Una svolta ha preso forma in quest’ultimo mese, nella politica e nel sentimento popolare, in Italia. Si può rappresentarla anche numericamente. Lo ha fatto il sondaggio di Ipsos pubblicato ieri dal “Corriere della sera”.

Anzitutto colpisce il dato relativo ai partiti, perché crescono Lega e Fratelli d’Italia, cosicché il Centrodestra ormai raggiunge il 50 per cento. Invece crolla il Pd di Letta (dal 20,9 al 19,4%, raggiunto da FdI) e cala anche il M5S (dal 16 al 15,4%).

Il distacco fra Centrodestra e Centrosinistra dunque si colloca fra 10 e 15 punti percentuali. Questa fortissima maggioranza di Centrodestra del Paese è da tempo una costante (confermata anche dalle elezioni europee e regionali) ed è un fatto di cui il governo dovrà tener conto in un momento storico in cui, dopo la pandemia, si ridisegna il Paese. Continua

La Spagna ha revocato lo stato d’emergenza e anche il coprifuoco che scattava alle 23 ed era stato imposto a causa del Covid. La gente in queste ore festeggia nelle piazze la ritrovata libertà di movimento, anche notturno.

L’effetto combinato della primavera (che già l’anno passato ridusse la pandemia ai minimi termini) e delle vaccinazioni, sempre più numerose, permette agli spagnoli di “riveder le stelle”.

Lo potrebbe (e lo dovrebbe) permettere anche a noi italiani. Ma il nostro governo tentenna. Ne parla da settimane, ma tergiversa. Si discute per giorni di portare il coprifuoco dalle 22 alle 23. Poi si ipotizza di andare un pochino oltre. Ma si resta sempre alle parole. Non se ne capisce il motivo, perché la situazione spagnola non è diversa da quella italiana.

Cos’è che ferma la riapertura da noi? Nemmeno si è fatto un vero approfondimento scientifico sugli effetti reali delle chiusure (più o meno drastiche) sulle quali vi sono, tra gli esperti, pareri molto difformi. Continua

Cosa cambia per l’Italia in Europa (cioè per i nostri interessi nazionali) con un Primo Ministro come Mario Draghi?  

Per comprenderlo bisogna partire dalla geniale battuta di Indro Montanelliche diceva: quando si farà l’Europa unita, i francesi ci entreranno da francesi, i tedeschi da tedeschi e gli italiani da europei.

Le parole di Montanelli fotografavano perfettamente quella che sarebbe stata la stagione di Prodi e Ciampi, per dire i due nomi simbolo dell’europeismo ingenuo, retorico ed entusiasta degli anni Novanta e Duemila. Era l’europeismo italico che vedeva l’Unione Europea come un felice prolungamento di “Giochi senza frontiere”, sulle note dell’Inno alla gioia, mentre gli altri Paesi sgomitavano per far prevalere i loro interessi nazionali. Ci è costato salato: anni di collasso economico. Continua

Il Capo del governo non manca di autostima, ma difetta nell’autocritica. Forse direbbe che non ha posto in garage per un’altra “auto”, ma in questo momento gli sarebbe più utile la seconda, perché ha i freni per fermarsi e il volante per sterzare.

Infatti chi ha una responsabilità di guida (di un Governo, come di un’Azienda) non può eludere la realtà: deve verificare dove sta andando e fare un realistico bilancio per capire se la strada intrapresa è quella giusta o è sbagliata.

Nel nostro caso lo impongono i dati dell’emergenza Covid. Da tre mesi il governo ha di nuovo chiuso l’Italia – danneggiando le attività economiche e limitando la libertà dei cittadini – ma lo scopo dichiarato non è stato raggiunto, infatti ci avevano promesso un Natale in libertà e invece siamo sempre più reclusi. Continua

Siamo al primo posto. Ieri perfino il “Corriere della sera” titolava: “Siamo il Paese con più morti in Europa”.

Se dopo dodici mesi di (sostanziali) pieni poteri di questo governo, l’Italia raggiunge un così triste primato, è lecito esigere che l’esecutivo se ne assuma la piena responsabilità?

In realtà loro sono ben lontani dal riconoscersi delle colpe o dall’ammettere errori. Sembra che vivano lontani dalla realtà come i caporioni dei regimi comunisti che magnificavano i trionfali risultati dei piani quinquennali mentre tutto, in concreto, andava in rovina.

Basta ascoltare il compagno Goffredo Bettini, lo stratega di Zingaretti, che dichiara: “in questi mesi abbiamo retto. Abbiamo salvato l’Italia”(Corriere della sera, 10 dicembre). Capito? Si sentono dei benemeriti, degli eroi. Si autocelebrano come salvatori della patria.

Infatti, con il loro governo, l’Italia non ha solo il record europeo dei morti, ma anche quello della devastazione economica: il crollo del Pil, previsto per il 2020, è del 9,9 per cento (siamo penultimi nella UE, seguiti solo dalla Spagna). Altro bel primato.

Sono riusciti – questi “salvatori” al potere – a dilapidare un fiume enorme di denaro, portando il debito pubblico/pil al 160 per cento e il deficit/pil al 10,8 per cento, senza nessun vero effetto positivo sull’economia.

