L’unipolo e l’unipolitica
Dire che Destra e Sinistra sono un’unica casta solidale è qualunquismo? E’ la vituperata “antipolitica”? Sì. Ma perché la classe politica sta facendo di tutto per farlo pensare agli italiani in questi giorni alle prese con drammatiche dichiarazioni dei redditi? Perché ci mostrano un Palazzo abitato da una classe di privilegiati (vedi il libro di Stella e Rizzo) che si supportano a vicenda e fingono di litigare?
Prendiamo lo spettacolo di queste ore sulle intercettazioni a D’Alema, Fassino, Latorre e Consorte. E prendiamo l’atteggiamento dell’opposizione. Con un gioco di parole verrebbe da dire che il problema non è l’Unipol come compagnia assicuratrice, quanto l’Unipolo, nome comune dei due poli. E l’Unipolitica.
Infatti il centrodestra si sta facendo in quattro per dire che loro – per carità – di quelle intercettazioni non vogliono neanche sentir parlare: “grottesca diffusione di notizie”, “inaccettabile e incivile”, “clima sempre più orwelliano”, “no alle speculazioni politiche”, “non è necessario mettere altro fango”. Urlano addirittura contro l’uso “violento e politico” delle intercettazioni. Il “Corriere della sera” sintetizza con questo titolo: “Il Polo non attacca: niente speculazioni”. E La Stampa annuncia in un sottotitolo che “CDL e Unione fanno quadrato su Bnl-Unipol”.





