La questione etica? Battere la corruzione

Si dice che il Pdl voglia lanciare una controffensiva per rinnovare l’immagine del governo e lasciarsi alle spalle le polemiche giornalistiche e il gossip. A mio avviso l’unica strada giusta è quella della politica vera, dell’amministrazione seria e rigorosa della cosa pubblica. La parola d’ordine dovrebbe essere: “onestà”. Che oggi rappresenta pure la vera, colossale risorsa economica per trascinare l’economia italiana fuori dalla crisi. Vale più del petrolio.

E’ IN LIBRERIA IL NUOVO VOLUME DI ANTONIO SOCCI, “I SEGRETI DI KAROL WOJTYLA” (Rizzoli)

Ecco una sintesi del contenuto del libro.carol10Karol Wojtyla dall’età di ventisei anni viveva delle autentiche esperienze mistiche. È questa una delle notizie che il libro di Antonio Socci offre, con testimonianze di prima mano, sull’uomo che più ha impressionato e commosso la nostra generazione. La natura di queste esperienze e le “rivelazioni” soprannaturali che egli custodiva spiegano anche i suoi gesti profetici? E illuminano il suo giudizio sul carattere “apocalittico” dei nostri anni?

E’ in corso una guerra di liberazione del Sud

“Chi sa, fa. Chi non sa, insegna”, diceva già Oscar Wilde. E la battuta fotografa l’attuale situazione italiana dove c’è da una parte (sui media, sotto i riflettori) un’antimafia parlata che spesso si autocelebra. E dall’altra (nel silenzio, ignorata dai media) un’antimafia concreta, che negli ultimi mesi sta letteralmente sbaragliando le mafie e specialmente la camorra, proprio nel territorio raccontato da Gomorra di Roberto Saviano.

E’ in corso una guerra di liberazione del Sud

“Chi sa, fa. Chi non sa, insegna”, diceva già Oscar Wilde. E la battuta fotografa l’attuale situazione italiana dove c’è da una parte (sui media, sotto i riflettori) un’antimafia parlata che spesso si autocelebra. E dall’altra (nel silenzio, ignorata dai media) un’antimafia concreta, che negli ultimi mesi sta letteralmente sbaragliando le mafie e specialmente la camorra, proprio nel territorio raccontato da Gomorra di Roberto Saviano.

D’Alema col mito del Cav

Chi scriveva queste cose nel luglio 1997? Il Pds, come “ceto politico”, è “un cane morto”, “il suo stato è sotto ogni punto di vista desolante: il gruppo dirigente nazionale è in buona parte formato da inetti, i gruppi dirigenti locali sono del tutto al di sotto della funzione”. Il partito “non può essere rianimato”. Rileggiamo: Inetti.Chi formulava questi “lusinghieri” giudizi? Fu Berlusconi? O Feltri? No. Furono scritti, nero su bianco, dalle due menti dello staff di D’Alema, cioè Claudio Velardi e Fabrizio Rondolino, in un documento top secret che sembra un po’ il canovaccio della strategia dalemiana in quegli anni (è venuto alla luce grazie ad un libro di Alessandra Sardoni, “Il fantasma del leader”).

Caso Berlusconi e i farisei

Ricordate la sinistra pacifista attorno al 2004? Tutta l’Italia piena di bandiere arcobaleno, manifestazioni di massa, scuole e piazze occupate, appelli di intellettuali, programmi televisivi, ogni giorno articoli su articoli. Sembrava l’emergenza assoluta. I pensosi leader della sinistra e i loro giornali si mostravano allarmatissimi per le sorti del mondo.Ma l’altroieri il tiranno della Corea del Nord ha fatto un test atomico con lancio di missili (ieri ha replicato), un’esplosione paragonabile a Hiroshima, ha perfino provocato un terremoto. Obama ha parlato di minaccia alla pace mondiale, subito l’Onu si è riunito e i giornali del pacifismo nostrano su cosa hanno titolato? Su Noemi. Questo sì che è importante, secondo loro: la festa di compleanno di Casoria. Certo, concede Concita De Gregorio, “direttora” dell’Unità, “succede anche altro. La Corea del nord fa test atomici”, ma volete mettere la quisquilia coreana, liquidata con una riga (una!) dalla “direttora”, rispetto a Noemi.

