Vorrei difendere la Rai, dove lavoro, su questo giornale che le è spesso ostile.
La Rai sarà più che mai una ricchezza per il Paese se saprà aprirsi e rinnovarsi come sta facendo la classe dirigente italiana (il Papa stesso ha riconosciuto l’inizio di tempi nuovi, dicendosene lieto). Ma come farlo?Ieri, sulla Stampa, Paolo Martini, uno dei giornalisti più esperti di televisione, ha anticipato il prossimo palinsesto della Rai per l’informazione.
Lui, che certamente non è di centrodestra, ha tratto questa conclusione: “La tv di Stato, a sorpresa, si offre sul mercato con un volto così arroccato a sinistra, che nemmeno ai tempi del governo Prodi ha mai avuto”.
Il servizio pubblico è tenuto al massimo pluralismo e, in questo momento storico, l’area politico-culturale di sinistra è ai minimi storici nel Paese (così dicono le urne): possibile che invece in tv, come dice Martini, detenga l’esclusiva? Se così sarà, scoppieranno polemiche infuocate. Si possono evitare? E come?