Welby, Prodi e Scalfari
Il “caso Welby”, amplificato dai Radicali in queste settimane, ha spostato i riflettori dell’opinione pubblica dall’agonia del governo all’agonia del povero Piergiorgio. Il crollo di consensi e d’immagine di Prodi e le divisioni della maggioranza sono entrate in un cono d’ombra.
Ma quanto sia grave la situazione del governo – tenuto in vita artificialmente (dai senatori a vita) per l’approvazione della Finanziaria – lo ha riconosciuto il più acceso sostenitore del professore bolognese: Eugenio Scalfari, che è l’altro “giapponese” di Prodi (fu Pannella a definirsi così per primo). Nel suo editoriale sulla Repubblica di ieri, il bollettino medico del governo è parso disperato. A proposito della Finanziaria Scalfari esorta a stendere un pietoso velo anziché “continuare a tormentarsi e a tormentare enunciandone gli errori, le manchevolezze, le esitazioni e gli estenuanti negoziati”, per non dire dell’ “inspiegabile errore del condono dei reati contabili”.





