Welby, Prodi e Scalfari

Il “caso Welby”, amplificato dai Radicali in queste settimane, ha spostato i riflettori dell’opinione pubblica dall’agonia del governo all’agonia del povero Piergiorgio. Il crollo di consensi e d’immagine di Prodi e le divisioni della maggioranza sono entrate in un cono d’ombra. Ma quanto sia grave la situazione del governo – tenuto in vita artificialmente (dai senatori a vita) per l’approvazione della Finanziaria – lo ha riconosciuto il più acceso sostenitore del professore bolognese: Eugenio Scalfari, che è l’altro “giapponese” di Prodi (fu Pannella a definirsi così per primo). Nel suo editoriale sulla Repubblica di ieri, il bollettino medico del governo è parso disperato. A proposito della Finanziaria Scalfari esorta a stendere un pietoso velo anziché “continuare a tormentarsi e a tormentare enunciandone gli errori, le manchevolezze, le esitazioni e gli estenuanti negoziati”, per non dire dell’ “inspiegabile errore del condono dei reati contabili”.

MA – sinceramente ! – ABBIAMO VERAMENTE BISOGNO DI CRISTO per il 2007 ?

Nel suo “Messaggio Urbi et orbi” per il Natale 2006, Benedetto XVI ha voluto dare risposta proprio a questa domanda. Ha detto fra l’altro:

Lettera a Veltroni su Terzani e il comunismo

Caro Walter,ho letto la tua bella commemorazione di Tiziano Terzani (pubblicata sull’Unità del 21 dicembre) per la dedica di un viale di Roma a questo famoso e celebrato giornalista. Ma ho una perplessità. Ed è giusto discuterne perché non è un particolare irrilevante nella vita di Terzani e soprattutto nella nostra storia, come Paese e pure come corporazione dei giornalisti. Tu hai affermato: “Il giornalismo divenne la sua professione, la sua vita. Guardò subito ad Oriente. Inviato di ‘Der Spiegel’, descrisse la Cina comunista, raccontò gli orrori della guerra del Vietnam, le atrocità dei massacri cambogiani. Con la capacità di narrazione e di scrittura del grande giornalista”.

L’ATTESO DALL’UMANITA’ DI TUTTI I TEMPI …

Il Natale è il ricordo del modo in cui il Signore si è reso presente. Il Signore non è mai un passato. Il Natale è dunque il ricordo del Signore Che è diventato uomo, un bambino Come ognuno di noi è stato ed è. Luigi Giussani

Ancora sulla messa in latino:un appello sul Figaro

C’è aria di svolta nella Chiesa. A propiziare un grande ritorno alla libertà e alla pienezza della tradizione cattolica è una inedita azione del popolo cristiano e del mondo intellettuale a sostegno di Benedetto XVI che sta mettendo con le spalle al muro il ceto ecclesiastico “progressista” e intollerante. I eri sono usciti contemporaneamente due appelli, con gli stessi contenuti, sul giornale italiano Il Foglio e sul quotidiano francese Le Figaro. Due appelli di intellettuali laici e cattolici in difesa del Papa sul quale si stanno per scaricare le ire di certi vescovi, soprattutto quelli francesi. Il nodo della contesa sembra – ai non addetti ai lavori – periferico, invece è centrale: la liturgia. Nella vita della Chiesa vale il principio “lex orandi, lex credendi” (significa che la teologia della Chiesa, l’ortodossia della fede, si trova nella liturgia). Non a caso è specialmente lì che più si sono accaniti gli “innovatori” per demolire la Chiesa dall’interno. Come hanno potuto farlo?

APPELLO A SOSTEGNO DEL PAPA CHE RIPORTA LA LIBERTA’ E L’ANTICA LITURGIA CATTOLICA !!!

Sul Foglio di Giuliano Ferrara, il 16 dicembre 2006, ho pubblicato questo Articolo-manifesto…

Il pericolo del clericalismo

C’è un rischio serio in Italia: il clericalismo. Bisogna lanciare l’allarme proprio noi cattolici perché a uscirne con gravi danni sarà soprattutto la Chiesa. Nel mio piccolo mi batto da tempo contro l’anticlericalismo, contro l’intolleranza laicista che vorrebbe imbavagliare la Chiesa e contro il tentativo di sradicare il cristianesimo dalla storia del nostro popolo. Ma penso che ora la Chiesa debba temere anche il fenomeno opposto, il tracimare della gerarchia – a cui competono compiti diversi – in campi che sono prerogativa dei laici cattolici, come Benedetto XVI ha ripetuto anche sabato scorso, come ha affermato il Concilio e come ha definito la stessa dottrina cattolica.

CHI VUOLE CANCELLARE IL NATALE ?

Temo certi cattolici più dei comunisti …

Perchè Prodi è già morto

“Come un aereo in picchiata”. Così, da alcuni mesi, va il consenso degli italiani al governo secondo il Corriere della sera che ieri pubblicava gli ultimi rilevamenti. In tre mesi il gradimento per il governo è crollato dal 50,8 per cento al 37,7 con l’opposizione in sorpasso, dal 43,1 al 45 per cento. Se a settembre la previsione degli elettori sul vincitore delle prossime elezioni dava il centrodestra al 36,5 e il centrosinistra al 35,5, oggi la differenza si è fatta abissale: il 57 per cento dà la vittoria al centrodestra e solo il 21,7 ritiene ancora possibile la vittoria del centrosinistra. Ancora un dato che coglie questa stessa tendenza: le intenzioni di voto nel maggioritario a settembre vedevano le due coalizioni quasi alla pari con una leggera prevalenza della Casa delle libertà (50,1 per cento contro 49,6), mentre oggi il centrodestra è schizzato al 55,1 per cento e invece il governo è crollato al 44,9.

Il caso Hummes e i preti sposati

Forse, oltre ad astenersi dal matrimonio, gli ecclesiastici dovrebbero astenersi anche dalle interviste. Per non confondere il Verbo con le chiacchiere. L’altroieri per esempio il cardinale Claudio Hummes ha rilasciato dichiarazioni che sono parse esplosive sul tema del matrimonio dei preti. Non potevano passare inosservate perché Hummes in queste ore sta arrivando a Roma chiamato dal Papa proprio come “ministro” per il clero. Ecco cos’ha detto il cardinale: “Anche se i celibi fanno parte della storia e della cultura cattoliche, la Chiesa può riflettere sulla questione del celibato perché non è un dogma, ma una norma disciplinare”. Di per sé ha ragione chi ha notato che non c’è niente di nuovo, perché di certo il celibato ecclesiastico non è un dogma di fede. Ma è evidente che annunciare oggi una possibile revisione, mentre Hummes si appresta a guidare la Congregazione del clero e mentre si intensificano gli attacchi a questo istituto, significa indurre i giornali a titolare: “Il Vaticano apre sui preti sposati”.