Il “caso Wielgus” rivela innanzitutto la solitudine (e la bravura) di Benedetto XVI. E rivela che c’è un problema nel mondo ecclesiastico.
Lo ha centrato padre Adam Boniecki, amico di Karol Wojtyla, ieri in una intervista: “Non so chi, ma qualcuno ha disinformato papa Ratzinger. E’ grave, qualcuno dovrà pagare”.
In effetti che un prete polacco come don Wielgus abbia avuto qualche cedimento verso un regime nemico, persecutore, assassino e ricattatore, purtroppo rientra nella normalità della vita di una brutale dittatura comunista. Però è incomprensibile che egli, con quel passato problematico, sia arrivato fino alla nomina a vescovo di Varsavia e Primate di Polonia senza sentire, prima, il bisogno di dire tutto al Papa e soprattutto senza che nessuno, fra coloro che dovevano controllare, abbia raccolto informazioni complete e fatto sapere al Papa.