Un impressionante dettaglio…

Se si legge con attenzione l’enciclica …
C’è un personaggio inquietante e apocalittico che Benedetto XVI evoca, a sorpresa, nella recente enciclica “Spe salvi”: l’Anticristo. Per la verità il papa non cita direttamente questo oscuro soggetto che è drammaticamente preannunciato fin dal Nuovo Testamento, ma lo chiama in causa attraverso una citazione di Immanuel Kant che fa una certa impressione rileggere in questi tempi in cui l’Europa sembra in guerra contro la Chiesa, spesso strumentalizzando alcuni gruppi sociali (come gli immigrati musulmani o le donne o gli omosessuali) per sradicare le radici cristiane e per limitare la libertà dei cattolici e della Chiesa. Scriveva Kant: “Se il cristianesimo un giorno dovesse arrivare a non essere più degno di amore (…) allora il pensiero dominante degli uomini dovrebbe diventare quello di un rifiuto e di un’opposizione contro di esso; e l’anticristo (…) inaugurerebbe il suo, pur breve, regime (fondato presumibilmente sulla paura e sull’egoismo). In seguito, però, poiché il cristianesimo, pur essendo stato destinato ad essere la religione universale, di fatto non sarebbe stato aiutato dal destino a diventarlo, potrebbe verificarsi, sotto l’aspetto morale, la fine (perversa) di tutte le cose”.

I cattolici con la P38 puntata alla tempia

L’industria mediatica celebra ed esalta, da anni, la generazione sessantottina anche perché è quella che oggi ha in mano il potere e il contropotere (nei giornali, nel cinema, nella cultura, in politica). Quindi celebra se stessa. Una generazione imbottita di ideologia che ha preteso di essere (e d è) la lotta e il governo, la sovversione e l’establishment.

Rubrica 87

Auto (gol)

Il Tg5 di sabato, alle 20 aveva un titolo emblematico, un vero segno dei tempi. Accostava due notizie provenienti, nello stesso giorno, dal mondo dello sport (che poi è un concentrato del nostro tempo e dei suoi veleni).
Ecco la prima notizia. Un famoso e importante dirigente della Formula 1, il miliardario Bernie Ecclestone, ha rilasciato dichiarazioni che hanno sconcertato su Hitler e altre cose discutibili sulla democrazia.
Francamente la reazione non è stata quella attesa. Doveva esserci una sollevazione di tutto il mondo dell’automobilismo e dello sport e invece quasi da solo il Congresso mondiale ebraico ha chiesto le sue dimissioni.
L’interessato ha replicato ieri con la solita “precisazione” che parla – com’era prevedibile – di “grande malinteso” e prova a mettere una toppa di dubbia efficacia: “In quell’intervista abbiamo parlato di strutture e di come a volte possa essere positivo prendere decisioni senza limitazioni di sorta”. Ha pure aggiunto a proposito di Hitler: “Mi è stato domandato se conoscessi un dittatore e io mi sono limitato a dire che prima dei suoi orribili crimini agì con successo contro la disoccupazione e la crisi economica”.

Se l’Unità parla di Cesare e Berlusconi

I berlusconiani più esagerati? Stanno diventando quelli dell’Unità.
E’ noto che l’odio smodato è un sentimento che talora può confinare con l’amore più folle (e viceversa). E che i due sentimenti estremi possono finire per confondersi. Ebbene, la parabola dell’Unità nei confronti di Berlusconi alla fine rischia di essere proprio questa.

Rubrica 86

Sì Martini, sì party

Il cardinal Martini sbandierò al mondo intero che, una volta in pensione, si sarebbe “ritirato” a Gerusalemme. Tanti poterono dirsi ammirati per la profonda spiritualità del prelato, che si dava alla preghiera, al silenzio e alla meditazione.
In realtà lui non aveva detto questo: “Quando mi chiedono il perché io abbia scelto di vivere a Gerusalemme, rispondo che non lo so. È stato lo Spirito Santo”.
Evidentemente lo Spirito Santo – dopo avergli negato il papato a cui lo avevano candidato i grandi media e averlo condotto lontano da Roma – non si è più fatto vivo.

La questione etica? Battere la corruzione

Si dice che il Pdl voglia lanciare una controffensiva per rinnovare l’immagine del governo e lasciarsi alle spalle le polemiche giornalistiche e il gossip. A mio avviso l’unica strada giusta è quella della politica vera, dell’amministrazione seria e rigorosa della cosa pubblica. La parola d’ordine dovrebbe essere: “onestà”. Che oggi rappresenta pure la vera, colossale risorsa economica per trascinare l’economia italiana fuori dalla crisi. Vale più del petrolio.

E’ IN LIBRERIA IL NUOVO VOLUME DI ANTONIO SOCCI, “I SEGRETI DI KAROL WOJTYLA” (Rizzoli)

Ecco una sintesi del contenuto del libro.

carol10Karol Wojtyla dall’età di ventisei anni viveva delle autentiche esperienze mistiche. È questa una delle notizie che il libro di Antonio Socci offre, con testimonianze di prima mano, sull’uomo che più ha impressionato e commosso la nostra generazione. La natura di queste esperienze e le “rivelazioni” soprannaturali che egli custodiva spiegano anche i suoi gesti profetici? E illuminano il suo giudizio sul carattere “apocalittico” dei nostri anni?

E’ in corso una guerra di liberazione del Sud

“Chi sa, fa. Chi non sa, insegna”, diceva già Oscar Wilde.
E la battuta fotografa l’attuale situazione italiana dove c’è da una parte (sui media, sotto i riflettori) un’antimafia parlata che spesso si autocelebra. E dall’altra (nel silenzio, ignorata dai media) un’antimafia concreta, che negli ultimi mesi sta letteralmente sbaragliando le mafie e specialmente la camorra, proprio nel territorio raccontato da Gomorra di Roberto Saviano.

E’ in corso una guerra di liberazione del Sud

“Chi sa, fa. Chi non sa, insegna”, diceva già Oscar Wilde.
E la battuta fotografa l’attuale situazione italiana dove c’è da una parte (sui media, sotto i riflettori) un’antimafia parlata che spesso si autocelebra. E dall’altra (nel silenzio, ignorata dai media) un’antimafia concreta, che negli ultimi mesi sta letteralmente sbaragliando le mafie e specialmente la camorra, proprio nel territorio raccontato da Gomorra di Roberto Saviano.

D’Alema col mito del Cav

Chi scriveva queste cose nel luglio 1997?
Il Pds, come “ceto politico”, è “un cane morto”, “il suo stato è sotto ogni punto di vista desolante: il gruppo dirigente nazionale è in buona parte formato da inetti, i gruppi dirigenti locali sono del tutto al di sotto della funzione”. Il partito “non può essere rianimato”. Rileggiamo: Inetti.

Chi formulava questi “lusinghieri” giudizi? Fu Berlusconi? O Feltri? No. Furono scritti, nero su bianco, dalle due menti dello staff di D’Alema, cioè Claudio Velardi e Fabrizio Rondolino, in un documento top secret che sembra un po’ il canovaccio della strategia dalemiana in quegli anni (è venuto alla luce grazie ad un libro di Alessandra Sardoni, “Il fantasma del leader”).

NOVITÀ

Dio abita in Toscana

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Il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione, Libero, Il Giornale e la Verità hanno pubblicato tre anticipazioni del mio libro (già oggi sugli scaffali delle librerie),...

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