“Bocca, Cossutta e Fo. L’Unità ci presenta i padri della patria”

Bisogna avere proprio un cuore di pietra per vedere la copertina dell’Unità di ieri senza scoppiare a ridere. C’era da scompisciarsi dalle risate. La Sinistra escogita sempre modi diversi con cui farsi del male. E il colpo di genio con cui la “direttora” Concita De Gregorio ha pensato di convincere gli italiani a mandare definitivamente alla malora il Partito democratico è mirabile. Ha sparato in copertina le foto di alcuni freschi boccioli della politica italiana, Armando Cossutta, Dario Fo, Margherita Hack, Marco Pannella, Giorgio Bocca, Pietro Ingrao e Giorgio Ruffolo. Col titolo: “La rabbia dei padri” (nel senso di nonni). Il loro “allarme” è riassunto in queste parole: “fermare l’offensiva del premier”.

REFERENDUM: DI PIETRO DICE SI, TONINO E’ PER IL NO

Per chi suona la campagna (referendaria)? Di sicuro le urne rischiano di essere funerarie (politicamente) per referen-Dario Franceschini che è davanti a un’alternativa tragica: perdere la faccia o perdere la poltrona (e tutto il resto).La scelta non è entusiasmante. Fin dall’inizio infatti il Pd è stato favorevole al referendum elettorale del 21 giugno (ci sono suoi dirigenti nel comitato promotore), ma ora che si è schierato per il sì anche Berlusconi, ora che la vittoria del referendum promette al Pdl da solo, senza Lega, di prendersi il 55 per cento dei seggi, il Pd è terrorizzato. Dovrebbe mettersi a fare opposizione a se stesso, disdicendo la posizione già decisa?

Il Papa toglie la scomunica e i lefebvriani “scomunicano” lui

A costo di subire un vero linciaggio mediatico, il Papa della mitezza (che davvero è il “Papa buono”) ha teso la mano ai lefebvriani, come un padre misericordioso a un figlio scappato di casa. Ebbene, adesso c’è chi ricambia mordendogli la mano. L’attacco a Benedetto XVI della rivista lefebvriana “Sì, sì, no, no” – di cui ancora nessuno si è accorto – appare pesantissimo. In sostanza accusano Ratzinger di eresia. Nientemeno!Naturalmente “Sì, sì, no, no”, che si definisce “Quindicinale cattolico Antimodernista”, non è un periodico ufficiale della Fraternità San Pio X, ma da sempre è legato ad essa, per decenni è stato diretto da un sacerdote che è ai vertici della Fraternità, viene regolarmente diffuso al suo interno e non risulta che abbiano preso le distanze dagli anatemi lanciati contro il Pontefice.

Intervista a Riccardo Marasco

“Cristo me trae tutto, tanto è bello”. Le parole fiammeggianti di Jacopone, che riflettono il cuore ancor più ardente di Francesco d’Assisi, stanno agli inizi di quell’esplosione di gioia che sono le laudi. Che si fanno piene di dolore e compassione di fronte allo strazio di Gesù crocifisso. Angelo Branduardi ripropone in concerto in questi giorni il suo repertorio francescano. Così come Ambrogio Sparagna aveva fatto con i canti popolari natalizi a fine anno all’Auditorium di Roma.Ma chi veramente, da decenni, ha riscoperto e ripropone i tesori della musica popolare e cristiana, per beltà paragonabili alle nostre chiese romaniche e alle pale d’altare, è Riccardo Marasco. Vero pioniere e straordinario interprete per le doti vocali che lo hanno portato a cantare in tutto il mondo. Gli chiediamo allora di guidarci fra le laudi sulla Passione di Gesù.