI NOI, attraverso Maria Pavlovicveggenti“Cari figli, di nuovo vi invito a vivere nell’umiltà i miei messaggi. Particolarmente testimoniateli adesso che ci avviciniamo all’anniversario delle mie apparizioni. Figlioli siate segno per coloro che sono lontani da Dio e dal Suo amore. Io sono con voi e vi benedico tutti con la mia benedizione materna. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Lascio la parola ad “Avvenire”

Un editoriale semplicemente commovente !!!!PRIMA DI SQUARTARE UN EMBRIONE PERCHE’ NON PIACE Signori scienziati, ricordatevi di Michel Petrucciani petruccianidi Roberto Paludetto«Sometimes I think someone upstairs saved me from being ordinary». («Talvolta penso che qualcuno, lassù, mi abbia preservato dall’essere uno qualunque, una persona ordinaria»). C’è un nonsoché di trascendente in quel vocabolo così ordinario “upstairs”, che vuol dire “al piano di sopra, in fondo alla scala” quando si scopre che a dire questa frase è stato Michel Petrucciani, uno dei più rinomati ed amati jazzisti moderni, morto nel 1999 a 37 anni. Alto circa un metro, per 30 chili di peso, doveva camminare sempre con le stampelle e per suonare il pianoforte doveva applicare una protesi ai pedali, per poterci arrivare.

Ecco le ragioni del Non-Voto

Un utilissimo e sintetico vademecum delle nostre ragioni, per rifiutare questi referendum, preparato dal gruppo di Medicina e personaFecondazione assistita: I MOTIVI DELLA ASTENSIONE DAL VOTO SOSTENIAMO LA LEGGE 40 CONTRO UN REFERENDUM ABROGATIVO SBAGLIATO E INUTILE

Parlare a vanvera

Perché nei confronti del cristianesimo si continua a parlare a vanvera ripetendo falsità? Un altro triste esempio…Giovedì scorso il direttore di un giornale, in un programma tv, si è improvvisato teologo e ha spiegato che non c’era da sorprendersi per il rapporto fra Islam e violenza perché, più o meno, tutti i libri sacri delle grandi religioni invitano alla violenza e a uccidere. Vorrei sommessamente chiedere a questo luminare: a quali libri si riferisce? Perché parlare così a spanne, oltretutto in tv? Perché tanta superficialità e disinformazione? Quell’affermazione infatti è sicuramente falsa per quanto riguarda il Vangelo che è il “libro sacro” di due miliardi di cristiani (quindi non un fatterello trascurabile).

Veronesi e lo scimpanzè

Un caloroso consiglio: se proprio volete venire al mondo, non nascete come essere umano. Quantomeno camuffatevi da scimpanzé, da rospo o da tafano… Sarete finalmente tutelati.Domenica 15 maggio, il Corriere della sera ha dato eccezionale spazio al professor Umberto Veronesi (già ministro della Sanità) che – intervistato sui referendum radicali (relativi alla legge 40) – ha dichiarato che lui essendo “animalista e vegetariano” contesta la “visione antropocentrica” della Chiesa (che pare sia fissata con gli esseri umani). Veronesi, che nega la tutela all’embrione umano, chiede invece “provocatoriamente” la tutela degli embrioni di scimpanzé. E certamente avrebbe trovato grandissimo consenso nella mentalità comune, se non avesse avuto l’improvvida idea di aggiungere una folgorante rivelazione: “mi chiedo perché non tutelare anche gli embrioni dello scimpanzé, anch’essi sono progetti di esseri umani” . Ha detto testualmente così: “anche gli embrioni dello scimpanzé sono progetti di esseri umani”.