In più, oltre a questa massa di nuovi debiti, ci hanno pure piazzato il cappio al collo del Mes riformato. Se continuiamo con questi “salvatori”, presto saremo al default, alla disoccupazione di massa e alla fame con la “troika” in casa. C’è davvero da star tranquilli… L’Italia si è trovata con il peggior governo della sua storia repubblicana, nel momento più tragico. Continua

Forse quest’anno per le strade deserte non ci sono nemmeno i venditori di caldarroste a regalare allegria ai ragazzi (si sono mai viste caldarroste igienizzate?) e pure per i fiorai saranno magri incassi. Infatti, per la paura collettiva del contagio, è diventato arduo perfino visitare i cimiteri. Peraltro sono vietati gli assembramenti…

Così, anche questo pietoso rito, religioso e sociale, che, per un giorno, ci faceva ricordare le persone amate e sostare davanti ai loro volti, visitando le loro povere spoglie in terra consacrata, ci viene rubato da un nemico invisibile.

In questo 2 novembre si dovrebbe rileggere il capolavoro di Delio Tessa: “Caporetto 1917 – L’è el dì di mòrt, alegher”. Continua

Per milioni di italiani il Covid cinese è stata una sciagura da superare quanto prima. Ma c’è qualcuno per cui sembra sia stata una manna: la Sinistra. Lo dicono loro stessi.

Il direttore dell’Espresso, Marco Damilano, è un analista molto di parte, ma intelligente e non banale. Sull’Espresso di questa settimana parla di una “destra mondiale” che incanta i popoli perché evidentemente interpreta gli interessi delle persone concrete.

Ma Damilano aggiunge: “Tutto questo è sembrato interrompersi con la pandemia. Si è inceppata la macchina militare comunicativa imposta dalla destra mondiale e subìta dalla sinistra evanescente”, quella sinistra che “non sa parlare al Paese, preferisce occupare i minuti dei pastoni dei telegiornali della sera piuttosto che qualche angolo dell’immaginario. Non è stata una reazione di segno opposto a impantanare i sovranisti nelle loro contraddizioni, ma la realtà incontrollabile di un virus che ha sbugiardato molti luoghi comuni”.

In realtà il virus ha confermato proprio gli argomenti del centrodestra: dal pericolo cinese, alla necessità del controllo delle frontiere, dai danni della globalizzazione, alla necessaria sovranità monetaria, alla necessità di riportare le produzioni in patria (fino all’utilità della plastica). Continua

Ci sarebbero tutti gli ingredienti della solita estate italiana: gli amorazzi da rotocalco, il tragico giallo dell’estate, il caldo e ora le stelle cadenti di S. Lorenzo. Solo che l’estate 2020 è diversa, è vuota di turisti stranieri e piena di problemi e di ansie.

Le stelle cadenti non sono solo quelle di san Lorenzo. Nel mondo, come in Italia, è una vera pioggia di stelle, preannuncio di un autunno catastrofico.

Sembrano cadenti perfino le stelle della bandiera americana nella campagna presidenziale più drammatica della storia recente, fra i danni umani ed economici del Covid e la piazza sobillata da chi vuole alimentare l’incendio; con il presidente Trump che si scambia con gli avversari addirittura l’accusa di voler mettere in discussione il sistema democratico. Continua

Invece di ricorrere alla Banca centrale  (la Bce), come tutti gli altri paesi (dagli Usa alla Gran Bretagna al Giappone), per avere davvero soldi a fondo perduto, i capi di governo della Ue a Bruxelles hanno voluto stabilire un piano di sovvenzioni che grava sul bilancio della Ue. Così ora l’Italia avrà 127 miliardi di prestiti che sono DEBITO e andranno restituiti e avrà i cosiddetti “aiuti a fondo perduto” (63 miliardi, quando la Spagna, più piccola dell’Italia, ne ottiene 72) che in realtà andranno anch’essi restituiti con l’aumento delle nostre quote al bilancio della Ue (dove noi ci dobbiamo accollare pure gli sconti fatti ai paesi nordici). Con tutto ciò sono soldi che dobbiamo spendere come dicono gli altri paesi che certo non hanno interesse a un’Italia più concorrenziale. Era questa la strada giusta? Qua sotto il mio articolo che racconta come stanno le cose (i numeri) fra Italia e Unione europea.

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E’ umiliante che il governo faccia passare gli italiani in Europa per straccioni che vogliono campare sulle spalle degli altri, addirittura con l’Olanda che ci ordina di eliminare “quota 100” quando fra le Raccomandazioni del Consiglio dell’Ue alla stessa Olanda, nel 2019, c’è proprio una critica al suo sistema pensionistico (“vi sono ripercussioni negative sull’equità intergenerazionale, sulla trasparenza in materia di diritti pensionistici e sulla flessibilità”).

Dilaga la narrazione anti italiana, ma i veri dati dicono l’opposto.

Anzitutto l’Italia è un contributore netto del budget comunitario: dal 2000 al 2017 ha “regalato” alla Ue 88,720 miliardi (fonte RGS: è la differenza fra i versamenti e gli accrediti). Inoltre ha contribuito per 58,200 miliardi (fonte Def 2019) ai fondi salva stati. In totale 146,920 miliardi di euro degli italiani “regalati” agli altri paesi europei.

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