Il vertice dell’assurdo, sull’invasione di Ceuta, è stato toccato ieri dal ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, secondo cui “ci sono stati alcuni governi che non sono stati all’altezza” e “il governo italiano è uno di questi”.
Surreale. L’esecutivo Sanchez si è fatto cogliere del tutto impreparato. Un disastro totale in mondovisione, concluso con un rimpatrio di massa, dopo una mancanza di assistenza umanitaria e con una barriera galleggiante in mare per impedire altri tentativi di ingresso. Tre cose che contraddicono platealmente i proclami della sinistra. E con tutto questo hanno il coraggio di definire “non all’altezza” gli altri?
A sostegno di Sanchez, bocciato dagli spagnoli, c’è l’Italia di sinistra (ieri un editoriale di Concita de Gregorio su Repubblica era intitolato: “Gli sciacalli di Ceuta che lucrano sulla paura”). Non perdonano al centrodestra di avere avuto, dai fatti di Ceuta, una clamorosa conferma alle sue idee sull’immigrazione. Ma – per il sondaggio pubblicato ieri proprio da Repubblica– la schiacciante maggioranza degli italiani condivide esattamente quelle idee.
Ilvo Diamanti spiega che Demos ha sottoposto due temi al campione prescelto. Il primo: “Gli immigrati sono un pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza delle persone”. È discutibile questa formulazione che Repubblica sintetizza così: “La paura dello straniero”. Perché usare l’espressione generica “gli immigrati” che fa di tutta l’erba un fascio? Potevano invece sondare le opinioni sui rimpatri o sull’immigrazione islamica o sui reati.
In ogni caso con quell’affermazione sul “pericolo” rappresentato da “gli immigrati” ben il 52% ha risposto di essere “molto” o “moltissimo” d’accordo. Per propensione di voto hanno espresso questo parere il 28% di elettori potenziali di Avs, il 29% del Pd, il 33% di +Europa, il 38% di Italia viva, il 40% del M5S. e il 51% di Azione.
Purtroppo su Repubblica non sono state fornite tutte le risposte al sondaggio che, di solito, hanno anche le opzioni: “d’accordo”, “in disaccordo”, “non so/non risponde”. È ragionevole ritenere che coloro che hanno risposto semplicemente “d’accordo” siano una discreta percentuale e che – se si considerano i “non so” – la percentuale di chi si è detto “in disaccordo” sia minima.
Ma in sostanza per il sondaggio mostra che una schiacciante maggioranza degli italiani ha un’opinione opposta a quella di Repubblica e della sinistra sul pericolo dell’immigrazione di massa. Ed è una rilevazione fatta a maggio. Oggi quella maggioranza sarebbe ancora più vasta. Diamanti nota come “l’inquietudine sollevata dagli immigrati abbia raggiunto l’indice più elevato degli ultimi 20 anni”.
La seconda domanda sembra fuorviante. Chiede: “con quale di queste frasi si direbbe maggiormente d’accordo: 1) L’Italia dovrebbe aprirsi maggiormente al mondo; 2) i confini dell’Italia andrebbero maggiormente controllati; 3) non sa/non risponde”.
Fra la prima e la seconda tesi (che dovrebbero essere in alternativa) non c’è un nesso logico chiaro. Perché tutti possono ritenere che il nostro Paese debba essere più aperto al mondo, ma non che debba spalancare i confini a masse di immigrati. Se però si contrappone la prima frase al “maggior controllo dei confini” si capisce che si sottintende la vera domanda: volete le frontiere spalancate all’immigrazione?
Se avessero posto la domanda chiaramente così sarebbe stata seppellita dai “no”. Dunque è stata proposta la forma edulcorata e fuorviante dell’“aprirsi al mondo”. Diamanti si è giustificato sostenendo che “gli immigrati de-finiscono il nostro rapporto con il mondo”.
Idea sbagliata e assurda da tutti i punti di vita. Infatti il “rapporto con il mondo” di un Paese come l’Italia, per la sua storia, la sua cultura, la sua civiltà, il suo peso politico e la sua economia è immensamente più vasto e complesso della sola questione immigratoria.
In ogni caso, nonostante la domanda fuorviante, la risposta è inequivocabile: il 61 per cento aderisce alla frase “i confini dell’Italia andrebbero maggiormente controllati”, il 3 per cento “non sa/non risponde” e il 36 per cento sceglie “l’Italia dovrebbe aprirsi maggiormente al mondo” (qualunque cosa voglia dire, anche per esempio ospitare le Olimpiadi o avere più investimenti stranieri in economia). Resta il fatto che la richiesta di maggior controllo dei confini è “aumentata negli ultimi anni” ed è oggi largamente maggioritaria.
Il titolo di Repubblica a questo sondaggio – devastante per la sua linea e per la sinistra – è come al solito ideologico: “Cresce la paura dello straniero cavalcata dagli slogan della Lega”.
Parlando di “paura dello straniero” danno, della maggioranza degli italiani, una rappresentazione caricaturale, di provinciali che si fanno strumentalizzare e sono condizionati dalla paura.
A Repubblica non vogliono riconoscere che gli italiani hanno paura non dello “straniero”, ma di un’immigrazione incontrollata e del modo in cui la sinistra, i media e un certo establishment vogliono farla passare (lo ha spiegato bene Luca Ricolfi).
Se ne trova un esempio nell’editoriale di Concita de Gregorio che ho citato all’inizio. Repubblica e i salotti radical chic giustificano ciò che accade anche a Ceuta con la solita solfa delle colpe dell’Occidente: “Dominazione. Colonizzazione. Siamo andati, noi europei, a comandare a casa loro. È stato tempo fa… I conti arrivano a saldo prima o dopo”.
Per la verità a conquistare quello che oggi è il Marocco furono gli arabi nel VII-VIII secolo. Islamizzarono quelle popolazioni (che erano in parte cristiane) con i loro metodi e poi tutti andarono a conquistare e occupare la penisola iberica (Spagna e Portogallo) che dominarono per ben 800 annitentando pure di sfondare in Francia dove furono fermati da Carlo Martello.
Per la “reconquista” cristiana, da parte di spagnoli e portoghesi, ci vollero otto secoli: si concluse vittoriosamente solo nel 1492. Si rilegga Oriana Fallaci. La sinistra è contro l’occidente, ma ha problemi anche con la storia e il buon senso.
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Antonio Socci
Da “Libero”, 4 agosto 2026










