E ora parliamo di Berlusconi
Siamo alla vigilia dell’esplosione della Casa delle libertà?
I segnali, purtroppo, sono quelli. Rischia di diventare il Casino delle libertà. L’un contro l’altro armati i leader del centrodestra si rinfacciano i risultati delle amministrative. Volano gli stracci e il referendum del 25 giugno – sebbene i sondaggi sembrino buoni – rischia di rappresentare una nuova, devastante batosta a causa dell’astensionismo dell’elettorato di centrodestra (ma chi ha stabilito quella data “balneare”? Non è stato il governo della Cdl?).
Oltretutto la Lega Nord già si chiama fuori: ieri Roberto Maroni ha ripetuto al Corriere della sera che dal 26 giugno, in caso di sconfitta nel referendum, andranno per la loro strada. E apertasi la falla tutta la diga rischierà il crollo perché la Lega è essenziale.
Berlusconi finora ha tentato di tenere insieme la Casa delle libertà agitando la prospettiva di un rapido rovesciamento del risultato del 9 aprile: per un diverso computo dei voti o per una spallata elettorale (alle amministrative e al referendum).





